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giovedì 6 settembre 2012

Eileen Caddy. Sappi che il vecchio deve morire, affinché possa nascere il nuovo

Quando un bambino inizia a camminare, compie passi dapprima esitanti, fintantoché non acquista fiducia: poco per volta, i suoi passi si fanno più sicuri, fino a che è in grado di camminare senza vacillare. Indi, impara a correre e saltare; ma non è possibile bruciare le tappe. Altrettanto accade per la fede: deve essere costruita gradualmente, non si acquisisce in un colpo solo. Ogniqualvolta metterai alla prova la tua fede, essa crescerà, fino a consentirti di uscire dai tuoi limiti e di vivere interamente per mezzo di essa, poiché la tua sicurezza sarà radicata e stabile in Me. Sai di poter fare qualsiasi cosa con Me, dato che sono Io a compierla, lavorando dentro e attraverso di te; ti sarebbe impossibile con le tue sole forze. Riconosci sempre la fonte del tuo aiuto, della tua forza e ispirazione, e non dimenticare mai di rendere grazie. Non dare nulla per scontato, ma riconosci la presenza della Mia mano in ogni cosa.
Eileen Caddy, Le porte interiori

Tutto deve crescere ed espandersi. Non vorresti rimanere bambino per tutta la vita, nutrito e vestito da altri, mentre qualcuno fa tutte le cose per te. Se osservi un bambino, scoprirai la sua volontà di cambiare e di provare cose nuove: egli non smette di sperimentare e di imparare, crescendo ed espandendosi. Si tratta del naturale processo della crescita e del cambiamento. Un bambino non deve lottare per riuscirci: tutto avviene naturalmente. Lo stesso avviene con lo schiudersi della Nuova Era, che è già qui con te: non hai bisogno di batterti e lottare per entrarvi, nè devi temere l'ignoto o preoccuparti della rapidità dei cambiamenti e dell'espansione intorno a te. Guarda con gioia e aspettativa autentiche a ciò che attende di essere rivelato. Nulla è troppo grande, troppo meraviglioso o impossibile: osserva le Mie meraviglie dischiudersi nella perfezione autentica, e rendi eternamente grazie.
Eileen Caddy, Le porte interiori - Amrita

Scelgo di vivere per scelta e non per caso. 
Scelgo di fare dei cambiamenti, anziché avere delle scuse. 
Scelgo di essere motivata non manipolata. 
Scelgo di essere utile, non usata. 
Scelgo l’autostima, non l’autocommiserazione. 
Scelgo di eccellere, non di competere.
Scelgo di ascoltare la voce interiore, e non l’opinione casuale della gente.
La scelta è mia
Eileen Caddy

Sappi che il vecchio deve morire, affinché possa nascere il nuovo 
Eileen Caddy

Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti
Charles Darwin






lunedì 30 luglio 2012

Eduardo De Filippo. Io ti dico che l’uomo è uomo quando non è testardo. Quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro, e la fa. Quando riconosce un errore commesso se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze, e cerca scuse. Quando riconosce la superiorità di un altro uomo e ce lo dice. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura.

«Pronto, casa De Filippo? Qui è la televisione»
«Un attimo che vi passo il frigorifero».
Eduardo De Filippo
(la battuta è di Eduardo che voleva evidenziare come la TV, fosse solo un elettrodomestico e non... )


- Serve Telepatia, sai cosa vuol dire Telepatia?
- Sì, mi avevano spiegato che ...
- Telepatia vuol dire che quando Io Non Busso, Tu Mi Apri La Porta.
Eduardo De Filippo


Stamme a sentì. Tu credi che il tempo passi? Non è vero. Il tempo è una convenzione. Se gli uomini non si fossero organizzati in questo mondo, tu come potresti trovarti ad un appuntamento? Se ognuno di noi vivesse senza impegni, senza affari, voglio dire una vita naturale, primitiva, tu dureresti. Dureresti senza saperlo. Dunque, il tempo sei tu.
Eduardo De Filippo, La grande magia


Capa d'Angelo: È muto? [riferendosi a zi' Nicola]
Carlo: No. La storia è un pò lunga. Non parla perché non vuole parlare. Ci ha rinunziato. Eh, sono tanti anni. Dice che parlare è inutile. Che siccome l'umanità è sorda, lui può essere muto.
Eduardo De Filippo, Le voci di dentro: atto II


Io ti dico che l’uomo è uomo quando non è testardo. Quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro, e la fa. Quando riconosce un errore commesso se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze, e non cerca scuse. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura.
Eduardo De Filippo (1900 -1984) Il Sindaco del Rione Sanità (tre atti di Eduardo de Filippo)


Se si usa la vita che continua, la tradizione, nel modo giusto, essa ci può dare le ali. Certo se ci si ferma al passato diventa un fatto negativo, ma se ce ne serviamo come un trampolino, salteremo molto più in alto che se partissimo da terra. Non vi pare
Eduardo De Filippo


Tutti credono che far niente sia una cosa facile, ma bisogna vedere questo niente come lo fanno. Socrate, Platone, Diogene, non facevano niente tutto il giorno, ma quel niente lo facevano in modo perfetto.
Eduardo De Filippo


Napule è ’nu paese curioso è ’nu teatro antico, sempre apierto.
Ce nasce gente ca senza cuncierto scenne p’ ’e strate e sape recità.
Nunn’è c’ ’o ffanno apposta; ma pe’ lloro ‘o panurama è ‘na scenografia,
‘o popolo è ’na bella cumpagnia, l’elettricista è Dio ch’ ’e fa campà. Ognuno fa na parte na macchietta se sceglie o tip o n’omm a truccatura
L’intercalare, a camminatura pe fa successo e pe se fa guarda.
Eduardo De Filippo



Che brutto suonno che mi so' fatto stanotte. Mi sono sognato che lavoravo
Che brutto sogno ho fatto stanotte. Ho sognato che lavoravo
Natale in casa Cupiello, 1931


Eduardo De Filippo
Napoli 1900 - Roma 1984



(...) Arrivai al terzo atto con sgomento. 
Recitavo e sentivo attorno a me un silenzio assoluto, terribile. 
Quando dissi l’ultima battuta, la battuta finale:
"Adda passà ’a nuttata",
e scese il pesante velario, ci fu un silenzio ancora, per otto, dieci secondi, poi scoppiò un applauso furioso, e anche un pianto irrefrenabile, tutti avevano in mano un fazzoletto, gli orchestrali del golfo mistico che si erano alzati in piedi, i macchinisti che avevano invaso la scena, il pubblico che era salito sul palco, tutti piangevano, e anch’io piangevo, e piangeva Raffaele Viviani che era corso ad abbracciarmi. Io avevo detto il dolore di tutti» [...]



Eduardo De Filippo

















martedì 7 febbraio 2012

Illusioni, Promesse, Speranze = Delusioni. La gente parla troppo. Crea illusioni, fa promesse, da speranze. Poi un giorno si accorge di aver esagerato, e ritira tutto. E a quel punto ti vien da chiederti chi te l’ha fatto fare di fidarti dal principio.Le persone non sanno mai cosa vogliono, cambiano idea in continuazione. Che poi mica è colpa loro. E capita così, totalmente a caso, di dover ritirare la parola data. E forse anche loro ci stanno male, e non volevano, e gli dispiace. Però intanto tu sei lo scarto, e tutte le belle parole del “prima”, d’un tratto, non valgono più niente

Il vaso di Pandora
La gente parla troppo. Crea illusioni, fa promesse, da speranze. Poi un giorno si accorge di aver esagerato, e ritira tutto. E a quel punto ti vien da chiederti chi te l’ha fatto fare di fidarti dal principio.Le persone non sanno mai cosa vogliono, cambiano idea in continuazione. Che poi mica è colpa loro. E capita così, totalmente a caso, di dover ritirare la parola data. E forse anche loro ci stanno male, e non volevano, e gli dispiace. Però intanto tu sei lo scarto, e tutte le belle parole del “prima”, d’un tratto, non valgono più niente.
[Anonimo]

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