Visualizzazione post con etichetta Oscuro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Oscuro. Mostra tutti i post

mercoledì 12 dicembre 2012

Deepak Chopra. Investiamo un sacco di tempo ed energie a negare il nostro lato oscuro, e finiamo poi per proiettare questo stesso aspetto negativo su qualcuno che ci sta intorno....le persone più illuminate invece abbracciano il loro potenziale di luce e oscurità e non passano il tempo a giudicare gli altri. I giudizi vengono infatti formulati solo da chi vede il bene e il male, ciò che è giusto o sbagliato, come caratteristiche esterne al proprio sé.

Ciascuno dei tuoi desideri pianta un seme in te.
Deepak Chopra


Investiamo un sacco di tempo ed energie a negare il nostro lato oscuro, e finiamo poi per proiettare questo stesso aspetto negativo su qualcuno che ci sta intorno....le persone più illuminate invece abbracciano il loro potenziale di luce e oscurità e non passano il tempo a giudicare gli altri. I giudizi vengono infatti formulati solo da chi vede il bene e il male, ciò che è giusto o sbagliato, come caratteristiche esterne al proprio sé.
Deepak Chopra

domenica 21 ottobre 2012

Francesco da Barberino. Reggimento e costumi di donna. NON VO’ CHE SIA LO TUO PARLARE OSCHURO ACCIÒ CH’AVERE A MENTE con ogni donna possa dimorare; né parlerai rimato acciò che non ti parta per forza di rima del proprio intendimento





DANTE E L'ALLEGORIA
Uno dei motivi per cui gli intendimenti di Dante - e di numerosi altri autori suoi contemporanei - restano in parte IMPENETRABILI, è l'USO INTENSIVO DELL'ALLEGORIA, ovvero di SOVRAPPORRE AL SENSO LETTERALE UN SENSO SUPERIORE, MORALE, ETICO O TEOLOGICO. Questa modalità di espressione, che menti culturalmente deboli sul medioevo hanno fatto degenerare nei secoli in esoterismi ingegnosi quanto lambiccati, risultò indigesta anche a molti contemporanei. Un caso è quello del notaio valdelsano Francesco da Barberino, contemporaneo e conoscente di Dante, già incontrato varie volte nei nostri post.
Francesco critica l'uso dell’allegoria, un ARTIFICIO RETORICO IN CUI DANTE SI RIVELÒ MAESTRO in larga parte della sua produzione lirica, oltre naturalmente che nel poema sacro, trascendendo a volte intenzionalmente nel cd. ‘PARLARE OSCURO’ o ‘PARLAR COVERTO’.
IL DA BARBERINO CONTESTA APERTAMENTE IL RICORSO A SIMILI TECNICISMI ESPRESSIVI CHE VELINO IL SIGNIFICATO LETTERARIO, specie se in associazione con l’uso della rima:

NON VO’ CHE SIA LO TUO PARLARE OSCHURO
ACCIÒ CH’AVERE A MENTE
con ogni donna possa dimorare;
né parlerai rimato
acciò che non ti parta
per forza di rima
del proprio intendimento

Reggimento e costumi di donna, 367 e segg.

Altri Passaggi su: www.lavitadidante.it

lunedì 30 gennaio 2012

T. Dethlefsen / R. Dalke. La nostra ombra ci infonde paura. Questo non deve meravigliare, in quanto essa consiste esclusivamente di tutte quelle parti di realtà che abbiamo allontanato il più possibile da noi. L'ombra è la somma di tutto ciò che noi crediamo fermamente che dovrebbe essere eliminato dal mondo affinchè il mondo possa essere bello e sano. Ma le cose stanno esattamente all'opposto: l'ombra contiene tutto ciò che il mondo - il nostro mondo - ha bisogno di avere per sanarsi. L'ombra ci rende malati in quanto ci manca la sua presenza per poter essere interamente sani.

L'uomo ha, in genere, molte pretese nei confronti della vita e del proprio destino.
Si comporta come se avesse il diritto che tutto gli andasse bene: essere ricco, sano e felice.
Che cosa dà all'uomo il diritto di avere simili pretese?
Thorwald Dethlefsen, "Il Destino come scelta"


L’osservazione del proprio mondo esterno e degli eventi coi quali si viene confrontati è uno dei metodi migliori per conoscere se stessi, perché tutto quello che nel mondo esterno disturba indica semplicemente che non si è conciliati in se stessi col principio analogo.
Thorwald Dethlefsen, "Il Destino come scelta"


La nostra ombra ci infonde paura. Questo non deve meravigliare, in quanto essa consiste esclusivamente di tutte quelle parti di realtà che abbiamo allontanato il più possibile da noi
L'ombra è la somma di tutto ciò che noi crediamo fermamente che dovrebbe essere eliminato dal mondo affinchè il mondo possa essere bello e sano. Ma le cose stanno esattamente all'opposto: 
l'ombra contiene tutto ciò che il mondo - il nostro mondo - ha bisogno di avere per sanarsi
L'ombra ci rende malati in quanto ci manca la sua presenza per poter essere interamente sani.
Thorwald Dethlefsen / R. Dalke



Parliamo di amore quando un altro riflette una zona d’ombra che noi ameremmo rendere consapevole dentro di noi, e parliamo invece di odio quando qualcuno riflette un livello molto profondo della nostra ombra, un livello che non vorremmo incontrare in noi. [...] più grandi sono i contrasti, più le persone si attirano, perché ognuno ama l’ombra dell’altro.
Thorwald Dethlefsen, “Malattia e destino”




"L’uomo deve smettere di lottare e imparare invece che cosa ha da dirgli la malattia
Il paziente deve guardare dentro di sé ed entrare in comunicazione coi propri sintomi, se proprio vuole conoscerne il messaggio. Deve essere pronto a mettere in discussione tutto ciò che pensa di se stesso e a integrare consapevolmente quello che il sintomo cerca di fargli capire a livello fisico.
La guarigione è sempre collegata ad una dilatazione di coscienza e ad una maturazione
Se il sintomo è sorto perché una componente dell’ombra è precipitata nel corpo e lì si è manifestata, così la guarigione è il processo inverso: il principio del sintomo viene portato a livello di coscienza e redento quindi dalla propria esistenza materiale." 

L’infezione
La persona che non è disponibile a portare a livello di coscienza i propri conflitti, a elaborarli e gradualmente a superarli, è destinata a vedere i conflitti scendere a livello materiale, rendendosi visibili sotto forma di infiammazione. Ogni infezione è un conflitto divenuto materia. Le conflittualità (con tutti i loro dolori e i loro pericoli) evitate nella psiche si fanno strada nel corpo e si manifestano come infiammazioni.

L’allergia
Negli allergici la giusta difesa viene portata agli estremi. L’allergico si costruisce un’armatura e vede nemici dappertutto. […] l’allergia è espressione di forte difesa e aggressività repressa nel corpo. L’allergico ha problemi con la propria aggressività, che però in genere non ammette di avere e quindi neppure vive consapevolmente."
Thorwald Dethlefsen, 1946/1910, psicoterapeuta, esoterista e letterato tedesco, Malattia e Destino









Elenco blog personale