venerdì 18 settembre 2015

La differenza tra diagnosi e certificazione. La differenza tra la diagnosi dello specialista (anche privato e non solo della struttura pubblica) e la certificazione della commissione sanitaria creata dalla legge n.104 (legge del 5 febbraio 1992 [Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate." Pubblicata in G. U. 17 febbraio 1992, n. 39, S.O.] è che la seconda certifica un handicap, quindi inserisce le persone all'interno di tale definizione. In realtà quella della 104 è una certificazione medica che dà origine ad una Diagnosi Funzionale. Invece nella Consensus Conference si parla di “Referto scritto”, nel quale il professionista sanitario redige un referto scritto sulla valutazione attuata, indicando il motivo d’invio, i risultati delle prove somministrate ed il giudizio clinico sui dati riportati. La circolare Prot.n.26/A 4 del 5 gennaio 2005 crea difficoltà di interpretazione perché parla di “diagnosi specialistica”.




In attesa di diagnosi.
La condizione di vostro figlio, in attesa di ottenere la certificazione del suo disturbo, rappresenta un tipico caso di BES, (Bisogno Educativo Speciale). Questa categoria è stata di recente regolata dalla circolare ministeriale del 06.03.2013, la quale è molto chiara nel prevedere l’applicazione del Piano Didattico Personalizzato e di tutti gli strumenti compensativi e misure dispensative previste dalla normativa vigente sui DSA (Legge n. 170/2010) a tutti i casi in cui il sospetto di DSA è ancora in fase di accertamento diagnostico. La scuola in cui è iscritto vostro figlio dovrà, dunque, adottare tutte le strategie didattiche opportune per il miglior rendimento dell’alunno anche se ancora non ha ottenuto una diagnosi. Il Consiglio di classe dovrà tenere conto, in sede di valutazione finale dell’anno scolastico che sta per concludersi, della particolare situazione del ragazzo.
Posted on dicembre 2, 2014
http://dsaleggimialcontrario.altervista.org/attesa-di-diagnosi/#





La differenza tra diagnosi e certificazione.
La differenza tra la diagnosi dello specialista (anche privato e non solo della struttura pubblica) e la certificazione della commissione sanitaria creata dalla legge n.104 (legge del 5 febbraio 1992 [Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate." Pubblicata in G. U. 17 febbraio 1992, n. 39, S.O.] è che la seconda certifica un handicap, quindi inserisce le persone all'interno di tale definizione. In realtà quella della 104 è una certificazione medica che dà origine ad una Diagnosi Funzionale. Invece nella Consensus Conference si parla di “Referto scritto”, nel quale il professionista sanitario redige un referto scritto sulla valutazione attuata, indicando il motivo d’invio, i risultati delle prove somministrate ed il giudizio clinico sui dati riportati. La circolare Prot.n.26/A 4 del 5 gennaio 2005 crea difficoltà di interpretazione perché parla di “diagnosi specialistica”. 

L'handicap viene determinato in relazione ad alcuni ambiti (sensoriale, fisico, psicofisico) e li categorizza in un contesto di disabilità perché certifica, attraverso procedure diagnostiche, un danno – che esiste – in uno di questi tre ambiti ( sensi, fisico , mentale intellettivo). Dalle finalità della legge 104 par.3 si legge “E' persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.” Rientrando in questa classificazione (cioè di portatore di handicap o disabile in quanto esiste un danno più o meno permanente), il bambino, il ragazzo, l’adulto possono ottenere alcuni benefici in vari ambiti: sanitari (es. sedia a rotelle se è un danno fisico, cure e riabilitazione); civili (invalidità che dà titoli di preferenza nei concorsi, esempio ai non vedenti); scolastici (insegnante di sostegno e realizzazione di percorsi differenziati con l'uso di ogni tecnologia o strumento funzionale all'apprendimento); economici (indennità di accompagnamento). 
E' un'intera equipe che fa la Diagnosi Funzionale con il nuovo ICD-10 (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) perché deve appunto certificare il danno e le sue conseguenze nella vita della persona e concedergli i benefici relativi

La diagnosi di DSA (forse è il termine “diagnosi” che mette fuori strada perché è ricorda tanto la legge 104), invece è solo uno strumento che raccoglie alcune indagini mediche (secondo protocollo della Consensus Conference del neuropsichiatra, dell'oculista, dell'otorino, del neurologo) che devono escludere il danno. ESCLUDERE e quindi non far rientrare il Disturbo Specifico dell’Apprendimento nella Legge 104

Poi ci sono le indagini sulle abilità specifiche di letto scrittura, ma quelle sono nell'ambito della psicologia dell'apprendimento, o psicopedagogia, e non più in ambito medico e hanno come presupposto l'assenza di danni nelle aree menzionate
Eventuali disturbi in queste aree specifiche sono: 
  • primarie (cioè non collegate a danni e quindi ritenute evolutive, migliorano con il trattamento e l'esperienza di apprendimento adeguata); 
  • costituzionali (cioè dovute al funzionamento tipico del cervello che impara attraverso alcune modalità che possono creare delle difficoltà nella codifica e decodifica dei simboli, che se non adeguatamente conosciute e guidate si possono trasformare in veri e propri disturbi). 
Esistono pure dislessie, disgrafie …secondarie ad un deficit sensoriale o fisico o intellettivo cognitivo, ma la loro origine è proprio in quel danno. Si trattano allo stesso modo, ma essendo diversa la causa, partono già da una situazione di handicap e quindi non sempre la difficoltà è compensabile, proprio perché il cervello o le abilità fisiche e sensoriali non sono integre.

Per i nostri ragazzi la cosa è diversa: 
  • non esiste deficit di alcun tipo (diversamente non sarebbero DSA)
  • non hanno disturbi sensoriali (non hanno perdite visive o uditive); 
  • non hanno ritardi mentali e non sono neppure cognitivamente “borderline”; 
  • non presentano sindromi che impediscono la gestione delle abilità intellettive, come avviene nei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo. 

A seguito della diagnosi di DSA e, grazie alle circolari ministeriali che pur non essendo leggi a valenza generale hanno però validità per l'ambito scolastico, ai nostri ragazzi è garantito l'uso di tutti gli strumenti che favoriscano il loro apprendimento. Esisteva già, prima delle recenti circolari ministeriali, una legge statale che delinea per i nostri figli (che correttamente non rientrano nella legge speciale 104 per l'handicap) una scuola che compia ogni sforzo per rimuovere gli ostacoli e garantire l’apprendimento secondo le potenzialità individuali di tutti gli alunni, compresi quelli con DSA. E’ la legge entrata in vigore nel 1946 e si chiama COSTITUZIONE. 

ART.3: E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscano il pieno sviluppo della personalità umana

ART.34 La scuola è aperta a tutti
Facendo appello ad essa, ogni dirigente deve garantire tali opportunità; inoltre, nel Contratto Collettivo Nazionale dei Dirigenti, così come in quello degli insegnanti, si enuncia chiaramente che si devono porre in essere ogni strategia, metodologia e attività che garantiscano a tutti e a ciascuno il raggiungimento degli obiettivi formativi, tenendo conto delle specifiche abilità e potenzialità. Quindi, se non hanno le competenze adatte, i Dirigenti Scolastici e gli insegnanti sono tenuti a formarsi, come compito deontologico legato al loro contratto di lavoro. Gli insegnanti veramente formati nella “didattica inclusiva”, riescono ad ottenere ottimi risultati, invece figure professionali quali gli insegnanti di sostegno (tra l’altro spesso disinformati rispetto alle caratteristiche di apprendimento dei ragazzi con DSA), possono essere addirittura deleteri perché, essendo essi specializzati sulle tematiche e la didattica per il recupero delle abilità in caso di handicap, creano un vissuto doloroso o a volte anche imbarazzante ai nostri ragazzi. Talvolta rischiano, per la loro specifica inesperienza o anche mancanza di conoscenza delle tecniche e delle strategie didattiche necessarie e significative in caso di DSA, di accettare le difficoltà dei ragazzi come limiti invalicabili dovuti a un danno che non c'è, invece di impegnarsi in una “scommessa didattica”, cercando insieme al ragazzo strategie vincenti

Come associazione, cosa possiamo chiedere alla scuola? 
Chiediamo di: 
  • riconoscere presto le specifiche difficoltà scolastiche; 
  • di favorire processi formativi affinché gli insegnanti di classe, a qualunque livello, si approprino di strategie didattiche inclusive in grado di favorire l'apprendimento “di tutti e di ciascuno”. 
Se famiglia, scuola e servizi sanitari svolgono bene il proprio lavoro, i ragazzi con DSA saranno in grado di apprendere più che adeguatamente e di realizzare le proprie inclinazioni personali, come innumerevoli esempi confortano. I problemi dei nostri bimbi e ragazzi sono a scuola, non ne presentano a casa, nel gruppo sociale, con il terapista, con le strutture che testano le loro difficoltà, ma solo ed esclusivamente nel luogo preposto alla loro istruzione, la scuola.

http://itismonacodislessia.altervista.org/


Dislessia Discalculia disturbi specifici apprendimento leggimi al contrario ASD Questo sito lo dedico a mia mamma che si chiama Anna, e a Sandra, per tutto il lavoro e la loro passione a diramare i disturbi specifici dell'apprendimento.






Cosa deve contenere il Piano Didattico Personalizzato.

1. Informazioni essenziali DSA

I DSA sono disturbi di natura neurobiologica, pertanto non possono essere risolti ma solamente ridotti (compensazione del disturbo).

Fra questi distinguiamo:

• la dislessia evolutiva che è un disturbo settoriale della abilità di lettura;
• la disortografia che è la difficoltà a rispettare le regole di trasformazione del linguaggio parlato
in linguaggio scritto;
• la disgrafia che è la difficoltà a produrre una grafia decifrabile;
• la discalculia che è il deficit del sistema di elaborazione dei numeri e/o del calcolo.


2. Normativa di riferimento
A seguito delle disposizioni sotto elencate emanate dal Ministero si è giunti alla L 170 del 8
ottobre 2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” Gazz. Uff. 18 ottobre 2010 n.244 – Linee guida MIUR 12 luglio 2011 in
allegato al Decreto Ministeriale 5669 del 21luglio 2011.
nota MIUR 4099/A. 4 del 5.10.04 “Iniziative relative alla dislessia”;
nota MIUR 26/A. 4 del 5.01.05 “Iniziative relative alla dislessia, compresi momenti di valutazione”;
nota MIUR 1787/A. 4 del 1.03.05 “Esami di stato 2004/05; alunni con dislessia”;
nota MIUR 4798 del 27.07.05 “Attività di programmazione scolastica degli alunni disabili da parte delle Istituzioni scolastiche – A .S. 2005/06”;

Dipartimento per l’istruzione (Direzione generale per gli ordinamenti scolastici) prot. 4674 maggio 2007, indicazioni operative DSA;

O.M. n. 30 prot. 2724 del 10.03.08 “Esami di Stato scuola superiore A. S. 2007/08 (art. 12, comma 7)”;

C.M. n. 32 del 14.03.08. “Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione nelle scuole statali e paritarie per l’A.S. 2007/08 (Capitolo “Svolgimento dell’esame di Stato” punto 5a, “Alunni con disturbo specifico di apprendimento”)”;
L. 169 del 30.10.08 (L. Gelmini) art. 3, comma 5 “Valutazione sul rendimento scolastico degli studenti”;
nota MIUR 1425 del 3/02/09
Legge Regionale n° 3 del 15 Febbraio 2010;
Nuove Indicazioni per il curricolo (D. M. del 31.07.07 e unita direttiva n. 68 del 3.08.07) nelle quali viene fatto espresso riferimento a queste problematiche.



3. Elaborazione del PDP
Durante il Consiglio di classe si individueranno per ogni disciplina o area gli strumenti dispensativi e compensativi adottati ed eventualmente si aggiungeranno ulteriori osservazioni.

Prima del Consiglio di classe il coordinatore preparerà la parte iniziale con i dati relativi all’alunno e quelli ricavabili dalla diagnosi, dall’incontri con gli specialisti, coi genitori e dagli incontri di continuità e ogni docente la scheda relativa alla propria materia (vedi modello in allegato).

• Al coordinatore compete la raccolta delle informazioni essenziali sull’alunno (anamnesi
scolastica, dati familiari, contatti con il referente che ha stilato la diagnosi (in genere la
neuropsichiatra infantile), sintesi della diagnosi, contatti con la famiglia etc… e compila la parte di sua competenza.

• Ad ogni insegnante compete, per la propria materia e in forma scritta, compilare la parte del documento contenente i risultati dell’osservazione svolta (con le difficoltà effettivamente riscontrate) e gli strumenti e le modalità di verifica/valutazione che intende di fatto far adottare allo studente (o non far adottare nel caso in cui ritenga che la propria materia non necessiti di particolari interventi). Sarebbe bene valutare, insieme allo studente e, se necessario, alla famiglia l’opportunità delle misure.



4. La struttura del PDP
A partire da gennaio 2009, per gli alunni con diagnosi di DSA, è atto dovuto la stesura di un Piano Educativo Personalizzato (PEP) o Piano didattico Personalizzato (PDP) elaborato con la collaborazione di tutti i componenti del Consiglio di Classe.
E’ un documento che deve contenere l’indicazione degli strumenti compensativi e dispensativi adottati nelle diverse discipline, nonché le modalità di verifica e di valutazione che si intendono applicare, se diverse da quelle consuete. La scuola, in sostanza, deve dimostrare di aver messo in atto tutte le misure necessarie previste dalle normative vigenti per questi studenti.
Si tratta di specificare quali misure ogni docente intende adottare per quello specifico caso, sulle base delle reali difficoltà che vengono manifestate; tali misure possono essere individuate tra quelle di seguito elencate, che rappresentano una sintesi, non esaustiva, delle indicazioni contenute nelle circolari ministeriali 4099/A/4 del 5/10/2004 e 1425 del 3/02/2009. (L’elenco non comprende, ovviamente, tutte le misure contenute nei documenti citati, ai quali si rimanda per completezza).

Come ogni programmazione educativa, il piano didattico personalizzato per un allievo con DSA deve contenere, essenzialmente, i seguenti punti:

a) ANALISI DELLA SITUAZIONE DELL’ALUNNO
L’analisi della situazione dell’alunno deve riportare le indicazioni fornite da chi ha redatto la
segnalazione, quelle pervenute dalla famiglia e i risultati del lavoro di osservazione condotto a scuola. Deve rilevare le specifiche difficoltà che l’allievo presenta ed anche i suoi punti di forza.

b) LIVELLO DEGLI APPRENDIMENTI
Nelle diverse materie o nei diversi ambiti di studio vanno individuati gli effettivi livelli di
apprendimento, che devono essere rilevati con le modalità più idonee a valorizzare le effettive competenze dell’allievo superando le sue specifiche difficoltà.

c) OBIETTIVI E CONTENUTI D’APPRENDIMENTO PER L’ANNO SCOLASTICO
Per ciascuna materia o ambito di studio vanno individuate le abilità e le conoscenze fondamentali che l’allievo deve acquisire, affinché sia mantenuta la validità effettiva del corso di studi ma al contempo assicurando un volume di lavoro compatibile con le specifiche modalità di funzionamento di un allievo con DSA.

d) METODOLOGIE – MISURE COMPENSATIVE E DISPENSATIVE
Per ciascuna materia o ambito di studio vanno individuate le metodologie più adatte ad assicurare l’apprendimento dell’allievo in relazione alle sue specifiche condizioni.
Per ciascuna materia o ambito di studio vanno individuati gli strumenti compensativi e dispensativi necessari a sostenere l’allievo nell’apprendimento. Tra questi, nella scuola secondaria, vannoindividuati con particolare cura gli strumenti compensativi e dispensativi che sarà possibile assicurare anche in sede di Esame di Stato.
Preliminarmente all’Esame di Stato, della scuola secondaria di II grado, tali strumenti vanno indicati nel Documento del 15 maggio (Nota MPI n.1787/05 – MPI maggio 2007) in cui il Consiglio di Classe dovrà esattamente indicare modalità, tempi e sistema valutativo previsti per le prove d’esame.

e) MODALITÀ DI VERIFICA
Realizzazione di verifiche strutturate a scelte multiple, chiuse, V/F…, realizzazione di verifiche a risposte aperte, realizzazione delle verifiche (compreso il testo delle stesse) in forma digitale; lettura del testo della verifica scritta da parte dell’insegnante; lettura del testo della verifica scritta con l’utilizzo della sintesi vocale; riduzione/selezione della quantità (non della qualità) di esercizi nelle verifiche scritte; organizzazione di interrogazioni programmate; prove orali in compensazione alle prove scritte nella lingua non materna; programmazione di tempi più lunghi per le prove scritte; predisposizione di interrogazioni orali per le materie previste solo orali; supporto alle verifiche orali e
scritte con l’utilizzo di mappe concettuali e mentali, con immagini e schemi.

f) VALUTAZIONE FORMATIVA E VALUTAZIONE FINALE
In conformità a quanto indicato nelle precedenti parti del piano personalizzato, andranno specificate le modalità attraverso le quali si intende valutare i livelli di apprendimento nelle diverse discipline o ambiti di studio. Dovrà essere ad esempio esplicitamente esclusa la valutazione della correttezza ortografica e sintattica per gli allievi disgrafici o disortografici etc. Per ogni disciplina andranno pertanto individuate le modalità che consentano di appurare l’effettivo livello di apprendimento.

g) ASSEGNAZIONE DEI COMPITI A CASA E RAPPORTI CON LA FAMIGLIA
Nella programmazione personalizzata dovranno essere indicate le modalità di accordo tra i vari docenti e con la famiglia in ordine all’assegnazione dei compiti a casa:
– come vengono assegnati (con fotocopie, con nastri registrati, …);
– in quale quantità vengono assegnati (tenere conto che i ragazzi con DSA sono lenti e fanno molta più fatica degli altri, quindi occorre selezionare gli aspetti fondamentali di ogni apprendimento);
– con quali scadenze vengono assegnati, evitando sovrapposizioni e sovraccarichi;
– con quali modalità possono essere realizzati, se quelle consuete risultano impossibili o
difficoltose.


5. Firma del PDP e legge sulla privacy
Alla stesura del PDP deve far seguito il contatto con la famiglia, alla quale sarà proposta la firma del documento. Con l’apposizione della firma la famiglia deve essere consapevole che autorizza il Consiglio di Classe ad utilizzare tutti gli strumenti indicati per il raggiungimento del successo scolastico dell’alunno e che si impegna a procurarglieli e farglieli usare. A seconda della gravità del problema il trattamento differenziato sarà più o meno evidente, ma comunque non occultabile.
Questo deve essere chiarito fin dall’inizio. Se la famiglia non vuole che siano rese palesi le difficoltà dello studente o insiste perché non si riveli alla classe la condizione del figlio, lo deve dichiarare ed essere consapevole delle conseguenze. Rifiutando l’adozione delle misure indicate nel PDP per il successo scolastico si assume anche la responsabilità di un suo eventuale insuccesso. La diagnosi di DSA rientra nei dati sensibili secondo la normativa sulla privacy, quindi, senza l’autorizzazione della famiglia, non si può rendere noto ad altri (compresi i compagni) questa condizione, a meno che non sia lo stesso alunno a farlo. E’ necessario altresì informare tutti i docenti del Consiglio di Classe della
situazione, perché agiscano adeguatamente, vincolati all’obbligo della riservatezza.


6. Obiettivi minimi ed esami
Premesso che ogni alunno con diagnosi di DSA è un caso a sé, non assimilabile ad altri nelle potenzialità o difficoltà, gli obiettivi minimi che questi deve raggiungere in ogni materia sono identici a quelli dei compagni, così come stabilito nelle programmazioni disciplinari curricolari. Anche nella fase conclusiva del percorso scolastico, in occasione degli esami di maturità, a oggi non è prevista dispensa da alcuna materia (es. inglese scritto, così come in un primo momento si era supposto) o prove semplificate. Le indicazioni per questi studenti sono relative all’adozione di strumenti compensativi e dispensativi, di modalità differenti di verifica e valutazione, che afferiscono ai modi, ma non alla sostanza. In ogni caso le prove scritte e orali devono essere uguali a quelle dei compagni
e non differenziate (semplificate o equipollenti). La normativa per ora parla solo di esami con tempi più lunghi ed eventualmente svolti con l’adozione degli strumenti compensativi adeguati. Va da sé che, di fronte a prove finali identiche a quelle dei compagni, non ci si può discostare troppo dagli obiettivi già elaborati per la classe. I docenti che si trovano alunni con diagnosi di DSA negli esami finali, dovranno quindi applicare le stesse metodologie utilizzate durante l’anno senza comunque somministrare prove differenziate rispetto alla classe. Potranno invece essere adottati tempi superiori, strumenti informatici e quant’altro serva per favorire il buon esito della prova.


7. Anagrafica dei casi di DSA
Una delle caratteristiche specifiche per il riconoscimento di questa difficoltà è l’assenza di altre componenti, quali deficit sensoriali o ritardo mentale, anche lieve. Un problema può essere rappresentato dagli alunni definiti “border-line”, che hanno cioè un QI ai limiti della norma (tra 70 e 85 per intenderci). In genere questi dovrebbero avere un insegnante di sostegno, ma sempre più spesso questo indicatore viene fatto rientrare nella normalità. E’ ovvio che a questi studenti va riservata una particolare attenzione, poiché la fragilità legata ai Disturbi Specifici di Apprendimento è aggravata da ulteriori difficoltà di comprensione. Per gli studenti certificati in base alla legge 104 (handicap) l’iter è quello consueto: verrà stilato un PEI e si individuerà il percorso individualizzato più idoneo insieme con l’insegnante di sostegno; per i DSA, invece, è necessario realizzare il PDP. Si
consiglia, quindi, in caso di dubbi, di effettuare un controllo all’interno delle cartelle personali degli studenti per identificare correttamente i casi. La segreteria didattica è stata comunque incaricata di segnalare tempestivamente ai coordinatori l’arrivo di ogni nuova certificazione in corso d’anno.

Misure compensative, dispensative, modalità di verifica e valutazione

• tavola pitagorica
• tabella delle misure o delle formule geometriche;
• calcolatrice;
• audio registratore o lettore MP3(con cuffia);
• cartine geografiche e storiche;
• tabelle della memoria di ogni tipo;
• computer con programmi di videoscrittura con correttore ortografico e sintesi vocale,
commisurati al singolo caso;
• traduttori automatici digitali;
• cassette registrate (dagli insegnanti, dagli alunni, e/o allegate ai testi);
• testo parlato dei libri in adozione, ed altri testi culturalmente significativi (audiolibro);
• testo scolastico con allegato CD ROM;
• testo in formato PDF – Biblioteca Digitale;
• A.I.D.;
• dizionari di lingua straniera computerizzati, tabelle, traduttori.
• non richiedere lettura a voce alta in pubblico; scrittura veloce sotto dettatura, uso del vocabolario cartaceo, studio mnemonico non ragionato, studio mnemonico delle forme verbali;
• evitare l’uso di materiale scritto a mano e prediligere quello in stampato maiuscolo;
• stabilire tempi più lunghi per le prove scritte;
• programmare o concordare le interrogazioni;
• assegnare compiti a casa in misura ridotta;
• incoraggiare l’uso degli schemi, tabelle, mappe concettuali e permettere il loro utilizzo durante le verifiche scritte ed orali;
• affiancare, laddove è possibile, al linguaggio verbale altri codici;
• favorire l’apprendimento delle lingue straniere nella loro forma orale, con la
possibilità di utilizzare qualsiasi supporto per quelle scritte.
• differenziare le verifiche, dal punto di vista operativo, in base a eventuali relazioni
diagnostiche a riguardo;
• testo della verifica scritta in formato digitale;
• lettura del testo della verifica scritta dall’insegnante;
• dare opportuni tempi di esecuzione per consentire tempi di riflessione, pause e eventuale gestione dell’ansia;
• in alternativa ai tempi, assegnare minor quantità di compiti da svolgere, che consentano egualmente di verificare abilità e capacità;
• non giudicare, se non come obiettivo specifico univoco, l’ordine o la calligrafia;
• giudicare i concetti, i pensieri e la loro coerenza, il grado di maturità, di consapevolezza e di conoscenza, sia che essi vengano espressi in forme tradizionali o compensative;
• interrogazioni programmate;
• prove orali in compensazione alle prove scritte nella lingua non materna;
• predisporre interrogazioni solo orali per le materie previste solo orali;
• utilizzo di prove strutturate: risposta chiusa – multipla – V/F;
• modalità di presentazione delle verifiche (cartacea – al PC – con software specifici …
altro;
• uso di mediatori didattici durante le interrogazioni (mappe – schemi – immagini);
• utilizzo di mezzi compensativi.
• ogni studente verrà valutato in base ai progressi acquisiti, all’impegno, alle conoscenze apprese e alle strategie operate. La valutazione è personale, come personali i livelli di partenza (all’alunno è richiesto il raggiungimento almeno degli obiettivi minimi raggiunti attraverso percorsi personalizzati);
• la scuola valuta il contributo che l’alunno ha dato, il percorso nel quale ogni singolo alunno ha saputo destreggiarsi, il cammino effettuato e non lo stato in essere. Oggetto di valutazione è il percorso effettuato e non i livelli di appartenenza.

ESEMPI STRUMENTI COMPENSATIVI PER ALCUNE MATERIE:

ITALIANO
Schede per le forme verbali, per l’analisi grammaticale, logica, del periodo, aiuti per i tempi verbali, etc…;
Uso sintetizzatore vocale per i testi;
Uso registrazioni;
Computer con correttore automatico e vari programmi e Internet;
Uso di materiali differenti per appuntare o per fissare graficamente informazioni specifiche;
Elaborati, materiali vari, conoscenze, documenti o fotografie preparati in ambito domestico;
Sintesi, schemi elaborati dai docenti, mappe concettuali.


LINGUE STRANIERE
Privilegiare la comunicazione orale con valorizzazione di eventuali esperienze pregresse;
Negli elaborati scritti, limitare le correzioni ai soli errori percepibili e modificabili, nonché
prevedere un aiuto esterno per le trascrizioni (compagni o docenti medesimi);
Lettura da parte del docente del Compito in Classe Scritto;
Computer con correttore automatico e vari programmi e Internet;
Uso di materiali differenti per appuntare o per fissare graficamente informazioni specifiche;
Elaborati, materiali vari, conoscenze, documenti o fotografie preparati in ambito domestico;
Sintesi, schemi elaborati dai docenti, mappe concettuali.


MATEMATICA, SCIENZE
Tabelle della memoria, tavola pitagorica, tavola delle formule, delle misure o dei linguaggi
specifici, etc…;
Strutturazione dei problemi per fasi;
Uso della calcolatrice;
Computer con correttore automatico e vari programmi e Internet;
Uso di materiali differenti per appuntare o per fissare graficamente informazioni specifiche;
Elaborati, materiali vari, conoscenze, documenti o fotografie preparati in ambito domestico;
Sintesi, schemi elaborati dai docenti, mappe concettuali.


STORIA, GEOGRAFIA
Cartine geografiche e storiche;
Computer con correttore automatico e vari programmi e Internet;
Uso di materiali differenti per appuntare o per fissare graficamente informazioni specifiche;
Elaborati, materiali vari, conoscenze, documenti o fotografie preparati in ambito domestico;
Sintesi, schemi elaborati dai docenti, mappe concettuali.

Posted on luglio 9, 2014







"Vi faccio un esempio di come ci si sente a essere dislessici.
Un giorno sono andata in biblioteca, il mondo dei libri noiosi che fai fatica a leggere.
E ho trovato una mia compagna di classe che mi ha detto appena mi ha vista:
«Ciao Mari, quanti libri hai letto quest'estate?»
«Due... questo è il terzo che leggo!» Le ho risposto, ed ero contenta perché per me tre sono tanti.
E lei si è messa a ridere e mi ha detto:
«Io OTTO! Questo è l’ottavo che sto leggendo, io otto, io otto, io ooootttoooo!»
E io le volevo rispondere: «Non mi interessa quanti ne hai letti e mi stai anche antipatica! Preferisco essere dislessica che come te!» Ma sono stata zitta."
di Marina M. in Pensami al contrario, ilmiolibro.it, settembre 2015



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