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venerdì 31 gennaio 2014

Ornitorinco. Zampe palmate dotate di unghie velenose, largo becco d’anatra, folta pelliccia da castoro, temperatura corporea più bassa del normale, coda piatta, carattere schivo.

Il paradosso dell’ornitorinco, Ann Moyal. Ed. Mondadori
Scritto da Marco Ferrari

Paradosso-Ornitorinco.
Zampe palmate dotate di unghie velenose, largo becco d’anatra, folta pelliccia da castoro, temperatura corporea più bassa del normale, coda piatta, carattere schivo. Questo animale ha rappresentato un vero grattacapo per gli zoologi tanto che il primo esemplare australiano giunto impagliato al British Museum venne preso per un falso.

Questo simpatico paradosso animale scatenò involontariamente su di sé una ridda di ipotesi da parte dei tassonomisti, ai quali peraltro, complicò la vita oltre misura. Pare di sentirli ancora discutere: può essere un mammifero che depone uova? Ma ci sono le mammelle! Perché ha aculei con veleno così potente nelle zampe posteriori? Ma ha pochissimi nemici! Sparge il latte in acqua per nutrire i piccoli, non può allattare nuotando! Non può essere un mammifero, deve essere un rettile oviparo! Cova le uova coprendole col becco e la coda? E’ un rettile! E’ un uccello! E’ un mammifero!

La disputa andò avanti per un secolo e fu una dura guerra di convinzioni.

Questo interessante libro ne racconta tutti i risvolti dandoci una buona lezione di umiltà perché per dirla con Huxley: “Se la scienza vuole conservare la sua forza deve mantenere il contatto col sicuro terreno dell’osservazione”.

Marco Ferrari

paradosso-ornitorinco

mercoledì 22 febbraio 2012

Paradosso della felicità o paradosso di Easterlin. NEL CORSO DELLA VITA LA FELICITÀ DELLE PERSONE DIPENDE MOLTO POCO DALLE VARIAZIONI DI REDDITO E DI RICCHEZZA. Questo paradosso, secondo Easterlin, si può spiegare osservando che, QUANDO AUMENTA IL REDDITO, E QUINDI IL BENESSERE ECONOMICO, LA FELICITÀ UMANA AUMENTA FINO AD UN CERTO PUNTO, POI COMINCIA A DIMINUIRE, SEGUENDO UNA CURVA AD U ROVESCIATA. Il concetto espresso dalla frase «LA RICCHEZZA NON PRODUCE LA FELICITÀ»


Paradosso della felicità. Il paradosso di Easterlin (Easterlin Paradox) o paradosso della felicità venne definito nel 1974 da Richard Easterlin, professore di economia all'Università della California […] il quale, ricercando le ragioni per la limitata diffusione della moderna crescita economica, EVIDENZIÒ CHE NEL CORSO DELLA VITA LA FELICITÀ DELLE PERSONE DIPENDE MOLTO POCO DALLE VARIAZIONI DI REDDITO E DI RICCHEZZA. Questo paradosso, secondo Easterlin, si può spiegare osservando che, QUANDO AUMENTA IL REDDITO, E QUINDI IL BENESSERE ECONOMICO, LA FELICITÀ UMANA AUMENTA FINO AD UN CERTO PUNTO, POI COMINCIA A DIMINUIRE, SEGUENDO UNA CURVA AD U ROVESCIATA. Il concetto espresso dalla frase «LA RICCHEZZA NON PRODUCE LA FELICITÀ» è dibattuto fin dai tempi antichi. Già in Aristotele: «è chiaro che non è la ricchezza il bene da noi cercato: essa infatti ha valore solo in quanto "utile", cioè in funzione di qualcos'altro», ma questa idea si ritrova espressa in modo diverso anche nel pensiero economico moderno a partire da quello DEL FILOSOFO SCOZZESE ADAM SMITH, considerato fondatore dell'economia politica moderna, che evidenzia come "IL FIGLIO DEL POVERO (POOR MAN'S SON) LAVORA GIORNO E NOTTE PER ACQUISIRE TALENTI SUPERIORI AI SUOI CONCORRENTI" SPINTO DALL'IDEA INGANNEVOLE (DECEPTION) CHE IL RICCO SIA PIÙ FELICE O POSSIEDA "MAGGIORI MEZZI PER LA FELICITÀ", MA, IN REALTÀ, ESSENDO LA CAPACITÀ DI GODERE DEI BENI FISIOLOGICAMENTE LIMITATA, L'UOMO RICCO PUÒ CONSUMARE POCO DI PIÙ DEL POVERO, LA CUI MINOR QUANTITÀ DI BENI È COMPENSATA DALLE MINORI PREOCCUPAZIONI E DALLE MIGLIORI RELAZIONI SOCIALI RISPETTO AL RICCO CHE VIVE CONTINUAMENTE IN ANSIA PER I SUOI BENI, ED INVECCHIA SOLO E DELUSO PER NON AVER RAGGIUNTO LA FELICITÀ E PER DI PIÙ INVIDIATO DAI SUOI CONCITTADINI. […] IL PARADOSSO DI EASTERLIN HA MESSO IN CRISI L'IMPOSTAZIONE MONDIALE DEI MERCATI INDIRIZZATI ALLA CRESCITA MISURATA SULLA BASE DEL PNL / PIL ed ha portato economisti e psicologi ad interrogarsi più approfonditamente su CHE COSA INTENDONO LE PERSONE PER "FELICITÀ", CHE COSA LE RENDE "FELICI"? Se, infatti, RAGGIUNGERE IL BENESSERE ECONOMICO NON GARANTISCE UNA VITA FELICE, il paradosso di Easterlin induce a riflettere su quali obiettivi, QUALE STILE DI VITA È MEGLIO PERSEGUIRE e quali sono le prospettive di benessere sociale (welfare) PER UNA SOCIETÀ CHE INTENDA METTERE LA PERSONA E I SUOI BISOGNI AL CENTRO DI OGNI DECISIONE PUBBLICA.

domenica 11 dicembre 2011

Gianni Vattimo. La Coscienza e la Ricerca del vero.


Gianni Vattimo
Il fatto paradossale è che proprio la passione per la verità, la coscienza,
nella sua ricerca del vero, è giunta a mettere in crisi se stessa:
ha scoperto di essere solo una passione come le altre.
Il fatto paradossale è che proprio la passione per la verità, la coscienza, nella sua ricerca del vero, è giunta a mettere in crisi se stessa: ha scoperto di essere solo una passione come le altre.    

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