giovedì 27 febbraio 2014

Giulio Bechi. Caccia grossa. La madre dell'ucciso. statua raffigurante una donna vecchia, triste, sofferente, con le ginocchia alzate al petto, le braccia intorno alle ginocchia, il busto eretto, la testa alta, con le rughe che le scavano profondamente il viso e nell’atteggiamento di chi compie il rito de “sa ria”, la veglia funebre per un congiunto morto in circostanze tragiche.


Sapete chi era la vera Madre dell’ucciso?
Chi era la donna che ha ispirato il grande scultore nuorese Francesco Ciusa?
Si chiamava Grazia Puxeddu, una donna nata a Nuoro nel 1835, morta quando aveva 70 anni il 29 settembre 1905.
Ma la statua “La Madre dell’ucciso” è del 1907...

La statua è stata ultimata il 2 febbraio 1907. Francesco Ciusa, tuttavia, iniziò a scolpirla nel 1906, ossia: quando Grazia Puxeddu era già morta. Perciò lo scultore non potè prendere lei come modella per la sua opera, una statua raffigurante una donna vecchia, triste, sofferente, con le ginocchia alzate al petto, le braccia intorno alle ginocchia, il busto eretto, la testa alta, con le rughe che le scavano profondamente il viso e nell’atteggiamento di chi compie il rito de “sa ria”, la veglia funebre per un congiunto morto in circostanze tragiche.

E l’ucciso? Chi era il figlio di Grazia Puxeddu, il figlio morto ammazzato?
Si chiamava Mauro Manca, soprannominato Muredda. Mauro Gavino Manca Puxeddu. Era nato a Nuoro il 16 novembre del 1866. Fu assassinato a Tertilo presso Funtana ’e Littu, nelle campagne di Nuoro, il 3 luglio 1897. Fu assassinato da Giuseppe Lovicu di Orgosolo con la complicità di altri due individui, molto probabilmente i fratelli Elias e Giacomo Serra Sanna, amici e corresponsabili di tanti altri reati gravissimi, uccisi a loro volta nel luglio del 1899, assieme ad altri due banditi, dai carabinieri e dai soldati che presero parte al conflitto a fuoco ingaggiato nella foresta di Morgogliai, in territorio di Orgosolo.
Fatti descritti da Giulio Bechi nel libro Caccia grossa



Ricordo di aver letto non ricordo più dove di Ciusa che assistè al ritrovamento del cadavere e della madre che dapprima arrivò urlando, vestita di nero come un corvo e poi quasi vergognandosi, ammutolì e si chiuse il corpo quasi a voler tenere tutto per sè quel grande dolore..e quell'immagine rimase scolpita nella memoria di Ciusa così indelebilmente che non ebbe bisogno di modelle..tutta l'immagine era sempre davanti ai suoi occhi..



dietro quella statua si vede il dolore...tragica storia... povera madre...e povere madri...






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