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domenica 6 luglio 2014

Il voltarsi indietro della moglie di Lot. Tutti conoscono l’episodio della Bibbia in cui il nipote di Abramo, Lot, fugge da Sodoma e Gomorra obbedendo all’ordine di non voltarsi indietro. “Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse …Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle, fuggi nelle montagne, per non essere travolto…. Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale”. Perché nella Bibbia si fa riferimento al sale? Questo prezioso elemento era ritenuto simbolo di purificazione e infatti in molti passi del Vecchio Testamento viene citato nei riti catartici “Il Signore disse …Io rendo pura quest’acqua, non procurerà né morte né sterilità; come aveva detto Eliseo, quell’acqua divenne pura e lo è ancora oggi” (II Re 2,19-22). Ma se il sale è simbolo di conservazione, è anche simbolo di distruzione per la sua attività corrosiva. La forza pedagogica dei racconti dei racconti biblici è qui più che mai rappresentata. Il voltarsi indietro della moglie di Lot ci fa comprendere la forza devastante e distruttiva del rimpianto. Spesso infatti tutti noi facciamo esperienza di restare legati al nostro passato non riuscendo a buttare dietro le nostre spalle ciò che dovremmo immediatamente abbandonare. E facendo ciò ci paralizziamo e non ci proiettiamo verso un possibile roseo futuro.



del nostro redattore Carlo Mafera

Tutti conoscono l’episodio della Bibbia in cui il nipote di Abramo, Lot, fugge da Sodoma e Gomorra obbedendo all’ordine di non voltarsi indietro. “Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse …Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle, fuggi nelle montagne, per non essere travolto…. Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale”. 

Perché nella Bibbia si fa riferimento al sale? Questo prezioso elemento era ritenuto simbolo di purificazione e infatti in molti passi del Vecchio Testamento viene citato nei riti catartici “Il Signore disse …Io rendo pura quest’acqua, non procurerà né morte né sterilità; come aveva detto Eliseo, quell’acqua divenne pura e lo è ancora oggi” (II Re 2,19-22). Ma se il sale è simbolo di conservazione, è anche simbolo di distruzione per la sua attività corrosivaLa forza pedagogica dei racconti dei racconti biblici è qui più che mai rappresentata. Il voltarsi indietro della moglie di Lot ci fa comprendere la forza devastante e distruttiva del rimpianto. Spesso infatti tutti noi facciamo esperienza di restare legati al nostro passato non riuscendo a buttare dietro le nostre spalle ciò che dovremmo immediatamente abbandonare. E facendo ciò ci paralizziamo e non ci proiettiamo verso un possibile roseo futuro.

Non bisogna fermarsi nella valle, come dice l’angelo e cioè sprofondarsi e chiudersi in se stessi dove si può essere sommersi dall’altrui distruttività. Piuttosto bisogna seguire il consiglio angelico “fuggi nelle montagne per non essere travolto”. Fuggire nelle montagne significa fare un cammino verso l’alto (moto anagogico) cioè un cammino di spiritualità che ci porta a distaccarci dall’attaccamento alle cose e alle persone. La morale del racconto è quella per cui dal passato si può imparare attraversando la sofferenza e utilizzandola al positivo. Lot e i suoi figli non si voltano e camminano verso la montagna. La moglie di Lot invece non lo fa e cioè si autopunisce. In lei opera una forza negativa di rimozione e negazione del passato. Non riesce ad elaborarlo e superarlo e non riesce soprattutto ad avere una sufficiente dose di consapevolezza per passare oltre. Rimane ancorata a certi meccanismi di difesa oppure a certi comportamenti relazionali distruttivi. Inoltre si può verificare anche un’altra conseguenza negativa legata al “voltarsi indietro”. Spesso per fuggire dal passato a tutti i costi ci si incastra con un’altra situazione negativa. A volte si rimane legati ad un’immagine infantile di sé, di bambino ferito incapace di sopportare i rifiuti, gli errori e i fallimenti personali. Anche il nostro tipo di educazione ci porta ad essere intolleranti verso noi stessi e la nostra e altrui fragilità.

Quindi si crea un circolo vizioso: più soffriamo e più siamo vulnerabili verso paure e ansie. E più abbiamo paura e più soffriamo. E cosi via. Questa è la “logica” del controllo dell’ansia. Come la moglie di Lot voleva curiosamente “controllare” ciò che accadeva a Sodoma e cioè scandagliare eccessivamente il suo inconscio e in particolare le sue paure, più si pietrificava. Bisognava che rivolgesse la sua attenzione verso l’alto (la montagna) e verso l’Altro da sé (Dio). Il controllo infatti porta soltanto alla repressione della sensibilità trasformandoci in bambini crudeli e insensibili. Il modo migliore per curare le ferite,la moglie di Lot lo avrebbe dovuto trovare nella comprensione e nella compassione per i suoi errori e per la sua vita passata. Solo così si può ottenere la consapevolezza della forza e della dignità che è in ciascuno di noi e riscoprire il nostro vero centro, quello più autentico, dove dimora la nostra anima.

http://www.laperfettaletizia.com/2009/10/il-voltarsi-indietro-della-moglie-di.html

sabato 11 gennaio 2014

Genesi. Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale

"Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale". 
Genesi 19,1-26

Genesi 19
1 I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. 2 E disse: «Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada». Quelli risposero: «No, passeremo la notte sulla piazza». 3 Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono. 4 Non si erano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo. 5 Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». 6 Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, 7 disse: «No, fratelli miei, non fate del male! 8 Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all'ombra del mio tetto». 9 Ma quelli risposero: «Tirati via! Quest'individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!». E spingendosi violentemente contro quell'uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta. 10 Allora dall'interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in casa Lot e chiusero il battente; 11 quanto agli uomini che erano alla porta della casa, essi li colpirono con un abbaglio accecante dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta.
12 Quegli uomini dissero allora a Lot: «Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo. 13 Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandati a distruggerli». 14 Lot uscì a parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie, e disse: «Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere la città!». Ma parve ai suoi generi che egli volesse scherzare. 15 Quando apparve l'alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: «Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città». 16 Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città. 17 Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: «Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!». 18 Ma Lot gli disse: «No, mio Signore! 19 Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia. 20 Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva». 21 Gli rispose: «Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato. 22 Presto, fuggi là perché io non posso far nulla, finché tu non vi sia arrivato». Perciò quella città si chiamò Zoar.
23 Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar, 24 quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. 25 Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. 26 Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.
27 Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore; 28 contemplò dall'alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.
29 Così, quando Dio distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.
30 Poi Lot partì da Zoar e andò ad abitare sulla montagna, insieme con le due figlie, perché temeva di restare in Zoar, e si stabilì in una caverna con le sue due figlie. 31 Ora la maggiore disse alla più piccola: «Il nostro padre è vecchio e non c'è nessuno in questo territorio per unirsi a noi, secondo l'uso di tutta la terra. 32 Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così faremo sussistere una discendenza da nostro padre». 33 Quella notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò. 34 All'indomani la maggiore disse alla più piccola: «Ecco, ieri io mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere del vino anche questa notte e va' tu a coricarti con lui; così faremo sussistere una discendenza da nostro padre». 35 Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi con lui; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò. 36 Così le due figlie di Lot concepirono dal loro padre. 37 La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il padre dei Moabiti che esistono fino ad oggi. 38 Anche la più piccola partorì un figlio e lo chiamò «Figlio del mio popolo». Costui è il padre degli Ammoniti che esistono fino ad oggi.

http://www.laparola.net/testo.php?versioni%5B%5D=C.E.I.&riferimento=Genesi19


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