domenica 22 gennaio 2012

Thomas Stearns Eliot. Solo chi rischia di andare troppo lontano, avrà la possibilità di scoprire quanto lontano si può andare.


Chi è il terzo che cammina sempre al tuo fianco?
Quando conto, ci siamo solo io e te insieme
Ma se guardo innanzi, lungo la strada bianca
C'è sempre un altro che cammina al tuo fianco
Scivola avvolto in un manto bruno
Incappucciato. Non so se uomo o donna.
Ma chi è quello che ti sta sull'altro fianco?
Thomas Stearns Eliot,  La terra desolata, vv. 39-45



Ma se c’è una cosa che mi indigna ancora di più, sono le persone prive di immaginazione. Quelle che T.S. Eliot chiamava «gli uomini vuoti». Persone insensibili che coprono questa loro mancanza di immaginazione, questo loro vuoto, con un ammasso di segatura, e senza rendersene minimamente conto se ne vanno in giro per il mondo a tentare di imporre a tutti i costi questa loro ottusità agli altri, mettendo in fila parole vuote e senza senso…..
Murakami da “Kafka sulla spiaggia”

“I momenti di felicità…
Ne abbiamo avuto l’esperienza, ma ci è
Sfuggito il significato.”
Thomas Stearns Eliot, “Quattro quartetti”


«Sembra, a mano a mano che uno invecchia
che il passato abbia una diversa forma
e cessi di rappresentare una successione
o, perfino, uno sviluppo [...]
Noi abbiamo compiuto l'esperienza, ma non ne cogliemmo il significato
e l'approssimarsi al significato ripropone l'esperienza
sotto diversa forma, oltre ogni senso
che noi possiamo dare alla felicità.
La gente cambia e sorride: l'agonia persiste.
Il tempo che di- strugge è il tempo che conserva».
Thomas S. Eliot


In luoghi abbandonati
noi costruiremo con mattoni nuovi
vi sono mani e macchine
e argilla per nuovi mattoni
e calce per nuova calcina
dove i mattoni sono caduti
costruiremo con pietra nuova
dove le travi sono marcite
costruiremo con nuovo legname
dove le parole non sono pronunciate
costruiremo con nuovo linguaggio.
Thomas Stearns Eliot,


"T. S. Eliot osservava, con malizia, che Dante Alighieri viveva in un'epoca in cui gli uomini possedevano ancora l'abilità psichica di avere delle visioni, abilità che noi, non solo abbiamo perduto, ma che addirittura disprezziamo, dato che oggi attribuiamo le visioni solo alle persone "anormali" o "incolte". I sogni di noi moderni, diceva Eliot, sono inferiori, poiché ci vengono dal basso, dall'inconscio, mentre i sogni degli uomini medievali provenivano dall'alto ed erano visioni vere e proprie. L'intera "Divina commedia" rappresenta la peregrinazione in un mondo che appartiene ai "sogni superiori".
Horia-Roman Patapievici - "Gli occhi di Beatrice" - Com'era davvero il mondo di Dante


«Casa è il luogo onde si parte. A mano a mano
che diventiamo più vecchi, il mondo
diventa più strano, la trama più complicata
di morti e di viventi. Non il momento intenso
isolato, senza prima né poi
ma una vita che brucia ogni momento
e non la vita di un uomo soltanto
ma di vecchie pietre che non si possono decifrare.
C’è un tempo per la sera alla luce delle stelle,
un tempo per la sera al paralume ( la sera
con l’album di fotografie). L’amore
è più vicino a se stesso
quando il qui e l’ora
non importano più. I vecchi
dovrebbero essere esploratori
qui o la non importa noi dobbiamo
muovere ancora e ancora
verso un’altra intensità
per una unione più compiuta, una più profonda
comunione attraverso il buio freddo
e la vuota desolazione, il grido
dell’onda, il grido
del vento, la vastità delle acque
della procellaria e del delfino.
Nella mia fine è il mio principio.»
«East Coker» dai Quattro Quartetti di T. S. Eliot.


Dissi alla mia anima:
Resta immobile e aspetta senza speranza. Perchè la speranza sarebbe speranza per la cosa sbagliata. Aspetta senza amore. Perchè l'amore sarebbe amore per la cosa sbagliata. C'è ancora la fede. Ma la fede e l'amore e la speranza stanno tutti nell'attesa. Aspetta senza pensiero. Perchè non sei pronta per il pensiero. Così il buio sarà la luce e l'immobilità la danza.
Thomas Eliot


Il genere umano non può sopportare troppa realtà
Thomas Stearns Eliot

Solo chi rischia di andare troppo lontano, avrà la possibilità di scoprire quanto lontano si può andare.
Thomas Stearns Eliot

Per arrivare a ciò che non sapete
Dovete fare una strada che è quella dell’ignoranza.
Per possedere ciò che non possedete
Dovete fare la strada della privazione.
Per arrivare a quello che non siete
Dovete andare per la strada nella quale non siete
E quello che non sapete è la sola cosa che sapete
E ciò che avete è ciò che non avete
E dove siete è là dove non siete.
Thomas Stearns Eliot



Il chirurgo ferito maneggia l’acciaio
Che indaga la parte malata;
Sotto le mani insaguinate sentiamo
L’arte pungente e pietosa di chi guarisce
E scioglie l’enigma del diagramma della febbre.
La nostra unica salute è la malattia….
Nostra sola bevanda il sangue che stilla
Nostro solo cibo la carne sanguinosa:
E a dispetto di ciò ci piace pensare
Che in sostanza siamo fatti proprio di carne e sangue…
E ancora, a dispetto di ciò, parliamo di venerdì santo.
T.S.Eliot, East Coker


Il tempo presente e il tempo passato
Son forse presenti entrambi nel tempo futuro,
E il tempo futuro è contenuto nel tempo passato.
Se tutto il tempo è eternamente presente
Tutto il tempo è irrimediabile.
“Ciò che poteva essere” è un’astrazione
Che resta una possibilità perpetua
Solo nel mondo delle ipotesi.
Ciò che poteva essere e ciò che è stato
Tendono ad un solo fine, che è sempre presente.
Passi echeggiano nella memoria
Lungo il corridoio che non prendemmo
Verso la porta che non aprimmo mai
Sul giardino delle rose: Le mie parole echeggiano
Così nella vostra mente.
Thomas Stearns Eliot


Se Tempo e Spazio, come i Saggi dicono,
sono cose che mai potranno essere,
il sole che non cede al mutamento
non è per nulla superiore a noi.
Così perché, Amore, dovremmo sperare
Di vivere un secolo intero?
La farfalla che vive un solo giorno
È già vissuta per l'eternità.
I fiori che ti diedi allorché la rugiada
Tremolava sul tralcio rampicante,
prima che l'ape volasse a suggere
la rosellina di macchia erano già appassiti.
Così affrettiamoci a coglierne ancora
Senza tristezza se poi languiranno;
i nostri giorni d'amore sono pochi:
facciamo almeno che siano divini.
Thomas Stearns Eliot


Aprile è il mese più crudele, generando
Lillà dalla terra morta, mischiando
Memoria e desiderio, eccitando
Spente radici con pioggia di primavera.
Thomas Stearns Eliot


“L’ippopotamo dall’ampio groppone
Riposa sul ventre nel fango;
Per quanto a noi sembri così solido
È fatto di carne e di sangue.

La carne e il sangue sono deboli e fragili,
E suscettibili di attacchi di nervi;
Mentre la Vera Chiesa non potrà mai cadere
Perché si regge sopra una roccia.

I lievi passi dell’ippo possono errare
Nella loro ricerca di fini materiali,
Mentre la Vera Chiesa non deve scomodarsi
Per raccogliere i suoi dividendi.

Il potamo non può raggiungere mai
Il frutto del mango sul mango;
Ma i frutti del melograno e del pesco
Ristorano la Chiesa fino dall’oltremare.

Al tempo dell’accoppiamento la voce dell’ippo
Tradisce roche e strane inflessioni,
Ma ogni settimana udiamo che la chiesa si rallegra
D’essere unita a Dio come una cosa sola.

Il giorno dell’ippopotamo trascorre
Nel sonno; la notte egli va a caccia;
Iddio opera in modo misterioso – la Chiesa
Può dormire e nutrirsi nello stesso tempo.

Io vidi il potamo mettere le ali
E volare dall’umide savane,
E angeli coristi attorno a lui cantare
Le lodi a dio con sonori osanna.

Sarà lavato dal sangue dell’Agnello
E sarà cinto da braccia celesti,
Lo potremo vedere in mezzo ai santi
Suonare un’arpa d’oro.

Lo laveranno bianco come neve,
Tutte le vergini martiri lo baceranno,
Mentre la Vera Chiesa resterà qui in basso
Avvolta nei miasmi dell’antica nebbia.”
Thomas Stearns Eliot. La Vera Chiesa e l’ippopotamo

THOMAS STEARNS ELIOT (1888 – 1965), “L’ippopotamo”, in ID., “Opere 1904-1939”, trad., introduzione e cura di Roberto Sanesi, Bompiani, Milano 2001 (I ed. 1992), ‘Poesie (1920)’, p. 523 e 525.



“ The broad-backed hippopotamus
Rests on his belly in the mud;
Although he seems so firm to us
He is merely flesh and blood.

Flesh and blood is weak and frail,
Susceptible to nervous shock;
While the True Church can never fail
For it is based upon a rock.

The hippo’s feeble steps may err
In compassing material ends,
While the True Church need never stir
To gather in its dividends.

The ʼpotamus can never reach
The mango on the mango-tree;
But fruits of pomegranate and peach
Refresh the Church from over sea.

At mating time the hippo’s voice
Betrays inflexions hoarse and odd,
But every week we hear rejoice
The Church, at being one with God.

The hyppopotamus’s day
Is passed in sleep, at night he hunts,
God works in a mysterious way–
The Church can sleep and feed at once.

I saw the ʼpotamus take wing
Ascending from the damp savannas,
And quiring angels round him sing
The praise of God, in loud hosannas.

Blood of the Lamb shall wash him clean
And him shall heavenly arms enfold,
Among the saints he shall be seen
Performing on a harp of gold.

He shall be washed as white as snow,
By all the martyr’d virgins kist,
While the True Church remains below
Wrapt in the old miasmal mist.”

THOMAS STEARNS ELIOT, “The Hippopotamus”, da “Poems”, Knopf, New York 1920 «The Little Review», Chicago, 4.3, pp. 8 – 11, July 1917), in op. cit., p. 522 e 524.





"Il suo ideale della condizione umana era quello  descritto nelle righe del poeta T.S. Eliot:
Una condizione di completa semplicità che costa niente di meno che tutto."
Krishnamurti, L'uomo, il mistero ed il messaggio di Stuart Holroyd













 

Elenco blog personale