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giovedì 28 novembre 2013

René Girard. Il capro espiatorio. Le persecuzioni che ci interessano si svolgono di preferenza durante periodi di crisi che comportano l'indebolimento delle istituzioni normali e favoriscono la formazione di folle, cioè di assembramenti popolari spontanei, suscettibili di sostituirsi interamente a istituzioni indebolite o di esercitare su queste una pressione decisiva [...] le crisi che scatenano le grandi persecuzioni collettive sono sempre vissute più o meno nello stesso modo da quelli che le subiscono. L'impressione più viva è invariabilmente quella di una radicale rovina del sociale stesso, la fine delle regole e delle differenze che definiscono ordini culturali





Le persecuzioni che ci interessano si svolgono di preferenza durante periodi di crisi che comportano l'indebolimento delle istituzioni normali e favoriscono la formazione di folle, cioè di assembramenti popolari spontanei, suscettibili di sostituirsi interamente a istituzioni indebolite o di esercitare su queste una pressione decisiva [...] le crisi che scatenano le grandi persecuzioni collettive sono sempre vissute più o meno nello stesso modo da quelli che le subiscono. L'impressione più viva è invariabilmente quella di una radicale rovina del sociale stesso, la fine delle regole e delle differenze che definiscono ordini culturali
René Girard. Il capro espiatorio


domenica 25 novembre 2012

L'essenza della buona disciplina è il rispetto. Rispetto dell'autorità e rispetto degli altri. Rispetto di sé stessi e rispetto delle regole. E' un atteggiamento che inizia a casa, si rinforza con l'addestramento e si mantiene per tutta la Vit




L'essenza della buona disciplina è il rispetto
Rispetto dell'autorità e rispetto degli altri. 
Rispetto di sé stessi e rispetto delle regole
E' un atteggiamento che inizia a casa, 
si rinforza con l'addestramento 
e si mantiene per tutta la Vita.
 Cit. Maestro Roberto Baccaro




La scelta e la costante consuetudine del rispetto a tutto tondo è il segreto del bene del mondo che consiste nell'armonia, nell'ordine, nella convivenza pacifica. Se lo si capisse, si eviterebbero con una pratica rigorosa del rispetto, violenza, intolleranza, guerre fratricide.




giovedì 15 novembre 2012

Manuele Dalcesti. Lo so che non è facile, e che nemmeno viene naturale, ma trovate la forza ed il coraggio di saper dire NO. Ai vostri genitori, ai vostri figli, ai vostri fidanzati. Dire di NO non è nè maleducazione né mancanza di rispetto: è il modo più semplice per stabilire i vostri confini, fin dove una persona può spingersi a chiedere e dove invece si deve fermare. Dopo il prima, secco, non negoziabile NO, tutto comincerà ad andar meglio: provare per credere





Lo so che non è facile, e che nemmeno viene naturale, ma trovate la forza ed il coraggio di saper dire NO. Ai vostri genitori, ai vostri figli, ai vostri fidanzati. Dire di NO non è nè maleducazione né mancanza di rispetto: è il modo più semplice per stabilire i vostri confini, fin dove una persona può spingersi a chiedere e dove invece si deve fermare. Dopo il prima, secco, non negoziabile NO, tutto comincerà ad andar meglio: provare per credere ;)




 il NO agli altri è un SI' a se stessi...permettiamoci piu' SI' , nella vita...


 Precisamente Daniela, hai colto: un no agli altri è un sì a se stessi. Poi non si tratta di essere intrattabili o poco disponibili, semplicemente di rispettarsi e saper mettere dei paletti che gli altri devono comprendere che non possono valicare. Questo ci preserva dai vampiri energetici e ci consente di utilizzare le nostre energie per attività e anche per persone a cui teniamo davvero


 Un no detto con sincerità e consapevolezza induce spesso l'altra persona a rispettarti di più, se tiene alla tua presenza; se invece voleva solo manipolarti è meglio prenderne le distanze!



Dipende dal prezzo che uno è disposto a pagare per dire no...Più si è liberi dalla mente, più si fa col cuore e con l'anima, più si è capaci di dirlo...


una persona che si reprime è un manichino, un manichino destinato prima o poi ad
 esplodere, magari in un momento poco opportuno.. allora liberatevi qui.. mandate al diavolo chi volete: imparate a fare virtualmente quello che un giorno, per la vostra salvezza, dovrete fare nella vita reale

domenica 21 ottobre 2012

Zappalà. La matematica funziona sulla carta, non sulla vita, non funziona quando capisci che tutti i tuoi calcoli erano sbagliati, che i teoremi non portano a niente, che i risultati sono dettati dal caso e non dalle regole. La matematica non funziona, la metà di due non è uno. Nella vita la metà di due - la metà di noi due - è niente





La matematica funziona sulla carta, non sulla vita, non funziona quando capisci che tutti i tuoi calcoli erano sbagliati, che i teoremi non portano a niente, che i risultati sono dettati dal caso e non dalle regole. La matematica non funziona, la metà di due non è uno. Nella vita la metà di due - la metà di noi due - è niente.
C. Zappalà

lunedì 24 settembre 2012

Sanscrito. Le regole per essere umani.




"LE REGOLE PER ESSERE UMANI"
Tramandata da un antico testo sanscrito.


 è l umanita che è vuota al giorno d'oggi...le parole che dici che ascolti che leggi sono solo parole...sta a te darle un senso..




 per i settimo punto..consiglierei la lettura dei 7 specchi esseni




venerdì 25 novembre 2011

Pedagogia. Educare i Bambini.

SETTE REGOLE D’ORO PER EDUCARE I BAMBINI - G. Bollea
segnalato da Dott.ssa F. Maiorana, Pedagogista 

1. Dategli meno. Hanno troppo, non c’è dubbio. Il consumismo fa scomparire il desiderio e apre le porte alla noia.

2. Quella che conta è l’intensità, non la quantità di tempo passato con i bambini. I primi venti minuti del rientro a casa dal lavoro sono fondamentali. Devono essere dedicati al colloquio e alle coccole. E non certo a chiedere dei compiti o dei risultati.

3. I giochi più educativi sono quelli che passano attraverso la fantasia della madre e le mani del padre: bastano due pezzi di legno, ma i genitori ormai non sanno più inventare.

4. Dai tre ai cinque anni è bene avviare i bimbi ai lavoretti a casa, assieme ai genitori. È utile che sappiano stirare con un piccolo ferro o attaccare un bottone.

5. Sport. Prima di tutto deve essere lui a desiderarlo. Meglio se lo fa in gruppo, facendo capire che agonismo significa emergere con fatica e non diventare campioni. Ottime due o tre ore di palestra alla settimana. Poca competizione, grande beneficio fisico.

6. Va incoraggiata la cultura artistica abituandoli al bello. Teatro, musica, arti visive creano il desiderio di migliorare. I soldi spesi per la cultura sono quelli che rendono di più.

7. Ultimo suggerimento: ho una mia teoria e forse mi prenderanno in giro. La chiamo: la donna a tre quarti del tempo. Le donne che lavorano, la maggioranza, a fine giornata pensano già ai figli, alla spesa, agli impegni di casa e rendono poco. Non sarebbe meglio lasciarle uscire mezz’ora prima? I figli, tornando da scuola, le avrebbero a casa meno stressate e più disponibili. Più che di corsi, è di questo che i bimbi hanno bisogno.

https://www.facebook.com/notes/sos-disturbi-specifici-dellapprendimento/sette-regole-doro-per-educare-i-bambini-g-bollea/291774670856555

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