sabato 1 febbraio 2014

Jill Bolte Taylor. Mentre i centri del linguaggio del mio emisfero sinistro, in via di guarigione, stavano riprendendo a funzionare, ho passato giornate intere a osservare come il mio narratore interno traesse conclusioni sulla base di una quantità minima di informazioni. Alla lunga le sue trovate mi sono sembrate piuttosto comiche, finché mi sono resa conto che lui si aspettava, sinceramente, che il resto del cervello credesse alle sue panzane! Ho imparato a prendere con le molle i drammi e le tragedie che questo narratore malevolo é così propenso a mettere in scena.

INFORMAZIONI SUBLIMINALI
L'essere umano é in grado di elaborare informazioni al di fuori del suo campo uditivo.
Per fare un esempio, i fischietti per cani sono stati abbinati ad una scossa elettrica per dimostrare il condizionamento classico.
Si soffia nel fischietto, somministrando la scossa; dopo un certo numero di di ripetizioni, soffiando nel fischietto la mano ha un sussulto che anticipa la scossa elettrica.
Benché elaborare una frequenza non equivalga ad elaborare informazioni linguistiche, la frequenza stessa può rivelarsi più importante di qualunque contenuto verbale.
Eldon Taylor, "Programmazione mentale"


RIMETTERE IL RE SUL TRONO
"Le memorie cellulari sono auto-intelligenti , hanno una loro personalità, una volontà propria di indipendenza in rapporto a voi, e, soprattutto, non vogliono obbedirvi è per questo che quando una intenzione del tipo "Ho una abitazione precaria, bisogna che trovi un appartamento più grande, più spazioso in un luogo più calmo", avete centinaia di memorie che dicono: "Non se ne parla! Noi restiamo qui". Allora immaginate un re che emani una legge e che nessuno sia d'accordo. Che cosa può fare? Può andare fuori dai piedi! Non avrà alcun effetto, nessuna autorità."
Danilo Perolio - "Acqua diamante e PMT"

Il lobo frontale è una porta che dobbiamo attraversare se scegliamo di spezzare il ciclo del pensare e agire, agire e pensare ripetitivamente. Se vogliamo liberarci dalla dipendenza emozionale a base chimica che ha il dominio sulla nostra vita dobbiamo imparare ad utilizzare questa meraviglia del nostro sviluppo evolutivo chiamato lobo frontale.
Joe Dispenza - "Evolvi il tuo cervello"


Questo libro é il resoconto cronologico del mio viaggio nell'abisso informe di una mente silenziosa.
Potete immaginarvi quanto fosse dolce la mia vita quando quelle cellule bisbetiche (sede del "narratore malevolo") se ne stavano zitte.
Jill Bolte Taylor - ''La scoperta del giardino della mente - Cosa ho imparato dal mio ictus cerebrale''


Fare attenzione al proprio dialogo interno, ne sono fermamente convinta,è di primaria importanza per la salute mentale. Giudicare il mugugno dentro di noi intollerabile, infatti, è a mio parere, il primo passo verso una profonda pace interiore.
La parte del mio cervello occupata da quel malevolo narratore, in fondo non è più grande di una nocciolina! Rendermene conto mi ha dato una forza incredibile.
Jill Bolte Taylor - ''La scoperta del giardino della mente - Cosa ho imparato dal mio ictus cerebrale''

L' 'io' che ero divenuta negli anni non era sopravvissuto alla catastrofe neurologica.
La dottoressa JiIl Bolte Taylor era morta quel mattino. Ma, allora 'chi' restava?
Senza un centro del linguaggio che mi dicesse "sono la dottoressa Jill Bolte Taylor, sono una neuroanatomista, abito a questo indirizzo e questo è il mio numero di telefono" non mi sentivo più obbligata a essere lei.
Jill Bolte Taylor. La scoperta del giardino della mente


Uno dei compiti dei centri del linguaggio dell'emisfero sinistro è di definire il nostro "io" dicendo:
"io sono". Nel suo chiacchiericcio il cervello ci racconta in continuazione la nostra vita in tutti i suoi particolari per permetterci di ricordarli. E' lì la dimora del nostro ego, che ci fornisce la consapevolezza interiore di come ci chiamiamo, che lavoro facciamo, dove viviamo. Senza queste cellule dimenticheremmo tutto sulla nostra vita e identità.
Jill Bolte Taylor - La scoperta del giardino della mente


In situazioni estreme, quando i rompiscatole della piccionaia del mio centro del linguaggio si rifiutano ostinatamente di darmi retta, uso la mia voce autentica per imporre loro limiti insindacabili.
Soltanto se sono abbastanza insistente determinata e attenta a quali circuiti negativi sono attivi nel cervello, le mie cellule capiscono in fretta che faccio sul serio e che voglio assolutamente che li spengano.
Jill Bolte Taylor. ''La scoperta del giardino della mente. Cosa ho imparato dal mio ictus cerebrale''


DEVASTAZIONI DA STRESS
E vitale per la nostra salute prestare la massima attenzione a quanto tempo siamo bloccati fra i circuiti della collera o negli abissi della disperazione.
Restarvi troppo a lungo può avere effetti devastanti sul nostro benessere fisico e mentale.
Jill Bolte Taylor - ''La scoperta del giardino della mente - Cosa ho imparato dal mio ictus cerebrale''


L'IMBARAZZANTE (MA FASCINOSA) SINTOMATOLOGIA DELLA LIBERAZIONE DALLO PSICOLOGICO (EGO).
Il vuoto che sentii aprirsi sempre di più nel mio cervello ferito era, non posso non riconoscerlo, di un fascino immenso. Accolsi con piacere lo spegnersi del continuo chiacchiericcio che mi teneva in rapporto con una quotidianità esterna che, in quel momento, mi appariva insignificante.
Jill Bolte Taylor. La scoperta del giardino della mente


Mentre i centri del linguaggio del mio emisfero sinistro, in via di guarigione, stavano riprendendo a funzionare, ho passato giornate intere a osservare come il mio narratore interno traesse conclusioni sulla base di una quantità minima di informazioni. Alla lunga le sue trovate mi sono sembrate piuttosto comiche, finché mi sono resa conto che lui si aspettava, sinceramente, che il resto del cervello credesse alle sue panzane! Ho imparato a prendere con le molle i drammi e le tragedie che questo narratore malevolo é così propenso a mettere in scena.
Jill Bolte Taylor. "La scoperta del giardino della mente - Cosa ho imparato dal mio ictus cerebrale"


L'uomo ha bisogno di un racconto interiore continuo, per conservare la sua identità, il suo sé.
Oliver Sacks. L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello


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