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venerdì 1 novembre 2013

René Dubos. Il miraggio della salute. Rimane un sogno inutile, anche se può essere di conforto, immaginare una vita priva di stress e di problemi vissuta in un mondo libero da preoccupazioni. L'uomo non può sperare di trovare sulla terra il Paradiso, perché il concetto di paradiso è statico, mentre la vita umana è un processo dinamico.



Rimane un sogno inutile, anche se può essere di conforto, immaginare una vita priva di stress e di problemi vissuta in un mondo libero da preoccupazioni. L'uomo non può sperare di trovare sulla terra il Paradiso, perché il concetto di paradiso è statico, mentre la vita umana è un processo dinamico.
René Dubos, Il miraggio della salute, 1959

mercoledì 26 giugno 2013

Conosci te stesso (γνώθι σαυτόν) e Nulla di troppo (μηδὲν ἄγαν). "Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l'universo e gli Dei”.

Apollo strizzò gli occhi alla luce del sole e con calma, con i muscoli tesi, flesse il suo arco. 
Scagliò le frecce una dopo l'altra fino a quando fu versato il sangue di Pitone e la vita di questi svanì nell’aria. Il drago Pitone, il fedele custode del terreno sacro a Gea, aveva sorvegliato la collina per centinaia di anni fino all’incontro con Apollo. Il dio nonostante la sua natura serena, o forse proprio grazie a questa, trionfò nell’epico scontro e, con la sua vittoria, conseguì il diritto di eleggere come suo santuario i dolci pendii di Delfi. 


Conosci te stesso (γνώθι σαυτόν) e Nulla di troppo (μηδὲν ἄγαν).
"Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l'universo e gli Dei”.

Non desiderare mai nulla di troppo
Pittaco

Ti avverto, chiunque tu sia.
Oh tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,
se non riuscirai a trovare dentro te stesso
ciò che cerchi
non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa,
come pretendi di trovare altre meraviglie?
In te si trova occulto
il Tesoro degli Dei.
Oh! Uomo conosci te stesso e
Conoscerai l’Universo e gli Dei.
Oracolo di Delfi


Dì un po’: com’è che tu misuri il cosmo e i limiti della terra,
tu che porti un piccolo corpo formato da poca terra?
Misura prima te stesso e conosci te stesso,
e poi calcolerai l’infinita estensione della terra.
Se non riesci a calcolare il poco fango del tuo corpo,
come puoi conoscere la misura dell’incommensurabile?
Antologia Palatina, XI 349


“Perciò è detto che se conosci gli altri e te stesso, non sarai in pericolo anche in centinaia di battaglie; se non conosci gli altri ma conosci te stesso, ne vincerai una e perderai l’altra; se non conosci gli altri né te stesso, ogni battaglia ti sarà letale”.
Sun Tzu, L'arte della guerra 


Se abbiamo abbattuto le loro statue, se li abbiamo scacciati dai loro templi, non per questo gli Dei sono morti.
Constantinos Kavafis







Sull'Oracolo di Delfi e tutto ciò che vi ruota intorno si può leggere, con tutta la sua originalità, l'articolo "Conosci te stesso" di Rene' Guenon pubblicato in Il demiurgo e altri saggi per la casa editrice Adelphi.




Apollo del Belvedere. 
Copia romana di un originale in bronzo del IV sec. a.C. 
(Musei Vaticani)






mercoledì 19 dicembre 2012

Rubin. Devo imparare a voler bene allo stupido che è in me




Devo imparare a voler bene allo stupido che è in me: 
quello che è troppo sensibile, che parla troppo, corre troppi rischi, qualche volta vince e troppo spesso perde, che non ha autocontrollo, che ama e odia, fa male e si fa male, promette e non mantiene le promesse, ride e piange. Solo lui mi protegge da quel tiranno autoritario e sempre troppo equilibrato che vive in me e che, se non fosse per il mio lato stupido, mi ruberebbe la vitalità, l’umiltà e la dignità.
T. Rubin


 già, la doppia personalità che c'è in noi spesso, ma ben venga quando vince il primo dei due, cioè quello non troppo equilibrato !:)


[...] nè doppia personalità, ne autocritica. Ma la consapevolezza di imparare a vivere con tanti aspetti diversi di noi stessi.


Il nostro genitore critico interiore.......condizionante nelle scelte che si fanno troppo spesso non con l'essere autentico...

sabato 1 dicembre 2012

Pascal Neveu. Non temere i cambiamenti. La vera metamorfosi è quella che parte dall’identificazione delle tue resistenze, delle tue paure e arriva a un sincero desiderio di trasformazione. Un sano e vincente cambiamento è una decisione dettata dal tuo vero Io e, come tale, corrisponde sempre a un’evoluzione




La vera metamorfosi è quella che parte dall’identificazione delle tue resistenze, delle tue paure e arriva a un sincero desiderio di trasformazione. Un sano e vincente cambiamento è una decisione dettata dal tuo vero Io e, come tale, corrisponde sempre a un’evoluzione.



Pascal Neveu, psicanalista e psicoterapeuta, opera in ambito ospedaliero e aziendale, mentre nel suo studio di Parigi tiene corsi e seminari. Specializzato nella gestione del lutto, conduce gruppi di lavoro psicologico per gli orfani e le vedove.

Non Temere i Cambiamenti

Manuale di autotrasformazione positiva


Il timore di cambiare e il forte desiderio di trasformare gli altri per affermare la tua identità sono due forze che ti spingono a trattenere forzatamente l’idea di te stesso, impedendoti di esplorare le tue potenzialità, fino a indurti a manipolare le relazioni personali.
Avrai sentito un amico o un familiare affermare: “Quella persona dovrebbe proprio cambiare!”. Famiglia, amici, amori e rapporti di lavoro: fin dall’infanzia vieni plasmato da persone che, anche se inconsciamente, continuano a proiettare su di te una identità che si radica nel tempo. In questo modo le persone che conosci contribuiscono tutte, in positivo o in negativo, a costruire la tua personalità.
La vera metamorfosi è quella che parte dall’identificazione delle tue resistenze, delle tue paure e arriva a un sincero desiderio di trasformazione. Un sano e vincente cambiamento è una decisione dettata dal tuo vero Io e, come tale, corrisponde sempre a un’evoluzione.
Pascal Neveu esplora questi meccanismi e ti offre le risposte alle domande fondamentali:
  • Chi sono io, qual è la mia reale identità?
  • Quando nasce in me il desiderio di cambiare l’altro?
  • Da dove ha origine la mia paura di cambiare?
  • In che momento arrivo a cambiare per gli altri?
  • L’amore è davvero in grado di trasformare le persone?
  • Dove ha inizio la manipolazione?
  • Come posso evolvere senza tradire me stesso?
INDICE:
Prime parte - Un'identità in costruzione
  • Un'identità da costruire
  • Una costruzione incompiuta
  • Un'identità fragile perchè minacciata
Seconda parte - Quando l'altro vuole cambiarci
  • Il desiderio di cambiare l'altro
  • Cambiare l'altro: a quale scopo?
  • Io ti cambio dunque sono
  • Cambiare con l'aiuto della televisione?
  • Scene di terapia: l'analista e il soggeto in analisi
Terza parte - "E se volgio cambiare io?"
  • "Ho paura di cambiare"
  • "Voglio cambiare per l'altro"
  • "Voglio cambiare anche per me stesso!"
  • Le derive del coaching
  • "Siamo cambiati: possiamo ancora stati insieme?"


http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__non-temere-cambiamenti.php?pn=4153
Non Temere i Cambiamenti

sabato 8 settembre 2012

Anna Biason. Del ritmo e del Colore. Io credo che prima di tutto bisogna saper trasformare i propri silenzi in musica, la propria immagine riflessa in un sorriso, il pensiero verso noi stessi in un atto d’amore. Altro non è questo che equilibrio, una situazione che nasce da dentro. Da te...nasce da fatica e sudore ed è tutto l’amore che nessuno al mondo saprà mai darti




Io credo che prima di tutto bisogna saper trasformare i propri silenzi in musica, la propria immagine riflessa in un sorriso,
il pensiero verso noi stessi in un atto d’amore.  Altro non è questo che equilibrio, una situazione che nasce da dentro. 
Da te...nasce da fatica e sudore ed è tutto l’amore che nessuno al mondo saprà mai darti.
Anna Biason. Del ritmo e del Colore

mercoledì 1 agosto 2012

Vasilij Rozanof. Foglie cadute. La vita sorge da "equilibri instabili".

Vasilij Rozanof Foglie cadute
La vita sorge da "equilibri instabili".
Se ci fosse dappertutto stabilità, non ci sarebbe vita.
Ma l'instabilità è angoscia, disagio, pericolo.
E di essa vive il mondo, per sempre inquieto.
Di qui la scempiaggine di queste "Città del Sole",
di queste "Utopie", la cui essenza è una felicità perenne.
Ossia un "equilibrio stabile" definitivo.
Non così si fissa il "futuro", ma si segna la morte.

Riccardo Carlon. Citazioni letterarie poetiche e filosofiche

martedì 14 febbraio 2012

Albert Camus, il Mediterraneo e il giusto mezzo Per Camus la luce mediterranea è simbolo di lucidità, equilibrio e misura, in opposizione all’oscurità ed alla dismisura nordica. Il suo modello di vita morale è improntato a una sorta di eroismo altruistico. È a partire dalla misura che è possibile organizzare un mondo tutto umano, tutto plasmato dalla ragionevole, ma limitata, capacità dell’uomo. Già Pitagora, in uno dei suoi detti aurei, aveva sentenziato: “La misura in ogni caso è la cosa migliore”. L’euthymia Democrito la chiama anche euestò, cioè benessere, lo star bene nel mondo, l’aver raggiunto una sorta di equilibrio che non coincide con l’appagamento totale delle proprie pulsioni e dei propri desideri. Lo stato in cui l’animo è calmo ed equilibrato, non turbato da paura alcuna e dal superstizioso timore degli dèi o da qualsiasi altra passione. In ogni aspetto della vita umana, il desiderio innesca un processo di attivazione, capace di rendere operoso e produttivo l’uomo, ma il desiderio deve essere tenuto nei giusti limiti. Se oltrepassa i limiti della metriotes, innescherà un processo di bisogni concatenati che, non potendo mai essere del tutto soddisfatti, causeranno insoddisfazione, tormento e dolore. Il pensiero meridiano di Camus si qualifica certamente come critica della ragion cinica, come elogio dell’imperfezione moderata, di quella visione della realtà che sa che la vita umana è un misto di bene e di male e che l’uomo non è l’essere capace appagare sempre e comunque tutti i suoi desideri. Nemesi, dea della misura, è fatale ai “dismisurati”. La libertà assoluta coincide col diritto, per il più forte, di dominare: essa mantiene dunque i conflitti che avvantaggiano l’ingiustizia. La giustizia assoluta passa attraverso la soppressione di ogni contraddizione: essa distrugge la libertà.

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/28/il-grande-pacificatore/#axzz1mN0fz5pO


Albert Camus, il Mediterraneo e il giusto mezzo
Per Camus la luce mediterranea è simbolo di lucidità, equilibrio e misura, in opposizione all’oscurità ed alla dismisura nordica. Il suo modello di vita morale è improntato a una sorta di eroismo altruistico. È a partire dalla misura che è possibile organizzare un mondo tutto umano, tutto plasmato dalla ragionevole, ma limitata, capacità dell’uomo. Già Pitagora, in uno dei suoi detti aurei, aveva sentenziato: “La misura in ogni caso è la cosa migliore”. L’euthymia Democrito la chiama anche euestò, cioè benessere, lo star bene nel mondo, l’aver raggiunto una sorta di equilibrio che non coincide con l’appagamento totale delle proprie pulsioni e dei propri desideri. Lo stato in cui l’animo è calmo ed equilibrato, non turbato da paura alcuna e dal superstizioso timore degli dèi o da qualsiasi altra passione. In ogni aspetto della vita umana, il desiderio innesca un processo di attivazione, capace di rendere operoso e produttivo l’uomo, ma il desiderio deve essere tenuto nei giusti limiti. Se oltrepassa i limiti della metriotes, innescherà un processo di bisogni concatenati che, non potendo mai essere del tutto soddisfatti, causeranno insoddisfazione, tormento e dolore.

Il pensiero meridiano di Camus si qualifica certamente come critica della ragion cinica, come elogio dell’imperfezione moderata, di quella visione della realtà che sa che la vita umana è un misto di bene e di male e che l’uomo non è l’essere capace appagare sempre e comunque tutti i suoi desideri. Nemesi, dea della misura, è fatale ai “dismisurati”. La libertà assoluta coincide col diritto, per il più forte, di dominare: essa mantiene dunque i conflitti che avvantaggiano l’ingiustizia. La giustizia assoluta passa attraverso la soppressione di ogni contraddizione: essa distrugge la libertà.

La coincidentia oppositorum nella musica e nel pensiero greco
Symphonein, in greco, indicava il coro, il concerto. Congiungersi si diceva harmozein. Harmonia proviene dal linguaggio dei carpentieri ed indica la congiunzione delle parti in una struttura complessa, ordinata, equilibrata. Harmonia dev’essere symphonia: non una sola voce o strumento, ma una molteplicità, in una risoluzione delle contraddizioni. Un assemblaggio di elementi separati ma che stanno bene assieme, una miscela (krasis) composita nella tensione tra elementi opposti ma che ben si combinano. Harmonia è figlia di Ares e Afrodite che si attraggono irresistibilmente. Symphonoi sono i toni che stanno bene assieme, diaphonoi quelli non vanno d’accordo. Maggiore è la diversità, più saldo sarà il legame nella loro combinazione, l’armonia degli opposti. Una società civile sana è quella in cui le voci sono diverse e solo in virtù di questa diversità possono formare un coro.
Un’incredibile simmetria, la palintonos harmonie, l’armonia degli opposti eraclitea, è quella in cui tutto quel che dissolve unisce, tutto quel che distanzia e separa ricongiunge. Un perfetto equilibrio delle forze, quieto nella sua costante tensione. Un dinamismo bilanciato che mantiene l’immobilità in virtù di tensioni assolutamente proporzionali. Un altro principio estetico greco era quello della palintropos harmonie, l’oscillazione armoniosa, il ritmo dell’universo, in costante mutamento. Anche qui un’armonia contrastante o armonia retrograda: “Interpretando il termine come “tensione”, la lotta tra gli opposti sarà sempre giustamente equilibrata, essendo i vantaggi ottenuti in una regione di forza sempre simultaneamente controbilanciati da uguali vantaggi altrove conquistanti la forza opposta. Interpretando il termine come “oscillazione”, la lotta può in ogni luogo andare a favore di uno dei due opposti, ma alternativamente, essendo l’avvicendamento soggetto a una legge che determina i periodi in cui ognuno prevale”.


- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario! 

sabato 11 febbraio 2012

Nella mente risvegliata non ci sono dualismi, non c’è buono, cattivo, bello, brutto, piacevole, spiacevole etc. La mente risvegliata non insegue nulla e non respinge nulla. È come il grande mare, che riceve le acque fangose di mille fiumi, ma non rifiuta nulla e rimane sostanzialmente calmo e incontaminato nelle sue immense profondità

La finestra sul cielo interiore
"Nella mente risvegliata non ci sono dualismi, non c’è buono, cattivo, bello, brutto, piacevole, spiacevole etc. La mente risvegliata non insegue nulla e non respinge nulla. È come il grande mare, che riceve le acque fangose di mille fiumi, ma non rifiuta nulla e rimane sostanzialmente calmo e incontaminato nelle sue immense profondità"
Saretta Sj Bussi: ma... permettetemi, se non ci sono dualismi, dove sta l'equilibrio?
La finestra sul cielo interiore L'equilibrio sta nel vivere nel mondo del dualismo sapendo cogliere l'unicità degli opposti

venerdì 13 gennaio 2012

piccola guida per migliorare l'autostima. COSTRUISCI FIDUCIA: La confidenza e la fiducia si costruiscono dall'interno. Così ogni volta che vuoi realizzare qualcosa, immagina te stessa/o come se l'avessi già realizzato. Visualizza te stessa/o come una persona riuscita, rendi l'immagine vivida e reale nella tua mente. Chiudi gli occhi e immagina tutti i dettagli, come ti senti, come ti comporti, come si comportano gli altri in risposta alla tua nuova attitudine. Infine trasforma tutto questo in azione. Come pensi di essere così sei. "Visione senza azione è un sogno ad occhi aperti. Azione senza visione è un incubo." Proverbio giapponese


COSTRUISCI FIDUCIA:
La confidenza e la fiducia si costruiscono dall'interno. Così ogni volta che vuoi realizzare qualcosa, immagina te stessa/o come se l'avessi già realizzato. Visualizza te stessa/o come una persona riuscita, rendi l'immagine vivida e reale nella tua mente.
Chiudi gli occhi e immagina tutti i dettagli, come ti senti, come ti comporti, come si comportano gli altri in risposta alla tua nuova attitudine. Infine trasforma tutto questo in azione. Come pensi di essere così sei.
"Visione senza azione è un sogno ad occhi aperti. Azione senza visione è un incubo."
Proverbio giapponese

APRITI AGLI ALTRI:
Sii amabile, ma non per cercare l'approvazione altrui. Fai una lista di cose che ti piacciono e apprezzi nelle persone che ti sono intorno. 
Dai una mano quando puoi (e vuoi), Aiutando gli altri avrai più controllo anche sulla tua vita.
"Nell'aiutare gli altri aiutiamo noi stessi, qualsiasi bene diamo via completa il cerchio e ritorna a noi."
Flora Edwards

EVITA IL PERFEZIONISMO:
Il perfezionismo ti paralizza e t'impedisce di raggiungere i tuoi obiettivi. E' meglio agire e sbagliare che rimpiangere di non aver agito.
"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce."
Pablo Neruda

PRENDITI CURA DEL TUO ASPETTO:
L'aspetto fisico è un fattore critico per la tua autostima. Resisti alla tentazione della sciatteria anche nelle cattive giornate. Anzi nei giorni "no" dedica uno sforzo ulteriore per apparire al meglio.
Quindi pettinati e metti le scarpe anche se rimani in casa! Questo finirà per farti sentire bene

SVILUPPA LA TUA CREATIVITA':
Fai esercizio fisico almeno un paio di volte a settimana; quando usi il tuo corpo efficacemente, ti senti più rilassata\o e a tuo agio. Ascolta musica, stai in mezzo alla natura e medita.
Sogna ad occhi aperti. Quali erano i tuoi sogni di bambina/o? Quali sono le tue fantasie, ora?

RISPETTA TE STESSA/O:
Elenca 50 ragioni per cui puoi rispettare te stessa/o. Se non riesci a completare la lista, pensa alle persone che hanno stima di te, o che ti ammirano e scrivi quello che dicono sul tuo conto.
Bloccata/o? Per prima cosa controlla cosa dice il tuo critico interiore, poi prendi le sue negazioni e trasformale in positivo. Sì lo so non ti sembrano "vere", ma completa ugualmente la tua lista. Una volta che hai scritto almeno 50 ragioni, chiedi alle amiche di dirti per quale motivo ti rispettano e confronta le due liste.

CERCA IL POSITIVO:
Quando attraversi momenti difficili, trova il frammento di conoscenza (la conoscenza è potere, come sai) che non avresti avuto altrimenti senza quel particolare evento.
Non è così difficile come può sembrare a prima vista, ma - come in tutte le cose - l'unico modo di riuscire è fare pratica. Pensa a quando hai imparato ad andare in bicicletta, a ogni caduta, imparavi qualcosa vero? Qui si tratta di fare la stessa cosa.

AGISCI SECONDO I TUOI VALORI:
Talvolta i valori possono essere in conflitto. In questo caso, magari con l'aiuto di qualcuno che stimi, esamina i tuoi valori e ridefiniscili, se occorre. Poi esplora le conseguenze possibili di ogni azione. Soltanto a questo punto scegli la migliore per te.

SII GENEROSA/O CON TE STESSA/O:
Fai qualcosa che ti fa sentire bene, qualcosa che sia proprio per te, ogni giorno. Non deve essere un grande gesto, basta una piccola cosa come preparare una caraffa della tua tisana preferita da sorseggiare in ufficio.
Oppure trovare mezz'ora due o tre volte alla settimana e seguire un programma di ginnastica.

METTITI ALLA PROVA:
Frequenta un corso. Vai a visitare una città che non conosci - è più facile sperimentare nuove sfaccettature della tua personalità quando sei lontana/o dalle persone familiari.
Come affronti nuove sfide, tu guadagni fiducia nelle tue capacità e accresci il tuo senso di realizzazione.

PRATICA L'OTTIMISMO:
Contesta le tue convinzioni pessimistiche. Pensa ai periodi sfortunati come momenti temporanei e specifici, invece che permanenti e generali.
Per esempio: "Tutti i dirigenti sono idioti" è permanente e pervasivo, un modo di vedere che può farti sembrare irrisolvibile un problema particolare che devi affrontare.
"Il mio capo è di cattivo umore stamane" è un'opinione temporanea/specifica, che lascia un'apertura per un miglioramento.

NON PRENDERE TUTTO COME UN AFFRONTO PERSONALE:
Quando qualcuno si comporta in un modo che tu giudichi rude o grezzo, invece di sentirti urtata/o prova a considerare che cosa quell'atteggiamento ti dice delle sensazioni che l'altra persona sta provando in quel momento. Questo ti permette di vedere le cose da una prospettiva diversa, lasciandoti libera/o di agire invece di reagire.

NON PRENDERE LE COSE TROPPO SERIAMENTE:
In ogni avvenimento esiste un lato umoristico. Se puoi vedere sia il lato serio sia il lato comico di ogni situazione, il tuo approccio è più equilibrato. Alleggerisci. Puoi "rimbalzare" da delusioni e momenti imbarazzanti più velocemente, senza contare che gli altri ti apprezzeranno di più!
Mettendo in pratica queste misure rinforzi le convinzioni che hai riguardo al tuo valore e accresci la stima che hai di te. La tua autostima e il valore che ti attribuisci sono le chiavi per il tuo successo. 

Di: http://babysara.forumfree.it/?t=5105334


giovedì 12 gennaio 2012

Trovare lo spazio interiore è forse una delle cose più difficili da imparare, ma anche un aspetto essenziale di una vita serena ed equilibrata. Trovare lo spazio interiore non significa dover rigettare niente, né implica lo sforzo di fare spazio. Trovare lo spazio interiore significa scoprire la profondità e il silenzio che sono già dentro di noi, acquisire dimestichezza con essi, e trovarci le risposte che cerchiamo


"Trovare lo spazio interiore è forse una delle cose più difficili da imparare, ma anche un aspetto essenziale di una vita serena ed equilibrata. Trovare lo spazio interiore non significa dover rigettare niente, né implica lo sforzo di fare spazio. Trovare lo spazio interiore significa scoprire la profondità e il silenzio che sono già dentro di noi, acquisire dimestichezza con essi, e trovarci le risposte che cerchiamo"
Barbara Bonelli: e quando ci si riesce, non si può più fare a meno di se stessi!

giovedì 5 gennaio 2012

Nicolas Chamfort I desideri smodati sono fonte di grande sofferenza,e la felicità della vita inizia quando essi finiscono

 La calunnia è come la vespa che ti importuna e contro la quale non bisogna fare nessun movimento, se non si è sicuri d'ammazzarla.
Nicolas de Chamfort


Chi non ha carattere non è un uomo, è una cosa.
Nicolas de Chamfort


Ad alcuni uomini le illusioni sulle cose che stanno loro a cuore sono necessarie come la vita stessa
Nicolas de Chamfort


I desideri smodati sono fonte di grande sofferenza, e la felicità della vita inizia quando essi finiscono
Nicolas de Chamfort



Massimo Tiozzo Campanaro

Felicità non è avere tutto cio' che si desidera , ma desiderere tutto cio' che si ha

giovedì 15 dicembre 2011

Jean de La Bruyèr. Lo schiavo ha un solo padrone; l'ambizioso ne ha tanti quante sono le persone utili alla sua fortuna

Lo schiavo ha un solo padrone; l'ambizioso ne ha tanti quante sono le persone utili alla sua fortuna
Jean de La Bruyèr


Quando con certe persone si è fatto il possibile per conquistarle,
se la cosa non riesce c’è ancora una risorsa: non far più nulla. 
Jean de La Bruyèr


Gloria e merito di alcuni è scrivere bene; e di altri non scrivere affatto
Jean de La Bruyèr




domenica 11 dicembre 2011

Edmund Burice. Quanto più grande è il potere tanto più pericoloso è l'abuso.


Quanto più grande è il potere tanto più pericoloso è l'abuso.
Edmund Burice

 ·  ·  · 3 dicembre alle ore 12.32

  • A Cinzia Raccagni piace questo elemento.

    • Cinzia Raccagni Quando c'è potere..troppo spesso c'è abuso!! E' una linea talmente sottile esercitare l'autorità acquisita non abusandone che è quasi scontato che l'essere umano sia fallibile in questo!!
      3 dicembre alle ore 12.35 · 

    • Ivano Paolo Todde ‎"esercitare l'autorità acquisita non abusandone" .... affinchè ciò non avvenga o che i rischi siano ridotti si possono adottare degli escamotage, delle leggi o delle cure.... :) la divisione dei poteri è una di queste cure, legislativo, esecutivo e giudiziario, io popolo che controlli i governanti e non i governanti il popolo, ma anche il popolo è soggetto pericoloso, irrazionale, passionale.... dunque non può essere la massa l'ultimo giudice, chi non ha il controllo o la consapevolezza di sè, l'ultimo giudice è interiore, la nostra coscienza e libertà di giudizio, che va coltivata, educata e preservata... tanti piccoli grandi poteri di controllo sono meglio di uno grandissimo totalizzante e prevaricante che non risponde a nessuno dell'agire... politico...finanziario...bancario o quant'altro si voglia
      3 dicembre alle ore 12.42 ·  ·  1

    • Cinzia Raccagni Detto così è:elaborato..ma sembra semplice ......il metterlo in atto...è un'impresa alquanto eroica...perchè coraggiosa ed elettiva come meta..comprensione, benignità, tolleranza..amore...mi sa che mancano tutte queste caratteristiche.
      3 dicembre alle ore 12.57 ·  ·  1

    • Giuliana Presicce e quando mai non si è visto abusare dell'autorità acquisità?pensa la fine che ha fatto giulio cesare e poi vai a ritroso.....il popolo che non agisce viene considerato come pecore ammansite... giusto perchè noi abbiamo la consapevolezza che possiamo diventare pericolosi se volessimo....ed è appunto la nostra coscienza che ci fa agire razionalmente....solo per il bene dei nostri figli...delle nostre famiglie...delle persone a cui vogliamo bene....solo e semplicemente perchè non vogliamo scatenare un qualcosa di più grande di noi... che potrebbe essere solo ed esclusivamente distruttivo...se vogliamo veramente costruire qualcosa bisogna stringersi tutti la mano amichevolmente in un unico pensiero....l'italia
      3 dicembre alle ore 13.14 ·  ·  1

    • Ivano Paolo Todde ‎"impresa alquanto eroica" ...coraggiosa... comprensione.... benignità .... tolleranza ... amore.... "mancano" .... non si deve però generalizzare... ci sono, non in tutti, ma i semi ci sono.... non tutti i semi germogliano, come le piante .... ci sono grandi alberi che tolgono luce, aria e respiro alle piccole piante... così sono le idee.. il nuovo non avanza se prima non ci liberiamo delle vecchie convinzioni e vecchi limiti... non di tutti, ma di alcune abitudini si :) Il vero eroismo non è solo quello dei grandi mitici eroi dell'Iliade o dell'Odissea, ma dei milioni di Genitori che riescono in questo triste mondo a crescere dei figli con sani principi :)
      3 dicembre alle ore 16.47 ·  ·  1

    • Cinzia Raccagni Se l'argomento lo applichi a una scelta privata di azioni e motivazioni...mi trovi d'accordo, ognuno di noi può porsi ragionevoli mete e sforzarsi ogni giorno per raggiungerle!!! Il discorso cambia se lo applichiamo alla condizione generale dell'atteggiamento umano di oggi!! Troppa superficialità, troppe cose dannose...e noi poveri genitori..veniamo surclassati da tutto ciò che circonda i nostri figli!!!
      3 dicembre alle ore 17.46 ·  ·  1

    • Giuliana Presicce avevo smesso da tempo a non pensare a ciò che mi circonda..a tutto ciò che stava accadendo intorno a me.solo per pensare a far crescere i miei figli nella serenità più assoluta...il mondo..il mio mondo...era ciò che io avevo costruito con i miei figli...perchè politicamente parlando non c'era mai un cambiamento...persone con il potere che voleva più potere...quello assoluto..quello distruttivo secondo me..e mi son detta...accada ciò che deve accadere..prima accade.meglio è....la distruzione totale..ecco quello che sto aspettando...il resto ormai..per me è solo utopia....ho troppo dolore nel mio cuore...ho perso elementi importanti della mia famiglia...di ciò che accade..perdonatemi..non me ne può fregar di meno...
      3 dicembre alle ore 18.06 ·  ·  1

    • Ivano Paolo Todde ‎....di fronte ai dolori di ciascuno non c'è, per me, altro che il rispetto, qui si presentano libere riflessioni, non ci sono certo ricette, ognuno prova una sua strada, il lasciare un segno non per forza si intende esteriormente portando avanti una attività pubblica, o cambiare il mondo.... nulla è più importante che migliorare noi stessi, i nostri affetti, i nostri valori; la delusione per il mondo che ci circonda può portarci a tutelarci, creandoci delle difese, ergendo barriere; è del resto quel che è accaduto nei secoli dei secoli con quelle che poi sono state rivoluzioni dell'animo umano... gli stessi primi cristiani (ma si potrebbe parlare di Buddha, Vishnù e tanti sconosciuti Socrate che hanno calpestato questo mondo) erano spesso voci isolate che stavano nei deserti, eremiti o comuntà di folli che non seguivano le normali convenzioni e rifuggivano alla mondanità, ma il loro pensiero, la loro fede, è germogliata dopo secoli; tutto oggi va male? Non generalizzerei, mi concentrerei sulle piccole buone cose, valorizzando quello a cui tengo :)
      3 dicembre alle ore 18.16 · 

    • Giuliana Presicce è quello che sto cercando di fare paolo....col mio duro lavoro...e non chiedo questue....
      3 dicembre alle ore 18.23 ·  ·  1

    • Ivano Paolo Todde “La verità è una terra senza sentieri. L’uomo non può arrivarci tramite
      alcuna organizzazione, credo o dogma, preti o riti, e nemmeno
      attraverso la conoscenza filosofica o una tecnica psicologica. Egli la
      deve trovare attraverso lo specchio della relazione, attraverso la
      comprensione dei contenuti della propria mente, attraverso l’osservazione e non con analisi intellettuali o dissertazioni introspettive…”.
      Jiddu Krishnamurti

      3 dicembre alle ore 19.52 · 

    • Cinzia Raccagni Finchè la pretesa è solo legata al conoscere se stessi...i propri valori i propri ideali...va bene.... ma se volessi una speranza..se volessi qualcosa di migliore di una malattia della perdita di una persona cara, il desiderio di vedere il bello intorno a noi espresso in modo più completo ...è assolutamente una cosa meravigliosa!! Qui entrano in gioco: Fede ..amore...speranza!!
      3 dicembre alle ore 20.45 · 

    • Ivano Paolo Todde ah, ma io abolirei proprio il termine "pretesa" :) ognuno prende la sua via che non vuol dire per forza spostarsi, può essere stare fermi a meditare, o costruire, o seminare, o quant'altro :) stare anche a leccarsi le ferite, a rimembrare :) ma fede amore e speranza sono dei bei pilastri :)
      3 dicembre alle ore 20.51 ·  ·  1

    • Cinzia Raccagni Io sono sempre imperativa!! O si pretende o no!!!! ahahaahah Buona serata!!
      3 dicembre alle ore 20.57 · 

    • Ivano Paolo Todde a cuor non si comanda si dice, ma nel tuo caso.... si PRETENDE :)

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