mercoledì 29 gennaio 2014

Roberto Ruga Psicoterapeuta. Parliamo di sadomasochismo, una pratica grazie alla quale il dolore diviene fonte di piacere. Viene utilizzato dagli adepti nel contesto di una relazione sessuale nella quale si fa ricorso al dolore e all’umiliazione per raggiungere il piacere.


Roberto Ruga Psicoterapeuta:
SOLO SE MI FRUSTI VADO IN ESTASI
Parliamo di sadomasochismo, una pratica grazie alla quale il dolore diviene fonte di piacere. 
Viene utilizzato dagli adepti nel contesto di una relazione sessuale nella quale si fa ricorso al dolore e all’umiliazione per raggiungere il piacere. I partner stabiliscono una relazione di dominante/dominato, dove le violenze verbali e le sevizie fisiche sono inflitte o ricevute per procurare une soddisfazione intensa.
Ragioniamo su un fatto: la presenza dei RUOLI. Maschere, manette, corde, catene e fruste definiscono il PADRONE che si abbandona a una serie di rituali per sottomettere il suo SCHIAVO.
Siamo nell’ottica dell’ UMILIAZIONE che vede la persona costretta in posizioni degradanti, legata, dominata, violata, insultata, torturata, flagellata, ferita o bruciata. In genere i partner stabiliscono un codice che, quando viene utilizzato dalla persona sottomessa, significa che il gioco deve finire immediatamente e senza discussioni. La sicurezza è una condizione non negoziabile.
Ora, c’è un fatto sul quale dobbiamo riflettere. I rituali sadomaso si basano innanzitutto sulla FIDUCIA reciproca, ecco perché il sadomasochismo si pratica generalmente all’interno di una relazione stabile di coppia e non in un contesto scambista, ad esempio.
Ma, a che serve la fiducia in tale contesto? Risponde Freud: il suo fine ultimo è lenire il SENSO DI COLPA. In altre parole, “mi fido di te affinché tu possa infliggermi la giusta punizione che merito da tanto tempo” è questo ciò che inconsciamente dice la vittima al suo carnefice. Questa è in sintesi la dinamica inconscia che sostiene il sadomasochismo, una pratica in cui l’Altro, altro non è che una proiezione di noi stessi (godo nel punirlo poiché vorrei inconsciamente punire me stesso).

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