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Magistrale esecuzione di Angelo al violino, e di tutti gli altri musicisti. Il testo è in lingua d'oc, parlata nel XII secolo nella Francia del sud, la Provenza.
«Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle, che il sole splenda caldo sul tuo viso, e la pioggia cada dolce nei campi attorno e, finché non ci incontreremo di nuovo, Iddio ti protegga nel palmo della Sua mano»
San Patrizio, Benedizione del viaggiatore irlandese
« May the road rise to meet you, may the wind be always at your back, may the sun shine warm upon your face, and the rains fall soft upon your fields and, until we meet again, may God hold you in the palm of His hand. »
Mi piace spettinato camminare
il capo sulle spalle come un lume
e mi diverto a rischiarare
il vostro autunno senza piume.
Mi piace che mi grandini sul viso
la fitta sassaiola dell'ingiuria,
mi agguanto solo per sentirmi vivo
al guscio della mia capigliatura.
Ed in mente mi torna quello stagno
che le canne e il muschio hanno sommerso
ed i miei che non sanno di avere
un figlio che compone versi;
ma mi vogliono bene come ai campi
alla pelle ed alla pioggia di stagione,
raro sarà che chi mi offende
scampi alle punte del forcone.
Poveri genitori contadini,
certo siete invecchiati e ancor temete
il Signore del cielo e gli acquitrini,
genitori che mai non capirete
che oggi il vostro figliolo è diventato
il primo tra i poeti del Paese
e ora in scarpe verniciate
e col cilindro in testa egli cammina.
Ma sopravvive in lui la frenesia
di un vecchio mariuolo di campagna
e ad ogni insegna di macelleria
la vacca si inchina sua compagna.
E quando incontra un vetturino
gli torna in mente il suo concio natale
e vorrebbe la coda del ronzino
regger come strascico nuziale.
Voglio bene alla patria
benchè afflitta di tronchi rugginosi
m'è caro il grugno sporco dei suini
e i rospi all'ombra sospirosi.
Son malato di infanzia e di ricordi
e di freschi crepuscoli d'Aprile,
sembra quasi che l'acero si curvi
per riscaldarsi e poi dormire.
Dal nido di quell'albero, le uova
per rubare, salivo fino in cima
ma sarà la sua chioma sempre nuova
e dura la sua scorza come prima;
e tu mio caro amico vecchio cane,
fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia
e giri a coda bassa nel cortile
ignaro delle porte dei granai.
Mi sono cari i miei furti di monello
quando rubavo in casa un po' di pane
e si mangiava come due fratelli
una briciola l'uomo ed una il cane.
Io non sono cambiato,
il cuore ed i pensieri son gli stessi,
sul tappeto magnifico dei versi
voglio dirvi qualcosa chge vi tocchi.
Buona notte alla falce della luna
sì cheta mentre l'aria si fa bruna,
dalla finestra mia voglio gridare
contro il disco della luna.
La notte e` così tersa,
qui forse anche morire non fa male,
che importa se il mio spirito è perverso
e dal mio dorso penzola un fanale.
O Pegaso decrepito e bonario,
il tuo galoppo è ora senza scopo,
giunsi come un maestro solitario
e non canto e celebro che i topi.
Dalla mia testa come uva matura
gocciola il folle vino delle chiome,
voglio essere una gialla velatura
gonfia verso un paese senza nome.
Sì,ma secondo me la versione che si trova nell'LP"Gulliver,la luna e altri disegni" rende infinitamente meglio quanto tu enunci sopra... cosa vuol dire comunque "passato arreso"? Tranquillità passate?Avventure,direi...più che tranquilità. Secondo me "Confessioni" è la più bella canzone mai ascoltata nella mia vita.
Qui non nella versione migliore:manca quell'affascinante tremolio e riverbero tipico della voce di Branduardi in alcune canzoni..ossia,una specie di eco,o di lieve rumore d'acqua che scroscia in una grotta. Anche gli arrangiamenti sono meno belli di altre sue versioni della stessa canzone.Qui la canzone è festosa e infantile,sembra una filastrocca;così ci perde,direi.
Credo che branduardi piaccia a chi a nostalgia di uno stile di vita più semplice e sereno! I suoi pezzi portano a rlassarsi e a pensare! Non si segue solo il ritmo!
La prima richiama Esenin e Branduardi, fusi in un armonico quanto emozionante abbraccio e corpo a corpo,come edera e muro,o meglio,edera e "concio natale",trovo. La seconda è,trovo,stanca , spenta e priva di pathos,tanto che non vorrò più riascoltarla,proprio per mantenere viva in me l'immensa emozione provocata dalla prima versione.
Confessioni di un malandrino è una canzone del 1975 cantata da Angelo Branduardi, contenuta nel suo secondo album La luna. Il testo è frutto di una traduzione e adattamento dello slavista Renato Poggioli (su musica dello stesso Branduardi) di una poesia del 1920 del poeta russo Sergej Esenin, intitolata Confessioni di un teppista (in russo Исповедь хулигана)
Queste è una delle canzoni più interessanti di Angelo, ha un così alto potere visionario che è assolutamente raro nella Musica sotto forma di "canzone". I suoni, le pause , i silenzi... tutto contribuisce a fare lievitare la nostra immaginazione, e trasportarci davvero oltre i confini, un viaggio della mente, e del cuore... verso mondi colorati, verso mondi migliori.
Un gioiello minimalista che non può mancare nella playlist di un vero Branduardiano
"...In Ai confini dell'Asia c'è addirittura un equivoco armonico, nel senso che si tratta di un accordo assurdo con delle note vicine in cui cambia solo il basso; questo identifica il cambiamento d'atmosfera quando c'è il Si e poi il Re. E' solo questo, ed era voluto. In studio, quando suonavamo io e Franco Mussida, che conosco da anni, il tentativo era questo: suonare il meno possibile e non suonare cose chiare. "
Molto bella e molto bello anche il video...evoca quasi una pace zen... meditazione e profondità di visitazione interiore...poi proiettata sulla realtà sfuggente...
Maestro anche lei è wagneriano? ( io non so più cosa pensare...tanti mi dicono "dopo aver ascoltato bene Wagner, tutto il resto e' musica da organetto"...sento che non potrei mai preferirlo ai nostri compositori italiani...forse e' un partito preso? forse perchè sotto sotto so di non avere la vocalità adatta a quel repertorio??XD mah..
Angelo Branduardi
Le fanciulle senza amore
son vascelli senza vele
son lanterne senza luce sono corpi senza cuore. Le fanciulle senza amore...
Villanella a ballo del XVII sec. detta anche "rionna": ballo in tondo
Caricato il 15 gen 2010
Canzone napoletana del '600 - Anonimo.
Registrazione rara da un concerto a Zurigo.
Li 'ffigliole che n'hanno ammore songo varche senza la vela,
so' lanterne senza cannela
songo cuorpe senza lu core,
li 'ffigliole che n'hanno ammore.
Laura Montanaro Mi pare sia tratta da "la gatta Cenerentola "
di Roberto De Simone
Maura Bernardi Diciamo che nel 600 pesava molto di piu' il fatto che la donna fosse sola...diventava suora...
come la monaca di Monza.Un certo peso pero' l'ha avuto fino agli anni 50/60 anche da noi ..
essere zittella ti relegava in un ruolo brutto,di donna frustrata e acida.Ora e' diverso...non parlerei solo di donne....parlerei di donne, di uomini e di amore.Si',proprio di persone e di amore...e' l'amore il motore del mondo, e' la nostra luce interna che nutre l'anima ...se d'improvviso l'amore manca anche l'anima muore..certo si vive ancora ma una luce preziosa si sara' spenta..importante che non muoia la capacita' d'amare!
https://youtu.be/Zb0SVMNL318
"Io sono il trovatore, sempre vado per terre e paesi. Ora sono giunto a questo, lasciate che prima di partirne IO CANTI..."
"Ich bin der Minnesänger, ich reise durch Länder und Städte.
Nun bin ich hier, lasst mich singen, bevor ich weiterziehe..."
"E il vecchio uomo si addormentò, e sognò di essere una farfalla, o forse era solo una farfalla che sognava di essere un vecchio uomo addormentato…”
"Ch'io sia la fascia che la fronte ti cinge, così vicina ai tuoi pensieri".
Inizia così questa canzone tratta da una poesia dei Pellerosse del Nuovo Messico.
Si canta dell'amore cerebrale, vero, ma anche di sangue, di passione pura fatta d'istinto.
Che i Pellerossa fossero un popolo guerriero, questo lo si sapeva, ma che fossero anche dei passionali in amore, questo può risultare sorprendente ai più, oltretutto qui si canta dell’amore fisico ma che non sfocia mai nella semplice constatazione di un rapporto meccanico, anzi, vengono coinvolti tutti i settori emotivi e sensoriali innescando in questo modo una carica di erotismo per niente volgare o scontata. Eros e Thanatos si rincorrono, “Ch’io sia il grano di mais frantumato dai tuoi denti selvaggi“: Si evidenzia il completo stato di dedizione quasi sacrificale dell’amante nei confronti della sua donna e di nuovo, ecco riversarsi in una potente immagine erotica e passionale: “Ch’io sia al tuo collo turchese, caldo della tempesta del tuo sangue.” per poi scivolare tra le dita di lei, come la lana del telaio, quasi come una inconsapevole ricerca di una via di fuga. Ma a questo punto è la donna a sentirsi coinvolta da questo innesco, o meglio, è il desiderio e speranza dell’uomo: “C’io sia il tuo sogno notturno, quando nel sonno parli e gemi“.
E' un testo poetico stupendo, dei Navajo, che ci fa capire quanto poco sappiamo della cultura dei nativi americani, io lo lessi tanti anni fa ai tempi della tesi su Canti Erotici dei Primitivi di Alfonso di Nola e mi è rimasto molto impresso...
Ch' io sia la fascia che la fronte ti cinge, cosi' vicina ai tuoi pensieri .....
Ch' io sia il grano di mais frantumato dai tuoi denti selvaggi .....
Ch' io sia, al tuo collo, turchese caldo della tempesta del tuo sangue!
Ch' io sia la lana variopinta del telaio, la lana che scivola tra le tue dolci dita .....
Ch' io sia la tunica di velluto sul flusso e riflusso del tuo cuore .....
Ch'io sia la sabbia nei mocassini, che accarezza le dita dei tuoi piedi...
Ch' io sia il tuo tenero sogno notturno, quando, nelle nere braccia morbide del tuo sonno, tu gemi girandoti gioiosa..
Ch'io sia la fascia che la fronte ti cinge, così vicina ai tuoi pensieri
Ch’io sia il grano di mais frantumato dai tuoi denti selvaggi
Ch’io sia al tuo collo turchese, caldo della tempesta del tuo sangue
C’io sia il tuo sogno notturno, quando nel sonno parli e gemi
"La pulce d'acqua" è una canzone ispirata da una leggenda indiana, da una storia degli Indiani del Nord America, gli uomini dalla pelle rossa, un popolo di guerrieri e mistici innamorati della propria terra. Un popolo che oggi è studiato e molto amato per la loro mentalità pervasa di spiritualità e per il loro stretto rapporto con la natura, per la loro considerazione per gli animali e per le piante. Nella cultura degli indiani d'America, cosi' impregnata di spiritualità e di armonia verso tutto il creato, la malattia puo' essere causata dal malato stesso che ha infranto un tabù oppure, come succede in questo brano, non ha rispettato gli elementi naturali, provocando l'intervento di uno spirito maligno che lo punisce con un malessere o addirittura con la perdita dello spirito, dell'ombra. Compito dell'uomo o della donna di medicina, è quindi quello di riportare l'equilibrio interiore.
Angelo Branduardi. "La pulce d'acqua"
E` la pulce d'acqua
che l'ombra ti rubò
e tu ora sei malato
e la mosca d'autunno
che hai schiacciato
non ti perdonerà.
Sull'acqua del ruscello
forse tu troppo ti sei chinato,
tu chiami la tua ombra,
ma lei non ritornerà.
E` la pulce d'acqua
che l'ombra ti rubò
e tu ora sei malato
e la serpe verde
che hai schiacciato
non ti perdonerà.
E allora devi a lungo cantare
per farti perdonare
e la pulce d'acqua che lo sa
l'ombra ti renderà.
http://youtu.be/R_u9ciXQVNc
tutte le immagini sono tratte dalle opere di Vicente Romero Redondo.
http://youtu.be/ZewtY3CgV-Y
Angelo Branduardi, Il Bambino Dei Topi
Parliamo ancora di lui
sottovoce, quando viene sera,
seduti vicini, con un po’ di paura
Di quando ci rincorreva
ridendo in quel modo strano
e poi si nascondeva
a spiarci da lontano
Viveva là sulla collina
Passava le sue giornate
a guardare i passeri volare
Giocava con i topi, ma con noi non parlava
Noi lo tormentavamo
cercando di farlo piangere
ma lui non ci badava e se ne andava
Suo padre non lo amava
ogni giorno lo picchiava
non poteva sopportare quei suoi occhi strani
Sua madre lo consolava
lui se ne andava sotto la pioggia
a piedi nudi, camminava adagio
Sono così lontane
le cose accadute allora
ma qualche volta di lui noi parliamo ancora
Nelle sere d’estate
quando qui ci si annoia
seduti vicini lasciando che il tempo passi
"Il bambino dei topi"
( Luisa Zappa - Angelo Branduardi )
Angelo Branduardi, Il Bambino Dei Topi
Da un concerto in Germania del 1991. Tour "Il Ladro".
Canzone bella,parla di tempi remoti,di gente povera e semplice ma anche rozza e crudele.
I bambini non avevano gran divertimenti ma si dilettavano a prendersi gioco di un ragazzo particolare... silenzioso non parlava con nessuno, giocava con gli uccelli e I topi...lo chiamavano il bambino dei topi. Non viveva molto bene, il padre lo picchiava perchè era strano, diverso... Oggi si chiamerebbe vittima di abusi e vittima di bullismo, allora era il matto del paese e se eri diverso, schernito. A quei tempi c'era molta ignoranza e cattiveria......e oggi, che abbiamo più cultura e strumenti per capire... siamo così cambiati?
https://youtu.be/4QPZTHSXPJg
Il 1 gennaio 1449 nasceva Lorenzo de' Medici, e forse non è un caso: è forse, chissà, un segno del destino, un auspicio e un Augurio per un nuovo anno che comincia...
Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia!
Chi vuol essere lieto, sia: di doman non c'è certezza.
Lorenzo de Medici. Trionfo di Bacco e Arianna
Può una poesia essere di per sè musica e allo stesso tempo un piccolo trattato di filosofia? Questi versi di Lorenzo De' Medici detto il Magnifico ne è un esempio formidabile. E’ l’invito alla vita, è il “Carpe Diem“. Lorenzo De Medici prende spunto dal Carnevale a Firenze in cui si usava travestirsi e andare in giro a cantare ballate. Lorenzo le ballate le componeva, componeva questi cosidetti canti carnascialeschi. Il tono scherzoso della maggior parte di questi canti finiva, tuttavia, per sacrificare inevitabilmente tutta la potenza poetica e ne inibiva tutto il potenziale lirico. Nel caso del “Trionfo di Bacco e Arianna“, invece, avviene il miracolo: Versi sorprendenti che diventano quasi un inno alla vita, a viverla perchè esiste ora e qui, perchè poi passa e non si sa se ritorna.Proprio come quel “Trionfo”, il carro mascherato sul quale ci sono uomini e donne travestiti, Bacco e Arianna, i satiretti, le ninfe, tutti giovani e belli. Il carro passa e con esso passa il Tempo…e la giovinezza. E di domani non c’è certezza. Lorenzo il Magnifico visse solo 43 anni, dal 1449 al 1492, e a soli 20 anni, avendo perso il padre, si trovò a governare la città di Firenze: Lo fece con forza e con la passione di chi sapeva cogliere tutti i lati belli della vita.
Quest'è Bacco e Arianna
belli e l'un dell'altro ardenti:
perchè ll tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe e altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Questi lieti satiretti
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han loro posto cento agguati;
or, da Bacco riscaldati,
ballan, saltan tuttavia.
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Queste ninfe anche hanno caro
da lor essere ingannate;
non può fare a amor riparo
se non gente rozze e ingrate;
ora, insieme mescolate,
suonan, cantan tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Mida vien dietro a costoro:
ciò che tocca or diventa.
E, che giova aver tesoro,
s'altri poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arde di dolcezza il core!
Non fatica! Non dolore!
Ciò c'ha a esser convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Quant'è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Il testo proviene dai "Canti Carnascialeschi"
di Lorenzo De Medici detto "Il Magnifico"
http://youtu.be/axU--HxXSe8
"Laila è bella e velenosa...nel suo bacio il vino di Shiraz, nel suo cuore il cobra di Birmania".
Il vino non è solo enologia e cultura o simbolo, il vino può essere poesia, come nelle parole di un antico amante nepalese che viveva in Birmania qualche migliaio di anni fa. Vino inebriante che ti rallegra e spesso ti fa sincero, ma subdolamente si prende la volontà, proprio come certi amori...
E Laila, così bella, così spregiudicata, donna voluttuosa contro un uomo volubile.
E un sapore disinibitorio come quello del vino di Shiraz, frutto velenoso: acre, dolce, e traditore.
http://youtu.be/4TtZeqFWMVg
Vanità di vanità cantata da Branduardi
Vai cercando qua, vai cercando là,
ma quando la morte tri coglierà
che ti resterà delle tue voglie?
Vanità di vanità.
Sei felice, sei, dei pensieri tuoi,
godendo solo d'argento e d'oro,
alla fine che ti resterà?
Vanità di vanità.
Vai cercando qua, vai cercando là,
seguendo sempre felicità,
sano, allegro e senza affanni...
Vanità di vanità.
Se ora guardi allo specchio il tuo volto sereno
non immagini certo quel che un giorno sarà della tua vanità.
Tutto vanità, solo vanità,
vivete con gioia e semplicità,
state buoni se potete...
tutto il resto è vanità.
Tutto vanità, solo vanità,
lodate il Signore con umiltà,
a lui date tutto l'amore,
nulla più vi mancherà.
Tutto vanità, solo vanità, vivete con gioia e semplicità, state buoni se potete... tutto il resto è vanità. Tutto vanità, solo vanità, lodate il Signore con umiltà, a Lui date tutto l'amore, nulla più vi mancherà....
Vai cercando qua, vai cercando là, ma quando la morte ti coglierà che ti resterà delle tue voglie? Vanità di vanità. Sei felice, sei, dei pensieri tuoi, godendo solo d'argento e d'oro, alla fine che ti resterà? Vanità di vanità. Vai cercando qua, vai cercando là, seguendo sempre felicità, sano, allegro e senza affanni... Vanità di vanità. Se ora guardi allo specchio il tuo volto sereno non immagini certo quel che un giorno sarà della tua vanità.
Bellissima poesia di Filippo Neri, lavoro straordinario di Branduardi!
State buoni se potete (Versione integrale) è un film italiano del 1983 diretto da Luigi Magni, con Johnny Dorelli e Philippe Leroy. [[[[[ Film per tutti ]]]]]
Descrizione:
Durante il XVI secolo, nella Roma papale, il colto e gentile don Filippo Neri dedica la sua missione parrocchiale all'infanzia abbandonata fondando alcuni istituti di raccolta ed educazione. State buoni se potete, raccomandava spesso Filippo ai ragazzi dell'oratorio. E la sua storia personale si snoda e si intreccia alle vicende di vari papi, tra cui Sisto V, personaggi religiosi, tra cui Ignazio di Loyola, Carlo Borromeo, Giovanni della Croce, Teresa D'Avila e Francesco Saverio.
******************************************************* Paese Italia Anno 1983 Durata 149 min
Angelo Branduardi - Il cantico delle creature
A te solo Buon Signore
Si confanno gloria e onore
A Te ogni laude et benedizione
A Te solo si confanno
Che l'altissimo Tu sei
E null'omo degno è
Te mentovare.
Si laudato Mio Signore
Con le Tue creature
Specialmente Frate Sole
E la sua luce.
Tu ci illumini di lui
Che è bellezza e splendore
Di Te Altissimo Signore
Porta il segno.
Si laudato Mio Signore
Per sorelle Luna e Stelle
Che Tu in cielo le hai formate
Chiare e belle.
Si laudato per Frate Vento
Aria, nuvole e maltempo
Che alle Tue creature dan sostentamento.
Si laudato Mio Signore
Per sorella nostra Acqua
Ella è casta, molto utile
E preziosa.
Si laudato per Frate Foco
Che ci illumina la notte
Ed è bello, giocondo
E robusto e forte.
Si laudato Mio Signore
Per la nostra Madre Terra
Ella è che ci sostenta
E ci governa
Si laudato Mio Signore
Vari frutti lei produce
Molti fiori coloriti
E verde l'erba.
Si laudato per coloro
Che perdonano per il Tuo amore
Sopportando infermità
E tribolazione
E beati sian coloro
Che cammineranno in pace
Che da Te Buon Signore
Avran corona.
Si laudato Mio Signore
Per la Morte Corporale
Chè da lei nesun che vive
Può scappare
E beati saran quelli
nella Tua volontà
che Sorella Morte
non gli farà male
Il Menestrello D'Italia, anche se l italia non se lo merita a Branduardi. Infatti lui e il Menestrello del mondo, io penso che in una vita precedente lui fosse un musicista/menestrello/buffone di corte. Uno dei grandi patrimoni dell umanita.
Angelo Branduardi e' un monumento artistico ricco di poesia. E' un quadro meravoglioso sotto forma di uomo. Ha sempre proposto la sensibilita' dell'arte. e' un vero Artista. Leo carucci.
Sia lodato sempre e ovunque il Signore per tutte le realtà belle e buone che ha creato. Sia lodato il Signore perchè ha creato tutto buono e solo Lui trasforma il male che noi facciamo in un bene nuovo, cosicchè il bene vince e trionfa sempre sul male. Sia lodato sempre nostro Signore.
Si laudato Mio Signore Per la Morte Corporale Chè da lei nesun che vive Può scappare E beati saran quelli nella Tua volontà che Sorella Morte non gli farà male
ho sempre adorato il Cantico delle Creature *_* la Natura è un'entità che mi meraviglia ogni giorno, e mi emoziona, e questo cantico la esalta in maniera sublime
Ho 15 anni, sono ateo e comunista, ma Branduardi è uno dei miei cantautori preferiti, e questa canzone mi fa venire i brividi lungo la schiena, perché ammiro San Francesco, l'unico santo " comunista " della storia, il Cantico è il testo in assoluto più importante della letteratura italiana, perché è il primo testo in lingua volgare, e perché Branduardi sa rendere bella qualsiasi cosa.
A te solo Buon Signore Si confanno gloria e onore A Te ogni laude et benedizione A Te solo si confanno Che laltissimo Tu sei E nullomo degno è Te mentovare. Si laudato Mio Signore Con le Tue creature Specialmente Frate Sole
Questa è un esempio di musica ITALIANA di cui andare orgogliosi. Di questi tempi è un baluardo da difendere nonostante il Paese faccia sempre più schifo e gli italiani lo osservino decadere senza fare nulla.
non bisogna essere credenti per apprezzare il cantico delle creature. Si, magari per un ateo non è Dio da ringraziare, ma chiamiamola anche natura, caso o quello che ci pare, un pensiero a chi o cosa ci ha dato queste cose, di cui spesso non consideriamo la bellezza e l'importanza, non fa mai male!
Si laudato Mio Signore Per la Morte Corporale Chè da lei nesun che vive Può scappare E beati saran quelli nella Tua volontà che Sorella Morte non gli farà male
Io non sono cristiana, ma questa canzone mi emoziona tantissimo. Primo perchè è una preghiera universale, secondo perchè è espressione del nostro medioevo, terzo perchè è opera di un uomo geniale e speciale quale Francesco D'Assisi, quarto (ma non ultimo) perchè è musicata e cantata dal grande ANGELO.
Quoto in pieno. Personalmente non sono credente ma ritengo che il cantico delle creature sia una delle poesie, se non la poesia, più belle in assoluto. Hanno una forza immensa queste parole..
Parliamo di antico, presente e speriamo futuro, di tutte le bellezze che avevamo, abbiamo, e forse avramo! Poesia, fede, natura. Tutto, eppure ognuna cosa presa singolarmente per rendere grazie di quello che abbiamo a qualcuno, che sia il Signore che la Natura
ho i brividi dall'inizio alla fine... sono un'assisano, abito vicino S. Damiano, dove un mio umile concittadino del 1200 scrisse questo inno al mondo, alla vita, alla natura, a Dio! complimenti al grande Branduardi!
vi siete chiesti mai perchè Branduardi si chiama "Angelo" la sua voce viene da altrove entra come una spada dolce dentro il cuore e lo apre quando canta apre i miei sentimenti e la mia pelle inizia a vibrare in tutto il corpo
io a volte ascolto questa canzone quando sono incazzato per rasserenarmi, è una delle canzoni che conosco che da più serenità , grazie san francesco grazie branduardi (tra l' altro sono ateo , però mi rasserena lo stesso)
non c'è altro che l'immensità, il cui candore ti abbaglierà, e se tu saprai sentire la gioia, tu saprai capire la bellezza, che c'è attorno a te, non c'è chiusura, ma solo apertura al mondo che in divenire poi t'appare
Negli anni si è spesso frainteso il messaggio di san Francesco trasformandolo in un "figlio dei fiori" medievale. In realtà l'ecologismo francescano non ha senso se viene staccato dalla sua origine religiosa, cioè dal fatto che per lui il creato deve essere contemplato proprio perché è "creato" da Dio, e la pace e la coscienza che vengono raggiunte contemplandolo sono dono di Dio, non della natura come fine a sé stessa. D'altra parte lo stesso Cantico delle creature non è che una preghiera...
@piepra785 in realtà [...] Branduardi non ha composto questa musica, ma l'ha presa (come ha fatto anche per altre sue canzoni) dalla tradizione popolare celtica (il cane di lilly e il vagabondo è scozzese :D). Nel 1996 i secret garden hanno pubblicato un brano chiamato "the rap", ascoltatelo, è identico al cantico. Branduardi fu accusato da alcuni di plagio ma si difese appunto dicendo che entrambi (lui e i secret garden) avevano rimaneggiato la stessa musica popolare.
Grazie per tanta grandezza offerta al mondo... nettare vivo di puro altissimo Amore
Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.
Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.
Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato s' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.
Questa è la versione originale del cantico delle Creature come l'ha scritta San Francesco. [...] Dalle sue parti si parlava così! Si chiama italiano volgare! [...] Tutte le lingue hanno un'evoluzione, A quell'epoca non si parlava lo stesso italiano di adesso!!!
Metto il testo completo del Cantico delle Creature:
1° parte
Altissimu, onnipotente bon Signore, Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione. Ad Te solo, Altissimo, se konfano, et nullu homo ène dignu te mentovare.
2° parte
Ad Te solo, Altissimo, se konfano, et nullu homo ène dignu te mentovare. Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature, spetialmente messor lo frate Sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de Te, Altissimo, porta significatione.
3° parte
Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle: in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle Laudato si', mi' Signore, per frate Vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento. Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua. la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta. Laudato si', mi Signore, per frate Focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
5°parte
Laudato s' mi Signore, per sora nostra Morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male. Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate e serviateli cum grande humilitate.
State buoni , Se potete - [Tutto il Film] - San Filippo Neri
Quanta tristezza nel constatare che nel corso dei secoli, purtroppo una grossa fetta del clero, quella gerarchicamentìre più rappresentaiva di Dio, ha fatto i suoi porci comodi. Non lamentiamoci del calo delle vocazioni, ammesso che in passato siano state tutte così vere. Dio non è fra questa gente,questo clero che ancora ostenta ricchezza e potere.Dio è nei santi sacerdoti,nelle sante suore e nei santi comuni laici che hanno vissuto e vivono veramente il vangelo.
Il fascino irresistibile che emana dal S.Filippo del grande L.Magni poggia a mio avviso (oltre che sulle doti del bravissimo J.Dorelli) sul carisma che le grandi figure di eretici e rivoluzionari hanno da sempre suscitato in ognuno di noi...molti gli esempi da S.Francesco al Savonarola fino a don Milani e a don Gallo. Cinematograficamente, di pari forza e dignità è il personaggio di padre Gabriel in Mission di Joffè del 1986 portato in scena da un'indimenticabile J.Irons
qualcosa la dice (a parte che già con il suo capolavoro di musica ha dato tutto il valore al film) Angelo risponde al Don Filippo quando gli viene fatta la domanda se riconosce Leonetta ormai diventata suora e lui dice: '' non non me la ricordo ( ripete due volte la battuta). Sono le uniche che dice nel film per il resto partecipa solo artisticamente come musicista
http://youtu.be/Ps0O3Z0UUPY
Alla fiera dell'est
Angelo Branduardi
Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne il gatto, che si mangiò il topo, che al mercato mio padre comprò
E venne il gatto, che si mangiò il topo, che al mercato mio padre comprò
Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto,
che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.
Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane,
che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.
Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne l'acqua che spense il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane
che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.
Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne il toro, che bevve l'acqua, che spense il fuoco,
che bruciò il bastone, che picchiò il cane,
che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.
Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne il macellaio, che uccise il toro, che bevve l'acqua,
che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane,
che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.
Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E l'angelo della morte, sul macellaio, che uccise il toro, che bevve l'acqua,
che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane,
che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.
Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E infine il Signore, sull'angelo della morte, sul macellaio,
che uccise il toro, che bevve l'acqua, che spense il fuoco,
che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto,
che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.
Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
Cosa posso dire ancora? Prima ci ritrovammo uniti nella stessa casa, poi nell’animo.
Col pretesto delle lezioni ci abbandonammo completamente all’amore…
Abelardo e Eloisa, Lettere d’amore
http://youtu.be/XsiXg7JDteY
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