lunedì 5 marzo 2012

Oliver Sacks. Il potere della musica di integrare e curare (…) è un elemento essenziale. È il più completo farmaco non chimico.


Ognuno di noi ha una storia del proprio vissuto, un racconto interiore, la cui continuità il cui senso è la nostra vita. Si potrebbe dire che ognuno di noi costruisce e vive un racconto, e che questo racconto è noi stessi, la nostra identità. Per essere noi stessi, dobbiamo avere noi stessi, possedere se necessario ripossedere, la storia del nostro vissuto. Dobbiamo ripetere noi stessi, nel senso etimologico del termine, rievocare il dramma interiore, il racconto di noi stessi. L'uomo ha bisogno di questo racconto, di un racconto interiore continuo, per conservare la sua identità, il suo sé.
Oliver Sacks, neurologo britannico, 1986



"In questo momento, sto scrivendo seduto al tavolino di un caffè sulla Seventh Avenue, e guardo il viavai. La mia attenzione si sposta continuamente: una ragazza con un vestito rosso, un uomo con uno strano cane, il sole (finalmente) che fa capolino tra le nubi. Microeventi che catturano la mia attenzione nel loro farsi. Perché, tra le mille percezioni possibili, mi concentro proprio su questi? Dietro ciascuno di essi vi sono riflessioni, ricordi, associazioni. La coscienza, infatti, è sempre attiva e selettiva, carica di sensazioni e significati unicamente nostri che informano le nostre scelte e impregnano le nostre percezioni. Quella che vedo, pertanto, non è semplicemente la Seventh Avenue, ma la 'mia' Seventh Avenue, contraddistinta dalla mia identità."
O. Sacks, "Il fiume della coscienza"

Ma il dialogo è dialogo, qualunque forma prenda e, presto o tardi, stando alla mia esperienza, le difese, le confusioni, le illusioni muoiono e ci troviamo faccia a faccia col paziente stesso, con quella "identità centrale" che prima era nascosta, con quel Tu che si può impegnare in un vero dialogo.
Oliver Sacks, Risvegli


“È con la nostra faccia che affrontiamo il mondo, dal momento della nascita a quello della morte. È su di essa che sono impressi la nostra età e il nostro sesso. Le emozioni – quelle esplicite e istintive di cui scrisse Darwin, e anche quelle nascoste o rimosse di cui parlò Freud. ”
Oliver Sacks


Il potere della musica di integrare e curare (…) è un elemento essenziale.
 È il più completo farmaco non chimico
Oliver Sacks


Una paziente trovava grossa difficoltà a camminare da sola, ma era sempre in grado di farlo, e perfettamente, se qualcuno camminava con lei. I suoi commenti su questo fenomeno sono molto interessanti: quando lei cammina con me, diceva, sento dentro di me la sua capacità di camminate. Partecipo della sua capacità e libertà. Condivido la sua capacità di camminare, le sue percezioni, la sue sensazioni, la sua esistenza stessa. Senza neppure saperlo lei mi fa un grande regalo.
Oliver Sacks, Risvegli

Il suo senso del tempo e della durata si era profondamente modificato in quei venti anni; si rendeva conto di quello che accadeva, era consapevole della data del calendario, ma non provava nessuna sensazione di accadimento, bensì, piuttosto, la sensazione che il tempo si fosse fermato e che ogni momento della sua esistenza fosse una ripetizione di se stesso.
Oliver Sacks, Risvegli

Un sintomo del tutto inedito, apparso dopo l'aumento del dosaggio della L-dopa, era un tic che si ripeteva una ventina di volte all'ora consistente nel portare con un movimento fulmineo la mano destra al viso. Interrogata da me circa questo sintomo poco dopo il suo esordio, la paziente rispose che era un movimento senza senso, che lei non aveva idea perché lo facesse e, anzi, non desiderava compierlo. "Sento accumularsi nella mano una tensione, disse, e dopo un po diventa troppo forte e allora devo muoverla". Tre giorni dopo la sua comparsa , tuttavia, questo tic si era associato ad una intenzione e ad un impegno: era diventato un manierismo e veniva utilizzato dalla signorina H. per sistemarsi gli occhiali, che, in effetti, erano larghi e tendevano a scivolarle sul naso. Meglio non farli aggiustare, fu il suo commento, ricco di intuito e senso dell'umorismo, altrimenti dovrò trovare un nuovo scopo a questo mio movimento.
Oliver Sacks,  "Risvegli"



POSSIBILE CHE A NESSUNO INTERESSI?
"Deficit" é il termine preferito dalla neurologia, l'unico suo termine, in realtà per ogni disturbo funzionale.
O la funzione é normale oppure o insufficiente o difettosa...ma il contrario?
Un eccesso o sovrabbondanza di funzione?
La neurologia non ha un termine per questo, perché gliene manca il concetto.
Oliver Sacks, «L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello»


"Mettiamo, dottor Sacks, che lei riesca ad eliminare i miei tic.
Cha cosa rimarrebbe? Io sono fatto di tic: non rimarrebbe niente".
Ray non riusciva ad immaginare una vita senza sindrome di Tourette e, comunque, non era sicuro che gli sarebbe piaciuta.
Oliver Sacks, «L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello»


L'uomo ha bisogno di un racconto interiore continuo, per conservare la sua identità, il suo sé.
Oliver Sacks, «L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello»


"Pubblichi queste storie" mi scrisse Alexander Lurija in una delle sue ultime lettere. 
"É un campo pieno di cose meravigliose."
"Devo confessare che questi disordini (dell'emisfero destro del cervello) hanno per me un fascino particolare. Perché schiudono, o promettono, mondi quasi inimmaginabili e fanno intravedere una neurologia e una psicologia aperte e più spaziose, che si diversificano in modo stimolante dalla alquanto rigida e meccanica neurologia del passato."


Oliver Sacks, «L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello»



Ogni identità é labile, crediamo che esistano identità chiare e distinte perché le designamo con parole
Elémire Zolla


"Molti dei miei ricordi d'infanzia sono legati ai metalli - come se avessero esercitato su di me un potere immediato. Spiccando sullo sfondo di una realtà eterogenea, si distinguevano per la lucentezza, il bagliore, l'aspetto argenteo, la levigatezza e il peso. A toccarli erano freddi, e quando venivano percossi risuonavano".
Oliver Sacks, Zio Tungsteno


Oliver Sacks, Zio Tungsteno
Con questo libro, il suo più personale sino a oggi, Oliver Sacks apre le porte della grande casa edoardiana di Londra in cui viveva un ragazzino timido e introverso con la passione per la chimica: di fronte al multiforme e al caotico, all'incomprensibile e al crudele, la purezza del metallo ha per il piccolo Oliver un valore simbolico, quasi la materializzazione di "idee chiare e distinte" e di un ordine stabile. Il tramite naturale verso questo mondo fantastico è Dave, zio Tungsteno, quello che fabbricava le lampadine. Guidati dai filamenti di luce, seguiamo l'evoluzione di quel ragazzino curioso e appassionato: e sarà come ricapitolare alcune tappe essenziali nella storia della scienza.
http://www.ibs.it/code/9788845921131/sacks-oliver/zio-tungsteno-ricordi.html


Autore di numerosi bestseller, aveva raccontato la sua vita (dalla passione per la chimica alla biologia, alla scelta di fare il medico) e, con questa, una grossa parte del cammino della scienza nell'Ottocento e nel Novecento, in un bel libro del 2001, Zio Tungsteno. Ricordi di un'infanzia chimica. Si tratta di un testo scritto con felice ironia e leggerezza partecipe nei confronti dell'universo bambino, anche all'incontro con modelli, desideri e scelte adulte. Sacks vi racconta infatti la sua infanzia solitaria e introversa, la ricerca di ordine e pulizia nel caos del mondo, l'innamoramento per la chimica e per i metalli, il dialogo complice e incantato col fantastico zio che fabbricava lampadine - zio Tungsteno, appunto, così ribattezzato (il vero nome è Dave) da Sacks medesimo.
Oliver crescendo subirà atti di bullismo a scuola (non solo da parte dei compagni), entrerà in dissidio con la famiglia proprio a causa della sua passione per i metalli e la chimica, per la sua indole curiosa, testarda e solitaria. Alla fine, sceglierà di fare il medico, di affrontare il caos del mondo e della natura umana immergendovisi dentro. Mai, in ogni caso, dimenticherà le bellezze dei metalli e degli elementi: le geometrie, le combinazioni e le luci che avevano rischiarato la sua infanzia.
http://www.giuntiscuola.it/lavitascolastica/magazine/news/eventi/morto-oliver-sacks-un-infanzia-stregata-dalla-chimica/


Si è spento oggi il neurologo, scrittore e divulgatore Oliver Sacks.
Autore di bestseller come "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" e "Risvegli", ha raccontato la sua infanzia di bambino timido, curioso e appassionato di chimica nel libro "Zio Tungsteno" (da qui la citazione).








 



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