giovedì 23 febbraio 2012

Carlos Castaneda. La paura è il primo nemico naturale che l'uomo deve superare lungo la strada verso la conoscenza, i vili afferrano per le gambe chi è intento a volare. Si sentono meglio se tutti strisciano, li umilia che qualcuno possa osservarli da un piano a loro inaccessibile

«Io sono più interessato al lavoro di Castaneda piuttosto che alle storie riguardo la sua personalità. A chi importa se era nato in Brasile o in Perù? A chi importa se egli realmente visse con gli indiani Yaqui, Mazatechi o Huicol? A chi importa se Don Juan e Don Genaro esistettero veramente? Questo è semplicemente "pensare povero". Ciò di cui io mi interesso è il lavoro di Castaneda: Idee, filosofia, paradigmi, ecc. Se i libri di Castaneda sono fantasia, grandioso, sono i migliori libri di finzione che io abbia mai letto
Octavio Paz - Premio Nobel per la letteratura 1990


"Il mondo non si offre a noi direttamente" disse don Juan. "Di mezzo vi è la descrizione del mondo. Propriamente, quindi, noi siamo sempre a un passo di distanza e la nostra esperienza del mondo é sempre un ricordo della esperienza. Noi siamo perennemente in atto di ricordare l'istante che è appena accaduto, trascorso. Noi ricordiamo, ricordiamo, ricordiamo."
Carlos Castaneda, L'isola del tonal


La nostra mentalità da schiavi, che nella cultura giudaico-cristiana ci promette consolazione nell'aldilà, non porta alcun vantaggio a noi stessi, bensì ad una forza estranea, che in cambio della nostra energia ci fornisce credenze, fedi e modi di vedere che limitano le nostre possibilità e ci fanno cadere nella dipendenza.
Carlos Castaneda


Il punto da cui ha preso le mosse questo studio su Carlos Castaneda è la cruciale domanda: 
come può un uomo con un carattere già formato, rinunciare a se stesso e a tutto ciò che lo rappresenta sia individualmente che collettivamente e, rinascendo a se stesso, diventare letteralmente un "altro" del quale, fino ad allora, ignorava persino l'esistenza? L'unica possibile risposta a questa domanda é che questo "altro" fosse già in lui, sconosciuto persino a se stesso.
Maria Capaldi - "Oltre i limiti del corpo. Il sogno del nagual e il corpo energetico nella esperienza di Carlos Castaneda."


CARLOS CASTANEDA: «Cosa chiami mondo?»
DON JUAN: «Il mondo è tutto ciò che qui è racchiuso.» disse, e calpestò il suolo. «Vita, morte, persone, gli alleati e tutto quello che ci circonda. Il mondo è incomprensibile. Non lo capiremo mai e non penetreremo mai i suoi segreti. Dobbiamo di conseguenza prenderlo per quello che è: un mistero insondabile! Ma l'uomo comune non fa questo: il mondo non è mai un mistero per lui, e quando arriva alla vecchiaia è convinto che non ci sia più nulla per cui valga la pena di vivere. Un vecchio non ha esaurito il mondo, ha esaurito solo ciò che la gente fa, ma nella sua stupida confusione crede che il mondo non abbia più misteri per lui. Che prezzo infelice dobbiamo pagare per i nostri scudi! Un Guerriero è consapevole di questa confusione e impara a trattare le cose in modo appropriato. In nessuna circostanza ciò che gli esseri umani fanno può essere più importante del mondo. Un Guerriero, quindi, considera il mondo un mistero infinito e le azioni degli uomini un'infinita follia.»
Carlos Castaneda, Una Realtà Separata, pagg. 277-280


"Ci sono due modi di affrontare l'esistenza" disse don Juan.
"Uno é quello rinunciatario, che o cede alle sue esigenze o le combatte. L'altro, invece, plasma la nostra particolare situazione di vita perchè si adatti alle nostre configurazioni personali."
Carlos Castaneda, L'arte di sognare


"Un impeccabile cacciatore in agguato può fare di qualsiasi cosa la sua preda, anche se stesso, ovvero i propri difetti e debolezze" disse la Gorda.
"Come si catturano i nostri difetti, Gorda?"
"Allo stesso modo che le prede. Osservi le tue abitudini, finché conosci ogni mossa dei tuoi difetti, poi vieni fuori e li acchiappi, come conigli dentro una gabbia."
Carlos Castaneda, "Il secondo anello del potere"


Dove rivolgi il tuo pensiero, là vivi la tua vita.
Carlos Castaneda


La paura è il primo nemico naturale che l'uomo deve superare lungo la strada verso la conoscenza, i vili afferrano per le gambe chi è intento a volare. Si sentono meglio se tutti strisciano, li umilia che qualcuno possa osservarli da un piano a loro inaccessibile
Carlos Castaneda


Siamo intrappolati all'interno della bolla di percezione e quello di cui siamo testimoni è un riflesso della nostra visione del mondo, la nostra descrizione. Arrestando il dialogo interiore, sfondiamo la barriera che ci separa da noi stessi.
Carlos Castaneda

Don Juan si avvicinò e mi dette un colpetto con le dita sul petto; fu un tocco lievissimo.
"Questi sono i confini di cui ti parlavo" disse. "Si può uscirne fuori".
"Siamo un qualcosa che sente, un qualcosa che é consapevole, inscatolato qui dentro".
Carlos Castaneda, "L'isola del tonal"


Gli esseri umani sono dei percettori, ma il mondo che percepiscono è un illusione:
un illusione scaturita dalla descrizione che hanno ricevuto quando sono nati. In sostanza, quindi, il mondo che la loro ragione vuole affermare è il mondo scaturito da una descrizione e dalle sue regole dogmatiche e inviolabili, che la ragione impara ad accettare e a difendereLa loro ragione li induce a dimenticare che la descrizione è soltanto una descrizione, e prima che arrivino a capirlo, gli esseri umani hanno intrappolato la loro essenza in un circolo vizioso da cui emergono solo di rado nell'arco della vita.
Carlos Castaneda. da La ruota del tempo - L'isola del Tonal



"Un guerriero" disse don Juan " non subisce mai assedi. Essere assediati significa avere delle proprietà personali che possono essere bloccate. Un guerriero non possiede nulla in questo mondo tranne la propria impeccabilità e questa non può subire minacce.
Carlos Castaneda, "Il dono dell'Aquila"

Siamo stati programmati a vivere come bestie, caricando un fardello di abitudini e credenze altrui fino alla fine, ma noi possiamo cambiare! La libertà che ci offre il cammino del guerriero è a portata di mano.
Carlos Castaneda - "Incontri con il Nagual"


COMANDI SINTATTICI
I nostri automatismi sociali dipendono, in larga parte, dalla lingua, da semplici frasi che gli stregoni chiamano comandi sintattici.
Ci lasciamo guidare, e guidiamo gli altri, con comandi linguistici che, con la tecnica del bastone e della carota, ci legano alle gerarchie sociali e rafforzano il senso del nostro ego.
Ma non capisci? - Non sarai mica scemo? - Guarda è una cosa semplicissima! - Non ci riesco. - Ci devo riuscire! - Scusa. - Non c'è problema. - Lascia fare a me. - Sono il migliore. - Sono una schiappa. - A me non la racconti. - Tutto chiaro?
Norbert Classen, Carlos Castaneda e i guerrieri di don Juan



Quando il dialogo interno si ferma,
il mondo collassa,
e affiorano aspetti straordinari di noi stessi,
come se fossero stati severamente tenuti
sotto sorveglianza dalle nostre parole.
Don Juan Matus. La ruota del tempo





Certamente per sprigionare l'intero suo potere suggestivo la parola deve fondarsi sull'ascolto, sulla relazione, sulla accettazione. Allora ci siamo chiesti se fosse la parola a indurre il cambiamento mediante la suggestione o il cambiamento può avvenire al di là della parola...


Carlos Castaneda poco prima della morte volle riunire in un antologia (“La ruota del Tempo”) i passi centrali delle sue opere precedenti, corredandoli di un suo commento. Ne risulta una preziosa antologia che è la summa dei suoi insegnamenti, un libro in cui riecheggia la voce dello sciamano “yaqui “don Juan Matus, la tradizione spirituale degli sciamani messicani e la loro eredità...


LA FOLLIA CONTROLLATA (Carlos Castaneda) *
«Un Uomo di Conoscenza vive agendo, non pensando all’agire, né pensando a quello che penserà quando avrà terminato di agire.
Un Uomo di Conoscenza sceglie un sentiero che ha un cuore e lo segue; poi si rallegra e ride.
Sa, perché vede che la sua vita finirà anche troppo presto; sa che lui come tutti gli altri, non andrà da nessuna parte; sa perché vede che non c’è nulla che sia più importante di tutto il resto.
Un Uomo di Conoscenza non ha onore né dignità, non ha famiglia né nome né patria, ma solo la vita da vivere, e in queste circostanze il solo legame con i suoi simili è la sua follia controllata.
Così un Uomo di Conoscenza si affatica, suda, sbuffa e se lo si guarda è esattamente come un uomo normale, solo che la follia della sua vita è sotto controllo. Poiché non c’è nulla che sia più importante di qualcos’altro, un Guerriero decide le proprie azioni e le compie come se per lui avessero importanza. La sua follia controllata lo porta a dire che ciò che fa importa e lo fa agire come se importasse, pur sapendo che non è così; per questo, dopo aver agito, si ritira in pace e, che le sue azioni siano buone o cattive, più o meno efficaci, non è cosa che lo riguardi.
Un Guerriero deve sapere prima di tutto che le sue azioni sono inutili e nonostante ciò deve procedere come se lo ignorasse.
Questa è la follia controllata.»

Ogni strada.
Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili.
Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via.
Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso.
Ogni via è soltanto una via.
Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla,
se è questo che vi suggerisce il cuore.

Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla,
non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione.
Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e con calma.
Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario.
Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi.
Questa strada ha un cuore?

Tutte le strade sono eguali.
Non conducono in nessun posto.
Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia, o sotto la boscaglia.
Questa strada ha un cuore? E’ l’unico interrogativo che conta.
Se ce l’ha è una buona strada.
Se non ce l’ha, è da scartare.
Carlos Castaneda

VOLONTÀ E FELICITÁ
"Don Juan descrisse la volontà come un livello di abilità, o uno stato esistenziale che piomba all'improvviso nella vita quotidiana di un guerriero.
Lo si può sentire come una forza che irradia dal centro del corpo dopo un momento di assoluto silenzio, o di profondo terrore o di cupa malinconia, ma mai dopo un momento di felicità perché la felicità è troppo tumultuosa per permettere al guerriero la concentrazione necessaria a usare la luminosità del corpo e trasformarla in silenzio."
Carlos Castaneda. "Il dono dell'aquila"


LA MENTE SI METTE D'OSTACOLO, COMPLICA ED OFFUSCA LA PERCEZIONE DIRETTA, porta il giudizio, la mancanza di fiducia e svaluta ciò che invece avvertiamo con il cuore. La mente che interiormente continua a dire "io.., io…, io,…" con il suo rumore copre tutti gli altri segnali e le altre percezioni che sono disponibili all'uomo. IL SILENZIO INTERIORE È UNO STATO DI COSCIENZA IN CUI TUTTI I PENSIERI DELLA MENTE SI FERMANO, SONO COME CONGELATI E INATTIVI. NEL SILENZIO È POSSIBILE SENTIRE QUELLO CHE PROVIENE DA SPAZI E TEMPI CHE VANNO OLTRE CIÒ CHE LA MENTE IN CONDIZIONI NORMALI PUÒ PERCEPIRE. È possibile accedere a conoscenze che hanno molto poco di "umano" ma che nello stesso tempo appartengono profondamente all'umanità.
Carlos Castaneda


Non concedere troppe spiegazioni. Gli sciamani dicono che ogni spiegazione nasconde una richiesta di scuse. Questo significa che quando spieghi per quale motivo puoi o non puoi fare una determinata cosa in realtà ti stai scusando per le tue mancanze nella speranza che chiunque ti stia ascoltando abbia la gentilezza di comprenderle.
Carlos Castaneda, Il lato attivo dell'infinito


VOLONTÁ E MORTE
Quando un guerriero ha acquistato la pazienza è sulla via che porta alla volontà. Sa come aspettare. La sua morte si siede con lui, sulla sua stuoia, sono amici. La sua morte, in modi misteriosi, lo consiglia come scegliere, come vivere strategicamente. E il guerriero aspetta! E un giorno riuscirà a compiere qualcosa che, ordinariamente, sarebbe del tutto impossibile compiere. Può non accorgersi nemmeno del suo gesto straordinario.
Carlos Castaneda - "Una realtà separata"


VOLONTÁ
"La "volontà", sosteneva don Juan, era coltivata solo dagli stregoni.
Giungeva loro velata nel mistero e mirava a conferire loro la capacità di compiere azioni straordinarie.
La "volontà" si sviluppa nel guerriero nonostante qualsiasi opposizione della ragione".
Carlos Castaneda - L'isola del tonal




"Non stai pensando quadrimensionalmente, Martin" ripete spesso il dottor Emmett Brown al giovane amico Marty McFly nella saga di "Ritorno al futuro".

"Il tuo problema é che valuti le cose in termini di spazio-tempo" dice lo sciamano don Juan all'allievo Carlos Castaneda."

Il dialogo (il filosofare), Platone allude spesso, non puó svolgersi "in" questo mondo.

Il dialogo, come l'amore, é un evento multidimensionale che avviene al di fuori dello spazio e del tempo.

Per dialogare occorre "uscire da Flatlandia".

A piú di un secolo dall'avvento della, mediaticamente censuratissima, meccanica quantistica, risulta ancora difficile liberarsi dal paradigma tridimensionale.





Ecco perché non perdiamo occasione per promuovere il libro di Jill Bolte Taylor "La scoperta del giardino della mente - Cosa ho imparato dal mio ictus cerebrale"...... In modo del tutto involontario, grazie al suo incidente ha potuto dare una convalida inequivocabilmente scientifica alla teoria castanediana. Arrestando il dialogo interiore il mondo collassa e ci ritroviamo nella "seconda attenzione" o "nagual", la dove "il potere si libra". La Taylor realizza la condizione di arresto del dialogo interiore grazie al fatto che é andato distrutto il centro del linguaggio che contiene anche la nostra "storia personale" la cui cancellazione costituisce il principale obiettivo del guerriero-stregone.
Ricarico il tablet e posto un ulteriore ed interessante parallelismo Taylor/Castaneda.





Ne "Il lato attivo dell'infinito" don Juan spiega, ad un inorridito Castaneda, che l'umanità é stata schiavizzata, in epoca immemorabile, da creature inorganiche, prive di corpo, che gli sciamani del Messico chiamarono "voladores". Questi parassiti cosmici si nutrirebbero delle nostre emozioni, buone o cattive poco importa (qualcosa di simile agli "arconti" dei racconti gnostici). Riescono in questa impresa grazie a quella che veniva chiamata "installazione aliena". Dalla descrizione si direbbe una sorta di microcippatura contenente la "storia personale" e responsabile del "chiacchericcio interiore" attraverso il quale viene costruita la realtà. Gli sciamani dicevano che, sbarazzandosene, si sarebbe raggiunto uno stato di libertà totale. La Taylor ha, in pratica, individuato la localizzazione della installazione aliena e, nel libro, racconta di come liberarsene (senza l'ictus , ovviamente)


Un altro bell'esempio cinematografico a sfondo multidimensionale ci viene da "MOSTER & CO.": film di animazione che racconta di mostri che escono di notte dagli armadi per spaventare i bambini. Dal punto di vista dei bambini (quello tridimensionale) la cosa non ha alcun senso e le incursioni notturne sembrerebbero solo atti di crudeltà gratuita. Il tutto appare perfettamente logico, però, nel momento in cui veniamo a sapere che i mostri provengono da un'altra dimensione dove le urla di spavento costituiscono una fonte energetica che permette di far funzionare le città dei mostri. Il film é tutt'altro che banale. In un classico della fantascienza degli anni '40 si narra una vicenda identica, dai toni decisamente più dark. Esseri invisibili che si nutrono dei flussi energetici generati dalle emozioni. Ovviamente un budda o uno stoico dediti, "professionalmente", alla apatia contribuirebbero ben poco al sostentamento degli invisibili predatori che, da parte loro, ce la mettono tutta per suscitare quante più emozioni possibili attraverso guerre, crisi finanziarie, epidemie e tutto l'armamentario di orrori che ben conosciamo..... Fortuna si tratta "solo" di fantascienza.........












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