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mercoledì 9 luglio 2014

Steinberg. L’arte è una sfinge: il bello della sfinge è che devi interpretarla. Quando hai trovato un’interpretazione, sei già salvo. L’errore della gente è credere che la sfinge possa dare solo una risposta esatta. In realtà ne dà cento, mille, forse nessuna. Può darsi che l’interpretazione non ci porti alla verità, ma è un esercizio che ci salva



L’arte è una sfinge: il bello della sfinge è che devi interpretarla. Quando hai trovato un’interpretazione, sei già salvo. L’errore della gente è credere che la sfinge possa dare solo una risposta esatta. In realtà ne dà cento, mille, forse nessuna. Può darsi che l’interpretazione non ci porti alla verità, ma è un esercizio che ci salva.
Steinberg






domenica 30 marzo 2014

giovedì 31 maggio 2012

Jean Giraudoux. Nessun poeta mai interpreterà la natura così liberamente come un avvocato la verità


Agostino Degas
 
Non esiste modo migliore di esercitare l’immaginazione che lo studio della legge. Nessun poeta mai interpreterà la natura così liberamente come un avvocato la verità. 
Jean Giraudoux

Photo: Non esiste modo migliore di esercitare l’immaginazione che lo studio della legge. Nessun poeta mai interpreterà la natura così liberamente come un avvocato la verità. 
(Jean Giraudoux)

--by Loriana-
dipinto di Paola Ruggieri




Paola Ruggieri (arte contemporanea) lavora con le diverse realtà del mondo della grafica pubblicitaria e della comunicazione. Attualmente è Art Director e socia di Be&Partners,agenzia di comunicazione di Reggio Emilia.
L'intensità dell'uo
mo è ciò che ricerca con la sua pittura intensa semplice e fatta di gesti quotidiani, volti comuni, personaggi "normali”, eppure straordinari. Ricerca nel quotidiano e nell'ordinario quelle piccole scintille di straordinario che a volte si nascondono in un gesto casuale, in una ruga o in uno sguardo rubato.
Sceglie la luminosità della pittura ad olio che si fonde con l'utilizzo di tecniche diverse, dal colore acrilico agli smalti, fino all'applicazione di carte, oggetti, foglie.


lunedì 27 febbraio 2012

Honorè De Balzac. Le leggi sono ragnatele che le mosche grosse sfondano,mentre le piccole ci restano impigliate

La rassegnazione è un suicidio quotidiano
Honorè de Balzac

Nessuno osa dire addio alle proprie abitudini.
Più di un suicida s'è fermato sulle soglie della morte
pensando al caffè dove andava a giocare
tutte le sere la sua partita a domino.
Honoré de Balzac

Ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri.
Honoré de Balzac

Le leggi sono ragnatele che le mosche grosse sfondano,
mentre le piccole ci restano impigliate
Honorè De Balzac

Da quando le società esistono, un governo,
per forza di cose, è sempre stato un contratto d’assicurazione
concluso fra i ricchi contro i poveri.
Honorè De Balzac


Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata - la storia ad usum delphini - e la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa.
Honoré de Balzac, Le illusioni perdute


Esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che si insegna 'ad usum Delphini' e la storia segreta, in cui si rinvengono le vere cause degli avvenimenti: una storia vergognosa.
Honoré de Balzac, "Commedia Umana"



La storia è la menzogna comunemente accettata.
Voltaire: François-Marie Arouet



Le burocrazie non hanno un cuore o un'anima,
ma hanno un istinto di sopravvivenza
Boyd Haley


Aveva ricevuto la spaventosa educazione di un ambiente in cui si commettono in una serata con le parole e con i pensieri più delitti di quanti non se ne presentino in corte d’assise, in cui si assassinano le più grandi idee con le battute, in cui si giudica in gamba chi vede giusto, e veder giusto significa non credere a nulla, non ai sentimenti, non agli uomini, nemmeno ai fatti, perché i fatti si costruiscono. Per vedere giusto, in quel mondo, bisogna tutte le mattine valutare quanto pesa la borsa dell’amico, mettersi politicamente al di sopra di ogni eventualità, non nutrire ammirazione per nulla, opere d’arte, nobili gesti, e considerare movente d’ogni cosa l’interesse personale.
Honoré de Balzac "Eugénie Grandet"


Mi diceva inoltre: 
«Possiedo la casa di Beaujon, meno il giardino, ma con la tribuna sulla piccola chiesa all'angolo della strada. Dalla mia scala una porta si apre sulla chiesa. Un giro di chiave e mi trovo alla messa. Tengo più a questa tribuna che al giardino». Mi aveva accompagnato fino a quella scala, camminando penosamente, mi aveva mostrato la porta, e aveva gridato alla moglie: «Su, fa vedere a Hugo tutti i miei quadri».”
Victor Hugo ricorda Honoré de Balzac in Cose viste








sabato 14 gennaio 2012

Peres. Penso che le cose più grandi della vita succedono nei tuoi sogni. Insegnerei ai nostri bambini ad imparare a sognare piuttosto che imparare a ricordare. Perché ciò che è importante non è quello che è successo, ma quello che potrebbe succedere. E per questo motivo devi essere pronto a sviluppare la tua immaginazione e permetterti di avere un sogno di giorno e di notte.




‎"Penso che le cose più grandi della vita succedono nei tuoi sogni. Insegnerei ai nostri bambini ad imparare a sognare piuttosto che imparare a ricordare. Perché ciò che è importante non è quello che è successo, ma quello che potrebbe succedere. E per questo motivo devi essere pronto a sviluppare la tua immaginazione e permetterti di avere un sogno di giorno e di notte." 
S. Peres

mercoledì 30 novembre 2011

Carlo Dossi. I pazzi aprono le vie che poi percorrono i savi.



L'arte non imita, interpreta.
Carlo Dossi


I pazzi aprono le vie che poi percorrono i savi.
Carlo Dossi


Filosofia, dammi se non il sorriso, l'indifferenza almeno del saggio. Menti, ma consolami. 
Carlo Dossi, da Gocce d'inchiostro

Grassa cucina, malanno e medicina.
Carlo Dossi

Uniche gioje del matrimonio, ch'egli conosca, son quelle che gli vendette, salate, l'orefice.
Carlo Dossi, La desinenza in A. Atto primo, scena ottava. Ed. Garzanti (1996), pg. 82




Vi ha gente che è sempre del parere dell'ultimo libro che legge. (n. 501)
Carlo Dossi, Note azzurre


L'uomo che sa leggere parla cogli assenti, e si mantiene in vita gli estinti. Egli è in comunicazione con l'universo – non conosce la noia – viaggia – s'illude. Ma chi legge e non sa scrivere è un muto. (n. 520)
Carlo Dossi, Note azzurre

Il falso amico è come l'ombra che ci segue finché dura il sole. (n. 691)
Carlo Dossi, Note azzurre

Dante, come ogni altro grand'uomo, era pieno di sé – chè senza intima fiducia a nulla di sommo si arriva – e non solo tradisce questo in molte frasi della sua Divina Comedia, ma lo confessa francamente nel C. XIII del Purgatorio (dal v. 133 al 138) dove dice che non ha tanto paura di passare un po' di tempo nel luogo degli invidiosi, quanto in quello de' superbi. (n. 1085)
Carlo Dossi, Note azzurre


Dicono che la filosofia è la medicina dell'anima. Ammettiamolo. Ma insieme, ammettendone anche le sue conseguenze, diremo che la filosofia come la medicina è pei malati e non per i sani. Come la medicina poi è un veleno – e ogni veleno, se in breve quantità, giova, in grande uccide. (n. 1194)
Carlo Dossi, Note azzurre


I bibliofili possessori di biblioteche di cui non volgono una pagina, si possono paragonare agli «eunuchi in un harem». (n. 1860)
Carlo Dossi, Note azzurre


Giordano Bruno, dedicò la sua satira contro la fede e il papa (l'asino ideale) dal titolo Cabala del cavallo Pegaseo ad un vescovo – con queste parole "prendetelo, se volete, per uccello; perché è alato e dei più gentili e gai che si possano tenere in gabbia" – Il motto di Bruno era, "in tristitia hilaris, in hilaritate tristis" che potrebbe essere il motto dell'Umorismo – Per la lingua da lui usata diceva "chi m'insegnò a parlare fu la balia". (n, 2416)
Carlo Dossi, Note azzurre


Nessuno mai provò compassione schiacciando una formica: pochissimi senton ribrezzo vedendo uccidere un pollo; pochi, vedendo un bue. Eppure s'inorridisce all'uccisione di un uomo. Perché?... Non è forse l'anima una, non val la formica l'uomo? – Nobile arte la caccia, che è l'uccisione delle fiere; nobilissima la guerra, che è l'uccisione degli uomini. Or perché ignobile la beccheria che è quella degli animali domestici? (n. 2730)
Carlo Dossi, Note azzurre


Anticamente migliaja di Dei parevano pochi; oggidì uno è di troppo. (n. 2913)
Carlo Dossi, Note azzurre


Il diavolo ha reso tali servizi alla Chiesa, che io mi meraviglio com'esso non sia ancor stato canonizzato per santo. (n. 318)
Carlo Dossi, Note azzurre

Fu un'epoca in cui ogni più piccolo villaggio avea la sua chiesa e la sua forca. Ora la forca è sparita – sparirà presto la chiesa. – Non lo disse De-Maistre? Il boja è un necessario sostegno dell'altare e del trono.
Carlo Dossi, Note azzurre


Il libro di preghiera suppone un'assai scarsa religiosità in chi ne fa uso. Indica che il suo lettore non trova bastante calore nel suo cuore verso la divinità, per formare da sé la frase sincera della gratitudine, che le bellezze della circostante natura non bastano ad elevarne l'anima, che egli ripete non suoi sentimenti. Così, in un campo più vasto, si dica di chi ha bisogno di chiesa per adempiere il cosidetto dovere religioso e non gli par sufficiente la volta del cielo. (n. 4858)
Carlo Dossi, Note azzurre


I Missionari Cattolici, a differenza dei protestanti, invece di tentare la conversione dei selvaggi coll'insegnar loro le umane universali regole del Vangelo, s'intende, col contrafforto della pagnotta, ancor prima di parlar loro di Dio, parlano dell'Immacolata e del Purgatorio. E credono poi di averne convertite migliaja quando possono arrivarli con una secchiata di aqua benedetta. (n. 3595)
Carlo Dossi, Note azzurre


Molti hanno il talento di farsi odiare per poco. (n. 3796)
Carlo Dossi, Note azzurre


Dabo tibi dorsum et non faciem! – dicono le monache parlando al diavolo e al frate confessore. (n. 3827)
Carlo Dossi, Note azzurre


Mi contava un sojatore che a Napoli, in certi alberghi, usava il servitore entrare nella camera del forastiero, la bella mattina del suo arrivo, con una guantiera sparsa di piccoli e grossi stronzi, ciascuno dei quali avea appeso un cartellino e scritto su un prezzo. I grossi costavano molto più dei piccini, ed alcuni tenevano in capo un cappellino di prete. Erano questi i prodotti degli abatini. E il forastiero sceglieva. E detto fatto si apriva la porta, e compariva ai comodi del forastiero la parte corrispondente – autrice dell'esemplare. (n. 3831)
Carlo Dossi, Note azzurre





Scopo della burocrazia è di condurre gli affari dello Stato nella peggior possibile maniera e nel più lungo tempo possibile. (n. 4720)
Carlo Dossi, Note azzurre




I pazzi aprono le vie che poi percorrono i savi. (n. 4971)
Carlo Dossi, Note azzurre







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