venerdì 10 gennaio 2014

Erodoto. Etruschi. Il re divise tutti i Lidi in due parti, sorteggiando l’una per restare, l’altra per emigrare dal paese, e propose se stesso a quella parte cui fosse toccato di rimanere, e suo figlio, di nome Tirreno, a quella che doveva andarsene.


I TRECENTO DI LEONIDA: IL PIANO GRECO CONTRO I PERSIANI (1/10)
I Greci, giunti all'Istmo, discutevano … come e in quali luoghi dovessero porre un freno alla guerra. Prevalse il parere di proteggere il passo delle Termopili: sembrava un passaggio più stretto di quello che portava in Tessaglia ed era l'unico più vicino al loro paese… Decisero dunque, difendendo questo passo, di non permettere ai barbari di penetrare in Grecia e scelsero di dirigere la flotta all’Artemisio, nella terra di Istiea; tali luoghi, infatti, erano vicini tra loro al punto che si poteva avere notizie di quello che accadeva da entrambe le parti. Ed ecco come si presentano questi posti.
Erodoto, Storie VII, 175
Nell’immagine, una sorgente di acqua calda nel luogo delle Termopili.


I TRECENTO DI LEONIDA: LA DESCRIZIONE DELLE TERMOPILI (2/10)
… Quanto poi alla via di accesso alla Grecia, attraverso la Trachinia, essa misura mezzo plettro dove è più stretta. Non è qui, comunque, il passaggio più stretto di tutta la regione, ma davanti e dietro le Termopili: infatti, presso Alpeni, posto dietro le Termopili, può transitare appena un carro, e all'altezza del fiume Fenice, davanti alle Termopili, vicino alla città di Antela, c’è un altro varco che ha spazio per un solo carro. A ovest delle Termopili c’è un monte inaccessibile, scosceso, alto, che si protende fino al monte Eta. A est della strada si hanno subito mare e paludi. In questa gola vi sono dei bagni caldi, detti Chitri dagli abitanti del luogo, vicino ai quali sorge un altare di Eracle. Attraverso questo varco era stato edificato un muro, nel quale, almeno anticamente, c'erano delle porte. L'avevano costruito i Focesi per paura, quando i Tessali arrivarono dal paese dei Tesproti per occupare l'Eolide, terra che oggi possiedono. Siccome i Tessali cercavano di sottometterli, i Focesi si erano premuniti in questo modo e fu allora che convogliarono la sorgente calda nel passo, perché il suolo divenisse impraticabile: fecero di tutto per impedire ai Tessali di invadere il paese. L’antico muro era stato costruito in tempi remoti e col passare del tempo era ormai in gran parte crollato. Ma essi decisero di rialzarlo e di difendere la Grecia dal barbaro in quel punto. Vicinissimo alla strada c'è un villaggio, chiamato Alpeni; da quello i Greci contavano di ricevere approvvigionamenti.
Erodoto, Storie VII, 176


I TRECENTO DI LEONIDA: IL TRADIMENTO DI EFIALTE (6/10)
Mentre il re non sapeva più che fare in quella circostanza, giunse da lui un abitante della Malide, Efialte, figlio di Euridemo, credendo di ricevere da lui qualche grande ricompensa, e gli parlò del sentiero che portava alle Termopili attraverso il monte; e così provocò la rovina dei Greci che là avevano resistito …. Seguendo tale sentiero, i Persiani, attraversato l'Asopo, marciarono tutta le notte, tenendo sulla destra i monti dell'Eta e sulla sinistra quelli di Trachis. Faceva giorno quando giunsero in cima al monte. Vicino a questo monte, come ho già spiegato, erano di guardia mille opliti focesi, che difendevano il loro paese sorvegliando il sentiero … I Focesi si accorsero dei Persiani quando erano ormai lassù: i Persiani, infatti, erano saliti di nascosto perché il monte era tutto ricoperto di querce; non c’era un alito di vento, perciò, quando il rumore aumentò, come era naturale poiché i soldati calpestavano le foglie sotto i loro piedi, i Focesi balzarono su e imbracciarono le armi, ma i barbari ormai erano lì. Quando videro che quegli uomini prendevano le armi, ne rimasero stupiti: si aspettavano di non trovare affatto ostacoli e si erano imbattuti in un esercito … I Focesi, non appena furono colpiti da una moltitudine di frecce, si rifugiarono fuggendo sulla cima del monte, credendo che l’assalto fosse contro di loro, e si preparavano a morire. Così pensavano, ma i Persiani che seguivano Efialte e Idarne, senza affatto badare ai Focesi, in fretta e furia, scesero giù dal monte.
Erodoto, Storie VII, 213; 217-218


I TRECENTO DI LEONIDA: UNA GLORIA IMPERITURA (9/10)
In onore di quanti furono sepolti proprio nel luogo dove caddero e di quanti erano morti prima della partenza dei Greci congedati da Leonida, è stata scolpita un’epigrafe con le seguenti parole: 
Qui, un giorno, quattromila uomini del Peloponneso lottarono contro tre milioni di nemici”. Questa iscrizione è rivolta a tutti, mentre la seguente vale solo per gli Spartani: 
Straniero, annuncia agli Spartani che noi giacciamo qui, avendo obbedito alle loro leggi”. 
Così è scritto dunque per gli Spartani…
Erodoto, Storie VII, 228


Detto ciò Serse passò tra i cadaveri e al corpo di Leonida, quando apprese che era re e comandante degli Spartani, ordinò di tagliare la testa e di conficcarla su un palo. Mi sembra chiaro da molti altri elementi e soprattutto da questo, che Serse si era adirato contro Leonida, quando era vivo, più che contro chiunque altro; altrimenti non avrebbe mai oltraggiato questo cadavere così gravemente, poiché, tra gli uomini che io conosco, i Persiani sono quelli che onorano di più i valorosi in guerra. Quelli a cui era stato dato l’incarico lo eseguirono.
Erodoto, Storie VII, 238



La tesi orientale.
""Raccontano gli stessi Lidi che fu una loro invenzione quella dei giochi in uso presso di essi e presso i Greci e che circa gli stessi tempi fecero tale scoperta e colonizzarono la Tirrenia, e narrano nella seguente maniera intorno a ciò: che regnando il re Atys, figlio di Manes, vi fu una grave carestia in tutta la Lidia, e che i Lidi per un pò di tempo tollerarono il malanno, ma che poi..., non cessando il malanno, anzi infierendo il malanno, allora il re divise tutti i Lidi in due parti, sorteggiando l’una per restare, l’altra per emigrare dal paese, e propose se stesso a quella parte cui fosse toccato di rimanere, e suo figlio, di nome Tirreno, a quella che doveva andarsene.""
(Erodoto, Storie, I, 94)

Secondo Erodoto, quindi, gli Etruschi sarebbero il risultato della fusione delle primitive popolazioni con colonizzatori, approdati sulle coste del Tirreno e provenienti dalle terre asiatiche bagnate dall'Egeo; questi colonizzatori parlavano una lingua che era simile a quella in uso in Asia Minore e che si mantenne, con necessarie modificazioni dovute all’ influsso del nuovo ambiente colonizzato, durante lo sviluppo dell’Etruria.






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