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giovedì 19 febbraio 2015

Luciano Bianciardi. La Vita Agra. È aumentata la produzione lorda e netta, il reddito nazionale cumulativo e pro capite, l'occupazione assoluta e relativa, il numero dello auto in circolazione e degli elettrodomestici in funzione, la tariffa delle ragazze squillo, la paga oraria, il biglietto del tram e il totale dei circolanti su detto mezzo, il consumo del pollame, il tasso di sconto, l'età media, la statura media, la valetudinarietà media, la produttività media e la media oraria al giro d'Italia. Tutto quello che c'è di medio è aumentato, dicono contenti. e quelli che lo negano propongono però anche loro di fare aumentare, e non a chiacchiere, le medie; il prelievo fiscale medio, la scuola media e i ceti medi. Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l'automobile l'avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l'asciugacapelli, il bidet e l'acqua calda. A tutti. Purché tutti lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l'un con l'altro dalla mattina alla sera. io mi oppongo.

È aumentata la produzione lorda e netta, il reddito nazionale cumulativo e pro capite, l'occupazione assoluta e relativa, il numero dello auto in circolazione e degli elettrodomestici in funzione, la tariffa delle ragazze squillo, la paga oraria, il biglietto del tram e il totale dei circolanti su detto mezzo, il consumo del pollame, il tasso di sconto, l'età media, la statura media, la valetudinarietà media, la produttività media e la media oraria al giro d'Italia.
Tutto quello che c'è di medio è aumentato, dicono contenti. e quelli che lo negano propongono però anche loro di fare aumentare, e non a chiacchiere, le medie; il prelievo fiscale medio, la scuola media e i ceti medi. Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l'automobile l'avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l'asciugacapelli, il bidet e l'acqua calda.
A tutti. Purché tutti lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l'un con l'altro dalla mattina alla sera.
io mi oppongo.
Luciano Bianciardi, La Vita Agra


giovedì 14 agosto 2014

Deng pose in risalto l'idea che socialismo non significa povertà condivisa. La giustificazione teorica che fornì per consentire l'apertura al mercato capitalistico fu questa: "Pianificazione e forze di mercato non rappresentano l'essenziale differenza che sussiste tra socialismo e capitalismo. Economia pianificata non è la definizione di socialismo, perché c'è una pianificazione anche nel capitalismo; l'economia di mercato si attua anche nel socialismo. Pianificazione e forze di mercato sono entrambe strumenti di controllo dell'attività economica."



LA VIA CINESE AL SOCIALISMO LANCIATA DA DENG XIAOPING

"Ma come si può esigere di essere poveri sotto il socialismo ed il comunismo? 
Così, per costruire il socialismo è necessario sviluppare le forze produttive
Povertà non è socialismo. Per sostenere il socialismo, un socialismo che sia superiore al capitalismo, rappresenta un imperativo in primo luogo soprattutto eliminare la povertà."
(Deng Xiaoping)

Contadino rivoluzionario, veterano della Rivoluzione fin dai tempi della Lunga Marcia, comandante di mille battaglie contro l'imperialismo giapponese e il nemico di classe del Kuomintang, Deng Xiaoping (22 agosto 1904 – 19 febbraio 1997) ha ricoperto ruoli direttivi nel Partito Comunista Cinese (PCC) a più riprese nel corso dell'era di Mao Tse-tung e ha diretto de facto la Cina dal 1978 al 1992. È stato il pioniere della riforma economica cinese e l'artefice del "socialismo con caratteristiche cinesi", teoria che mirava a giustificare la transizione dall'economia pianificata, a un'economia aperta al mercato, ma comunque supervisionata dallo stato nelle prospettive macroeconomiche. Nel decennio tra gli anni ottanta e novanta, da lui guidati, la Repubblica Popolare Cinese restaurò relazioni strategiche e geopolitiche con l'Urss, abbandonando la Teoria dei Tre Mondi, antisovietica e di ascendenza maoista. Deng fu il cuore della seconda generazione dei leader del partito comunista cinese. Sotto il suo controllo la Cina divenne una delle economie dalla crescita più rapida, senza che il partito perdesse il controllo del paese.

La finalità delle riforme di Deng era riassunta nel programma delle Quattro Modernizzazioni: agricoltura, industria, scienza e tecnologia, apparato militare. Il programma era riassunto così:
"Intendiamo acquisire tecnologia avanzata, scienza e una gestione efficiente. Tutte queste cose non hanno un carattere di classe."

La strategia da usare per conseguire l'obiettivo di una nazione moderna, industriale era l'economia socialista di mercato. Deng argomentò che la Cina si trovava nello stadio base del socialismo e che il dovere del partito era di perfezionarlo facendolo diventare un “socialismo con caratteristiche cinesi”. Questa interpretazione cinese del Marxismo ridusse il ruolo e il peso dell'ideologia nelle decisioni economiche e l'efficacia delle linee di condotta da seguire. Deng pose in risalto l'idea che socialismo non significa povertà condivisa. La giustificazione teorica che fornì per consentire l'apertura al mercato capitalistico fu questa:
"Pianificazione e forze di mercato non rappresentano l'essenziale differenza che sussiste tra socialismo e capitalismo. Economia pianificata non è la definizione di socialismo, perché c'è una pianificazione anche nel capitalismo; l'economia di mercato si attua anche nel socialismo. Pianificazione e forze di mercato sono entrambe strumenti di controllo dell'attività economica."

Deng credeva che nessuna linea di condotta dovesse essere respinta semplicemente per il fatto di non essere aderente a quella tenuta da Mao, e diversamente dai leader più conservatori come Chen Yun, Deng non presentava obiezioni a determinate politiche economiche per la sola ragione che esse erano simili a quelle attuate nelle nazioni capitaliste. A riguardo uno dei suoi motti più famosi era che "la pratica è l'unico criterio di verità".

Le riforme di Deng, infine, includevano l'introduzione di una gestione pianificata e centralizzata della macroeconomia in mano a funzionari tecnicamente competenti, abbandonando il modello di economia collettivista di Mao. Tuttavia, a differenza del modello sovietico, la gestione risultava essere indiretta tramite i meccanismi del mercato.

Deng sostenne l'eredità di Mao, per quanto riguarda il ruolo di primaria importanza della produzione agricola, e incoraggiò una significativa decentralizzazione della gestione delle decisioni nei gruppi: dall'economia rurale e nei singoli nuclei familiari di contadini. A livello locale, per motivare la forza lavoro, dovevano essere impiegati incentivi concreti, piuttosto che appelli politici, incluso il permesso ai contadini di guadagnare entrate extra grazie alla vendita dei prodotti dei propri terreni sul mercato.

Nella generale spinta volta ad ottenere una posizione di mercato, alle municipalità locali e alle province fu consentito di investire nelle industrie che esse stesse consideravano più redditizie, questo spinse gli investimenti verso l'industria leggera. Così, le riforme di Deng fecero sì che la strategia di sviluppo della Cina si spostasse dall'industria pesante all'industria leggera e con una crescita guidata delle esportazioni.

La produzione industriale leggera fu vitale per lo sviluppo di un paese che veniva da un basso capitale di base. Con un breve periodo di gestazione, bassi requisiti di capitale e alti guadagni derivanti dalle esportazioni verso l'estero, i profitti generati dall'industria leggera, poterono essere reinvestiti in una produzione tecnologicamente più avanzata e in ulteriori importanti spese e investimenti.

Tuttavia, in netto contrasto con le riforme simili ma non di così notevole successo attuate in Jugoslavia e in Ungheria, tali investimenti non furono finanziati dal governo. Il capitale investito nell'industria pesante proveniva in gran parte dal sistema bancario e la maggior parte dai depositi dei consumatori. Uno dei primi punti delle riforme di Deng prevedeva di far sì che non si verificasse una ripartizione dei profitti, se non tramite la tassazione o il sistema bancario. Pertanto, la ripartizione nelle industrie di proprietà dello stato avveniva in modo indiretto, rendendole così più o meno indipendenti dall'interferenza del governo. In breve, le riforme di Deng furono la scintilla che mise in moto una rivoluzione industriale in Cina.

Queste riforme rappresentarono una svolta notevole rispetto alle linee di condotta maoiste di un'economia autosufficiente. La Cina decise di accelerare il processo di modernizzazione aumentando il volume di scambi commerciali con l'estero, specialmente tramite l'acquisto di macchinari dal Giappone e dall'Occidente. Con una tale crescita guidata delle esportazioni, la Cina riuscì a portare avanti le Quattro Modernizzazioni, grazie a consistenti fondi stranieri, al mercato, a tecnologie innovative e a esperienze manageriali, che accelerarono il suo sviluppo economico.

Ci sono molti parallelismi tra il socialismo di mercato di Deng, soprattutto nei primi stadi, e la Nuova Politica Economica di Lenin così come con la politica economica di Bukharin, in entrambe le quali era previsto un ruolo per l'impresa privata e mercati basati sul commercio e sulla determinazione dei prezzi di vendita piuttosto che su una pianificazione centrale.



[fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Deng_Xiaoping]

Per ulteriori informazioni e approfondimenti si può iniziare con: http://domenicolosurdo.blogspot.it/2010/07/un-istruttivo-viaggio-in-cina.html
E soprattutto con "La lotta di classe" di Domenico Losurdo.

lunedì 10 febbraio 2014

Anacarsi. Il mercato è un posto dove gli uomini possono ingannarsi a vicenda." (η αγορά είναι ο τόπος όπου οι άνθρωποι μπορούν να αλληλοεξαπατούνται)

La democrazia è nata ad Atene, quando Solone ha cancellato i debiti dei poveri verso i ricchi.
Mikis Theodorakis 

Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. 
L’abilità consiste nel ridurre le spese, 
dando nondimeno servizi efficienti, 
corrispondenti all'importo delle tasse. 
Maffeo PANTALEONI (1857-1924)


Il mercato è un posto dove gli uomini 
possono ingannarsi a vicenda."
(η αγορά είναι ο τόπος όπου οι 
άνθρωποι μπορούν να αλληλοεξαπατούνται)
Anacarsi

Kristos...
... le minoranze egemoni hanno assoluta necessità di sudditi per esercitare la loro protervia e non possono farli fuori tutti ... Ne colpiscono alcuni, i più deboli (sarà un caso che stanno demolendo in accelerazione lo "stato sociale"), per "educare" tutti gli altri ... Senza sudditi l'egemonia non può esistere ...


Se uno uccide un uomo è un assassino; 
ne uccide un milione,
è un conquistatore;
se li uccide tutti, è un dio...
Jean Rostand

La paura della morte ha creato gli dei.
Epicuro


Il Settimo Sigillo - La danza della morte - "Det Sjunde Inseglet", Ingmar Bergman, 1957

Dialogo tra Jöns lo scudiero e il pittore.

- Che cosa dipingi?
- La danza della morte
- E quella è la morte?
- Sì, che prima o dopo danza con tutti
- Che argomento triste hai scelto...
- Voglio ricordare alla gente che tutti quanti dobbiamo morire
- Non servirà a rallegrarla...
- E chi ha detto che ho intenzione di rallegrare la gente? Che guardino e piangano.
- Aaah, invece di guardare chiuderanno gli occhi...
- E io ti dico che li apriranno... Un teschio, spesso interessa molto di più di una donna nuda
- Se li spaventi però...
- ...Li fai pensare
- E se pensano...
- ...Si spaventano ancora di più.

http://www.youtube.com/watch?v=tOFZthboXtw


P.S.
Quando la morte si presenta con la sua vera faccia, scarna e truculenta, non la si considera senza timore. 
Ma quando, per burlarsi degli uomini che si vantano di burlarsi di lei, avanza camuffata... 
allora siamo presi da un terrore senza fondo.
Soren Kierkegaard

Dipinto:
"Il trionfo della morte"
Pieter Brueghel il Vecchio

L'unione del gregge costringe il leone a coricarsi affamato.
Proverbio africano 

L'onestà è la miglior politica.
Miguel de Cervantes, Don Chisciotte 

Il bello della democrazia è proprio questo: tutti possono parlare, ma non occorre ascoltare.
Enzo Biagi 

Noi viviamo in una democrazia dove puoi dire tutto quello che vuoi, tanto non ti ascolta nessuno.
Pippo Franco

Per riuscire a vedere faccia a faccia lo Spirito della verità, universale e onnipresente, bisogna riuscire ad amare la più modesta creatura quanto noi stessi. E un uomo che nutre questa aspirazione non può esimersi dal partecipare a nessun aspetto della vita, ecco perché la mia adorazione per la Verità mi ha portato ad interessarmi anche di politica; posso affermare senza la minima esitazione, sebbene con molta umiltà, che coloro che sostengono che la religione non c’entra con la politica, ignorano cosa sia la politica.
Gandhi 

Una volta nel gregge, è inutile che abbai: scodinzola!
Anton Pavlovic Čechov

Per un candidato è pericoloso dire cose che la gente potrebbe ricordare.
it is dangerous for a national candidate to say things that people might remember
Eugene Joseph McCarthy 

Se chi lavora mangiasse, cosa mangerebbe chi non lavora?
Da I pensieri di Gasparazzo – Lotta Continua – Torino – 1975 

La differenza che c'è fra una democrazia e una dittatura è che in una democrazia prima voti e poi ordini; in una dittatura non perdi tempo a votare
Charles Bukowski 

Sono arrivato alla conclusione che la politica è una faccenda troppo seria per essere lasciata ai politici
Charles De Gaulle 

non votate, serve solo a incoraggiarli
Anonimo 

Il sonno è di destra, il sogno di sinistra... 
Votate per una lucida insonnia.
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994

Abbiamo il miglior Congresso che il denaro possa comprare
Will Rogers (1879 – 1935), comico USA 

Dovrebbe esserci un giorno - anche uno solo - di caccia aperta ai senatori.
Will Rogers - (1879 – 1935), comico USA 

Poche cose sono immutabili come l'attaccamento dei gruppi politici alle idee che hanno loro permesso di raggiungere il potere
John Kenneth Galbraith 

La democrazia è una forma di religione. 
È l’adorazione degli sciacalli da parte dei somari…
Henry Louis Mencken (1880-1956) 

La democrazia è un agnello in mezzo a due lupi che votano su cosa mangiare a colazione. 
La libertà un agnello bene armato che contesta il voto. 
Benjamin Franklin) 

se il voto cambiasse qualcosa, lo renderebbero illegale
Anonimo 

Voti ogni volta che fai la spesa
Alex Zanotelli 

Io mi rifiuto di pagare le tasse il cui impiego ritengo destinato a scopi ingiusti e immorali
Henry David Thoreau 

Il miglior argomento contro la democrazia è una conversazione di cinque minuti con l'elettore medio.
the best argument against democracy is a five minute conversation with the average voter
Winston Churchill 

Il leviatano insapiens demens...
"Homo Homini Lupus"
"... bellum omnium contra omnes"
(letteralmente "guerra di tutti contro tutti")
Thomas Hobbes, Il leviatano

Io autorizzo e cedo il mio diritto di governare me stesso a quest'uomo o a questa assemblea di uomini, a questa condizione, che tu gli ceda il tuo diritto, e autorizzi tutte le sue azioni in maniera simile. Fatto ciò, la moltitudine così unita in una persona viene chiamata uno stato, in latino civitas. Questa è la generazione di quel grande Leviatano o piuttosto - per parlare con più riverenza - di quel Dio mortale, al quale noi dobbiamo, sotto il Dio immortale, la nostra pace e la nostra difesa... 
Thomas Hobbes, Leviatano p. 167


Le persone sono state create per essere amate,
mentre le cose sono state create per essere utilizzate. 
Il motivo per cui il mondo è nel caos è
perché le cose sono amate
e le persone sono utilizzate
Anonimo


L'evoluzione umana. Un crescere della potenza della morte.
Franz Kafka 

Il cibo cotto è stata la causa dell’indebolimento della razza umana e dell’accorciamento della vita. 
Lucrezio 


Quelli che approvano un'opinione privata 
la chiamano opinione; 
ma quelli che la disapprovano 
la chiamano eresia.
Thomas Hobbes, Il Leviatano


Sbalordito il Diavolo rimase, 
quando comprese quanto osceno fosse il bene...
John Milton

Chi è senza peccato passi da casa mia che rimediamo.
Oscar Wilde

La follia è a discrezione della maggioranza.
Anonimo


Molta saggezza, la più pura follia.
Anche in questo prevale la maggioranza.
Conformati, e sei saggio
dissenti, e sei pericoloso.
Un matto da legare
Emily Dickinson 1862


Dipinto:
Il bestemmiatore
(The Blasphemer)
William Blake


Il mondo è iniquità: se lo accetti sei complice, se lo cambi sei carnefice.
Jean Paul Sartre

La libertà vertiginosa deve scegliere di avere infinitamente torto.
Jean Paul Sartre


dal capitolo II de "Il Maestro e Margherita di Mikhail Bulgakov:
http://www.masterandmargarita.eu/estore/pdf/ebit001_maestromargherita.pdf

[...]
Pilato tacque per un istante, poi chiese piano in aramaico: 
- Sei tu che inciti il popolo a distruggere il tempio di Jerushalajim? 
Il procuratore sedeva immobile come se fosse stato di pietra, e solo le 
sue labbra si muovevano appena quando pronunciava le parole. Era come di 
pietra perché temeva di muovere la testa che ardeva di un dolore infernale. 
L'uomo dalle mani legate si sporse un po' in avanti e cominciò a parlare: 
- Buon signore! Credimi... 
Ma il procuratore, sempre senza muoversi e senza alzare la voce, lo 
interruppe subito: - È me che chiami «buon signore»? Ti sbagli. A Jerushalajim tutti 
sussurrano che io sono un mostro crudele, e questa è la pura verità, - e con la 
stessa voce monotona aggiunse: - Chiamate il centurione Ammazzatopi. 
Sembrò a tutti che la luce sulla loggia si offuscasse quando davanti al 
procuratore apparve il centurione della prima centuria Marco, detto 
l'Ammazzatopi. Egli superava di tutta la testa il piú alto soldato della legione e 
aveva le spalle cosí larghe che nascose completamente il sole ancora basso 
sull'orizzonte. 
Il procuratore si rivolse in latino al centurione: 
- Questo delinquente mi chiama «buon signore». Portalo fuori un 
momento e spiegagli come deve parlare con me. Ma non rovinarlo. 
Tutti, tranne l'immoto procuratore, seguirono con lo sguardo Marco 
l'Ammazzatopi che con un cenno della mano indicò all'arrestato che doveva 
seguirlo. In genere l'Ammazzatopi era sempre seguito dagli sguardi di tutti, 
dovunque apparisse, a causa della sua statura, e quelli che lo vedevano per la 
prima volta erano colpiti anche dal suo volto deturpato: il naso gli era stato rotto 
da una clava manica. 
Sul mosaico risuonarono i pesanti calzari di Marco, l'uomo legato lo seguí 
senza far rumore, un silenzio assoluto regnò nel porticato, e si sentivano tubare i 
colombi sul ripiano del giardino presso il balcone, e l'acqua del ninfeo cantava 
una bizzarra e gradevole canzone. 
Al procuratore venne voglia di alzarsi, di mettere la tempia sotto un getto 
d'acqua e di rimanere cosí. Ma sapeva che questo non gli avrebbe recato sollievo.
Dopo aver condotto il prigioniero fuori del porticato, nel giardino, 
l'Ammazzatopi prese una frusta dalle mani di un legionario fermo ai piedi di una 
statua di bronzo, e colpí le spalle dell'arrestato quasi senza prendere lo slancio. Il 
movimento del centurione fu incurante e lieve, ma l'uomo crollò immediatamente 
a terra come se gli avessero colpito i tendini delle gambe, boccheggiò, il colore 
gli scomparve dal volto e gli occhi persero ogni espressione. 
Con la sola mano sinistra, Marco sollevò facilmente il caduto come se 
fosse stato un sacco vuoto, lo rimise in piedi e disse con voce nasale, 
pronunciando a stento le parole aramaiche: 
- Il procuratore romano va chiamato egemone. Non usare altre parole. 
Devi stare sull'attenti, hai capito, o vuoi ancora una botta? 
L'arrestato barcollò, ma si dominò, il colore ritornò sul suo viso, riprese 
fiato e rispose con voce rauca: 
- Ti ho capito. Non picchiarmi. 
Un minuto dopo era di nuovo davanti al procuratore. 
Si sentí una voce fioca, malata: 
- Nome? 
- Il mio? - replicò in fretta l'arrestato, esprimendo con tutto il suo 
atteggiamento che intendeva rispondere a tono, senza piú provocare l'ira. 
Il procuratore disse con voce sommessa: 
- Il mio lo so. Non far finta di essere piú stupido di quanto sei. Il tuo. 
- Jeshua, - rispose rapido l'accusato. 
- Hai un soprannome? 
- Hanozri. 
- Di dove sei? 
- Della città di Gamala, - rispose l'arrestato indicando con un movimento 
della testa che laggiú, lontano, alla sua destra, verso nord, esisteva una città 
chiamata Gamala. 
- Di che sangue sei? - Non lo so di preciso, - rispose pronto l'arrestato. Non ricordo i miei 
genitori. Mi dicevano che mio padre era siriano... 
- Dove vivi di solito? 
- Non ho una dimora fissa, - rispose con timidezza l’arrestato _ Vado da 
una città all'altra. 
- Tutto questo può essere detto in modo piú breve, con una parola 
soltanto: vagabondo, - disse il procuratore, e chiese: - Hai parenti? 
- Non ho nessuno. Sono solo al mondo. 
- Sai leggere e scrivere? 
- Sí. 
- Sai qualche lingua oltre l'aramaico? 
- Sí, il greco. 
Una palpebra enfiata si sollevò e un occhio velato dalla sofferenza fissò il 
prigioniero. L'altro occhio rimase chiuso. 
Pilato cominciò a parlare greco: 
- Sei tu che intendevi distruggere il tempio e incitavi il popolo a farlo? 
L'arrestato allora si animò di nuovo, i suoi occhi non esprimevano piú 
spavento, e disse in greco: 
- Io, buon... - il terrore balenò nei suoi occhi perché per poco non si era 
sbagliato, - io, egemone, non ho mai avuto l'intenzione di distruggere il te [...]

Pilatus .- Quid est veritas, Claudia? Audi EAM, EAM cognoscis quando dicitur? 
(Che cos'è la verità, Claudia? Tu la senti esso, la riconosci quando parla?)

Claudia .- Ita audio . Num et tu? 
(Sì, e tu no.?) 

Pilatus: quomodo? Potes mihi dicere? 
(Come? Me lo puoi dire?)

Claudia: Si vis non veritatem audire, nemo tibi potest dicere. 
( Se non si sente la verità, nessuno può te la può dire)

(Verità .. vuoi sapere qual'è la mia verità, Claudia? Ho registrato ribellioni in questo avamposto marcio per undici anni. Se io non condanno questo uomo, conosco Caifa, inizierà una ribellione. Se lo faccio condannare anche i suoi seguaci possono. In entrambi i casi, ci sarà spargimento di sangue. Cesare mi ha avvertito, Claudia. mi ha avvertito due volte. Giura che la prossima volta che il sangue sarebbe stata il mio. Questa è la mia verità!) 
Pilatus: Veritas. Vis mea m veritatem cognoscere, Claudia? Rebeliones opprimebam in hac Statione Remota undecim ans. Si Hunc non condemnabo, scio Hunc Caiafam seditonem initaturum Esse. Si ita condemnabo, discipuli eius initiabunt. Uterlibet sanguis effugitur. Cesare mi monuit, Claudia. Bis monuit, vice proxima ipse iuravit ERIT sanguis meus. Ecce mea est veritas.

(Mio signore, Erode si rifiuta di condannare l'uomo lo stanno riportando qui abbiamo bisogno di rinforzi...) 
Miles romanus (Abenader ): Domine, Herodus noluit hominem condemnare. Eum Hunc reddunt. Necesse ERIT suplementum novum habere.

(Non voglio causare una sommossa)
Pilatus: No llo incitare seditionem. 

(C'è già una rivolta!)
Miles romanus (Abenader): Seditio est iam 

In dubio pro reo - Ponzio Pilato e Claudia

http://www.youtube.com/watch?v=eUymNYT9egE


Ma guai a voi, ricchi, 
perché avete già la vostra consolazione. 
Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. 
Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti 
e piangerete.
Gesù - (Luca 6, 24-25)

15 Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. 
16 Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? 
17 Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; 
18 un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. 
19 Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. 
20 Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.
Matteo 7,15-20

Possibile che nessuno parli del diritto di epicheia? 
Gente svegliatevi! Se mettete questa parola su qualsiasi motore di ricerca andate a finire nei vari miei blog che per pigrizia non ho rimosso da internet, e che ora testimoniano che sono l'unica persona in Italia che si è accorta di questo importante concetto rivoluzionario cristiano. Possibile che siate tutti cattolici mai divenuti cristiani?"
Nereo Villa

http://epicheia.blogspot.com/

Epicheia cristiana è il diritto ed il dovere di non pagare le tasse là dove lo stato di diritto diventa diritto di stato alla rapina legale, e dove la legge costringe al male da compiere: sottostare democraticamente alla mafia del potere finanziario, ed accettare il signoraggio - deprecato da gesù con le parole “non chiamate nessuno signore” - che fa del cittadino un mafioso nella misura in cui accetta di pagare il pizzo di un debito inesigibile sotto forma di tasse.

Il problema è sapere se è giusto dichiarare il giusto, di fronte al fatto che, per esempio, in Italia la riscossione delle imposte non funziona da almeno 21 secoli. E questo è un dato storico: basta leggere le famosissime Verrine, cioè le arringhe di Cicerone contro Verre in merito a gravi episodi di corruzione circa la riscossione delle imposte (1).
Sapere chi dichiara il giusto e sapere il motivo per cui è giusto dichiarare il giusto sono dunque per Matteo due conoscenze che non possono fargli proseguire la sua professione di agente tributario.
Egli decide di seguire Gesù.
Seguire Gesù significa agire secondo epicheia.
Agire secondo epicheia significa: pago il tributo se lo ritengo equo, non pago il tributo il cui impiego percepisco destinato a scopi ingiusti e immorali, come le guerre per esempio. E fino a prova contraria, la salute di ogni Stato si chiama guerra.
Le guerre si fanno perché con la fiscalità sui sacrifici (fiscalità reddituale attuale) si genera solo carestia e debito pubblico: "Le finanze devono essere riequilibrate" - diceva Cicerone nel 63 a. C. - "Il debito pubblico dev'essere ridotto. L'arroganza dei burocrati dev'essere mitigata e l'assistenza alle terre straniere ridotta, altrimenti Roma andrà in rovina"!
Ecco dunque perché l'errore tecnico della fiscalità sui sacrifici va risolto. Perché è dai tempi pre cristiani che dev'essere risolto, e non lo è.
Di fronte a questo problema il mondo si comporta ancora come se la concezione della sua rotondità non fosse mai nata, e come se nelle coscienze esso si presentasse ancora in forma piatta, o cubica, ecc.

martedì 31 dicembre 2013

Carl Schmitt. IL DESTINO NON È PIÙ DELLA POLITICA, BENSÌ L’ECONOMIA. “Che i contrasti economici siano divenuti politici e che sia potuto sorgere il concetto di «posizione di potere economica» indica solo che IL CULMINE DI DEL ‘POLITICO’ PUÒ ESSERE RAGGIUNTO PARTENDO DALL’ECONOMIA, come da ogni altro settore della realtà. Sotto questa impronta è nata l’espressione molto citata di Walther Rathenau, secondo cui OGGI IL DESTINO NON È PIÚ LA POLITICA, BENSÍ L’ECONOMIA. Sarebbe piú corretto dire che, ORA COME PRIMA, IL DESTINO CONTINUA AD ESSERE RAPPRESENTATO DALLA POLITICA, ma che nel frattempo è solo accaduto che L’ECONOMIA È DIVENTATA QUALCOSA DI ‘POLITICO’ E PERCIÒ ANCHE ESSA «DESTINO».


Carl Schmitt. IL DESTINO NON È PIÙ DELLA POLITICA, BENSÌ L’ECONOMIA.
“Che i contrasti economici siano divenuti politici e che sia potuto sorgere il concetto di «posizione di potere economica» indica solo che IL CULMINE DI DEL ‘POLITICO’ PUÒ ESSERE RAGGIUNTO PARTENDO DALL’ECONOMIA, come da ogni altro settore della realtà. Sotto questa impronta è nata l’espressione molto citata di Walther Rathenau, secondo cui OGGI IL DESTINO NON È PIÚ LA POLITICA, BENSÍ L’ECONOMIA. Sarebbe piú corretto dire che, ORA COME PRIMA, IL DESTINO CONTINUA AD ESSERE RAPPRESENTATO DALLA POLITICA, ma che nel frattempo è solo accaduto che L’ECONOMIA È DIVENTATA QUALCOSA DI ‘POLITICO’ E PERCIÒ ANCHE ESSA «DESTINO». Fu perciò anche errato credere che una posizione politica conquistata con l’aiuto di una superiorità economica fosse (come ha detto Joseph Schumpeter nella sua ‹Soziologie des Imperialismus› del 1919) «essenzialmente non bellicosa». Essenzialmente non bellicosa, e proprio in base all’essenza ideologica liberale, è solo la terminologia. UN IMPERIALISMO FONDATO SU BASI ECONOMICHE CERCHERÀ NATURALMENTE DI CREARE UNA SITUAZIONE MONDIALE NELLA QUALE ESSO POSSA IMPIEGARE APERTAMENTE, NELLA MISURA CHE GLI È NECESSARIA, I SUOI STRUMENTI ECONOMICI DI POTERE, COME RESTRIZIONE DEI CREDITI, BLOCCO DELLE MATERIE PRIME, SVALUTAZIONE DELLA VALUTA STRANIERA e cosí via. Esso considererà come «violenza extraeconomica» il TENTATIVO DI UN POPOLO O DI UN ALTRO GRUPPO UMANO DI SOTTRARSI ALL’EFFETTO DI QUESTI METODI «PACIFICI». Esso IMPIEGHERÀ MEZZI DI COERCIZIONE ANCORA PIÚ DURI, MA SEMPRE «ECONOMICI» e quindi (secondo questa terminologia) non politici, essenzialmente pacifici, come ad esempio quelli elencati dalla Società delle nazioni di Ginevra nelle «linee direttive» per l’attuazione dell’art. 16 del suo Statuto (n. 14 della risoluzione della seconda assemblea della Società delle nazioni, 1921): sospensione dell’approvvigionamento dei mezzi di sussistenza alla popolazione civile e blocco della fame. Infine esso dispone ancora di strumenti tecnici di uccisione fisica violenta, di armi moderne tecnicamente perfette, che sono state rese di tanta inaudita utilità, mediante un impiego di capitale ed intelligenza, per essere realmente usate in caso di necessità. Per l’impiego di questi strumenti, SI STA FORMANDO D’ALTRA PARTE UN VOCABOLARIO NUOVO ESSENZIALMENTE PACIFISTICO CHE NON CONOSCE PIÚ LA GUERRA MA SOLO ESECUZIONI, SANZIONI, SPEDIZIONI PUNITIVE, PACIFICAZIONI, DIFESA DEI TRATTATI, POLIZIA INTERNAZIONALE, MISURE PER LA PRESERVAZIONE DELLA PACE. L’AVVERSARIO NON SI CHIAMA PIÚ NEMICO, MA PERCIÒ EGLI VIENE POSTO, COME VIOLATORE E DISTURBATORE DELLA PACE, ‹HORS-LA-LOI› E ‹HORS L’HUMANITÉ›, e una guerra condotta per il mantenimento o allargamento di posizioni economicistiche di potere deve essere trasformata, con il ricorso alla propaganda, nella «crociata» e nell’«ultima guerra dell’umanità». Questo è il frutto della POLARITÀ DI ETICA ED ECONOMIA. In essa è presente d’altra parte una straordinaria sistematicità e conseguenzialità, ma anche questo sistema pretende di essere non politico e che apparentemente è antipolitico serve o ai raggruppamenti amico-nemico già esistenti o conduce a nuovi raggruppamenti di questo tipo e non può sfuggire alla conseguenzialità del ‘politico’.”
CARL SCHMITT (1888 – 1985), “Il concetto di ‛politico’” - Testo del 1932 con una premessa e tre corollari (I trad. it. di Delio Cantimori, in CARL SCHMITT, “Principii politici del Nazionalsocialismo”, Sansoni, Firenze 1935), in ID. “Le categorie del ‛ politico’” – ‘Saggi di teoria politica’ a cura di Gianfranco Miglio e Pierangelo Schiera (trad.), il Mulino, Bologna 1981 (II, ed., I ed. 1972), 8., pp. 164 – 165.




“ Daß die wirtschaftlichen Gegensätze politisch geworden sind und der Begriff der «wirtschaftlichen Machtstellung» entstehen konnte, zeigt nur, daß von der Wirtschaft wie von jedem Sachgebiet aus der Punkt des Politischen erreicht werden kann. Unter diesem Eindruck ist das vielzitierte Wort Walther Rathenaus entstanden, daß heute nicht die Politik, sondern die Wirtschaft das Schicksal sei.
Richtiger wäre zu sagen, daß nach wie vor die Politik das Schicksal bleibt und nur das eingetreten ist, daß die Wirtschaft ein Politikum und dadurch zum »Schicksal« wurde. Es war deshalb auch irrig zu glauben, eine mit Hilfe ökonomischer Überlegenheit errungene politische Position sei (wie Josef Schumpeter in seiner Soziologie des Imperialismus 1919 sagte) «essentiell unkriegerisch». Essentiell unkriegerisch, und zwar aus der Essenz der liberalen Ideologie heraus, ist nur die Terminologie. Ein ökonomisch fundierter Imperialismus wird natürlich einen Zustand der Erde herbeizuführen suchen, in welchem er seine wirtschaftlichen Machtmittel, wie Kreditsperre, Rohstoffsperre, Zerstörung der fremden Währung usw., ungehindert anwenden kann und mit ihnen auskommt. Er wird es als «außerökonomische Gewalt» betrachten, wenn ein Volk oder eine andere Menschengruppe sich der Wirkung dieser «friedlichen» Methoden zu entziehen sucht. Er wird auch schärfere, aber immer noch «wirtschaftliche» und daher (nach dieser Terminologie) unpolitische, essentiell friedliche Zwangsmittel gebrauchen, wie sie z.B. der Genfer Völkerbund in den «Richtlinien» zur Ausführung des Art. 16 der Völkerbundsatzung (Ziffer 14 des Beschlusses der 2. Völkerbundversammlung 1921) aufgezählt hat: Unterbindung der Nahrungsmittelzufuhr an die Zivilbevölkerung und Hungerblockade. Schließlich verfügt er noch über technische Mittel gewaltsamer physischer Tötung, über technisch vollkommene moderne Waffen, die mit einem Aufgebot von Kapital und Intelligenz so unerhört brauchbar gemacht worden sind, damit sie nötigenfalls auch wirklich gebraucht werden. Für die Anwendung solcher Mittel bildet sich allerdings ein neues, essentiell pazifistisches Vokabularium heraus, das den Krieg nicht mehr kennt, sondern nur noch Exekutionen, Sanktionen, Strafexpeditionen, Pazifizierungen, Schutz der Verträge, internationale Polizei, Maßnahmen zur Sicherung des Friedens. Der Gegner heißt nicht mehr Feind, aber dafür wird er als Friedensbrecher und Friedensstörer ‹hors-la-loi› und ‹hors l‘humanité› gesetzt, und ein zur Wahrung oder Erweiterung ökonomischer Machtpositionen geführter Krieg muß mit einem Aufgebot von Propaganda zum «Kreuzzug» und zum «letzten Krieg der Menschheit» gemacht werden. So verlangt es die Polarität von Ethik und Ökonomie. In ihr zeigt sich allerdings eine erstaunliche Systematik und Konsequenz, aber auch dieses angeblich unpolitische und scheinbar sogar antipolitische System dient entweder bestehenden oder führt zu neuen Freund- und Feindgruppierungen und vermag der Konsequenz des Politischen nicht zu entrinnen.”
CARL SCHMITT, “Des Begriff des Politischen”, Text von 1932 mit einem Vorwort und drei Corollarien, Duncker & Humblot, Berlin 1991 (3. Aufl. der Ausg. Von 1963), 8. ‛Entpolitisierung durch die Polarität von Ethik und Oekonomie’, S. 76 – 79.

domenica 5 maggio 2013

Needleman. Nostro rapporto patologico con i soldi e con il tempo.




Jacob Needleman sul nostro rapporto patologico con i soldi e con il tempo […]
Filosofo in un’università statale, mistico ma anche consulente finanziario. È Jacob Needleman, che HA PREVISTO CORRETTAMENTE L’ESPLOSIONE DELLA BOLLA DELLA NEW TECHNOLOGY (il boom finanziario legato ad internet che ha preceduto l’ultima bolla dei subprime e le cui conseguenze sono state neutralizzate dall’11 settembre e dalla Guerra al Terrore – una buona ragione per attendersi qualche altro incidente internazionale nei prossimi mesi). Intervistato sul SIGNIFICATO DEI SOLDI, per un interessante confronto con l’approccio di Giampiero Mughini
AD: COSA C’È DI COSÌ ATTRAENTE E SEDUCENTE NEI SOLDI?
JN: IL DENARO HA IL POTERE DI FAR SENTIRE LE PERSONE POTENTI, FELICI ED IMPORTANTI. Ecco dove sta il pericolo, perché SI TRATTA DI UN FALSO SENSO DI COMFORT. Se ti preoccupi di piccole cose quando sei povero, continuerai a preoccuparti di cose più grandi quando sarai ricco. IL DENARO NON CAMBIERÀ LA VOSTRA INTERIORITÀ ED È LÌ CHE LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE CADE IN ERRORE. PENSANO CHE IL DENARO CAMBIERÀ LA LORO VITA E QUESTO È VERO, MA NON NELLA MANIERA ATTESA. Se non sai come ti poni nei confronti del denaro e comprendi questo rapporto, non sai chi sei veramente. Un ansioso rimarrà tale, una persona sicura resterà tale, indipendentemente dal suo benessere.
AD: Lei spiega nei suoi saggi che L’IMPORTANZA DEL DENARO È AUMENTATA SOSTANZIALMENTE A CAUSA DEL PROTESTANTESIMO. Può chiarire meglio questo punto?
JN: Mi si consenta innanzitutto di spiegare che COSA VUOL DIRE CHE IL DENARO È DIVENTATO PIÙ IMPORTANTE CHE MAI. Prima di tutto il denaro entra in ogni tipo di relazione nella società, molto più che in qualsiasi altra epoca e civiltà. TUTTO È STATO MONETIZZATO. C’è stato un tempo in cui le questioni che riguardavano le relazioni personali, i medici e la medicina, le relazioni accademiche, la vita artistica erano esentate dalle considerazioni monetarie. Un artista poteva essere apprezzato per quello che faceva senza riscuotere un successo finanziario. UN MEDICO ERA DISPOSTO A CURARE SENZA NECESSARIAMENTE ESSERE PAGATO SUBITO O L’INTERA SOMMA, SE IL PAZIENTE NON SE LO POTEVA PERMETTERE. Ora, però, se si parla di malattie, spesso il costo della sanità è una parte importante della discussione. Per esempio, parlando delle morti causate dal tabacco, il fatto che le imprese produttrici di tabacco debbano pagare miliardi di dollari di danni sembra più importante delle morti e malattie causate dal tabacco. TUTTO HA UN PREZZO AL GIORNO D’OGGI. Questo non è necessariamente un male, ma MOSTRA COME IL DENARO SI SIA INSINUATO IN OGNI ANGOLO DELLA NOSTRA VITA. Parte di QUESTO PROCESSO HA A CHE FARE CON LA POLVERIZZAZIONE DEI VALORI NELLA NOSTRA CULTURA. IL DENARO HA COLMATO UN VUOTO. Di nuovo, QUESTO POTREBBE NON ESSERE UN MALE: INVECE DI UCCIDERSI A VICENDA, CI SI FA CAUSA. IL POTERE DEL DENARO STA NEL FATTO CHE HA INIZIATO A QUANTIFICARE LA VITA, CANCELLANDO GLI ASPETTI QUALITATIVI DELLA VITA. Questo coincide con UN ALTRO SVILUPPO NELLA NOSTRA CULTURA: USIAMO LE NOSTRE MENTI SEMPRE DI PIÙ E IL NOSTRO CUORE SEMPRE DI MENO QUANDO PRENDIAMO DELLE DECISIONI. Comunque, È STATO ALL’INIZIO DEL XX SECOLO CHE IL SOCIOLOGO MAX WEBER HA DETTO CHE IL PROTESTANTESIMO È STATO LA CAUSA PRINCIPALE DEL CAPITALISMO. IL CAPITALISMO ESISTEVA ANCHE IN ALTRE CULTURE, MA LA CULTURA PROTESTANTE È STATA L’UNICA CHE HA DATO UN SIGNIFICATO RELIGIOSO AI GUADAGNI.
AD: Come si spiega la differenza tra l’atteggiamento nei confronti del denaro nei paesi protestanti dell’Europa occidentale, come la Svizzera e l’Olanda, e negli Stati Uniti, dove l’importanza del denaro pare endemica?
JN: Quando Weber faceva le sue osservazioni in merito al protestantesimo faceva uno specifico riferimento agli sviluppi NEGLI STATI UNITI, IN CUI IL DENARO AVEVA QUASI ASSUNTO IL RUOLO DELLA RELIGIONE. Ciò era cominciato con l’inizio della storia americana, con LEADER COME BENJAMIN FRANKLIN, CHE AVEVA FATTO DEI SOLDI UNA MISURA DEL PROPRIO RAPPORTO CON DIO. Questo esiste in misura limitata in Svizzera e anche in Olanda, ma negli Stati Uniti gli americani hanno interpretato lo spirito del protestantesimo a modo loro ed accresciuto l’importanza del denaro ed il suo ruolo religioso.
AD: Avendo appena stabilito l’INFLUENZA PERVASIVA DEL DENARO NELLA NOSTRA SOCIETÀ, continua a sostenere che abbiamo bisogno di rendere i soldi più significativi nella nostra vita. Perché?
JN: L’UOMO DEVE DIMOSTRARE MAGGIOR RISPETTO PER IL DENARO. IL DENARO DI PER SÉ NON È MALE, DIVENTA UNA CATTIVA INFLUENZA SOLO QUANDO DISTRUGGE O SOSTITUISCE CIÒ CHE È PREZIOSO NELLA NOSTRA VITA. Il denaro è un mezzo attraverso il quale il desiderio umano si esprime in tutto il mondo e il desiderio umano di per sé è una grande cosa, che merita rispetto. Per questo la gente deve prendere più sul serio i soldi, in quanto mezzo (per un fine). NON SUL SERIO NEL SENSO DI METTERE LE MANI SU QUANTO PIÙ DENARO SIA POSSIBILE, MA SUL SERIO NEL SENSO DI RICONOSCERE CHE IL DENARO È UNA PARTE IMPORTANTE DELLA VITA UMANA. Al fine di comprendere la propria vita è necessario capire il ruolo del denaro nella propria vita.
AD: Lei consiglia tante persone diverse su come gestire i soldi nella loro vita. Da dove comincia quando fornisce una consulenza? Esamina la loro vita personale o il modo in cui trattano i soldi nella loro vita?
JN: Parto dal secondo punto. La gente nutre ogni sorta di paura, illusione ed auto-inganno in materia finanziaria. Esiste un’enorme ipocrisia riguardo ai soldi. IL TABÙ CHE CIRCONDA IL SESSO ORA CIRCONDA IL DENARO. Si deve avere il coraggio e l’onestà di studiare il proprio atteggiamento verso i soldi, senza giudicarsi. Nella mia esperienza questi atteggiamenti sono spesso basati su nozioni molto primitive sepolte nella psiche delle persone: gli esempi più ovvi sono le persone CHE CREDONO VERAMENTE CHE IL DENARO SIA SPORCO [LO “STERCO DEL DEMONIO”, LO SI CHIAMAVA NEL MEDIO EVO, NdT] e POI CI SONO PERSONE CHE CREDONO CHE IL DENARO SIA LA COSA PIÙ IMPORTANTE NELLA VITA. Soprattutto quest’ultima è la visione radicata nella cultura americana. E poi ci sono molte persone che credono vere entrambe le cose e diventare ancora più ipocrite sui soldi. Non ci si può sbarazzare in fretta di questi preconcetti.
AD: Come spiega la SPONTANEA AMMIRAZIONE, IN PARTICOLARE NEGLI STATI UNITI MA ANCHE IN ALTRI PAESI, PER LE PERSONE FACOLTOSE, SPESSO SENZA SAPERE ALTRO SU DI LORO?
JN: Questo è un altro esempio di IPOCRISIA INTORNO AL DENARO. QUANDO NEGLI STATI UNITI SI INCONTRA QUALCUNO CHE SI RIVELA ESSERE UN MILIARDARIO, L’ATTEGGIAMENTO CAMBIA IMPROVVISAMENTE. Non è una risposta razionale, ma profondamente emotiva. LE PERSONE RISPETTANO I RICCHI PIÙ DI CHIUNQUE ALTRO. Una volta ho chiesto a un miliardario, che aveva iniziato la sua carriera con niente in mano, qual è stata la cosa più sorprendente che ha scoperto quando è diventato ricco. Ha detto che la gente lo trattava con immenso rispetto e valutava le sue opinioni come se fosse ben informato su tutto. Ha poi aggiunto che L’UNICA COSA CHE SAPEVA FARE ERA FAR SOLDI. L’autopercezione della gente è legata a quanti soldi fanno. Questo è molto più forte negli Stati Uniti che in Europa, anche se l’Europa si sta muovendo in questa direzione pure lei. Il rovescio della medaglia è che gli uomini d’affari americani possono essere molto più diretti ed onesti nel loro business, mentre gli uomini d’affari europei sembrano nascondere l’importanza di realizzare un profitto. Ma anche lì le cose stanno cambiando.
AD: Come pensa che gli storici del futuro giudicheranno quest’EPOCA IN CUI SONO I SOLDI A GOVERNARE LA NOSTRA CULTURA?
JN: Come uno straordinario periodo di ricchezza, ma anche decisamente barbaro. NON POSSIAMO SOPRAVVIVERE SE DIAMO IMPORTANZA SOLO AL DENARO ED AL POTERE. NON CREDO CHE NESSUNA SOCIETÀ O CULTURA POSSA ESISTERE SENZA DEI VALORI SPIRITUALI COME SUO FONDAMENTO. Penso che stiamo raggiungendo una situazione di crisi, se non cambiamo il nostro amore per il denaro [profetico: pochi anni dopo è arrivata la Seconda Depressione NdT].
AD: Qual è la sua esperienza con la nuova ricchezza guadagnata e persa negli ultimi anni da molti manager della Silicon Valley?
JN: Due anni fa sono stato INVITATO DA MICROSOFT PER OFFRIRE CONSIGLI SU COME TRATTENERE I LORO GIOVANI DIRIGENTI SUI 30-35 ANNI DI ETÀ, CHE SE NE ANDAVANO PERCHÉ ERANO DIVENTATI RICCHI PER CONTO LORO. ERA CHIARO CHE NON SAREBBE STATO IL DENARO A TRATTENERLI. FORSE SOLO UN LAVORO PIENO DI SIGNIFICATO AVREBBE POTUTO FARCELA. La Silicon Valley è stata descritta come il più grande accumulo legale di ricchezza della storia. […]
AD: COS’È IL SUCCESSO PER QUESTI SPECIALISTI DELLA CONOSCENZA [knowledge workers]?
JN: SORPRENDENTEMENTE, NON LO DEFINISCONO SOLO IN TERMINI MONETARI. PENSANO DI AVERE SUCCESSO QUANDO FANNO QUALCOSA DI PIONIERISTICO, QUALCOSA DI NUOVO ED INTERESSANTE, E POSSIBILMENTE CHE SIA DI BENEFICIO PER IL GENERE UMANO E PER LA SOCIETÀ. SONO PRIGIONIERI DELL’ILLUSIONE CHE, SE LAVORANO AD UN COMPUTER O MODEM PIÙ VELOCE, SARÀ AUTOMATICAMENTE UN BENE PER L’UMANITÀ. LA CHIAMO L’ILLUSIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE. Noi, come società, crediamo che la nuova tecnologia ci abbia assicurato ogni genere di vantaggio, ma ci potremmo chiedere che cosa abbia ottenuto, oltre ad accelerare la vita delle persone. LA TECNOLOGIA RISOLVE SPESSO UN PROBLEMA PER CREARNE DUE DI NUOVI, CHE A LORO VOLTA RICHIEDERANNO NUOVA TECNOLOGIA PER RISOLVERLI. E questo processo continua imperterrito. Invenzioni progettate per risparmiare tempo e fatica, eppure la maggior parte degli americani lavora più a lungo e non ha mai avuto meno tempo libero.
AD: PERCHÉ LA NOSTRA SOCIETÀ NON SEMBRA VALORIZZARE ALCUNE PROFESSIONI MOLTO IMPORTANTI, COME L’INSEGNAMENTO, LA SANITÀ E LA CURA DEI BAMBINI, DELLE ARTI E DELLA SCIENZA, SE MONETIZZATE?
JN: Le persone che toccano i punti più deboli della natura umana sono quelle che fanno di gran lunga più soldi di tutti gli altri messi insieme. LE PERSONE SONO DISPOSTE A PAGARE DI PIÙ PER DEI SERVIZI CHE SODDISFANO IL DESIDERIO DI ECCITAZIONE, L’AUTOINGANNO, LA VANITÀ, IL PIACERE. SONO QUELLE LE SITUAZIONI IN CUI LE PERSONE SI SENTONO PIÙ VIVE, NON QUANDO ASCOLTANO UN’INSEGNANTE PREMUROSA O SONO ASSISTITE DA UN INFERMIERE CAPACE IN OSPEDALE. Questo potrebbe apparire come ingiusto, ma IL DENARO NON HA A CHE FARE CON LA GIUSTIZIA, BENSÌ CON LE EMOZIONI E CON L’APPRENDERE A GESTIRLE.
AD: Il denaro è il modo giusto di valutare il lavoro? Per esempio, un insegnante in una cittadina non sarà mai in grado di estendere i suoi servizi o il suo pubblico e ha quindi un limite massimo al suo reddito, mentre una pop star teoricamente può ampliare il suo pubblico fino ad includere il mondo intero, con un reddito virtualmente senza limiti.
JN: USARE ALTRI MEZZI PER PREMIARE LE PERSONE NON CAMBIERÀ LA NATURA UMANA ALLA BASE DI QUESTE GROTTESCHE DIFFERENZE DI RETRIBUZIONE. NON SO SE APPREZZEREMO MAI IL VALORE DI UN INSEGNANTE IN TERMINI PARAGONABILI AL VALORE CHE DIAMO AD UNA POP STAR. Forse è meglio così. Forse un insegnante insegna meglio se non guadagna due milioni di dollari all’anno. Inoltre la gente potrebbe arrivare a rendersi conto che IL PUNTO NON È PAGARE DI PIÙ GLI INSEGNANTI, MA CAPIRE CHE HA UNA VITA MIGLIORE DI UNA POP STAR. CI SONO ESEMPI DI PERSONE CHE HANNO ABBANDONATO POSTI DI LAVORO BEN RETRIBUITI PER FARE DELLE COSE CHE GLI PIACEVANO MOLTO, MA CON UNA PAGA MOLTO INFERIORE.
AD: Lei si è anche occupato del tempo e dell’esistenza di una POVERTÀ DI TEMPO. I problemi associati al tempo sono paragonabili a quelli collegati al denaro?
JN: Sì, TEMPO E DENARO SONO AL CENTRO DI ANALOGHE ILLUSIONI. LA PROLIFERAZIONE DEL DESIDERIO È STATA LA BASE DELLA NOSTRA ECONOMIA CAPITALISTICA. NON È LA SODDISFAZIONE DEL DESIDERIO, MA LA CREAZIONE DI DESIDERI ARTIFICIALI. LE PERSONE NON HANNO BISOGNO DEL 99% DEI PRODOTTI IMMESSI SUL MERCATO. SE I COSIDDETTI DESIDERI “NORMALI” FOSSERO SODDISFATTI, ALLORA L’ECONOMIA CROLLEREBBE. L’ECONOMIA SI BASA SU ILLUSIONI E FALSI DESIDERI. Chi ha bisogno di 20 tipi di succo d’arancia al supermercato? È QUI CHE ENTRA IN GIOCO LA QUESTIONE DEL TEMPO. A CAUSA DI TUTTI QUESTI DESIDERI DOBBIAMO LAVORARE PER MOLTE PIÙ ORE E MOLTO PIÙ DURAMENTE PER POTERCELI PERMETTERE E POI ABBIAMO TROPPO POCO TEMPO PER ACQUISTARE I PRODOTTI O SERVIZI, PER NON PARLARE DI GODERNE. Questo, a sua volta, è un riflesso della vita nelle nostre teste che ci mantiene continuamente impegnati con i nostri desideri di futuri possibili. Il tempo sembra quindi scorrere sempre più velocemente. SEMPLICEMENTE NON ABBIAMO ABBASTANZA TEMPO PER FARE TUTTO QUELLO CHE PENSIAMO DI DOVER FARE, NON ABBIAMO NEMMENO IL TEMPO DI FARE CIÒ CHE REALMENTE DOBBIAMO FARE. Questa è la povertà di tempo. PROPRIO COME NEL CASO DEL DENARO, CON IL TEMPO STIAMO ASSISTENDO ALLA PERDITA DI VALORI E DEL SENSO DI COSA SIA UN ESSERE UMANO.
AD: Sembra una situazione miserevole, all’inizio del 21° secolo.
JN: È una crisi molto grave, e non potrà andare avanti così ancora a lungo.
http://www.paraview.com/features/needleman.htm
Tratto da: Jacob Needleman sul nostro rapporto patologico con i soldi e con il tempo
http://www.informarexresistere.fr/2013/03/11/jacob-needleman-sul-nostro-rapporto-patologico-con-i-soldi-e-con-il-tempo/#ixzz2SRskNL96 


martedì 17 aprile 2012

Come siete riusciti a stare insieme per 65 anni? “Siamo nati in un epoca in cui le cose rotte non si buttavano, si aggiustavano”



Come siete riusciti a stare insieme per 65 anni? 

Siamo nati in un epoca in cui le cose rotte non si buttavano, si aggiustavano



Il valore di un sentimento è la somma dei sacrifici che si è disposti a fare per esso.

John Galsworthy 



Ero andata a trovare una coppia che aveva da poco festeggiato i 54 anni di matrimonio. Il marito è entrato a casa con gli stivali di lavoro sporcando di terriccio l’immacolato pavimento della cucina. Pensavo che la moglie avrebbe protestato e ho detto: “Certo, quegli stivali portano dentro un bel po’ di terriccio” “Sì” ha detto la moglie alzandosi per prendere la scopa. “Ma portano dentro anche lui”.
Shirley Scott



bellissimo, vorrei ricordarmene tutte le volte che trovo la casa in pieno caos.




La ShaDy Crea DiPendenza

dove c'era un attimo più di rispetto e di valori.




Francesca Argentati
....o dove ti tenevi le corna zitta e buona perchè il divorzio era disonorevole



Dora Magliocco:
 [...]  In quell'epoca le botte si sopportavano, non ci si ribellava mai, ci si sottometteva in tutto e per tutto.. Ecco perché durava sempre e comunque...



Semplicemente Io:Le cose si possono anche aggiustare, ma non saranno mai più le stesse di prima!



Mary VikoLe cose non andrebbero aggiustate..ma amate anche rotte.



Mercoledì Euforica:
 il rapporto a due,quando c'è l'amore,è fatto anche di qualche piccolo compromesso



Elisa Recchia
Non esiste più qull'amore. Oggi tutti buttano via tutto, anche la cosa più bella al mondo.



Ivan Cavallo:
Una volta si dava valore a tutto. Oggi non si danno più valori e non ci sono più principi morali nelle persone...



Sonia Bergamaschi
Adesso siamo soggetti a molte più distrazioni a molte più possibilità di scelta, non ci si cura non si lotta per quello che si ha già o comunque per qualcosa di importante...perché è faticoso impegnativo!! ora come ora nessuno a più voglia!!



Bianca Erre:
 ‎...sono nati in un'epoca (forse) in cui il bisogno rendeva più solidale la coppia e lo spirito di sopravvivenza poneva l'accento su questioni meno futili o a cui veniva data diversa priorità (a differenza di oggi)



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