lunedì 10 febbraio 2014

Emil Cioran. Taccuino di Talamanca. L'io che presiede agli elementi che mi compongono rappresenta un tentativo di esistenza come un altro; e poco importa che riesca o meno. Non appena raggiungiamo l'età della ragione dovremmo dirci: "Rassegnati al fallimento, in ogni caso non affliggertene, considera che in quello risiede il senso della tua vita. Anzi, spingiti oltre: fanne un successo, il tuo successo

Nella primavera del 1937, mentre passeggiavo nel parco dell'ospedale psichiatrico di Sibiu, in Transilvania, un "pensionante" mi avvicinò. Scambiammo due parole, poi gli dissi: "Si sta bene qui". "Certo". Vale la pena di essere matto" mi rispose. "Ma lei è pur sempre in una specie di carcere" . "Si, forse, ma qui si vive senza la minima preoccupazione. Per di più la guerra si avvicina, lo sa quanto me. Questo posto è sicuro. Non c'è richiamo alle armi, e poi nessuno bombarda un asilo di alienati. Al suo posto mi farei internare subito".
Turbato, meravigliato, lo lasciai, e cercai di sapere qualcosa di più su di lui. 
Mi assicurarono che era realmente folle. Folle o no, nessuno mi ha mai dato consiglio più ragionevole.
Emil Cioran. Confessioni e anatemi


Ciò che deve rendere sopportabile la vecchiaia è il piacere di veder scomparire l'uno dopo l'altro tutti coloro che avranno creduto in noi, e che non potremo più deludere.
Emil Cioran. Il funesto demiurgo


"Gli altri" mi diceva un vagabondo "trovano piacere nell'avanzare; io nell'indietreggiare". 
Beato vagabondo! Io non indietreggio nemmeno, sto... 
E la realtà stessa sta ferma, immobilizzata dai miei dubbi. 
Più nutro dubbi nei miei confronti, più ne proietto nelle cose e su di esse mi vendico delle mie incertezze. 
Che tutto si fermi, dal momento che non riesco a concepire né a fare un passo di più verso un orizzonte qualsiasi. Una pigrizia più vecchia del mondo mi inchioda a "questo" istante... E quando per scuoterla metto in guardia i miei istinti, precipito in un'altra pigrizia, in quella tragica pigrizia che ha nome melanconia.
Emil Cioran. La tentazione di esistere


Non si biasimerà mai abbastanza il XIX secolo per aver favorito questa genia di glossatori, queste macchine da lettura, questa malformazione dello spirito incarnata dal Professore – simbolo del declino di una civiltà, dell'avvilimento del gusto, della supremazia della fatica sul capriccio.
Vedere tutto dall'esterno, ridurre a sistema l'ineffabile, non guardare niente in faccia, fare l'inventario delle opinioni altrui!... Qualsiasi commento a un'opera è cattivo o inutile, perché tutto ciò che non è diretto è senza valore.
Un tempo i professori si accanivano piuttosto sulla teologia. Per lo meno avevano la scusa di insegnare l'assoluto, di essere limitati a Dio, mentre nella nostra epoca nulla sfugge alla loro competenza assassina.
Emil Cioran - Sillogismi dell'amarezza ( II )


L'io che presiede agli elementi che mi compongono rappresenta un tentativo di esistenza come un altro; e poco importa che riesca o meno. Non appena raggiungiamo l'età della ragione dovremmo dirci: "Rassegnati al fallimento, in ogni caso non affliggertene, considera che in quello risiede il senso della tua vita. Anzi, spingiti oltre: fanne un successo, il tuo successo.
Emil Cioran. Taccuino di Talamanca




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