martedì 22 settembre 2015

Erma Bombeck. I figli sono come gli aquiloni, passi la vita a cercare di farli alzare da terra. Corri e corri con loro fino a restare tutti e due senza fiato… Come gli aquiloni, essi finiscono a terra… e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni. Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri che presto impareranno a volare. Infine sono in aria: gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne. E a ogni metro di corda che sfugge dalla tua mano il cuore ti si riempie di gioia e di tristezza insieme. Giorno dopo giorno l’aquilone si allontana sempre più e tu senti che non passerà molto tempo prima che quella bella creatura spezzi il filo che vi unisce e si innalzi, come è giusto che che sia, libera e sola. Allora soltanto saprai di avere assolto il tuo compito

Comunicare con i bambini: parole e comportamenti che funzionano
Ana Maria Sepe

Spesso accade, che pur comunicando, i messaggi non vengano recepiti secondo le aspettative; sembra di muoversi in due universi così diversi e lontani! Cosa fare per farsi ascoltare, come posso rendere mio figlio più ubbidiente? Certe parole possono essere più efficaci rispetto altre?

Comunicazione, come formulare la frase:
Formulate le frasi in positivo, chiedendo di fare una determinata cosa, e non puntualizzando solo cosa non deve fare.
Qual è di solito la prima reazione quando un bambino sta facendo qualcosa che non vi piace? O quando pensate che stia per combinare un guaio?
In genere è quella di dire NON FARE….

Per esempio: se pensate che stia per far cadere un oggetto a terra direte: “stai attento, non buttare…….”!
In questo modo la sua attenzione dove andrà? Proprio su quello che gli state chiedendo di non fare.
Facciamo un piccolo esperimento: vi chiedo di non pensare assolutamente a un cane che sta guidando un’auto.

Cosa è successo?
Molto probabilmente la vostra prima reazione sarà stata proprio quella di pensarci, e lo stesso succede per i bambini. Al di là della stranezza della mia richiesta il nostro cervello funziona proprio così, non pensare, non fare…innesca il comportamento contrario.
Se gli diciamo non fare una cosa la sua attenzione andrà comunque in quella direzione, e sarà più probabile che farà proprio quello che non vogliamo.

Come riformulare la frase?
Dovrete mettere in atto il comportamento desiderato. In questo caso: “stai attento, tieni bene……. quando hai finito poggialo per bene”.
Inoltre c’è da aggiungere che i bambini sono estremamente attratti da tutto ciò che non possono o non dovrebbero fare, pertanto, puntualizzare questo aspetto non fa altro che aumentare il loro interesse per ciò che è “proibito”.

Come comportarsi?
Spostare l’attenzione del bambino su altro, su quello che effettivamente può fare, renderglielo interessante, stimolare la sua curiosità.In questo modo sarà molto più probabile non combini casino.

Comunicare, l’atteggiamento efficace

Cercate di lodare e di congratularvi con il piccolo quando si è impegnato a fare qualcosa, indipendentemente dalla riuscita.
È molto importante lodare sempre l’impegno e non il risultato, in modo da evitare che il bambino si senta amato e riconosciuto solo quando eccelle in qualcosa.

Esempi di comunicazione efficace:

Grazie per avermi aiutato a raccogliere i giocattoli
Bravo ti sei impegnato veramente tanto…
Dovresti essere orgoglioso di te per…
In questo modo andremo a rinforzare un comportamento desiderato, favoriremo lo sviluppo di una buona autostima, e sarà più probabile che tenda in futuro a riproporre lo stesso comportamento positivo dato che ha ricevuto riconoscimento
Per un bambino il parere dei genitori è molto importante, sentirsi ripetere ogni giorno frasi positive ed incoraggianti, non può che rimandargli un immagine positiva e buona di sé.

Comunicare, gestione delle critiche

Quando occorre, critica il comportamento del piccolo e non la sua identità. Mi spiego meglio: non dire mai “sei stupido, hai fatto cadere il bicchiere” In questo caso il bambino recepisce solo il messaggio sei stupido e non lo associa a quel gesto specifico.

Frasi errate da non dire mai:
Perché mi interrompi sempre mentre parlo? Sei un gran maleducato!
Perché hai fatto cadere quel vaso? Sei proprio un disastro!
Queste frasi implicano un giudizio nei confronti del bambino, che se ripetute nel tempo andranno a minare la sua autostima.
Il bambino, a forza di sentirsi ripetere che è un maleducato o un disastro, finirà per sentirsi e per divenire realmente così. Ed è anche peggio se queste critiche vengono espresse davanti ad un’ altra persona perché in questo modo il bambino viene anche umiliato.

Comunicare con i bambini, linguaggio efficace:
Cercate di fare in questo modo: spiegate che quando si comporta in un determinato modo, questo genera in voi un certo disagio poi dite con calma e con il sorriso come vi piacerebbe che si comportasse. Alla fine aggiungete anche una soluzione che sia interessante per entrambi.

Es. “Quando mi hai interrotto mentre parlavo con tizio, non ricordavo più cosa gli dovevo dire. Se mi sbrigo presto senza che ci siano interruzioni potremo fare insieme…”
Parlate utilizzando un tono sicuro, diretto e rilassato.

In questo modo non andrete ad intaccare l’autostima del bambino, anzi sarà anche più propenso a collaborare con voi e ad ascoltare le vostre richieste.

E aproposito di bambini volevo dedicare a tutte le mamme questa poesia
“I figli sono come gli aquiloni di Erma Bombeck

“I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni, essi finiscono a terra…
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
che presto impareranno a volare.
Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.
E a ogni metro di corda
che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia
e di tristezza insieme.
Giorno dopo giorno
l’aquilone si allontana sempre più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che che sia, libera e sola.
Allora soltanto saprai di avere
assolto il tuo compito”

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