giovedì 26 gennaio 2012

Giulia Carcasi. Io sono di legno. Essere pioggia non è facile. Devi concederti solo alle terre che hanno bisogno di te, altrimenti allaghi


Essere pioggia non è facile. 
Devi concederti solo alle terre che hanno bisogno di te, altrimenti allaghi
Giulia Carcasi. Io sono di legno 


Ogni volta che devo decidere qualcosa, c'è in me una riunione di condominio:
cuore, testa, corpo e anima si vedono e si consultano. 
Giulia Carcasi


Il corpo ha una memoria infallibile, si ricorda la sensazione di gambe e braccia anche quando non ci sono più. Si chiama “sindrome dell’arto fantasma”. E’ il dolore di una parte che manca, il dolore dell’assenza.
Giulia Carcasi


Se togli a un uomo la gamba destra, anche a distanza di anni, ci saranno giorni in cui ti dirà che sente la gamba stanca, sì, la destra, gli farà male, proprio la destra.Possiamo smettere di parlarne, possiamo fare in modo che gli altri smettano di parlarne, possiamo annullare una parte di noi ed andare avanti, ma il corpo ha una memoria infallibile, si ricorda la sensazione di gambe e braccia anche quando non ci sono più. Si chiama "sindrome dell'arto fantasma". Mia madre dice che è il dolore di una parte che manca, lo chiama il dolore dell'assenza.
Giulia Carcasi, Io sono di legno


Sindrome dell' arto fantasma.
Per Sindrome dell' arto fantasma si intende un disturbo percettivo dell' immagine corporea in cui si ha una sensazione anomala, spiacevole e dolorosa della presenza di un arto anche dopo la sua  amputazione.

Nonostante questo tipo di disturbo sia più comunemente associato all’amputazione di un braccio o di una gamba, esso si verificare anche dopo la rimozione chirurgica di altre parti del corpo (seno,  pene, occhio, lingua o dente).

In passato, la sindrome era considerata un disturbo psichiatrico,oggi, nonostante sia riconosciuto che  il dolore dell’arto è aggravato da fattori psicologici come ansia, depressione, stress, nuovi studi confermano che alla base del fenomeno vi siano soprattutto cause di natura neurologica.

Il disturbo, abbastanza comune, può manifestarsi in svariati modi. Le principali sensazioni riferite dal paziente rispetto all’arto amputato possono essere di svariata natura. Ecco le principali:

1) Dolorifiche: Il soggetto accusa un dolore continuo e debilitante sommato a sensazioni  fitte e violente in punti ben precisi dell’arto fantasma. 
L’intensità di quest’ultimo è estremamente variabile, esso va da un leggero fastidio all’assoluta insopportablità dello stesso. 
Dal paziente vengono descritti anche altri fattori di aggravamento del dolore: ’insonnia o affaticamento fisico. Essi possono aumentare l’intensità del dolore e interferire negativamente sulla qualità della vita dei pazienti. 

2) Tattili e motorie: Il paziente può riferire di riuscire a far muovere l’arto con il pensiero e vengono riferiti tentativi di utilizzazione dell’arto che non c’è più. Nella maggior parte dei casi queste sensazioni illusorie tendono a scomparire nell’arco di un anno dopo l’amputazione.

L’esperienza dell'amputazione può causare modificazioni sia sotto il profilo fisico sia sotto quello psicologico, quest'ultima causa una forte crisi della propria esistenza, descritta come fallimentare.

Spesso la condizione psicologica del paziente è peggiorata dalla percezione alterata del “Sé” che nasce  dal contrasto tra un’immagine corporea interiore integra, precedente all’amputazione, ed un’immagine esteriore acquisita, che il soggetto non riconosce e non accetta. 


Ipotesi eziologiche del disturbo
La prima spiegazione del fenomeno ipotizza che la causa diretta della sindrome provenga dal neuroma,  formazione nervosa che in origine innervava l’arto scomparso. Quando quest’area si infiamma e si irrita, produce un attività elettrica e invia al cervello la sensazione del dolore proveniente dall’arto mancante.

Tuttavia, recenti esperimenti suggeriscono che la genesi delle sensazioni dell’arto fantasma sia dovuta ad una riorganizzazione dei circuiti della corteccia somatosensoriale e dei  nuclei talamici, facendo sì che il soggetto percepisca ancora sensazioni tattili e termiche riferite all' area corporea che non c'è più. .

Tali meccasnismi son riconducibili al processo di plasticità a livello cellulare. Il  fenomeno spiega  il motivo per cui alcuni soggetti sostengono di poter muovere l’arto amputato: infatti, anche nella corteccia motoria di questi individui si verifica una riorganizzazione dei circuiti neurali simile a quella presente nelle aree somatosensoriali.

In ambito psichiatrico soprattutto di orientamento dinamico la sindroem viene  identificata come un disturbo psichico innescato esclusivamente dalla non accettazione della perdita.  Queste spiegazioni hanno uno scarso valoremscientifico  e sono oggi quasi totalmente abbandonate.

Trattamenti
Il dolore dell’ arto fantasma rimane un fenomeno di difficile comprensione e le terapie farmacologiche  impiegate hanno prodotto benefici limitati.
I principali trattamenti elettivi per la gestione del disturbo possono essere classificati in:

trattamenti psicoterapeutici: 
un setting psicoterapeutico può aiutare il paziente a ristabilizzare la situazione, ossi dare una nuova vsione della situazione. Il paziente, attraverso l’aiuto del terapeuta può sentirsi stimolato a provare nuove emozioni e sensazioni diverse rispetto all’ llusione di tornare ad avere l’arto mancante

farmacologici;
chirurgici: La terapia applicata per lenire il dolore riferito all'arto fantasma era la rimozione chirurgica della terminazione nervosa. I risultati di questa procedura chirurgica non si sono rilevati del tutto efficaci, in quanto il dolore tende a ripresentarsi in molti casi poco tempo dopo l'intervento.



PER APPROFONDIMENTI:

www.treccani.it
www.wikipedia.it
www.news-medical.net
Dizionario di scienze Psicologiche. Ed Simone
(A Cura della dottoressa Addorisio De Feo Ilaria)


http://www.psiconline.it/le-parole-della-psicologia/sindrome-dell-arto-fantasma.html




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