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venerdì 25 marzo 2016

Erich Maria Remarque , "Niente di nuovo sul fronte occidentale". Abbiamo perso ogni compassione, siamo l’uno per l’altro degli sconosciuti, anche quando l’immagine dell’altro cade nel nostro sguardo di animali braccati. La nostra anima è morta e noi, per qualche incantesimo pericolosamente malvagio, sappiamo ancora correre e uccidere.

Mi alzo. Sono tranquillissimo. Vengano i mesi e gli anni, non mi prenderanno più nulla, non possono prendermi più nulla. Sono tanto solo, tanto privo di attese che posso guardare dinanzi a me senza timore. La vita, che mi ha sorretto attraverso questi anni, è ancora nelle mie mani e nei miei occhi. Se io abbia saputo superare le sue prove, non so. Ma finché dura, essa si cercherà la sua strada, vi consenta o non vi consenta ciò che dentro di me dice "io" 
Erich Maria Remarque , "Niente di nuovo sul fronte occidentale"


Abbiamo perso ogni compassione, siamo l’uno per l’altro degli sconosciuti, anche quando l’immagine dell’altro cade nel nostro sguardo di animali braccati. La nostra anima è morta e noi, per qualche incantesimo pericolosamente malvagio, sappiamo ancora correre e uccidere.
Erich Maria Remarque , "Niente di nuovo sul fronte occidentale"


Compagno, io non ti volevo uccidere. Se tu saltassi un'altra volta qua dentro, io non ti ucciderei, purché anche tu fossi ragionevole. Ma prima tu eri per me solo un'idea, una formula di concetti nel mio cervello, che determinava quella risoluzione. Io ho pugnalato codesta formula. Soltanto ora vedo che sei un uomo come me. Allora pensai alle tue bombe a mano, alla tua baionetta, alle tue armi; ora vedo la tua donna, il tuo volto, e quanto ci somigliamo. Perdonami, compagno! Noi vediamo queste cose sempre troppo tardi. Perché non ci hanno mai detto che voi siete poveri cani al par di noi, che le vostre mamme sono in angoscia per voi, come per noi le nostre, e che abbiamo lo stesso terrore, e la stessa morte e lo stesso patire... Perdonami, compagno, come potevi tu essere mio nemico? Se gettiamo via queste armi e queste uniformi, potresti essere mio fratello."
Erich Maria Remarque, pseudonimo di Erich Paul Remark ( 22 giugno 1898 – 25 settembre 1970) scrittore tedesco.


lunedì 9 marzo 2015

Leonardo Renzi. Ero ad una mostra di oggetti preziosi rinascimentali, quando la mia attenzione viene catturata da una pistola in ebano, oro ed argento. Ormai sedotto, leggo nella targhetta esplicativa: "Uno dei massimi esempi della stretta collaborazione fra orologiai e armaioli tipica della Norimberga del XV° secolo" Quindi questo è il fascino della pistola: il suo fondere misura del tempo e meccanica della morte, stringerli nel battesimo del fuoco. Quel che mi ha colpito è che inizialmente gli orologiai erano attivamente impiegati nello studio e nella realizzazione delle armi da fuoco: evidentemente il passaggio dal misurare il tempo al dare la morte per loro era naturale.




Ero ad una mostra di oggetti preziosi rinascimentali, quando la mia attenzione viene catturata da una pistola in ebano, oro ed argento. Ormai sedotto, leggo nella targhetta esplicativa:
"Uno dei massimi esempi della stretta collaborazione fra orologiai e armaioli tipica della Norimberga del XV° secolo"
Quindi questo è il fascino della pistola: il suo fondere misura del tempo e meccanica della morte, stringerli nel battesimo del fuoco.
Quel che mi ha colpito è che inizialmente gli orologiai erano attivamente impiegati nello studio e nella realizzazione delle armi da fuoco: evidentemente il passaggio dal misurare il tempo al dare la morte per loro era naturale.


Il tempo come misura e trasformato nel meccano, nell'inquadrare la terra era già noto agli egizi e ai greci con le macchine disposte secondo il lancio e le grandi torre che ruotavano e colpivano con lance e pietre. [...] Infatti se noti l'evoluzione delle armi bianche e da sparo, vedrai che il tiro, l'esecuzione e la ripetizione e la giustapposizione tra sparo, e uso del fucile, carabina, spingarda tra colpo e spada e lancia venne sempre più perfezionato in alternanza di offesa. Il mitragliatore è la ripetizione seriale del colpo di offesa, dove il nemico, l'eroe, l'antagonista evapora, perché inscritto nella struttura che via via dal sedicesimo secolo diventa apparato. [...] da non confondere con gli eserciti dell'antica Roma che, seppur compatti, all'interno appariva il segno, il simbolo, il comandante, il legionario della falange e testuggine.
[...]  Un libro di Remarque "Niente di nuovo sul fronte occidentale" è terribile, perché fa scoprire e riscoprire il volto del nemico, il suo occhio. La persona. Provate a leggere le ultime pagine di quel libro sentendo la seconda sinfonia di Schumann ne rimarrete schiantati


A tale proposito narro una microstoria: mio nonno, nel corso della 1° guerra mondiale fu mandato al fronte a combattere in prima linea. Ben presto si accorsero che aveva uno spiccato talento nel far rifunzionare armi non più utilizzabili, così, poco dopo, si ritrovò a dirigere la linea produttiva di una fabbrica di armi. Ah, dimenticavo, mio nonno nella vita faceva l'orafo oltre che l'orologiaio.

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