mercoledì 28 marzo 2012

Jack London. Dare un osso al cane non è carità. Carità è l’osso diviso con il cane, quando sei affamato quanto lui


"Molte volte, nella mia vita, ho provato la straordinaria sensazione che il mio "io" si sdoppiasse, che altri esseri vivessero o fossero vissuti in lui, in altre epoche o in altri luoghi. Non stupirti, mio futuro lettore; ma indaga nella tua stessa coscienza. Ritorna indietro con il tuo pensiero, ai giorni in cui il tuo corpo e il tuo spirito non erano ancora cristallizzati; in cui, materia plasmabile, anima fluttuante come le onde in movimento, avvertivi appena, nel ribollire del tuo essere, il formarsi della tua identità."
J. London. Incipit de Il Vagabondo delle Stelle


L’istinto e la legge richiedevano obbedienza, ma la crescita pretendeva la disobbedienza. La madre e la paura gli imponevano di tenersi alla larga dalla parete bianca, ma la crescita è vita e la vita è destinata a cercare sempre la luce; così non c’era modo di soffocare il flusso di vita che sorgeva in lui, crescendo ad ogni boccone di carne che ingoiava, a ogni respiro del suo petto. Alla fine, un giorno, paura e obbedienza furono spazzate via dall’impeto della vita: e il lupetto strisciò a gambe larghe verso l’entrata.
Jack London. “Zanna bianca”

Dare un osso al cane non è carità.
Carità è l’osso diviso con il cane,
quando sei affamato quanto lui
Jack London


Ruth non era in grado di seguire i voli della mente di Martin e quando il cervello di lui superava le possibilità del suo, lei lo giudicava eccentrico. Martin era la prima persona dotata di un cervello le cui capacità fossero superiori a quelle del suo; ma Ruth aveva sempre potuto seguire i pensieri di suo padre e di sua madre, quelli di suo fratello e di Olney, e perciò, quando non le riusciva di seguire i pensieri di Martin, ne concludeva che fosse lui in errore. Era un’antica tragedia, quella dell'insularità che vuole dettare legge all'universo.
Jack London, Martin Eden


“L’ho sentito fare un discorso durante la campagna elettorale. Era così abilmente stupido, così privo di originalità e al tempo stesso così convincente, che i capi non possono non considerarlo un elemento sicuro e utile, mentre le sciocchezze che dice sono così simili alle sciocchezze che dice l’elettore comune che… be’, voi sapete quanto si sente adulato un uomo che veda i suoi pensieri esposti con abilità.”
Jack London, Martin Eden






Jack London, pseudonimo di John Griffith Chaney London (1876 – 1916), è stato uno scrittore statunitense, noto per romanzi quali Il tallone di ferro, Martin Eden, Zanna Bianca e Il richiamo della foresta.
l futuro scrittore nacque a San Francisco in California nel 1876, figlio illegittimo (secondo Clarice Stasz e altri biografi) di un astrologo ambulante irlandese, William Henry Chaney, e di Flora Wellman figlia di un ricco inventore dell'Ohio. Il padre si disinteressò di lui, anche perché otto mesi dopo la sua nascita la madre si risposò con John London, contadino vedovo con due figli. Jack venne cresciuto dalla madre e dal padre adottivo.
Nel 1896 riuscì ad entrare all'Università della California, che lasciò nel 1897 a causa di problemi finanziari. Il 25 luglio di quell'anno partì per unirsi alla corsa all'oro del Klondike: è in quella regione e su di essa che scriverà i suoi primi racconti di successo.
Nel 1898 rientra a San Francisco con un misero sacchetto d'oro, che gli frutterà pochi dollari.
Dopo il successo del suo romanzo più famoso, Il richiamo della foresta, London si dedicò interamente all'attività letteraria;come scrittore riuscì ben presto a diventare uno tra i più prolifici, famosi e meglio retribuiti del suo tempo: in tutta la sua carriera letteraria scrisse oltre 50 volumi.
(*Stella)




 

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