C'è una difficoltà nel rendersi conto che il nostro comportamento è molto complesso, che il cervello è fatto di tante componenti. E c'è una difficoltà nel vedere in ogni catastrofe la possibilità di un rovesciamento.
Forse io sono una innata ottimista, ma penso che ci sia sempre qualcosa che ci salva.
Rita Levi Montalcini
In Africa non esistono la fretta e la frenesia che attanagliano gli occidentali. Nessun impegno è più importante di un amico che bussa alla porta. Ricordalo quando sei di fretta, insegnalo ai tuoi figli, non lasciare che la tua vita occidentale diventi povera di tempo”.
Rita Levi Montalcini
Ho perso un po la vista, molto l’udito.
Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene.
Ma penso e sento più adesso di quando avevo vent'anni.
Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.
Quando muore il corpo sopravvive quello che hai fatto, il messaggio che hai dato.
Il corpo può morire. Ma restano i messaggi che abbiamo mandato in vita.
Perciò il mio messaggio è questo: credete nei valori.
Non le fibre nervose, ma le idee germogliavano nel mio cervello, e in modo così tumultuoso da non lasciarmi il tempo di seguire altri pensieri. Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita.
Invidio chi ha la fede. Io non credo in dio. Non posso credere in un dio che ci premia e ci punisce, in un dio che ci vuole tenere nelle sue mani. Ognuno di noi può diventare un santo o un bandito, ma ciò dipende dai nostri primi tre anni di vita, non da dio. È una legge di una scienza che si chiama epigenetica, in altre parole si può definire il risultato del dialogo che si instaura tra i nostri geni e l’ambiente familiare e sociale nel quale cresciamo. Prenda una bicicletta o un insetto, oggi sono pressoché uguali a com’erano duecento anni or sono. Noi no. L’uomo è darwiniano al cento per cento. Ebbene, io a tre anni, a tre anni, glielo giuro, ho deciso che non mi sarei mai sposata e che non avrei avuto bambini. Credo che il mio cervello, sostanzialmente, sia lo stesso di quand’ero ventenne. Il mio modo di esercitare il pensiero non è cambiato negli anni. E non dipende certo da una mia particolarità, ma da quell’organo magnifico che è il cervello. Se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare
Rita Levi Montalcini. Elogio dell'imperfezione
Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi..
Invidio chi ha la fede. Io non credo in dio. Non posso credere in un dio che ci premia e ci punisce, in un dio che ci vuole tenere nelle sue mani. Ognuno di noi può diventare un santo o un bandito, ma ciò dipende dai nostri primi tre anni di vita, non da dio.
Rita Levi Montalcini
Il messaggio che invio, e credo anche più importante di quello scientifico, è di affrontare la vita con totale disinteresse alla propria persona, e con la massima attenzione verso il mondo che ci circonda, sia quello inanimato che quello dei viventi. Questo, ritengo, è stato il mio unico merito. Io dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona.
Rita Levi Montalcini
Il cervello di uomini e donne è identico, però quello della donna è stato distrutto dalla cultura sociale, mentre quello dell’uomo è stato spesso sopravvalutato.
Rita Levi Montalcini
Quello che molti ignorano è che il nostro cervello è fatto di due cervelli. Un cervello arcaico, limbico, localizzato nell'ippocampo, che non si è praticamente evoluto da tre milioni di anni a oggi, e non differisce molto tra l'homo sapiens e i mammiferi inferiori. Un cervello piccolo, ma che possiede una forza straordinaria. Controlla tutte quelle che sono le emozioni. Ha salvato l'australopiteco quando è sceso dagli alberi, permettendogli di fare fronte alla ferocia dell'ambiente e degli aggressori. L'altro cervello è quello cognitivo, molto più giovane. E' nato con il linguaggio e in 150mila anni ha vissuto uno sviluppo straordinario, specialmente grazie alla cultura. Purtroppo buona parte del nostro comportamento è ancora guidata dal cervello arcaico. Tutte le grandi tragedie, la Shoah, le guerre, il nazismo, il razzismo - sono dovute alla prevalenza della componente emotiva su quella cognitiva. E il cervello arcaico è così abile da indurci a pensare che tutto questo sia controllato dal nostro pensiero, quando non è così. Il cervello arcaico ha salvato l'australopiteco ma porterà l'homo sapiens all'estinzione. La scienza ha messo in mano all'uomo potenti armi di distruzione. La fine è già alla portata.
Rita Levi Montalcini, Buon vento.
E` molto interssante. Grazie. In Russia viveva e creava una grande scienziata Natalia Bechtereva la quale spesso ripeteva che il cervello e` cosi infinito come l'universo. Lei ha provato che tutti i due cervelli governano sia la personalità che la fisiologia.
Se mi posso permettere a proposito di cervello vi consiglio il libro "IL GIARDINO DELLA MENTE" tratto da una storia vera. Interessantissimo veramente.
eh si ma vaglielo a spiegare a persone che credono che siamo controllati dallo spirito...
In molte persone il cervello cognitivo non s'è formato proprio e purtroppo occupano posizioni di comando.
Da sempre sono presenti in noi TUTTE le tendenze caratteriali ed emotive,sia positive che negative. Sta a noi sviluppare quelle positive, opponendoci a quelle negative che tentano di prendere il sopravvento. Esistono ad es.anche componenti emotive positive, come il sentimento di compassione e quello di tolleranza nei confronti degli altri esseri senzienti (compresi gli animali..)..
menomale che ne abbiamo due.... pensa te se ne possedevamo solo uno!