venerdì 18 novembre 2016

Mito di Krishna (Cristo). “Siamo o Sono?” Corrado Malanga e la Grande Egregora della Separazione

“Siamo o Sono?” 
Corrado Malanga e la Grande Egregora della Separazione.

[...] Separazione, 
Malanga ne fa un racconto meraviglioso, 
utilizzando il modello caratteristico della cultura Indu:


“Nell’istante in cui la coscienza decide di creare la virtualità per fare l’esperienza, crea cioè fa, e nel fare si manifesta, diviene evidente appunto, con la creazione, dal nulla, di un fotone e di un anti fotone, ripetendo lo stesso atto infinite volte. I due oggetti si riuniranno assieme in molti modi creando il tutto dal nulla. 

Ma nell’istante in cui la prima separazione accade, nell’istante in cui si crea la dualità, necessaria per esperienziarsi, la coscienza si chiede se ha fatto la cosa da farsi. [...]

La Creazione procede con Shiva e Vishnu quali simboli del primo duale virtuale. 

La Coscienza vede che i due creatori creati sono perplessi poiché sanno che il loro percorso ha una scadenza e, tale situazione, all’interno della virtualità in cui essi sono calati, li rattrista.  [...]

Essi non sono eterni ma immortali e, terminato il loro percorso, dopo aver acquisito la consapevolezza, si spegneranno per ritornare nell’Uno. [...]

In poche parole, la Coscienza fa la stessa cosa che fa ora, quando entra nei nostri contenitori per capire cosa sta accadendo nella dimensione materiale delle cose.  [...]

E’ nel mito raccontato che il dio si fa uomo e “scende” nel nostro mondo, per fare l’esperienza dell’uomo stesso. Poi il mito verrà stravolto nella sua originale interpretazione e diverrà non un atto di acquisizione di consapevolezza, da parte di tutti noi, che abbiamo deciso di fare l’esperienza della vita in 3 dimensioni, ma si trasformerà in un atto di finto eroismo divino, apparentemente teso a salvare un uomo che non aveva minimamente chiesto di essere salvato, nel tentativo di riportarlo a forza in cielo.  [...]

L’ultima beffa è rappresentata dunque dal mito di Krishna (Cristo);  [...] I due creatori Shiva e Vishnu, nell’istante in cui la Coscienza, per fare l’esperienza della separazione cioè per viverla, si mette a loro disposizione, hanno la possibilità di manipolare essi stessi, la Creazione. 
Dividono così la Coscienza in 3 parti, creando la triade di anima, mente e spirito
In quell’istante, le 3 parti divise provano l’idea della separazione dal Sé ed acquisiscono la netta sensazione di una esperienza dolorosa. 
E’ in questo momento che anima, divenuta duale, comprende che separare significa creare barriere, vede le altre parti di Sé allontanarsi da sé e ne ha paura e smarrimento. 

In questo istante viene descritto il mito dell’idea che esistano 2 tipologie divine: il dio vero e mai nato che crea dal nulla che, nel nostro racconto, viene recitato dalla Coscienza e gli dei di seconda generazione, creati dal primo che invece, per creare ulteriormente, usano qualcosa di già esistente e lo modificano solamente. Questi 2 dei sono Shiva e Vishnu e, a scendere, tutti coloro che hanno operato divisioni più marcate all’interno della originaria virtualità. 

Brahma Vishnu Shiva.
Tutto il percorso simbolico del CAMMINO DELLA TRIADE sarà impiegato nel ritrovare le parti separate del Sé originale e comprendere che ciò significa sconfiggere la dualità nel virtuale. 

La separazione da origine alla barriera che è la rappresentazione dell’inganno, dietro la quale si cela. 
Non è dunque vero che dio punisce l’uomo per le sue malefatte e poi lo ri perdona ma è vero che è l’uomo che decide di staccarsi da Lui poiché non solo non ha commesso nessuna colpa, in quanto le colpe non esistono, essendo la rappresentazione di un concetto duale ma non ha, di conseguenza, nemmeno il bisogno di essere perdonato per qualcosa di mai commesso

I patti che sono stati fatti non sono validi perché in primis ottenuti con l’inganno, tenendo all’oscuro parti della coscienza umana, della loro vera identità ma in secondo luogo perché il patto, per definizione, è una specie di contratto e nel contratto ci devono essere 2 firmatari in accordo tra loro. 

Il patto che gli dei fanno con l’uomo è voluto solo dagli dei, in quanto unilaterale e, nel mito, non esiste traccia di un accordo bilaterale. La vecchia e la nuova alleanza appaiono, anche nel mito, che rappresenta la reale fotografia della virtualità atemporale, solo un atto di imposizione unilaterale.  

[...] la Coscienza [...] scopre che la sofferenza della solitudine è propria della parte che è stata separata dal Tutto, mentre il Tutto non sente separazione

[...] Ora, la Triade può riunirsi in una Coscienza Consapevole, abbattendo le barriere interne all’essere umano, la parte femminile del Sè può unirsi a quella maschile, rendendo il rapporto tra maschio e femmina, fonte di amore trascendentale, fonte dell’energia necessaria per ottenere il processo di fusione e divenire Uno. 

Per evitare mis-interpretazioni della parola “amore” dobbiamo soffermarci sul fatto che questa parola non ha nulla a che vedere con l’amore tra parenti o con il coniuge o per una pianta od un animale od una altra qualsiasi forma di esistenza. 

Non ha altresì nulla a che vedere con la sessualità: 
nulla che possa far ricordare l’Heros o l’Agape dei miti greci cioè amore erotico di un uomo per una donna o l’amore che gli dei avrebbero per l’uomo. 

I due tipi di amore sono legati infatti ad una idealizzazione inesistente di una necessità. 

Heros è la necessita che un uomo ha di essere amato da un altro essere essendone, per definizione, ricambiato. 

Agape è l’amore che, sempre per definizione, dio rivolge alle sue creature, senza volere niente in cambio. 

[...] Il secondo tipo di amore è una colossale fregatura da parte degli dei che fanno finta di amarti, facendoti credere che stiano colmando il tuo bisogno di non essere solo ma, quella solitudine, l’hanno creata loro stessi quando hanno staccato dalla coscienza, anima, mente e spirito. Hanno dunque creato un bisogno inesistente e lo hanno poi fintamente colmato, creando anche in questo caso, un rapporto di dipendenza e di sudditanza. [...] 

Nell’istante in cui la parte femminile dell’universo si unisce a quella maschile, non solo si abbatte la penultima barriera del duale primordiale ma la realtà virtuale e quella reale divengono Uno, azzerando la distanza tra mappa e territorio, arrivando ad ottenere la totale comprensione del Sé Cosmico. 

Al di fuori di spazio e tempo, che non esistono più, la Coscienza Consapevole, rinasce da se stessa a nuova vita: IL MATRIMONIO alchemico fra creatore e creato, fra realtà reale e virtuale [...]
 http://allediecidellamattina.altervista.org/corrado-malanga-la-grande-egregora-della-separazione/


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