AVVERTENZE - IMPORTANTE: "Questo blog NON rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate, così come i testi, sono da intendersi come materiale di propaganda; qualora il loro utilizzo violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog, che provvederà alla loro pronta rimozione".
Robert Delsol
QUESTIONARIO 8
Come si chiama quel celebre procedimento, che consiste nell'applicazione del principio economico dell'eliminazione dei concetti superflui, volto a spiegare i fenomeni in modo più semplice, ideato dal filosofo inglese noto come "Doctor Invincibilis"?
Robert Del Sol "Storia della Filosofia"
IL "RASOIO" DI OCKHAM
Il famoso "rasoio di Ockham", attribuito al "Doctor Invincibilis", invita a non creare inutili entità metafisiche e a non moltiplicare inutilmente le cause per spiegare i fenomeni, cercando comunque sempre la spiegazione più semplice, che ha la maggiore probabilità di essere quella giusta.
Il "Venerabilis Inceptor" invita a scegliere sempre la via più semplice, per ottenere un risultato, diminuendo così le probabilità di errore.
Egli sostiene che le entità non debbano essere moltiplicate, senza che ciò sia necessario.
Si tratta dell'applicazione del principio economico dell'eliminazione dei concetti superflui, volto a spiegare una realtà in modo più semplice.
È mediante questo procedimento, sinteticamente definito il "rasoio di Ockham", che l'intelletto umano può e deve liberarsi di tutte quelle astrazioni, che erano state ideate dalla scolastica medievale.
Il logorroico. LA LOGORREA È UNA
PAROLA DERIVATA DAL GRECO CHE SIGNIFICA “FLUSSO ECCESSIVO DI PAROLE”. Il
logorroico allora è colui che ha una verbosità notevole e TENDE A OCCUPARE
TUTTO LO SPAZIO RELAZIONALE CON UNA SORTA DI DIARREA VERBALE INCESSANTE.
Il logorroico PARLA IN
CONTINUAZIONE FACENDO USO DI PAROLE RICERCATE E A VOLTE SUPERFLUE PER ESPORRE
IL SUO PENSIERO. Può essere espressione di una malattia mentale o
neurologica di una certa gravità, ma nella forma più comune il logorroico è un
tipo che eccede nella comunicazione verbale. TENDE A FARE MONOLOGHI PIUTTOSTO CHE
ASSECONDARE UN DIALOGO TRA LUI E L’ALTRO.
Per alcuni versi denota abilità
oratoria ed è una qualità che attiene alle persone dotate di buone capacità
intellettuali. Ma IN ALCUNI CASI IL LOGORROICO È INCAPACE DI FARE SINTESI, ovvero
di esprimere un pensiero nella sua forma essenziale. SI PERDE NELLA DESCRIZIONE DI DETTAGLI
E RIEMPIE IL SUO DISCORSO DI ELEMENTI POCO UTILI ALL’ECONOMIA DELLA
COMUNICAZIONE.
Ha un bisogno estremo di chiarimento
e sente che essere sovrabbondante di concetti gli assicura la comprensione
dell’altro. In questo modo il logorroico denota un certo BISOGNO DI
ATTENZIONE, ma allo stesso tempo mostra di NON ESSERE DISPOSTO AD ASCOLTARE.
Per lo più ne è incapace. PARLA PIÙ PER SÉ CHE PER GLI ALTRI. Si compiace
del suo modo eccessivo di articolare il pensiero e di esprimerlo ma non sa
entrare nella dimensione del dialogo perché SPESSO È CHIUSO ALLA COMUNICAZIONE.
Da un punto di vista psicologico
il logorroico è esibizionista, uno che vuol dare mostra di sé e delle sue doti.
ESIBISCE CON
LA SUA PARLANTINA ECCESSIVA E STRARIPANTE UN’ACUTA NECESSITÀ DI RIEMPIRE DA
SOLO TUTTA LA RELAZIONE. Si potrebbe dire che PARLANDO IN MODO ECCESSIVO NON DÀ
SPAZIO ALL’ALTRO PERCHÉ NON LO CONSIDERA. Forse teme l’altro e lo vuole
controllare impedendogli di esprimere il suo pensiero. È UN NARCISISTA in quanto si
compiace di come parla e della quantità di cose che riesce a dire. Ma IL LOGORROICO
POTREBBE AVERE ANCHE PAURA DEL SILENZIO E DEL VUOTO. È angosciato dallo
spazio della riflessione e non si permette di ascoltare se stesso. Parla in
continuazione per non sentire quello che accade dentro di lui. Porta con sé
l’idea egocentrica del bambino che vuole essere sempre in evidenza e al centro
di ogni rapporto.
Werner Heisenberg, nome che molti di voi avranno sentito nominare nella serie tv Breaking Bad, è considerato uno dei padri della meccanica quantistica, per il cui sviluppo ricevette il Nobel nel 1932.
Come caratteristica fondamentale, la meccanica quantistica descrive la radiazione e la materia sia come fenomeno ondulatorio che come entità particellare, al contrario della meccanica classica, dove per esempio la luce è descritta solo come un'onda o l'elettrone solo come una particella.
La relazione fra natura ondulatoria e corpuscolare delle particelle e della radiazione è riscontrabile nel famoso principio di indeterminazione di Heisenberg.
https://it.wikipedia.org/wiki/Meccanica_quantistica
IL CROLLO DELLA VISIONE "CLASSICA" DEL MONDO
"Ricordo discussioni con Bohr che si protraevano per molte ore fino a notte fonda e si concludevano quasi con un senso di disperazione. Quando, alla fine della discussione, me ne andavo da solo a passeggiare per il parco continuavo a ripetermi la domanda: "é possibile che la natura sia così assurda come ci appare in questi esperimenti con gli atomi?"
Werner Heisenberg
G. Carlo Ghirardi - "Un'occhiata alle carte di Dio"
L'universo non è fatto da cose, ma da reti di energia vibratoria che emergono da qualcosa di ancora più profondo e sottile
Werner Heisenberg
Il mondo appare così come un complicato tessuto di eventi, in cui diverse specie di connessioni, si alternano, si sovrappongono, e si combinano, determinando la struttura del tutto..
Werner Heisenberg
"La filosofia di Kant attrasse l'attenzione sul fatto che i concetti di spazio e di tempo appartengono alla nostra relazione con la natura, non alla natura stessa."
Werner Heisenberg, "Fisica e Filosofia"
Alcuni fisici preferirebbero tornare all'idea di un mondo reale ed oggettivo, le cui parti più piccole esistono oggettivamente così come esistono le pietre e gli alberi indipendentemente dal fatto se li osserviamo oppure no. Questo, tuttavia, è impossibile
Werner Heisenberg, premio Nobel per la fisica 1932 e uno dei padri della fisica quantistica, che morì il 1° febbraio 1976
Riccardo Manenti Il principio di indeterminazione di Heisenberg stabilisce che non sia possibile rivelare con arbitraria precisione due osservabili complementari (come posizione e velocità) di un sistema fisico.
Questo principio ha ripercussioni interessanti;
ad esempio l'elio non solidifica mai, nemmeno a bassissime temperature(a meno che non si applichino altissime pressioni). Il principio di indeterminazione di Heisenberg non ha nulla a che fare con la natura corposculare-ondulatoria della luce o di altre particelle. Tale corrispondenza è invece più palese nella relazione di de Broglie.
[...] di solito si dice che l'effetto fotoelettrico mostri la natura corpuscolare della luce.
Diversi anni dopo pero' ho scoperto che Scully e Lamb (nobel in Fisica) riuscirono a spiegare l'effetto fotoelettrico senza dover tener conto della natura corpuscolare della luce (vedi: Lamb, Scully, The photoelectric effect without photons 1968).
[...] in realtà il comportamento del fotone è univoco: il fatto che tu abbia indeterminazione sulla misura non implica necessariamente che il fotone sia in sé indeterminato. e in più credo abbia anche voluto dire che, considerare che il fotone (così come le altre particelle subatomiche) sia in sé indeterminato, e accettare, quindi, come dogma il principio di heisenberg, sia di grossissimo intralcio per le probabili future scoperte :)
[...] tu dici che il fotone sia "particella" e "onda" contemporaneamente ma sia "particella" che "onda" non esistono, sono modelli perfetti (matematici) di cose che in realtà hanno un'essenza che potrebbe discostare dal modello che per definizione è un'approssimazione... ora, visto che questa essenza mai potrà essere compresa perché la realtà è sempre inevitabilmente filtrata dalla tua percezione, ma visto anche che è poco significativo dire "il fotone può comportarsi o da particella o da onda" poiché è impossibile stabilire quando si comporterà in un modo e quando in un altro (e quindi, da questo punto di vista, l'assunto "il fotone può comportarsi o da particella o da onda ma è impossibile stabilire quando si comporterà in un modo e quando in un altro" limita solamente il mio modo di vedere le cose senza essere in nessun modo produttivo, o almeno non essendolo più, visto che adesso i nostri obiettivi mirano più in alto che alla semplice descrizione della realtà attraverso una "teoria quantistica" che, per carità, è una delle più valide e coerenti, ma ancora poco è applicabile ai problemi reali del quotidiano), perché non tentare di bypassare questo "dogma" e cercare altrove un modello univoco che la descriva?
In questa presentazione avrete modo di comprendere, abbastanza approfonditamente:
Il Principio di Indeterminazione di Heisenberg;
L'Effetto Compton;
Il Principio di Complementarità di Bohr;
Il Criterio di Realtà (o di Esistenza) di Einstein, Podolsky e Rosen;
La Non-Spazialità (o Non-Località) delle misteriose entità quantistiche, di natura microscopica
http://youtu.be/nN3BWe4LanQ
Werner Heisenberg. Intensificarsi
del processo unificatorio.
Si può affermare che la fisica moderna costituisce
una parte - assai caratteristica - d’un generale PROCESSO STORICO CHE TENDE
VERSO UN’UNIFICAZIONE ED UN AMPLIAMENTO DEL NOSTRO MONDO ATTUALE. Questo
processo dovrebbe di per sé condurre ad una diminuzione di quelle tensioni
culturali e politiche che costituiscono il grande pericolo del nostro tempo. MA
ESSO È ACCOMPAGNATO DA UN ALTRO PROCESSO CHE AGISCE NELLA DIREZIONE OPPOSTA. Il
fatto che grandi masse di gente acquistino coscienza di questo processo di unificazione
si traduce in un incitamento a tutte le forze delle comunità culturali
esistenti ad assicurarsi per i loro valori tradizionali la parte piú larga
possibile nello stato finale dell’unificazione. Queste tensioni aumentano e i
due processi in competizione sono cosí strettamente legati l’uno all’altro che OGNI
INTENSIFICARSI DEL PROCESSO UNIFICATORIO – PER MEZZO, AD ESEMPIO, DEL NUOVO
PROGRESSO TECNICO – INTENSIFICA ANCHE LA LOTTA PER LA CONQUISTA DELLA POSIZIONE
FINALE E CONTRIBUISCE QUINDI ALL’INSTABILITÀ DELLO STATO TRANSITORIO. Può
essere che la fisica moderna svolga solo un ruolo modesto in questo pericoloso
processo di unificazione. Ma essa contribuisce, in due punti decisivi, a MANTENERE
A QUESTO SVILUPPO IL CARATTERE DI UNA PACIFICA EVOLUZIONE. Primo, essa mostra
quale disastro sarebbe in tale processo l’uso delle armi; secondo, attraverso
la sua APERTURA VERSO OGNI GENERE DI IDEOLOGIA essa fa sorgere la SPERANZA CHE
NEL FINALE STATO D’UNIFICAZIONE MOLTE, DIVERSE TRADIZIONI CULTURALI POSSONO
CONVIVERE E POSSONO FONDERSI INSIEME COMPORTAMENTI UMANI DIVERSI IN UN NUOVO
TIPO D’EQUILIBRIO FRA PENSIERO E PRASSI, FRA ATTIVITÀ E MEDITAZIONE.”
WERNER HEISENBERG (1901 - 1976),
“Fisica e filosofia. La rivoluzione scientifica moderna” [I capitoli che compongo
il libro sono stati letti alle ‘Gifford Lectures’ nel trimestre invernale, 1955
– 1956, St. Andrew University, St. Andrew, Scozia], introduzione di F.S.C.
Northrop, trad. di Giulio Gnoli, Il Saggiatore, Milano 1966 (I ed. 1961), ‘Il
ruolo della fisica moderna nell’attuale sviluppo del pensiero umano’, p. 238.
“ One may
perhaps state that modern physics is just one, but a very characteristic, part
of a general historical process that tends toward a unification and a widening
of our present world. This process would in itself lead to a diminution of
those cultural and political tensions that create the great danger of our time.
But it is accompanied by another process which acts in the opposite direction.
The fact that great masses of people become conscious of this process of
unification leads to an instigation of all forces in the existing cultural
communities that try to ensure for their traditional values the largest
possible role in the final state of unification. Thereby the tensions increase
and the two competing processes are so closely linked with each other that
every intensification of the unifying process —for instance, by means of new
technical progress — intensifies also the struggle for influence in the final
state, and thereby adds to the instability of the transient state. Modern
physics plays perhaps only a small role in this dangerous process of
unification. But it helps at two very decisive points to guide the development
into a calmer kind of evolution. First, it shows that the use of arms in the
process would be disastrous and, second, through its openness for all kinds of
concepts it raises the hope that in the final state of unification many
different cultural traditions may live together and may combine different human
endeavors into a new kind of balance between thought and deed, between activity
and meditation.”
WERNER
HEISENBERG, “Physics and Philosophy. The Revolution in Modern Science” (I ed.,
Harper and Row, New York 1958), Introduction by Paul Davies (1989), Penguin
Books, New York 2000, ‘The Role of Modern Physics in the Present Development of
Human Thinking’, pp. 143 – 144.
Dice un proverbio arabo che ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare da tre porte. Sull'arco della prima porta dovrebbe esserci scritto: "E' vera?" Sulla seconda campeggiare la domanda: "E' necessaria ?" Sulla terza essere scolpita l'ultima richiesta: "E' gentile ?" Una parola giusta puo' superare le tre barriere e raggiungere il destinatario con il suo significato piccolo o grande. Nel mondo di oggi, dove le parole inutili si sprecano, occorrerebbero cento porte, molte delle quali rimarrebbero sicuramente chiuse. Romano Battaglia
In una seppur motivata ostilità non è proficuo il rancore nascosto, ma un aperto chiarimento; perché produce la scossa (emozione) necessaria che chiarisce i fatti, separa il giusto da quello ingiusto, e vede (fa vedere) quello che c'è da vedere.
Richard Wagner
Quando venne chiesto a Gioacchino Rossini un giudizio sull’opera di Wagner “Lohengrin”, il musicista rispose che non si poteva giudicare un’opera ascoltandola una sola volta ma che non aveva intenzione di ascoltarla una seconda; tempo dopo in un’altra occasione ad un giornalista che gli faceva domande sul musicista tedesco rispose che Wagner regalava bellissimi momenti ma anche terribili quarti d’ora!
"Il primo livello di sapienza è saper tacere, il secondo è saper esprimere molte idee con poche parole, il terzo è saper parlare senza dire troppo e male...Si deve parlare solo quando si ha qualcosa da dire, che valga veramente la pena, o, perlomeno, che valga più del silenzio".
L’IA “pensa” come una persona?
-
In breve Quando un’IA produce una risposta, un’argomentazione o una
conclusione simile a quella di una persona, siamo facilmente portati a
immaginare che a...
Settembre 2024 - Un altro anno di scuola
-
- *Sarà così?*
* - O così?*
- *Intanto buon lavoro con quello che c'è !*
Visto che ci segui perchè non ti iscrivi?;
A chi è già iscr...
NutriCoach per ADULTI e per le MAMME
-
Debora Conti
Cosa fa una nutricoach? E come la PNL aiuta una nutri coach? Ho
intervistato Stefania Broglia, una persona positiva e sorridente. Parlare
c...
La Vita nova di Dante Alighieri
-
Leggi La Vita nova di Dante Alighieri su GraphoMania.
Scopri di più sulla Vita nova opere in cui Dante Alighieri racconta tra
poesia e prosa l'amore per ...
Finally filming!!
-
So as a whole cast and crew we will be going out to film over the whole of
Saturday.
If our call sheet and plan goes fully according to plan then we will be...
Vincitore Premio Stage 2012-13: Andrea Ferretti
-
Andrea Ferretti ha vinto il premio dello Stage 2012-13 "Matematica, fisica
ed economia" (un *ebook reader iRex Iliad Book Edition* + una scheda SDIM
conte...
Web 2.0 e comunità di apprendimento
-
Una nuova, inutile, rivoluzione che mette affanno e amplifica le
difficoltà…oppure una prospettiva da comprendere e integrare per costruire…