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lunedì 10 dicembre 2012

Fritjof Capra. Un organismo vivente è un organismo auto-organizzantesi: ciò significa che il suo ordine e la sua struttura e funzione non sono imposti dall’ambiente ma sono stabiliti dal sistema stesso

Lo Zen, che ebbe origine in seno al Buddhismo fu fortemente influenzato dal Taoismo, si vanta di essere «senza parole, senza spiegazioni, senza istruzioni, senza conoscenza». Esso si concentra quasi interamente sull'esperienza di illuminazione e si interessa solo marginalmente di interpretare questa esperienza. Un pensiero Zen molto noto dice: «Nell'istante in cui parli di una cosa, essa ti sfugge».
Fritjof Capra


La famosa frase di Cartesio 'cogito ergo sum' ha portato l'uomo occidentale a identificarsi con la propria mente invece che con l'intero organismo. Come conseguenza della separazione cartesiana, l'uomo moderno è consapevole di se stesso, nella maggior parte dei casi, come un io isolato che vive "all'interno" del proprio corpo. La mente è stata divisa dal corpo e ha ricevuto il compito superfluo di controllarlo; ciò ha provocato la comparsa di un conflitto tra volontà cosciente e istinti involontari. Ogni individuo è stato ulteriormente suddiviso in base alla sua attività, capacità, sentimenti, opinioni, ecc... in un gran numero di compartimenti separati, impegnati in conflitti inestinguibili, che generano una continua confusione metafisica e altrettanta frustrazione.
Fritjof Capra, da "Il Tao della fisica", Adelphi


"Cinque anni fa ebbi una magnifica esperienza che mi avviò sulla strada che doveva condurmi a scrivere questo libro. In un pomeriggio di fine estate, seduto in riva all’oceano, osservavo il moto delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro, quando all’improvviso ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte a una gigantesca danza cosmica. […] Sedendo su quella spiaggia, le mie esperienze precedenti presero vita; «vidi» scendere dallo spazio esterno cascate di energia, nelle quali si creavano e si distruggevano particelle con ritmi pulsanti; «vidi» gli atomi degli elementi e quelli del mio corpo partecipare a quella danza cosmica di energia; percepii il suo ritmo e ne «sentii» la musica: e in quel momento seppi che questa era la danza di Śiva, il Dio dei Danzatori adorato dagli Indù.......... L’idea di «partecipazione invece di osservazione» è stata formulata solo recentemente nella fisica moderna, ma è un’idea ben nota a qualsiasi studioso di misticismo. La conoscenza mistica non può mai essere raggiunta solo con l’osservazione, ma unicamente mediante la totale partecipazione con tutto il proprio essere." 
Fritjof Capra, Il Tao della fisica, Adelphi, 1993



NELLA VITA ORDINARIA, NON SIAMO CONSAPEVOLI DI QUESTA UNITÀ DI TUTTE LE COSE, MA DIVIDIAMO IL MONDO IN OGGETTI ED EVENTI SEPARATI. Naturalmente, QUESTA DIVISIONE È UTILE E NECESSARIA PER MUOVERCI NEL NOSTRO AMBIENTE QUOTIDIANO, MA NON È UN ASPETTO FONDAMENTALE DELLA REALTÀ. È UN’ASTRAZIONE IDEATA DAL NOSTRO INTELLETTO CHE DISTINGUE E CLASSIFICA. La FONDAMENTALE UNICITÀ DELL’UNIVERSO non è solo la caratteristica principale dell’esperienza mistica, ma È ANCHE UNA DELLE PIÙ IMPORTANTI RIVELAZIONI DELLA FISICA MODERNA. Essa diviene EVIDENTE A LIVELLO ATOMICO e si manifesta tanto più chiaramente quanto più si penetra in profondità nella materia, fino al MONDO DELLE PARTICELLE SUBATOMICHE. L’unità di tutte le cose e di tutti gli eventi sarà un tema ricorrente in tutto il corso del nostro CONFRONTO TRA LA FISICA MODERNA E LA FILOSOFIA ORIENTALE. Studiando I VARI MODELLI DELLA FISICA SUBATOMICA VEDREMO CHE ESSI ESPRIMONO RIPETUTAMENTE, IN MODI DIVERSI, LA STESSA INTUIZIONE: i costituenti della materia e i fenomeni fondamentali ai quali essi prendono parte sono tutti in rapporto reciproco, INTERCONNESSI E INTERDIPENDENTI; NON POSSONO ESSERE COMPRESI COME ENTITÀ ISOLATE, MA SOLO COME PARTI INTEGRANTI DEL TUTTO.
Fritjof Capra. Il Tao della fisica. Edizione Adelphi



Nella nuova concezione, l'Universo è visto come una rete dinamica di eventi interconnessi. Nessuna delle proprietà di una qualsiasi parte di questa rete è fondamentale; ognuna di esse deriva dalle proprietà delle altre parti, e la coerenza complessiva delle loro connessioni reciproche determina la struttura dell'intera rete.
Fritjof Capra





E' lo srivatsa del buddhismo mahayana vajrayana, ed è rappresentato con un simbolo particolare, lo srivatsa, appunto un simbolo classico che indica un fondamento dottrinario per il quale "tutti i fenomeni composti (esistono anche fenomeno non composti, ad es. lo spazio) sono interdipendenti tra loro e dipendono da cause e condizioni che interagiscono fra loro. Nel simbolo grafico specifico (conosciuto anche nel mondo arabo mediorientale, peraltro) il flusso fenomenico viene rappresentato dalla linea, l'interdipendenza dalla continua interesecazione e dai punti d'intersezione di essa. Tale linea di flusso fenomenico, nel simbolo come nella dottrina, non ha inizio nè fine, e con ciò simboleggia il flusso fenomenico continuo, ovvero l'impermanenza dei fenomeni ed il divenire.
Cerca con google immagini " srivatsa" Emoticon smile ce ne sono di molto belli.




L'effettiva rivoluzione avvenuta con la teoria di Einstein fu l'abbandono dell'idea secondo la quale il sistema di coordinate spazio-temporali ha un significato obiettivo come entità fisica indipendente. Al posto di questa idea la teoria della relatività suggerisce che le coordinate spazio e tempo sono soltanto elementi di un linguaggio che viene usato da un osservatore per descrivere il suo ambiente.
Fritjol Kapra. "Il tao della fisica"

La vita non prese il sopravvento del globo con la lotta, ma istituendo interrelazioni.
Fritjof Capra

Questo sappiamo. Che tutte le cose sono legate come il sangue che unisce una famiglia. Tutto ciò che accade alla Terra accade ai figli e alle figlie della Terra .
L'uomo non tesse la trama della vita; in essa egli è soltanto un filo. 
Qualsiasi cosa fa alla trama , l'uomo lo fa a se stesso
Fritjof Capra, La rete della vita


Fritjof Capra afferma ne 'LA RETE DELLA VITA':
"Tutti gli organismi macroscopici, compresi noi stessi, sono prove viventi del fatto che LE PRATICHE DISTRUTTIVE A LUNGO ANDARE FALLISCONO. ALLA FINE GLI AGGRESSORI DISTRUGGONO SEMPRE SE STESSI, LASCIANDO IL POSTO AD ALTRI INDIVIDUI CHE SANNO COME COOPERARE E PROGREDIRE. La vita non è quindi solo una lotta di competizione, ma anche un TRIONFO DI COOPERAZIONE E CREATIVITÀ. Di fatto, dalla creazione delle prime cellule nucleate, l'evoluzione ha proceduto attraverso accordi di cooperazione e di coevoluzione sempre più intricati."


Fritjof Capra, Determinismo e libertà sono concetti relativi.
Un organismo vivente è un organismo auto-organizzantesi: 
ciò significa che il suo ordine e la sua struttura e funzione non sono imposti dall’ambiente ma sono stabiliti dal sistema stesso. I sistemi auto-organizzantisi manifestano un certo grado di autonomia; per esempio, tendono a stabilire le loro dimensioni secondo princìpi di organizzazione interni, indipendenti da influenze ambientali. Ciò non significa che i sistemi viventi siano isolati dal loro ambiente; al contrario, essi interagiscono con esso di continuo, ma questa interazione non determina la loro organizzazione. I due fenomeni dinamici principali dell’auto-organizzazione sono l’autorinnovamento – la capacità dei sistemi viventi di rinnovare e riciclare di continuo i loro componenti, conservando l’integrità della loro struttura complessiva – e l’autotrascendenza – la capacità di superare creativamente confini fisici e mentali nei processi di apprendimento, sviluppo ed evoluzione.
La relativa autonomia dei sistemi auto-organizzantisi getta nuova luce sulla tradizionale questione filosofica del libero arbitrio. Dal punto di vista di una teoria dei sistemi tanto il determinismo quanto la libertà sono concetti relativi. Nella misura in cui un sistema è autonomo dal suo ambiente è libero; nella misura in cui ne dipende attraverso un’interazione continua, la sua attività sarà plasmata da influenze ambientali. La relativa autonomia degli organismi aumenta di solito con la oro complessità, e raggiunge il suo culmine negli esseri umani.
Questo concetto relativo di libero arbitrio sembrerà coerente con le concezioni delle tradizioni mistiche che esortano i loro seguaci a trascendere la nozione di un io isolato e a diventare consapevoli della nostra inscindibilità dal cosmo di cui facciamo parte. Il fine di queste tradizioni è quello di liberarsi completamente da tutte le sensazioni dell’io raggiungendo, nell’esperienza mistica, la fusione con la totalità del cosmo. Una volta raggiunto tale stato, la questione del libero arbitrio sembra perdere il suo significato. Se io ‘sono’ l’universo, non possono esserci influenze <esterne> e tutte le mie azioni saranno spontanee e libere. Dal punto di vista dei mistici, perciò, la nozione di libero arbitrio è relativa, limitata e – come essi direbbero – illusoria come tutti gli altri concetti di cui ci serviamo nelle nostre descrizioni razionali della realtà.”
FRITJOF CAPRA, “Il punto di svolta. Scienza, società e cultura emergente”, trad. Libero Sosio, Feltrinelli, Milano 2005 (I ed. 1984), IV ‘La nuova visione della realtà’, 9. ‘La visione sistemica della vita’, pp. 224 – 225.


Grandissimo testo che predice con lucidità molti dei mutamenti che stiamo vivendo in questi anni. Letto nel 1990, ha ancora influenza sulla mia visione del mondo. Dello stesso autore cercate "Verso una nuova saggezza": conversazioni con Heisenberg, Krishnamurti, Laing, Bateson ...




Saggio scritto 30 fa, ma ancora attualissimo, descrive e spiega in maniera impressionantemente esatta (dal punto di vista sociologico, psicologico, medico e scientifico) quel ch'è a accaduto nel nostro passato e quello che sarebbe accaduto (e sta accadendo) alla nostra 'civiltà' nel nostro prossimo futuro. E' un libro che deve essere letto.



Māyā non significa che il mondo è un'illusione. L'illusione si trova nel nostro punto di vista, se pensiamo che le forme e le strutture, le cose e gli eventi attorno a noi siano realtà della natura, invece di comprendere che sono concetti della nostra mente la quale misura e classifica. Māyā è l'illusione che deriva dallo scambiare questi concetti per realtà, dal confondere la mappa con il territorio.
Fritjof Capra - TAO della Fisica


"Per i fisici moderni, quindi, la danza di Śiva è la danza della materia subatomica. Come nella mitologia indù, essa è una danza incessante di creazione e distruzione che coinvolge l'intero cosmo; è la base di tutta l'esistenza e di tutti i fenomeni naturali. Centinaia di anni or sono, gli artisti indiani crearono immagini visive della danza di Śiva in una meravigliosa serie di sculture in bronzo. Ai giorni nostri, i fisici hanno usato la tecnologia più avanzata per ritrarre le forme della danza cosmica. Le fotografie delle particelle interagenti ottenute con la camera a bolle, che testimoniano il continuo ritmo di creazione e distruzione dell'universo, sono immagini visive della danza di Śiva che eguagliano quelle degli artisti indiani in bellezza e in profondità di significato. La metafora della danza cosmica unifica quindi l'antica mitologia, l'arte religiosa, e la fisica moderna“.
Fritjof Capra



L’UNITA’ DINAMICA DEGLI OPPOSTI
Ogni volta che si vuol ottenere una cosa, bisogna iniziare dal suo opposto. Ecco cosa dice Lao-Tzu:
Se si vuole restringere, bisogna (innanzitutto) estendere.
Se si vuol indebolire, bisogna (innanzitutto) rafforzare.
Se si vuole far perire, bisogna (innanzitutto) far fiorire.
Se si vuole prendere possesso, bisogna (innanzitutto) offrire.
L’unità dinamica degli opposti polari può essere illustrata con il semplice esempio di un moto circolare e della sua proiezione.
Si consideri un punto che si muove lungo una circonferenza. Se questo movimento viene proiettato su uno schermo, esso diventa una oscillazione tra due punti estremi. Il punto gira sulla circonferenza con velocità costante, ma nella proiezione rallenta quando raggiunge le estremità, inverte il moto e quindi accelera di nuovo, poi rallenta ancora una volta e così via, in cicli senza fine. In ogni proiezione di questo tipo, il moto circolare apparirà come un’oscillazione tra due punti opposti, ma nel movimento stesso gli opposti sono unificati e superati.
Fritjof Capra, Il tao della Fisica


IL TAO DELLA FISICA
Un ulteriore sviluppo della scienza occidentale doveva verificarsi solo nel Rinascimento, quando gli uomini cominciarono a liberarsi dall'influenza di Aristotele e della Chiesa e mostrarono un nuovo interesse per la natura. Verso la fine del Quattrocento lo studio della natura fu affrontato per la prima volta con spirito realmente scientifico e vennero effettuati esperimenti per controllare le ipotesi teoriche. Poiché parallelamente si verificò un crescente interesse per la matematica, questo sviluppo condusse infine alla formulazione di teorie propriamente scientifiche, basate sull'esperimento ed espresse nel linguaggio della matematica. Galilei fu il primo a combinare conoscenza empirica e matematica e perciò viene considerato il padre della scienza moderna.
La nascita della scienza moderna fu preceduta e accompagnata da uno sviluppo del pensiero filosofico che portò a una formulazione estrema del dualismo spirito-materia. Questa formulazione comparve nel Seicento con la filosofia di René Descartes, il quale fondò la propria concezione della natura su una fondamentale separazione tra due realtà distinte e indipendenti, quella della mente (res cogitans) e quella della materia (res extensa). La separazione «cartesiana» permise agli scienziati di considerare la materia come inerte e completamente distinta da se stessi e di raffigurarsi il mondo materiale come una moltitudine di oggetti differenti riuniti insieme in una immensa macchina. Una siffatta concezione meccanicistica del mondo fu sostenuta da Isaac Newton, che su questa base costruì la sua scienza della meccanica e la pose a fondamento della fisica classica. Dalla seconda metà del Seicento alla fine dell'Ottocento, il modello meccanicistico newtoniano dell'universo dominò tutto il pensiero scientifico. Era ac-compagnato dall'immagine di un Dio monarca che dallalto governava il mondo imponendo a esso la sua legge divina. Di conseguenza, le leggi fondamentali della natura ricercate dagli scienziati vennero considerate le leggi divine, invariabili ed eterne, alle quali il mondo era soggetto.
La filosofia di Cartesio non fu solo importante per lo sviluppo della fisica classica, ma ebbe anche un'enorme influenza su tutto il modo di pensare occidentale fino ai giorni nostri. La famosa frase di Cartesio Cogito ergo sum ha portato l'uomo occidentale a identificarsi con la propria mente invece che con l'intero organismo. Come conseguenza della separazione cartesiana, l'uomo moderno è consapevole di se stesso, nella maggior parte dei casi, come un io isolato che vive « all'interno » del proprio corpo. La mente è stata divisa dal corpo e ha ricevuto il compito superfluo di controllarlo; ciò ha provocato la comparsa di un...............................









“ A living organism is a self-organizing system, which means that its order in structure and function is not imposed by the environment but is established by the system itself. Self-organizing systems exhibit a certain degree of autonomy; for example, they tend to establish their size according to internal principles of organization, independent of environmental influences. This does not mean that living systems are isolated from their environment; on the contrary, they interact with it continually, but this interaction does not determine their organization. The two principal dynamic phenomena of self-organization are self-renewal - the ability of living systems continuously to renew and recycle their components while maintaining the integrity of their overall structure - and self-transcendence - the ability to reach out creatively beyond physical and mental boundaries in the processes of learning, development, and evolution.

The relative autonomy of self-organizing systems sheds new light on the age-old philosophical question of free will. From the systems point of view, both determinism and freedom are relative concepts. To the extent that a system is autonomous from its environment it is free; to the extent that it depends on it through continuous interaction its activity will be shaped by environmental influences. The relative autonomy of organisms usually increases with their complexity, and it reaches its culmination in human beings.

This relative concept of free will seems to be consistent with the views of mystical traditions that exhort their followers to transcend the notion of an isolated self and become aware that we are inseparable parts of the cosmos in which we are embedded. The goal of these traditions is to shed all ego sensations completely and, in mystical experience, merge with the totality of the cosmos. Once such a state is reached, the question of free will seems to lose its meaning. If I ‘am’ the universe, there can be no 'outside' influences and all my actions will be spontaneous and free. From the point of view of mystics, therefore, the notion of free will is relative, limited and - as they would say - illusory, like all other concepts we use in our rational descriptions of reality.”

FRITJOF CAPRA, “The Turning Point: Science, Society, and the Rising Culture, Simon and Schuster, New York 1982, IV. ‘The new vision of reality’, 9. ‘The Systems View of Life’.

martedì 30 ottobre 2012

Anette Carlstron. Quando sai che non puoi più sfuggire alla tua sofferenza, devi sperimentarla e devi lasciarti mangiare dalla tigre, perché non puoi più scappare da essa. Una volta che la tigre ti ha divorato, non resta più alcuna paura. Rimane solo la tigre.



Non si ama mai qualcun altro; si ama ciò che c'è di se stessi in lui, o che... si crede ci sia.
Fernando Pessoa

Focalizzate l'attenzione sull'emozione dentro di voi. Accettate la sua esistenza. Non pensateci, non lasciate che l'emozione diventi pensiero. Non giudicate o analizzate; osservate. Diventate consapevoli delle sensazioni legate all'emozione, ma anche di Colui che osserva, l'Osservatore Silenzioso.
Eckhart Tolle

Quando sai che non puoi più sfuggire alla tua sofferenza, devi sperimentarla e devi lasciarti mangiare dalla tigre, perché non puoi più scappare da essa. Una volta che la tigre ti ha divorato, non resta più alcuna paura. Rimane solo la tigre.
Anette Carlstron

Le lacrime sono lo sciogliersi del ghiaccio dell’anima.
E a chi piange, Tutti gli angeli sono vicini.
Hermann Hesse

Non possiamo essere più sensibili al piacere senza esserlo anche al dolore.
Alan Watts

L'anima è tinta del colore dei suoi pensieri. Pensa solamente a quelle cose che sono in linea con i tuoi principi e che possono sopportare la luce piena del giorno. Tu puoi scegliere il contenuto della tua personalità. Giorno dopo giorno divieni ciò che scegli, ciò che pensi e ciò che fai. La tua integrità è il tuo destino. Essa è la luce che illumina il tuo sentiero."
Eraclito

Solo la mente innocente, che è passata attraverso infinite esperienze senza rimanere prigioniera della conoscenza, può scoprire qualcosa che è ben di più del cervello e della mente stessa. Se la vostra mente è condizionata dall’esperienza e dalla conoscenza, quello che scoprirete sarà sempre tinto con i colori di quello che avete sperimentato.
Jiddu Krishnamurti

La più alta forma di intelligenza umana è la capacità di osservare senza giudicare.
Jiddu Krishnamurti

Il pensare divide, il sentire unisce.
Ezra Pound

‎Cos'è l'uomo senza gli animali? Se tutti gli animali sparissero, l'uomo morrebbe di una grande solitudine dello spirito. Perché tutto quello che accade agli animali presto accade all'uomo. Tutte le cose sono collegate...
Dal discorso di Capo Seattle al Governo degli Stati Uniti, 1853

La bontà umana, in tutta la sua purezza e libertà, può venir fuori solo quando è rivolta verso chi non ha nessun potere. La vera prova morale dell'umanità, quella fondamentale, è rappresentata dall'atteggiamento verso chi è sottoposto al suo dominio: gli animali. E sul rispetto nei confronti degli animali, l'umanità ha combinato una catastrofe, un disastro così grave che tutti gli altri ne scaturiscono.
Milan Kundera

Non conosco che un solo dovere: quello di amare.
Nel bel mezzo dell’inverno ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate."
Albert Camus (1913 – 1960),
scrittore e filosofo francese.

giovedì 19 gennaio 2012

Albert Einstein, Tutto è determinato da forze sulle quali non abbiamo alcun controllo. Vale per l'insetto come per gli astri. Esseri umani, vegetali o polvere cosmica, tutti danziamo al ritmo di una musica misteriosa, suonata in lontananza da un pifferaio invisibile

Aneddoti di un genio: Einstein
Un giorno dopo che Einstein si era trasferito nella sua residenza definitiva all'Istituto di studi superiori di Princeton, nel New Jersey, il telefono squillò nell'ufficio del preside. La voce all'altro capo del filo chiese: «Potrei parlare con il professo Eisenhart?» Quando gli fu risposto che mio padre non c'era, la voce continuò: «Forse lei sa dirmi dove abita il professor Einstein?» La segretaria di mio padre rispose di non poterglielo dire perché il professore era molto geloso della sua vita privata. La voce al telefono divenne quasi un sussurro: 
«Per favore, non lo dica a nessuno, ma il professor Einstein sono io. 
Sto andando a casa, ma ho dimenticato dove abito.»
citato da Ronald W. Clark, in Selezione dal Reader's Digest, febbraio 1973



Credevo che fosse uno scherzo quando, molto tempo fa, mi dissero che una volta era immerso nei calcoli nel suo studio quando entrò una bambina dicendogli che era pronto il pranzo. Lui posò la penna e poi le disse: "Come sei carina, come ti chiami?" E la bambina rispose dicendogli il suo nome aggiungendo poi "Papà!" Allora non era una storiella, mi avevano detta una cosa vera. 

Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l'ha già creata.
Albert Einstein

Dovete imparare le regole del gioco.
E poi giocare meglio di chiunque altro
Albert Einstein

Tutto è determinato da forze sulle quali non abbiamo alcun controllo. 
Vale per l'insetto come per gli astri. 
Esseri umani, vegetali o polvere cosmica, tutti danziamo al ritmo di una musica misteriosa, suonata in lontananza da un pifferaio invisibile
Albert Einstein, Pensieri, idee, opinioni

Noi vediamo, sentiamo, parliamo,
ma non sappiamo quale energia ci fa vedere,
sentire, parlare e pensare.
E quel che è peggio, non ce ne importa nulla.
Eppure noi siamo quell'energia.
Questa è l'apoteosi dell'ignoranza umana.
Albert Einstein

Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste.
Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà.
Non c’è altra via. Questa non è Filosofia, questa è Fisica
Albert Einstein


Guarda in profondità nella natura, e poi capirai tutto meglio.
Albert Einstein

E' del tutto possibile che oltre la percezione dei nostri sensi si nascondano mondi a noi ignoti
Albert Einstein

La realtà non è altro che un’illusione, sebbene molto persistente
Albert Einstein

E' strana la nostra situazione sulla Terra. Ognuno di noi viene per una breve visita.
Senza sapere perchè, eppure a volte sente di avere uno scopo Divino. Dal punto di vista della vita di tutti i giorni, comunque, c'è una cosa che sappiamo che l'uomo è quì per l'amore degli altri uomini, per le innumerevoli anime sconosciute col cui fato siamo connessi da un legame di simpatia. Molte volte al giorno mi rendo conto di quanto la mia stessa vita esteriore ed interiore sia costruita sulla fatica dei miei consimili, sia i vivi che i morti, e che devo applicarmi con sollecitudine per restituire quanto ho ricevuto e tuttora ricevo. Albert Einsten

Spazio e tempo non sono condizioni in cui viviamo, bensì modi in cui pensiamo
Albert Einstein

Il tempo non è affatto ciò che sembra.
Non scorre in una sola direzione e il futuro esiste simultaneamente al passato.
Albert Einstein

Quando un uomo siede con una bella ragazza per un'ora, gli sembrerà un minuto.
Ma se si siede su una stufa rovente per un minuto quel tempo gli apparirà più lungo di qualsiasi ora.
Questa è la relatività, il tempo è una concezione psicologica
Albert Einstein

L'effettiva rivoluzione avvenuta con la teoria di Einstein fu l'abbandono dell'idea secondo la quale il sistema di coordinate spazio-temporali ha un significato obiettivo come entità fisica indipendente.
Al posto di questa idea la teoria della relatività suggerisce che le coordinate spazio e tempo sono soltanto elementi di un linguaggio che viene usato da un osservatore per descrivere il suo ambiente.
Fritjol Kapra. Il tao della fisica

Il mondo che abbiamo creato è il prodotto del nostro pensiero e dunque non può cambiare se prima non modifichiamo il nostro modo di pensare
Albert Einstein

Non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha provocato il problema
Albert Einstein

Nel mezzo della difficoltà si cela l’opportunità
Albert Einstein

La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte. 
E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. 
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è l'incompetenza. Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi. 
Albert Einstein

Le gravi catastrofi naturali reclamano un cambio di mentalità che obbliga ad abbandonare la logica del puro consumismo e a promuovere il rispetto della creazione. 
Albert Einstein 

Tre sono le regole principali del mondo del lavoro:
dal disordine e dalla confusione cercate di tirare fuori la semplicità;
nei contrasti ricercate l'ironia e, infine, ricordate che l'opportunità risiede proprio nel bel mezzo delle difficoltà
Albert Einstein

L'umanità avrà bisogno di un vero e proprio nuovo modo di pensare, se vorrà sopravvivere 
Albert Einstein 

La vita è come andare in bicicletta:
se vuoi stare in equilibrio devi muoverti
Albert Einstein

La mente è come un paracadute:
funziona soltanto se si apre 
Albert Einstein

La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente
Albert Einstein

L'arte è l'espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice 
Albert Einstein

I grandi spiriti hanno sempre incontrato violenta opposizione da parte delle menti mediocri 
Albert Einstein 

Lo spirito, l'idea e l'amore non si possono distruggere.
Possiamo cancellare i confini dentro i quali erano racchiusi.
Ma essi rimarranno sempre con noi
Albert Einstein

La vita non ti da le persone che vuoi, ti da le persone di cui hai bisogno: 
per amarti, per odiarti, per formarti, per distruggerti e per renderti la persona che era destino che fossi. 
Albert Einstein

I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. 
Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. 
L’insieme dei due costituisce una forza incalcolabile
Albert Einstein

Temo il giorno in cui la tecnologia supererà le interazioni umane. 
Il mondo avrà una generazione di idioti. 
Albert Einstein 

La prima necessità dell'uomo è il superfluo.
Albert Einstein

Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, 
finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa
Albert Einstein

Imparare è un’esperienza.
Tutto il resto è informazione. 
Albert Einstein 

L'immaginazione conta più della conoscenza 
Albert Einstein 

La mente intuitiva è un dono sacro mentre la mente razionale è un fedele servo. 
Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono. 
Albert Einstein

L'individuo è degradato a mero strumento; egli diventa materiale umano. [...]
Nel nostro tempo, la mentalità militare si è fatta ancora più pericolosa che in passato, perché le armi offensive sono diventate molto più potenti di quelle difensive. Perciò essa conduce di necessità alla guerra preventiva. L'insicurezza generale che ad essa si accompagna porta a sacrificare i diritti civili del cittadino al presunto bene dello Stato.
Albert Einstein


Io non pretendo di sapere cosa sia l'amore per tutti, ma posso dirvi che cosa è per me: 
l'amore è sapere tutto su qualcuno, e avere la voglia di essere ancora con lui più che con ogni altra persona. L'amore è la fiducia di dirgli tutto su voi stessi, compreso le cose che ci potrebbero far vergognare. 
L'amore è sentirsi a proprio agio e al sicuro con qualcuno, ma ancor di più è sentirti cedere le gambe quando quel qualcuno entra in una stanza e ti sorride. 
Albert Einstein

Se vuoi capire una persona, non ascoltare le sue parole, osserva il suo comportamento.
Albert Einstein

La morale non ha niente di divino; è una faccenda puramente umana.
Albert Einstein

Quando l’ego si mette da parte, si accede alla memoria del tutto
Albert Einstein

Una vita che miri principalmente a soddisfare i desideri personali conduce prima o poi a un'amara delusione Albert Einstein

Il nazionalismo è una malattia infantile.
È il morbillo dell'umanità 
Albert Einstein 

L'unica razza che conosco è quella umana 
Albert Einstein 

Federico Campostrini: 
Einstein, quando arrivò negli stati uniti, gli chiesero quale fosse la sua razza, e fantasticamente, rispose "umana"!

La cosa peggiore è quello di educare con METODI BASATI SULLA PAURA, sulla forza e sull'autorità artificiosa. Un tale trattamento DISTRUGGE I SENTIMENTI SANI, la sincerità e la fiducia in se stessa della persona. PRODUCE DEI SOGGETTI SOTTOMESSI.
Albert Einstein (1936)

Albert Einstein, dall'America profetizzò lo scenario odierno, dicendo:
"Le moderne democrazie, che mascherano regimi tirannici, utilizzano i mezzi di comunicazione di massa come strumenti di disinformazione e di stravolgimento delle coscienze degli uomini."

I giornali di un paese possono, in due settimane, portare la folla cieca ed ignorante ad un tale stato di esasperazione ed eccitazione, da indurre gli uomini ad indossare l'abito militare per uccidere e farsi uccidere allo scopo di permettere a ignoti affaristi di realizzare i loro ignobili piani.
Albert Einstein

"Nelle condizioni attuali, i capitalisti privati controllano inevitabilmente in modo diretto o indiretto, le principali fonti di informazioni (stampa radio) (all'epoca non c'era la TV nda). Per cui è estremamente difficile, e nella maggior parte dei casi impossibile, che il singolo cittadino possa arrivare a conclusioni oggettive e avvalersi in modo intelligente dei propri diritti politici".
Ferdinando Imposimato


La modernità ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo, altrimenti il pianeta non si salva. 
Albert Einstein

mio nonno diceva sempre: il progresso è un regresso!!!!!!!!!!!! Parole sante!!!!!!!!!!!!!!!!!


Le gravi catastrofi naturali reclamano un cambio di mentalità che obbliga ad abbandonare la logica del puro consumismo e a promuovere il rispetto della creazione.
Albert Einstein



Il 14 marzo 1879 nasceva a Ulm Albert Einstein (morto a Princeton il 18 aprile 1955), lo scienziato ed epistemologo che mutò in maniera radicale il modello di interpretazione del mondo fisico, soppiantando (ma per certi versi inglobando) quello newtoniano.
Non essendo riuscito a ottenere un posto di insegnante, Einstein lavorò per sette anni come impiegato all’Ufficio Brevetti di Berna (nella foto, la scrivania). Qui, poco più che ventenne, elaborò la sua “teoria dell’invarianza” – più nota come “teoria della relatività” – pubblicata nel 1905. 
Ecco come la spiegò lo stesso Einstein nel 1921, quando andò per la prima volta negli Stati Uniti, a un giornalista che lo pregava di chiarirgli finalmente la sua teoria: 
“Prima si credeva che, se tutte le cose materiali fossero sparite dall'universo, tempo e lo spazio sarebbero rimasti. Secondo la mia teoria, invece, il tempo e lo spazio dovrebbero sparire insieme alle cose”. Partendo da questa teoria, Einstein in seguito sintetizzò così le sue intuizioni: 
“lo spazio è curvo e finito”, “la luce ha un peso”, “la linea più breve per unire due punti non è una retta, ma una curva”, “lo spazio ha quattro dimensioni”, “la massa è energia” …

Per Einstein, 
1. "la fede in un mondo esteriore indipendente dall'individuo che lo esplora è alla base di ogni scienza della natura";
2. "Un sistema concettuale logico è scienza fisica in quanto i suoi concetti e le sue affermazioni siano messi necessariamente in relazione col mondo dell’esperienza". 
3. "Il reale non ci è dato, ma ci è proposto (come un indovinello)".
È la comprensibilità, l'intelligibilità del mondo il mistero piú grande, che ci lascia pieni di stupore, ossia il fatto che il pensiero tramite concetti e relazioni fra concetti sia in grado di fornire un ordine alle esperienze sensoriali, e che tutto questo "funzioni". 
Le percezioni dei sensi tuttavia non offrono che indizi indiretti su questo mondo esteriore, su questo "reale fisico", il quale non può essere afferrato da noi che per via speculativa. Il fondamento assiomatico della fisica, è stato per altro più volte cambiato, nel corso della storia della nostra indagine fisica sul reale.


Per un approccio all'epistemologia di Einstein, si veda:
1. A. Einstein, Pensieri degli anni difficili, Boringhieri, Torino, 1974, in part. pagg. 37-40;
2. Idem, Come io vedo il mondo, Milano, Giachini, 1966, pp. 111-119;
3. Idem, Autobiografia scientifica, Torino, Boringhieri, 1979, pp. 223-24






logica consequenziale

La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. 
La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. 
Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: 
non c’è niente che funzioni… e nessuno sa il perché!
Albert Einstein

CRISI.
L'etimologia di crisi deriva senza dubbio dal verbo greco KRINO = separare, cernere, in senso più lato, discernere, giudicare, valutare. Nell'uso comune ha assunto un'accezione negativa in quanto vuole significare un peggioramento di una situazione, in realtà la crisi è un momento uguale al BIVIO, dove si deve fare una scelta per rinunciare a qualcosa e scegliere un altra. Anche in greco KRINO = essere in dubbio di scelta, di valutazione, di discernimento, può trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento, per una rinascita, per un rifiorire prossimo.

La sensazione più bella che possiamo provare è il MISTERO. 
Costituisce l'EMOZIONE FONDAMENTALE che sta alla base della vera arte e della vera scienza. Colui che l'ha provata e che non è ancora in grado di EMOZIONARSI è come una merce avariata, come una candela spenta. E' l'ESPERIENZA DEL MISTERO, spesso mischiata con la PAURA, che HA GENERATO LA RELIGIONE. LA CONOSCENZA DI UN QUALCOSA CHE NON POSSIAMO PENETRARE, DELLE RAGIONI PIÙ PROFONDE DI UNA BELLEZZA CHE SI IRRADIA, che sono accessibili alla ragione solo nelle sue più elementari forme, è questa la conoscenza e l'emozione che stanno alla base della religione; IN QUESTO SENSO, E IN QUESTO SOLAMENTE, IO POSSO DEFINIRMI PROFONDAMENTE RELIGIOSO..
The World as I See It. Albert Einstein

Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.
Albert Einstein


"Ogni essere umano è parte di un tutto chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l'allargamento del nostro circolo di conoscenza e comprensione, sino ad includere tutte le creature viventi e l'interezza della natura nella sua bellezza."
Albert Einstein


C'È UN INTERO MONDO DI ESSERI VIVENTI INTORNO A TE, ma non sei in grado di vederlo, perché TI È STATO INSEGNATO A CREDERE CHE ANIMALI E ALBERI, E ANCHE PIETRE E ROCCE E MONTAGNE SIANO COSE 'MORTE'. Potresti non ammetterlo a te stesso, ma fondamentalmente SEI STATO ADDESTRATO A CREDERE CHE SIA COSÌ, che L'UNICA COSA CHE MERITI LA TUA ATTENZIONE SIANO GLI ESSERI UMANI... SEI IN GRADO DI AVERE UNA RELAZIONE PERSONALE CON GLI OCEANI? O MAGARI CON GLI ALBERI?... IL TEMPO È UNA COSA, UN ENTE CON CUI PUOI DIALOGARE, con cui puoi entrare in relazione, ma tu tendi invece ad ignorarlo per tutta la tua vita...
Michael Tsarion

Il messaggio è: allargate l'area della coscienza
Allen Ginsberg


quanto è vero. Spesso mi sembra un cerchio che si chiude allo stesso modo dopo un lungo giro....


Le persone sono state create per essere amate, mentre le cose sono state create per essere utilizzate.
Il motivo per cui il mondo è nel caos è perché le cose sono amate e le persone sono utilizzate
Anonimo

Ogni razza decide da sé cosa è indecente.
La natura non conosce indecenze. È l'uomo a inventarle.
Mark Twain
http://youtu.be/eDZN0aoosVQ

La crisi secondo Albert Einstein:
"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. 
La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L'inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla." 
Albert Einstein


In singolare contrasto col mio senso ardente di giustizia e di dovere sociale, non ho mai sentito la necessità di avvicinarmi agli uomini e alla società in generale. Sono proprio un cavallo che vuole tirare da solo; mai mi sono dato pienamente né allo stato, né alla terra natale, né agli amici e neppure ai congiunti più prossimi; anzi ho sempre avuto di fronte a questi legami la sensazione di essere un estraneo e ho sempre sentito bisogno di solitudine; e questa sensazione non fa che aumentare con gli anni. Sento fortemente, ma senza rimpianto, di toccare il limite dell’intesa e dell’armonia con il prossimo. Certo, un uomo di questo carattere perde così una parte del suo candore e della sua serenità, ma ci guadagna una larga indipendenza rispetto alle opinioni, abitudini e giudizi dei suoi simili.
Albert Einstein, "Come io vedo il mondo"


Albert Einstein. Il vero valore di un uomo: liberarsi dall’Io.
“È giusto, in linea di principio, dare solenne testimonianza d’affetto a coloro che hanno contribuito maggiormente a nobilitare gli uomini e l’esistenza umana. Ma se si vuole anche indagare sulla natura di essi, allora si incontrano notevoli difficoltà. Per quanto riguarda i capi politici, e anche i capi religiosi, è spesso molto difficile stabilire se costoro hanno fatto più bene che male. Di conseguenza credo sinceramente che indirizzare gli uomini alla cultura di nobili discipline e poi indirettamente elevarli, sia il servizio migliore che si possa rendere all’umanità. Questo metodo trova conferma, in primo luogo, nei cultori delle lettere della filosofia e delle arti, ma anche, dopo di essi, negli scienziati. Non sono, è vero, i «risultati» delle loro ricerche che elevano e arricchiscono moralmente gli uomini, ma è il loro sforzo di capire, è il loro lavoro intellettuale fecondo e capace.
«Il vero valore di un uomo» si determina esaminando in quale misura e in che senso egli è giunto a liberarsi dall’«Io».”
ALBERT EINSTEIN (1879 – 1955), “Come io vedo il mondo”, trad. e pref. di Remo Valori, saggio introduttivo di Antonio De Simone, Giachini, Milano 1955, II., ‘Religione e scienza’, 9. ‘Elevare gli uomini’, pp. 48 – 49.


“ Es ist im Prinzip richtig, daß denen die meiste Liebeentgegengebracht werden soll, die zur Veredelung der Menschen und des menschlichen Lebens am meisten beigetragen haben. Wenn man aber weiter fragt, was für Menschen das seien, gerät man in nicht geringe Schwierigkeiten. Bei den politischen, ja, sogar beiden religiösen Führern ist es meist recht zweifelhaft, ob sie mehr Gutes oder Schlechtes bewirkt haben. Ichglaube daher allen Ernstes, daß man den Menschen am besten dient, indem man sie mit einer edlen Sache beschäftigt und dadurch indirekt veredelt. Dies gilt in erster Linie von den bedeutenden Künstlern, in zweiter Linie aber auch von den Forschern. Es ist richtig, daß die Ergebnisse der Forschung den Menschen nicht veredeln und bereichern, wohl aber das Streben nach dem Verstehen, die produktive und rezeptive geistige Arbeit. 
Der wahre Wert eines Menschen ist in erster Linie dadurch bestimmt, in welchem Grad und in welchem
Sinn er zur Befreiung vom Ich gelangt ist.”


ALBERT EINSTEIN, “ Mein Weltbild”, G.J. Thieme, Nijmegen 1934 (Ausgabe 2), I. ‛Wie ich die Welt sehe’, ‛Gut und Böse’-‛Der wahre Wert eines Menschen’, S. 20.



Albert Einstein. L’immagine del mondo.
“L’uomo cerca, in maniera adeguata alle sue esigenze, di formarsi un’immagine del mondo, chiara e semplice, e di trionfare così sul mondo dell’esistenza sforzandosi di rimpiazzarlo, in una certa misura, con questa immagine. È così che agiscono, ciascuno a suo modo, il pittore, il poeta, il filosofo speculativo, il naturalista. Di questa immagine e della sua conformazione, egli fa il centro di gravità della sua vita sentimentale allo scopo di cercarsi la calma e la solidità che gli sfuggono nel cerchio troppo stretto della sua esistenza personale e vorticosa.

Fra tutte queste possibili immagini del mondo qual è la posizione occupata da quella che crea il fisico? Questa immagine comporta le esigenze più severe in merito al rigore e all’esattezza di rappresentazione dei rapporti reciproci, come soltanto si può avere utilizzando il linguaggio matematico. Ma, per contro, il fisico deve rassegnarsi a questo, tanto più categoricamente quanto più deve accontentarsi di rappresentare i fenomeni più semplici, quelli che si possono rendere percepibili dai nostri sensi, mentre tutti i fenomeni più complessi non possono essere ricostruiti dallo spirito umano con quella precisione e quello spirito di coerenza sottile invocato dal fisico teorico. L’estrema, nitidezza, chiarezza, certezza, non si ottengono che a spese dell’incertezza. Ma quale attrattiva può dunque avere il fatto di afferrare esattamente una parte così piccola della natura, lasciando da parte, con timidezza e senza coraggio, tutto ciò che è complicato e più delicato? Il risultato di uno sforzo così rassegnato merita questo nome di fierezza, l’<Immagine del mondo>?
Sì! Io credo che questo nome è meritato perché se le leggi generali, che servono di base alle costruzioni del pensiero fisico teorico, hanno la pretesa di essere valide per tutti gli avvenimenti di deduzioni rigorosamente logiche, si dovrebbe giungere a dare un’immagine rigorosamente esatta, vale a dire una teoria dei fenomeni naturali, ivi compresi quelli della vita, se questo processo di deduzione non superasse di gran lunga la capacità del cervello umano. Non si rinuncia dunque interamente e per principio all’interezza dell’immagine fisica del mondo.”
ALBERT EINSTEIN (1879 – 1955), “I fondamenti della ricerca”, in “Come io vedo il mondo”, pref. e trad. it. di Remo Valori, con un saggio di A. De Simone, Giachini, Milano 1955, ‘La ricerca scientifica’, pp. 58 – 60.





“ Der Mensch sucht in ihm irgendwie adäquaterweise ein vereinfachtes und übersichtliches Bild der Welt zu gestalten und so die Welt des Erlebens zu überwinden, indem er sie bis zu einem gewissen Grad durch dies Bild zu ersetzen strebt. Dies tut der Maler, der Dichter, der spekulative Philosoph und der Naturforscher, jeder in seiner Weise. In dieses Bild und seine Gestaltung verlegt er den Schwerpunkt seines Gefühlslebens, um so Ruhe und Festigkeit zu suchen, die er im allzu engen Kreis des wirbelnden und persönlichen Erlebens nicht finden kann. 

Was für eine Stellung nimmt das Weltbild des theoretischen Physikers unter all diesen möglichen Bildern der Welt ein? Es stellt die höchsten Anforderungen an die Straffheit und Exaktheit der Darstellung der Zusammenhänge, wie sie nur die Benutzung der mathematischen Sprache verleiht. Aber dafür muß sich der Physiker stofflich um so mehr bescheiden, indem er sich damit begnügen muß, die allereinfachsten Vorgänge abzubilden, die unserm Erleben zugänglich gemacht werden können, während alle komplexeren Vorgänge nicht mit jener subtilen Genauigkeit und Konsequenz, wie sie der theoretische Physiker fordert, durch den menschlichen Geist nachkonstruiert werden können. Höchste Reinheit, Klarheit und Sicherheit auf Kosten der Vollständigkeit. Was kann es aber für einen Reiz haben, einen so kleinen Ausschnitt der Natur genau zu erfassen, alles Feinereund Komplexere aber scheu und mutlos beiseite zu lassen? Verdient das Ergebnis einer so resigniertenBemühung den stolzen Namen <Weltbild>?
Ich glaube, der stolze Name ist wohlverdient, denn die allgemeinen Gesetze, auf die das Gedankengebäude der theoretischen Physik gegründet ist, erheben den Anspruch, für jedes Naturgeschehen gültig zu sein.
Auf ihnen sollte sich auf dem Wege reiner gedanklicher Deduktion die Abbildung, d.h. die Theorie eines jeden Naturprozesses einschließlich der Lebensvorgänge finden lassen, wenn jener Prozeß der Deduktion nicht weit über die Leistungsfähigkeit menschlichen Denkens hinausginge. Der Verzicht des physikalischen Weltbildes auf Vollständigkeit ist also kein prinzipieller.” 
ALBERT EINSTEIN, “Prinzipien der Forschung”, in “Mein Weltbild” (Herausgegeben von Carl Seelig, Querido Verlag, Amsterdam 1934), V, ‘Wissenschaftliche Beiträge’, Ullstein, Berlin 2005, Seiten 108 - 109. 




La mente ammalata dello schizofrenico può permettergli di vedere delle cose che non possono entrare nella mente intatta, ma non aperta, di molte persone sane.
R. Laing, da ''L'Io diviso'', 1959

Siamo tutti un po matti, ma la maggior parte di noi non lo sa, perché frequentiamo soltanto gente col nostro tipo di pazzia. Solo quando s'incontrano persone con pazzie diverse nasce la possibilità di scoprire gli errori del nostri tipo di pazzia.
Erroneamente attribuita sull'web ad Albert Einstein

 "Questa frase, lo si capisce bene dal contenuto e dallo stile, non è assolutamente di Albert Einstein, bensì del grande mistico indiano Paramahansa Yogananda. E’ una frase che ha anche un certo contenuto ironico: era infatti la risposta ad un critico. La frase è contenuta nel libro “Crisi del pensiero Moderno” di J. Donald Walters Edizioni Mediterranee. La frase è a pagina n. 69" - Errata Corrige






IN MALESIA LA SCIMMIA SOSIA DI EINSTEIN 
Una scimmia malese ha una sorprendente somiglianza con Albert Einstein, l'uomo che ci ha dato la teoria della relatività.
Dalla sua corrispondenza stempiata e per i baffi sporadici, il cucciolo di scimmia è una copia dello scienziato di origine tedesca.
Questo doppio improbabile è stato visto arrampicarsi con i suoi amici e oscillare dai rami dal professor Mihail Nazarov nel parco nazionale di Taiping in Malesia, il The Sun ha riferito la scorsa estate.
http://www.phenomenica.com/2012/10/einstein-look-alike-monkey-found-in-malaysia.html



Metafisica del Colore 
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