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venerdì 21 ottobre 2016

Il rasoio di Ockham. invita a non creare inutili entità metafisiche e a non moltiplicare inutilmente le cause per spiegare i fenomeni, cercando comunque sempre la spiegazione più semplice, che ha la maggiore probabilità di essere quella giusta.

Robert Delsol
QUESTIONARIO 8
Come si chiama quel celebre procedimento, che consiste nell'applicazione del principio economico dell'eliminazione dei concetti superflui, volto a spiegare i fenomeni in modo più semplice, ideato dal filosofo inglese noto come "Doctor Invincibilis"?


Robert Del Sol "Storia della Filosofia"

IL "RASOIO" DI OCKHAM
Il famoso "rasoio di Ockham", attribuito al "Doctor Invincibilis", invita a non creare inutili entità metafisiche e a non moltiplicare inutilmente le cause per spiegare i fenomeni, cercando comunque sempre la spiegazione più semplice, che ha la maggiore probabilità di essere quella giusta.

Il "Venerabilis Inceptor" invita a scegliere sempre la via più semplice, per ottenere un risultato, diminuendo così le probabilità di errore. 

Egli sostiene che le entità non debbano essere moltiplicate, senza che ciò sia necessario.
Si tratta dell'applicazione del principio economico dell'eliminazione dei concetti superflui, volto a spiegare una realtà in modo più semplice. 

È mediante questo procedimento, sinteticamente definito il "rasoio di Ockham", che l'intelletto umano può e deve liberarsi di tutte quelle astrazioni, che erano state ideate dalla scolastica medievale.
Guglielmo di Ockham





La SINTESI è sinonimo di GENIALITÀ! :)

venerdì 18 ottobre 2013

Il logorroico. LA LOGORREA È UNA PAROLA DERIVATA DAL GRECO CHE SIGNIFICA “FLUSSO ECCESSIVO DI PAROLE”. Il logorroico allora è colui che ha una verbosità notevole e TENDE A OCCUPARE TUTTO LO SPAZIO RELAZIONALE CON UNA SORTA DI DIARREA VERBALE INCESSANTE.


Il logorroico. LA LOGORREA È UNA PAROLA DERIVATA DAL GRECO CHE SIGNIFICA “FLUSSO ECCESSIVO DI PAROLE”. Il logorroico allora è colui che ha una verbosità notevole e TENDE A OCCUPARE TUTTO LO SPAZIO RELAZIONALE CON UNA SORTA DI DIARREA VERBALE INCESSANTE.
Il logorroico PARLA IN CONTINUAZIONE FACENDO USO DI PAROLE RICERCATE E A VOLTE SUPERFLUE PER ESPORRE IL SUO PENSIERO. Può essere espressione di una malattia mentale o neurologica di una certa gravità, ma nella forma più comune il logorroico è un tipo che eccede nella comunicazione verbale. TENDE A FARE MONOLOGHI PIUTTOSTO CHE ASSECONDARE UN DIALOGO TRA LUI E L’ALTRO.
Per alcuni versi denota abilità oratoria ed è una qualità che attiene alle persone dotate di buone capacità intellettuali. Ma IN ALCUNI CASI IL LOGORROICO È INCAPACE DI FARE SINTESI, ovvero di esprimere un pensiero nella sua forma essenziale. SI PERDE NELLA DESCRIZIONE DI DETTAGLI E RIEMPIE IL SUO DISCORSO DI ELEMENTI POCO UTILI ALL’ECONOMIA DELLA COMUNICAZIONE.
Ha un bisogno estremo di chiarimento e sente che essere sovrabbondante di concetti gli assicura la comprensione dell’altro. In questo modo il logorroico denota un certo BISOGNO DI ATTENZIONE, ma allo stesso tempo mostra di NON ESSERE DISPOSTO AD ASCOLTARE. Per lo più ne è incapace. PARLA PIÙ PER SÉ CHE PER GLI ALTRI. Si compiace del suo modo eccessivo di articolare il pensiero e di esprimerlo ma non sa entrare nella dimensione del dialogo perché SPESSO È CHIUSO ALLA COMUNICAZIONE.
Da un punto di vista psicologico il logorroico è esibizionista, uno che vuol dare mostra di sé e delle sue doti. ESIBISCE CON LA SUA PARLANTINA ECCESSIVA E STRARIPANTE UN’ACUTA NECESSITÀ DI RIEMPIRE DA SOLO TUTTA LA RELAZIONE. Si potrebbe dire che PARLANDO IN MODO ECCESSIVO NON DÀ SPAZIO ALL’ALTRO PERCHÉ NON LO CONSIDERA. Forse teme l’altro e lo vuole controllare impedendogli di esprimere il suo pensiero. È UN NARCISISTA in quanto si compiace di come parla e della quantità di cose che riesce a dire. Ma IL LOGORROICO POTREBBE AVERE ANCHE PAURA DEL SILENZIO E DEL VUOTO. È angosciato dallo spazio della riflessione e non si permette di ascoltare se stesso. Parla in continuazione per non sentire quello che accade dentro di lui. Porta con sé l’idea egocentrica del bambino che vuole essere sempre in evidenza e al centro di ogni rapporto.

Officina del Benessere - Psicoterapia

lunedì 22 luglio 2013

Heisenberg. PROCESSO STORICO CHE TENDE VERSO UN’UNIFICAZIONE ED UN AMPLIAMENTO DEL NOSTRO MONDO ATTUALE. Questo processo dovrebbe di per sé condurre ad una diminuzione di quelle tensioni culturali e politiche che costituiscono il grande pericolo del nostro tempo. MA ESSO È ACCOMPAGNATO DA UN ALTRO PROCESSO CHE AGISCE NELLA DIREZIONE OPPOSTA


Werner Heisenberg, nome che molti di voi avranno sentito nominare nella serie tv Breaking Bad, è considerato uno dei padri della meccanica quantistica, per il cui sviluppo ricevette il Nobel nel 1932.
Come caratteristica fondamentale, la meccanica quantistica descrive la radiazione e la materia sia come fenomeno ondulatorio che come entità particellare, al contrario della meccanica classica, dove per esempio la luce è descritta solo come un'onda o l'elettrone solo come una particella.
La relazione fra natura ondulatoria e corpuscolare delle particelle e della radiazione è riscontrabile nel famoso principio di indeterminazione di Heisenberg.
https://it.wikipedia.org/wiki/Meccanica_quantistica
IL CROLLO DELLA VISIONE "CLASSICA" DEL MONDO
"Ricordo discussioni con Bohr che si protraevano per molte ore fino a notte fonda e si concludevano quasi con un senso di disperazione. Quando, alla fine della discussione, me ne andavo da solo a passeggiare per il parco continuavo a ripetermi la domanda: "é possibile che la natura sia così assurda come ci appare in questi esperimenti con gli atomi?"
Werner Heisenberg
G. Carlo Ghirardi - "Un'occhiata alle carte di Dio"



L'universo non è fatto da cose, ma da reti di energia vibratoria che emergono da qualcosa di ancora più profondo e sottile
Werner Heisenberg


Il mondo appare così come un complicato tessuto di eventi, in cui diverse specie di connessioni, si alternano, si sovrappongono, e si combinano, determinando la struttura del tutto..
Werner Heisenberg


"La filosofia di Kant attrasse l'attenzione sul fatto che i concetti di spazio e di tempo appartengono alla nostra relazione con la natura, non alla natura stessa."
Werner Heisenberg, "Fisica e Filosofia"


Alcuni fisici preferirebbero tornare all'idea di un mondo reale ed oggettivo, le cui parti più piccole esistono oggettivamente così come esistono le pietre e gli alberi indipendentemente dal fatto se li osserviamo oppure no. Questo, tuttavia, è impossibile
Werner Heisenberg, premio Nobel per la fisica 1932 e uno dei padri della fisica quantistica, che morì il 1° febbraio 1976




Riccardo Manenti

Il principio di indeterminazione di Heisenberg stabilisce che non sia possibile rivelare con arbitraria precisione due osservabili complementari (come posizione e velocità) di un sistema fisico.
Questo principio ha ripercussioni interessanti;
ad esempio l'elio non solidifica mai, nemmeno a bassissime temperature (a meno che non si applichino altissime pressioni). Il principio di indeterminazione di Heisenberg non ha nulla a che fare con la natura corposculare-ondulatoria della luce o di altre particelle. Tale corrispondenza è invece più palese nella relazione di de Broglie.
[...] di solito si dice che l'effetto fotoelettrico mostri la natura corpuscolare della luce.
Diversi anni dopo pero' ho scoperto che Scully e Lamb (nobel in Fisica) riuscirono a spiegare l'effetto fotoelettrico senza dover tener conto della natura corpuscolare della luce (vedi: Lamb, Scully, The photoelectric effect without photons 1968).



[...]  in realtà il comportamento del fotone è univoco: il fatto che tu abbia indeterminazione sulla misura non implica necessariamente che il fotone sia in sé indeterminato. e in più credo abbia anche voluto dire che, considerare che il fotone (così come le altre particelle subatomiche) sia in sé indeterminato, e accettare, quindi, come dogma il principio di heisenberg, sia di grossissimo intralcio per le probabili future scoperte :)
[...] tu dici che il fotone sia "particella" e "onda" contemporaneamente ma sia "particella" che "onda" non esistono, sono modelli perfetti (matematici) di cose che in realtà hanno un'essenza che potrebbe discostare dal modello che per definizione è un'approssimazione... ora, visto che questa essenza mai potrà essere compresa perché la realtà è sempre inevitabilmente filtrata dalla tua percezione, ma visto anche che è poco significativo dire "il fotone può comportarsi o da particella o da onda" poiché è impossibile stabilire quando si comporterà in un modo e quando in un altro (e quindi, da questo punto di vista, l'assunto "il fotone può comportarsi o da particella o da onda ma è impossibile stabilire quando si comporterà in un modo e quando in un altro" limita solamente il mio modo di vedere le cose senza essere in nessun modo produttivo, o almeno non essendolo più, visto che adesso i nostri obiettivi mirano più in alto che alla semplice descrizione della realtà attraverso una "teoria quantistica" che, per carità, è una delle più valide e coerenti, ma ancora poco è applicabile ai problemi reali del quotidiano), perché non tentare di bypassare questo "dogma" e cercare altrove un modello univoco che la descriva?




In questa presentazione avrete modo di comprendere, abbastanza approfonditamente:
Il Principio di Indeterminazione di Heisenberg;
L'Effetto Compton;
Il Principio di Complementarità di Bohr;
Il Criterio di Realtà (o di Esistenza) di Einstein, Podolsky e Rosen;
La Non-Spazialità (o Non-Località) delle misteriose entità quantistiche, di natura microscopica

http://youtu.be/nN3BWe4LanQ



Werner Heisenberg. Intensificarsi del processo unificatorio. 
Si può affermare che la fisica moderna costituisce una parte - assai caratteristica - d’un generale PROCESSO STORICO CHE TENDE VERSO UN’UNIFICAZIONE ED UN AMPLIAMENTO DEL NOSTRO MONDO ATTUALE. Questo processo dovrebbe di per sé condurre ad una diminuzione di quelle tensioni culturali e politiche che costituiscono il grande pericolo del nostro tempo. MA ESSO È ACCOMPAGNATO DA UN ALTRO PROCESSO CHE AGISCE NELLA DIREZIONE OPPOSTA. Il fatto che grandi masse di gente acquistino coscienza di questo processo di unificazione si traduce in un incitamento a tutte le forze delle comunità culturali esistenti ad assicurarsi per i loro valori tradizionali la parte piú larga possibile nello stato finale dell’unificazione. Queste tensioni aumentano e i due processi in competizione sono cosí strettamente legati l’uno all’altro che OGNI INTENSIFICARSI DEL PROCESSO UNIFICATORIO – PER MEZZO, AD ESEMPIO, DEL NUOVO PROGRESSO TECNICO – INTENSIFICA ANCHE LA LOTTA PER LA CONQUISTA DELLA POSIZIONE FINALE E CONTRIBUISCE QUINDI ALL’INSTABILITÀ DELLO STATO TRANSITORIO. Può essere che la fisica moderna svolga solo un ruolo modesto in questo pericoloso processo di unificazione. Ma essa contribuisce, in due punti decisivi, a MANTENERE A QUESTO SVILUPPO IL CARATTERE DI UNA PACIFICA EVOLUZIONE. Primo, essa mostra quale disastro sarebbe in tale processo l’uso delle armi; secondo, attraverso la sua APERTURA VERSO OGNI GENERE DI IDEOLOGIA essa fa sorgere la SPERANZA CHE NEL FINALE STATO D’UNIFICAZIONE MOLTE, DIVERSE TRADIZIONI CULTURALI POSSONO CONVIVERE E POSSONO FONDERSI INSIEME COMPORTAMENTI UMANI DIVERSI IN UN NUOVO TIPO D’EQUILIBRIO FRA PENSIERO E PRASSI, FRA ATTIVITÀ E MEDITAZIONE.”
WERNER HEISENBERG (1901 - 1976), “Fisica e filosofia. La rivoluzione scientifica moderna” [I capitoli che compongo il libro sono stati letti alle ‘Gifford Lectures’ nel trimestre invernale, 1955 – 1956, St. Andrew University, St. Andrew, Scozia], introduzione di F.S.C. Northrop, trad. di Giulio Gnoli, Il Saggiatore, Milano 1966 (I ed. 1961), ‘Il ruolo della fisica moderna nell’attuale sviluppo del pensiero umano’, p. 238.

“ One may perhaps state that modern physics is just one, but a very characteristic, part of a general historical process that tends toward a unification and a widening of our present world. This process would in itself lead to a diminution of those cultural and political tensions that create the great danger of our time. But it is accompanied by another process which acts in the opposite direction. The fact that great masses of people become conscious of this process of unification leads to an instigation of all forces in the existing cultural communities that try to ensure for their traditional values the largest possible role in the final state of unification. Thereby the tensions increase and the two competing processes are so closely linked with each other that every intensification of the unifying process —for instance, by means of new technical progress — intensifies also the struggle for influence in the final state, and thereby adds to the instability of the transient state. Modern physics plays perhaps only a small role in this dangerous process of unification. But it helps at two very decisive points to guide the development into a calmer kind of evolution. First, it shows that the use of arms in the process would be disastrous and, second, through its openness for all kinds of concepts it raises the hope that in the final state of unification many different cultural traditions may live together and may combine different human endeavors into a new kind of balance between thought and deed, between activity and meditation.”

WERNER HEISENBERG, “Physics and Philosophy. The Revolution in Modern Science” (I ed., Harper and Row, New York 1958), Introduction by Paul Davies (1989), Penguin Books, New York 2000, ‘The Role of Modern Physics in the Present Development of Human Thinking’, pp. 143 – 144.



sabato 20 luglio 2013

Einaudi. Non le lotte o le discussioni devono impaurire, ma la concordia ignava e l’unanimità dei consensi

La mente va a un altro Presidente. A Luigi Einaudi, un Presidente vero. 
Uno che tanti anni fa avvertiva:

“Non le lotte o le discussioni devono impaurire, ma la concordia ignava e l’unanimità dei consensi”

Luigi Einaudi

venerdì 16 novembre 2012

Romano Battaglia. Dice un proverbio arabo che ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare da tre porte.




Dice un proverbio arabo che ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare da tre porte.
Sull'arco della prima porta dovrebbe esserci scritto: "E' vera?"
Sulla seconda campeggiare la domanda: "E' necessaria ?"
Sulla terza essere scolpita l'ultima richiesta: "E' gentile ?"
Una parola giusta puo' superare le tre barriere e raggiungere il destinatario con il suo significato piccolo o grande. Nel mondo di oggi, dove le parole inutili si sprecano, occorrerebbero cento porte, molte delle quali rimarrebbero sicuramente chiuse.
 Romano Battaglia
 
 
 sulle prime due concordo appieno, ma una parola anche se non è gentile ma passa dalle prime due porte, in alcune circostanze andrebbe detta
 
 

sabato 13 ottobre 2012

Richard Wagner. In una seppur motivata ostilità non è proficuo il rancore nascosto, ma un aperto chiarimento; perché produce la scossa(emozione) necessaria che chiarisce i fatti, separa il giusto da quello ingiusto, e vede(fa vedere) quello che c'è da vedere

In una seppur motivata ostilità non è proficuo il rancore nascosto, ma un aperto chiarimento; perché produce la scossa (emozione) necessaria che chiarisce i fatti, separa il giusto da quello ingiusto, e  vede (fa vedere) quello che c'è da vedere.
Richard Wagner


Quando venne chiesto a Gioacchino Rossini un giudizio sull’opera di Wagner “Lohengrin”, il musicista rispose che non si poteva giudicare un’opera ascoltandola una sola volta ma che non aveva intenzione di ascoltarla una seconda; tempo dopo in un’altra occasione ad un giornalista che gli faceva domande sul musicista tedesco rispose che Wagner regalava bellissimi momenti ma anche terribili quarti d’ora!






lunedì 12 dicembre 2011

Roberto Gervaso. La concisione è l’arte di dire molto con poco; la prolissità, di dire niente con troppo.

La concisione è l’arte di dire molto con poco; la prolissità, di dire niente con troppo.
Roberto Gervaso

L'uomo: un microbo pieno di problemi.
Roberto Gervaso






E c'è chi pensa che un dio si sia preso la briga di pensare a te... enorme [...] virus!



 

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