giovedì 9 febbraio 2012

Memorie di una geisha. Il cuore muore di morte lenta. Perdendo ogni speranza come foglie. Finché un giorno non ce ne sono più. Nessuna speranza. Non rimane nulla. Se un albero non ha né foglie né rami, si può ancora chiamarlo albero? Lei si dipinge il viso per nascondere il viso. I suoi occhi sono acqua profonda. Non è per una geisha desiderare. Non è per una geisha provare sentimenti.

"Ero come l'acqua, l'acqua si scava la strada attraverso la pietra,
e quando è intrappolata, l'acqua si crea un nuovo varco."
Memorie di una geisha


Il rimpianto è un tipo di dolore molto particolare; di fronte a esso siamo impotenti.
E' come una finestra che si apre di sua iniziativa: la stanza diventa gelida e noi non possiamo fare altro che rabbrividire. Ma ogni volta si apre sempre un pò meno, finchè non arriva il giorno in cui ci chiediamo che fine abbia fatto.
Memorie di una geisha


Il cuore muore di morte lenta. Perdendo ogni speranza come foglie.
Finché un giorno non ce ne sono più. Nessuna speranza.
Non rimane nulla.
Se un albero non ha né foglie né rami, si può ancora chiamarlo albero?
Lei si dipinge il viso per nascondere il viso. I suoi occhi sono acqua profonda.
Non è per una geisha desiderare. Non è per una geisha provare sentimenti.
... La geisha è un'artista del mondo che fluttua. Danza. Canta. Vi intrattiene.
Tutto quello che volete.
Il resto è ombra. Il resto è segreto.
Non si può dire al sole "più sole". O alla pioggia "meno pioggia".
Per un uomo, la geisha può essere solo una moglie a metà. Siamo le mogli del crepuscolo. Eppure apprendere la gentilezza, dopo tanta poca gentilezza, capire come una bambina con più coraggio di quanto creda, trovi le sue preghiere esaudite, non può chiamarsi felicità?
Dopo tutto, queste non sono le memorie di un'imperatrice, né di una regina. Sono memorie... di un altro tipo...

Memorie di una geisha

Non puoi considerarti una vera geisha finché non riuscirai a fermare un uomo per la strada con un solo sguardo
Memorie di una geisha


Noi GEISHE non siamo cortigiane, e non siamo mogli.
VENDIAMO LA NOSTRA ABILITA', non il nostro corpo.
CREIAMO UN ALTRO MONDO, SEGRETO... UN LUOGO SOLO DI BELLEZZA.
LA PAROLA GEISHA SIGNIFICA ARTISTA, ed ESSERE GEISHA VUOL DIRE ESSERE VALUTATA COME UN'OPERA D'ARTE IN MOVIMENTO.
Memorie di una geisha

Lei si dipinge il viso per nascondere il viso. I suoi occhi sono acqua profonda.
Non è per una geisha desiderare. Non è per una geisha provare sentimenti. La geisha è un'artista del mondo, che fluttua, danza, canta, vi intrattiene. Tutto quello che volete. Il resto è ombra. Il resto è segreto.
Kiyo Murakami. Memorie di una geisha

Mia madre diceva sempre che mia sorella Satsu era come il legno, radicata al terreno come un albero sakura. Ma a me diceva che ero come l'acqua, l'acqua si scava la strada attraverso la pietra, e quando è intrappolata, l'acqua si crea un nuovo varco.

Sayuri Nitta, da “Memorie di una geisha”


http://youtu.be/tvBhi5V-1OA




Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. 

Memorie di una geisha
Memorie di una geisha (Memoirs of a Geisha) è un romanzo dello scrittore statunitense Arthur Golden, pubblicato nel 1997, che narra la storia di una geisha che lavora a Kyōto prima della Seconda Guerra Mondiale.

Trama 

La piccola Chyio è una bambina cresciuta in una famiglia di pescatori in un piccolo villaggio chiamato Yoroido. Per poter avere il denaro necessario che serviva a dare una degna sepoltura alla moglie, il padre della protagonista la vende, assieme alla sorella più grande, ad una casa di geishe a Kyoto. L'intermediario tra il padre e l'okiya è un certo Tanaka, proprietario della compagnia ittica per la quale lavora il padre. Dapprima Tanaka illude la protagonista di voler adottare lei e sua sorella Satsu in vista della morte della madre per tumore alle ossa e del padre a causa della vecchiaia, ma dopo le conduce in una stazione ferroviaria e le consegna ad uno dei dipendenti dell'okiya Nitta perché le porti a Gion, il quartiere delle geishe di Kyoto. Giunte a destinazione però vengono separate e la sorella maggiore Satsu viene venduta ad un bordello. Dall'ingresso nell'okyia entrano in scena altri personaggi del romanzo: la Madre (la proprietaria dell'okyia e geisha in pensione), Zietta (la "sorella minore" della Madre e geisha fallita), la Nonna (la geisha che ha adottato molto tempo prima le due precedenti donne), Hatsumomo (l'unica geisha della casa), Zucca (una bambina quasi coetanea di Chiyo venduta all'okyia) e le domestiche. La vita nella casa di geishe sembra essere subito molto dura, soprattutto a causa della geisha Hatsumomo che non mancherà mai di farle subire la sua cattiveria. Durante questi primi mesi Chiyo e Zucca diventano molto amiche, ma la loro amicizia è ostacolata da Hatsumomo.
Chiyo comincia le lezioni per diventare geisha anche se il suo unico desiderio è quello di ricongiungersi con la sorella e tornare a casa. Dopo molto tempo riesce a mettersi in contatto con Satsu e decidono di scappare insieme, ma la protagonista non si presenterà all'appuntamento prefissato perché, cercando di scappare dal tetto, cadrà a terra rompendosi un braccio. A questo punto la Madre decide di non investire più soldi nell'educazione della ragazza a causa del suo tentativo di fuggire e la fa lavorare come domestica, non più come geisha. Un giorno il signor Tanaka le scrive una lettera, informandola che il suo assistente e Satsu sono fuggiti dal villaggio di pescatori dove lei era nata e che entrambi i suoi genitori sono morti. Chyio decide allora che non le rimane altra scelta se non quella di cercare in tutti i modi di diventare una geisha. L'incontro con il Presidente cambierà il suo destino. Chiyo viene contattata dalla geisha più famosa di Gion, Mameha, disprezzata da Hatsumomo sia perché è la sua rivale in fascino e notorietà, sia perché questa si è guadagnata la sua indipendenza come geisha grazie ad un danna (il protettore) molto ricco. Mameha adotta Chiyo come sorella minore, facendola diventare un'apprendista (maiko) e la prepara per diventare una brava geisha. L'entrata della protagonista nell'apprendistato è segnata dal cambio del nome. D'ora in poi si chiamerà Sayuri. Inizialmente la sua carriera procede molto a rilento a causa di Hatsumomo che cerca in tutti i modi di ostacolare il suo successo, ma dopo che il suo mizuage (la sua verginità) viene venduto ad un prezzo tale da estinguere tutti i suoi debiti contratti con l'okiya da quando è stata comprata, la Madre decide di adottarla e pone così fine alle persecuzioni di Hatsumomo che in seguito sarà cacciata dall'okyia. Sayuri spera ardentemente di poter intrattenere il Presidente, ma le vicende la portano invece a stare sempre più insieme al suo socio in affari: Nobu Toshikazu, eroe di guerra senza un braccio e con il corpo, in particolare il volto, sfigurati. Quest'uomo molto burbero si invaghisce di Sayuri ed essa è costretta a causa del suo lavoro a stare più con lui che con il suo amato Presidente.
Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale rappresenta un'altra sfida di rilievo per l'eroina. Viene salvata dalla vita in fabbrica grazie a Nobu che la fa andare da un suo amico e creatore di kimono. Dopo tanti anni di lavoro la sua bellezza fisica viene appannata dal lavoro manuale e dalla mancanza di cibo. La vita di sfarzi ed eleganze è rimpiazzata da una nuova realtà: la sua personale valle oscura. Un giorno, dopo la fine della guerra e la riapertura del quartiere di geishe, Nobu la va a trovare e richiede la sua presenza per intrattenere il vice ministro delle finanze che ha il compito di controllare l'operato della fabbrica della quale Nobu è il direttore generale e di conseguenza, Iwamura Ken ne è il Presidente. Sayuri riesce a convincere la Madre a riaprire l'okiya e torna a lavorare come geisha.
La sua vita sta però precipitando verso Nobu, che si è inoltre proposto come suo danna, finquando lei non decide di attuare un piano che metterà l'uomo in condizione di rifiutarla. Lei si concede al primo ministro e chiede a Zucca di sorprenderli, ma l'amica si porta con sé il Presidente. In seguito, quest'ultimo richiede la presenza della ragazza in una casa da tè. Qui lui le confida che Nobu ha deciso di rifiutare di diventare il suo danna, che Mameha l'aveva presa sotto la sua ala quando era una bambina grazie a lui e che la desidera più di ogni altra donna, poi la bacia appassionatamente. Infine diventa suo danna, la libera dall'okiya e la libera anche dal lavoro di geisha (per fare in modo che Nobu non la incontri più). Successivamente, dopo che Sayuri partorisce un figlio dal presidente (anche se la faccenda rimane molto implicita nel racconto), si trasferisce a New York dove apre un'elegante casa da tè per uomini d'affari giapponesi. Sayuri si trasferirà lì per il resto della vita, continuando a vedere il suo amato Presidente tutte le volte in cui egli si recherà in America per affari.

Controversia 

Dopo che il romanzo fu pubblicato, Arthur Golden fu denunciato dalla geisha Mineko Iwasaki con la quale lavorava, per diffamazione e violazione di contratto. Secondo la querelante, l'accordo prevedeva che Golden avrebbe dovuto mantenere l'anonimato totale su Mineko Iwasaki; invece, il suo nome ed il suo contributo sono chiaramente citati nei ringraziamenti a fondo libro. Tale condizione contrattuale era dovuta all'esistenza di un tacito accordo nella comunità delle geishe sulla riservatezza e la sua violazione è considerata un'offesa seria. Oltretutto, Iwasaki afferma che il romanzo di Golden ritraeva le geishe come prostitute d'élite. Ad esempio, nel romanzo la verginità di Sayuri viene venduta al miglior offerente, un concetto che ha particolarmente offeso Iwasaki. Lei affermò che non solo questo non le era mai successo, ma che non esisteva assolutamente una tale pratica a Gion. Basando il suo personaggio, Sayuri, su Iwasaki e implicando che lei stessa era una prostituta, Iwasaki afferma che Golden ha violato il suo accordo e causato grande disonore ed onta a lei ed al mondo delle geishe. Dopo che il suo nome fu stampato sul libro, Iwasaki ha ricevuto numerose minacce di morte e richieste di censura per aver disonorato la sua professione. Nel 2003, la Iwasaki e la casa editrice di Golden sono giunti ad un accordo extragiudiziale per una somma di denaro il cui ammontare non è stato reso pubblico.[1][2]







Immagine stupenda, intensa... tanto da tradire la stessa frase di Kiyo Murakami.





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