domenica 22 gennaio 2012

Thomas Stearns Eliot. Solo chi rischia di andare troppo lontano, avrà la possibilità di scoprire quanto lontano si può andare.

Il Nobel è un biglietto per il proprio funerale.
Nessuno ha fatto niente dopo averlo ricevuto.
Thomas Stearns Eliot


Sono stato testimone della fama di un Eliot.
Qualcuno proverà mai vergogna a sufficienza per avergliela tributata?
Un libertino da nulla, un galoppino di Hegel, uno stupratore di Dante.
Sarà molto difficile raffigurare Eliot com'era realmente, ovvero nella sua malvagità abissale.
La sua opera d'un gretto minimalismo (tante piccole sputacchiere del fallimento artistico)
il poeta del moderno impoverimento inglese dei sentimenti.
Elias Canetti


Gabriella Vidi:
Mi piace proprio per questa sua capacità di mettere a nudo la pochezza,
il senso del nulla, del vuoto.....e che con essi, in qualche modo, dobbiamo fare i conti.

Mirela Niculescu
Non siamo in grado di giudicare i classici per il semplice motivo che non siamo stati i loro contemporanei. Arte significa esprimere, esprimersi in più modi possibili, impossibili a volte incomprensibili. Abbiamo quasi il dovere di conservare, diffondere, migliorare tutto ciò è, migliorarci.
Perciò, Ivano, salutami il tizio tal dei tali arrivederci e grazie.


Stanno rigovernando rumorosamente i piatti
della prima colazione nelle cucine seminterrate,
e lungo i cigli pesti della strada
sono consapevole delle anime umide delle domestiche
che sbocciano malinconiche ai cancelli dei cortili.

Le onde brune della nebbia mi gettano contro
facce contorte dal fondo della strada,
e strappano a una passante con la sottana infangata
un sorriso senza meta che aleggia nell’aria
e svanisce lungo il livello dei tetti.
Thomas Stearns Eliot, Mattina alla finestra.


La silenziosa sorella velata in bianco e azzurro
Fra gli alberi di tasso, dietro il Dio del giardino,
Il cui flauto tace, piegò la testa e fece un cenno ma non parlò parola
Ma la sorgente zampillò e l'uccello cantò verso la terra
Redimi il tempo, redimi il sogno
La promessa del verbo non detto e non udito
Finché il vento non scuota mille bisbigli dal tasso
E dopo questo nostro esilio
Thomas Stearns Eliot



La figlia che piange
o quam te memorem virgo...
Férmati sul piano più alto delle scale...
Appoggiati a un'anfora da giardino...
Tessi, tessi la luce del sole nei capelli...
Stringi i fiori contro di te con una sorpresa dolente...
Gettali per terra e voltati
con un risentimento fuggitivo negli occhi:
ma tessi, tessi la luce del sole nei capelli...
Così avrei voluto che lui partisse,
così avrei voluto che lei si fermasse e soffrisse,
così lui sarebbe partito
come l'anima lascia il corpo strappato e contuso,
come la mente abbandona il corpo di cui ha fatto uso.
Troverei
un modo incomparabilmente lieve e agile,
un modo che entrambi intenderemmo,
semplice e infedele come un sorriso e una stretta di mano.
Essa si voltò, ma con la stagione autunnale
provocò la mia immaginazione molti giorni,
molti giorni e molte ore:
i capelli sulle braccia e le braccia piene di fiori.
E mi domando come sarebbero stati insieme!
Avrei perduto un gesto e una posa.
A volte queste riflessioni stupiscono ancora
la mezzanotte inquieta e il mezzogiorno che riposa.
T. S. Eliot


Mirela Niculescu
Autore tra i più amati e apprezzati del '900, premiato con il Nobel, nei suoi versi
"l’anima vive sempre in un’agonia salvifica, non conosce pace, se non nella musica del verso".
Un vero gigante della poesia moderna.


Oserò 
Turbare l’universo? 
In un attimo solo c’è tempo
Per decisioni e revisioni che un attimo solo invertirà
Perché già tutte le ho conosciute, conosciute tutte: –
Ho conosciuto le sere, le mattine, i pomeriggi,
Ho misurato la mia vita con cucchiaini da caffè;
Conosco le voci che muoiono con un morente declino
Sotto la musica giunta da una stanza più lontana.
Così, come potrei rischiare?
E ho conosciuto tutti gli occhi, conosciuti tutti – 
Gli occhi che ti fissano in una frase formulata, 
E quando sono formulato, appuntato a uno spillo, 
Quando sono trafitto da uno spillo e mi dibatto sul muro
Come potrei allora cominciare
A sputar fuori tutti i mozziconi dei miei giorni e delle mie abitudini? .
Come potrei rischiare?



Quattro Quartetti
Primavera di mezzo inverno è stagione a parte,
sempiterna benché intrisa di acqua verso il tramonto
sospesa nel tempo, tra polo e tropico.
Quando il corto giorno è più fulgente a gelo e fuoco
il breve sole infiamma il ghiaccio
in stagni e fossi nel freddo senza vento
che è calore del cuore
riflettendo in uno specchio acqueo
un bagliore che è cecità nel primo pomeriggio.
E splendore più intenso che vampa
di rami o braciere desta
lo spirito muto: non vento, ma pentecostale
fuoco nel tempo oscuro dell'anno
Tra disgelo e gelo
la linfa dell'anima trema.
Non c'è odore di terra
o odore di cosa viva
Questo è tempo di primavera
ma al di fuori delle leggi del tempo. (...)
(da Little Gidding)
Thomas Stearns Eliot.


Metà del male che viene fatto a questo mondo è dovuto a persone che vogliono sentirsi importanti.
Thomas Stearns Eliot


Così finisce il mondo
Così finisce il mondo
Così finisce il mondo
Non in un baccano ma in un piagnisteo
Thomas Stearns Eliot



"Thomas Stearns Eliot osservava, con malizia, che Dante Alighieri viveva in un'epoca in cui gli uomini possedevano ancora l'abilità psichica di avere delle visioni, abilità che noi, non solo abbiamo perduto, ma che addirittura disprezziamo, dato che oggi attribuiamo le visioni solo alle persone "anormali" o "incolte". I sogni di noi moderni, diceva Eliot, sono inferiori, poiché ci vengono dal basso, dall'inconscio, mentre i sogni degli uomini medievali provenivano dall'alto ed erano visioni vere e proprie. L'intera "Divina commedia" rappresenta la peregrinazione in un mondo che appartiene ai "sogni superiori".
Horia-Roman Patapievici - "Gli occhi di Beatrice" -
Com'era davvero il mondo di Dante


Prega per noi adesso e nell'ora della nostra nascita.
Thomas Stearns Eliot


È la Chiesa che ha abbandonato l'umanità,
o è l'umanità che ha abbandonato la Chiesa?
Thomas Stearns Eliot


"Maturò intanto una sua conversione alla religione cristiana, già evidente in alcuni passi de La terra desolata. Nel 1927 divenne suddito britannico e si definì un "classicista in letteratura, monarchico in politica, Anglo-cattolico in religione". Infatti quell'anno aveva cominciato a frequentare la Chiesa anglicana, convertendosi poi all'anglicanesimo e professando idee conservatrici, cosa che lo allontanò ideologicamente dall'amico Ezra Pound, rivoluzionario, repubblicano e filo-fascista al tempo stesso, oltre che di tendenze religiose pagano-orientaleggianti. La conversione alla religione anglicana fu molto importante nella sua vita e influì notevolmente sulla sua produzione letteraria, che divenne più attenta ai temi religiosi e di intonazione meno amara e pessimista."
https://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Stearns_Eliot

Un cittadino europeo può non credere che il cristianesimo sia vero e tuttavia quello che dice e fa scaturisce dalla cultura cristiana di cui è erede. Senza il cristianesimo non ci sarebbe stato neppure un Voltaire o un Nietzsche. Se il cristianesimo se ne va, se ne va anche la nostra cultura, se ne va il nostro stesso volto.
Thomas Stearns Eliot
Citato in Reginaldo M. Pizzorni, Diritto, etica e religione: il fondamento metafisico del diritto secondo Tomaso d'Acquino, Edizioni Studio Domenicano, 2006, p. 427.


[La nostra unica salute è la malattia….]
Il chirurgo ferito maneggia l’acciaio
Che indaga la parte malata;
Sotto le mani insaguinate sentiamo
L’arte pungente e pietosa di chi guarisce
E scioglie l’enigma del diagramma della febbre.
La nostra unica salute è la malattia….
Nostra sola bevanda il sangue che stilla
Nostro solo cibo la carne sanguinosa:
E a dispetto di ciò ci piace pensare
Che in sostanza siamo fatti proprio di carne e sangue…
E ancora, a dispetto di ciò, parliamo di venerdì santo.
Thomas Stearns Eliot, East Coker


Solo chi rischia di andare troppo lontano,
avrà la possibilità di scoprire quanto lontano si può andare.
Thomas Stearns Eliot
Per arrivare a ciò che non sapete
Dovete fare una strada che è quella dell’ignoranza.
Per possedere ciò che non possedete
Dovete fare la strada della privazione.
Per arrivare a quello che non siete
Dovete andare per la strada nella quale non siete
E quello che non sapete è la sola cosa che sapete
E ciò che avete è ciò che non avete
E dove siete è là dove non siete.
Thomas Stearns Eliot


Dissi alla mia anima: resta immobile e aspetta senza speranza.
Perchè la speranza sarebbe speranza per la cosa sbagliata.
Aspetta senza amore. Perchè l'amore sarebbe amore per la cosa sbagliata.
C'è ancora la fede. Ma la fede e l'amore e la speranza stanno tutti nell'attesa.
Aspetta senza pensiero. Perchè non sei pronta per il pensiero.
Così il buio sarà la luce e l'immobilità la danza.
Thomas Eliot


Non credo che s'invecchi.
Credo che quello che capita abbastanza presto nella vita
è che ad una certa età ci si fermi, ristagnando.
Thomas Stearns Eliot

Sembra, a mano a mano che uno invecchia
che il passato abbia una diversa forma
e cessi di rappresentare una successione
o, perfino, uno sviluppo [...]
Noi abbiamo compiuto l'esperienza, ma non ne cogliemmo il significato
e l'approssimarsi al significato ripropone l'esperienza
sotto diversa forma, oltre ogni senso
che noi possiamo dare alla felicità.
La gente cambia e sorride: l'agonia persiste.
Il tempo che distrugge è il tempo che conserva.
Thomas Stearns Eliot

In luoghi abbandonati
noi costruiremo con mattoni nuovi
vi sono mani e macchine
e argilla per nuovi mattoni
e calce per nuova calcina
dove i mattoni sono caduti
costruiremo con pietra nuova
dove le travi sono marcite
costruiremo con nuovo legname
dove le parole non sono pronunciate
costruiremo con nuovo linguaggio.
Thomas Stearns Eliot



La completa eguaglianza implica l'universale mancanza di responsabilità.
Thomas Stearns Eliot


Se non hai la forza di imporre le tue condizioni alla vita,
devi accettare quelle che la vita ti offre.
Thomas Stearns Eliot, Assassinio nella Cattedrale




La poesia può renderci di tanto in tanto un po’ più consapevoli dei sentimenti più profondi che formano il sostrato del nostro essere […] poiché la nostra vita è perlopiù una costante evasione da noi stessi, e un'evasione dal mondo visibile e sensibile
Thomas Stearns Eliot, l'uso della poesia e l'uso della critica.


Gli uomini han sempre cercato di sfuggire dall'oscurità interiore ed esteriore 
fino a sognare sistemi talmente perfetti che nessuno avrebbe più bisogno di essere buono.
Ma l'uomo cosi com'è adombrerà sempre ciò che l'uomo pretende di essere.
Thomas Stearns Eliot


L'unico modo per esprimere emozioni nella forma d'arte è per mezzo di un correlativo oggettivo; in altre parole, una serie di oggetti, una situazione, che potrebbero essere la formula di quella particolare emozione.
Thomas Stearns Eliot


Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l'un l'altro
La testa piena di paglia. Ahimè!

Thomas Stearns Eliot, Gli uomini vuoti. Incipit.
[Bompiani, Traduzione a cura di Roberto Sanesi]
We are the hollow men
We are the stuffed men
Leaning together
Headpiece filled with straw. Alas!
[The Hollow Men, 1925]


I poeti immaturi imitano; i poeti maturi rubano; i poeti mediocri deturpano ciò che prendono, mentre i bravi poeti lo trasformano in qualcosa di meglio, o almeno in qualcosa di diverso.
Thomas Stearns Eliot
(da Saggi elisabettiani, traduzione di Alfredo Obertello, Bompiani, 1947)


L'intollerabile lotta con le parole e col loro significato.
Thomas Stearns Eliot

Le parole si muovono, la musica si muove solo nel tempo;
ma ciò che soltanto vive può soltanto morire.
Le parole, dopo il discorso giungono al silenzio.
Thomas Stearns Eliot

Le parole si tendono si lacerano e talora si spezzano sotto il peso,
sotto la tensione incespicano scivolano muoiono imputridiscono
per imprecisione non vogliono stare al loro posto non vogliono restare ferme.
Thomas Stearns Eliot

È strano come le parole sono così inadeguate.
Eppure, come l'asmatico che combatte per l'aria,
così chi ama deve combattere per le parole.
Thomas Stearns Eliot


In luoghi abbandonati
noi costruiremo con mattoni nuovi
vi sono mani e macchine
e argilla per nuovi mattoni
e calce per nuova calcina
dove i mattoni sono caduti
costruiremo con pietra nuova
dove le travi sono marcite
costruiremo con nuovo legname
dove le parole non sono pronunciate
costruiremo con nuovo linguaggio.
Thomas Stearns Eliot



scrivo questa dedica perché altri la leggano:
sono parole private indirizzate a te in pubblico.
Thomas Stearns Eliot


La televisione è un mezzo di intrattenimento
che permette a milioni di persone di ascoltare
contemporaneamente la stessa barzelletta,
e rimanere ugualmente sole.
Thomas Stearns Eliot


Una commedia dovrebbe darti qualcosa su cui pensare.
Quando vedo per la prima volta una commedia e la comprendo pienamente,
allora so che non è nulla di buono.
Thomas Stearns Eliot



Chi è il terzo che cammina sempre al tuo fianco?
Quando conto, ci siamo solo io e te insieme
Ma se guardo innanzi, lungo la strada bianca
C'è sempre un altro che cammina al tuo fianco
Scivola avvolto in un manto bruno
Incappucciato. Non so se uomo o donna.
Ma chi è quello che ti sta sull'altro fianco?
Thomas Stearns Eliot,  La terra desolata, vv. 39-45



Ma se c’è una cosa che mi indigna ancora di più, sono le persone prive di immaginazione. Quelle che T.S. Eliot chiamava «gli uomini vuoti». Persone insensibili che coprono questa loro mancanza di immaginazione, questo loro vuoto, con un ammasso di segatura, e senza rendersene minimamente conto se ne vanno in giro per il mondo a tentare di imporre a tutti i costi questa loro ottusità agli altri, mettendo in fila parole vuote e senza senso…..
Murakami da “Kafka sulla spiaggia”

“I momenti di felicità…
Ne abbiamo avuto l’esperienza, ma ci è
Sfuggito il significato.”
Thomas Stearns Eliot, “Quattro quartetti”


«Sembra, a mano a mano che uno invecchia
che il passato abbia una diversa forma
e cessi di rappresentare una successione
o, perfino, uno sviluppo [...]
Noi abbiamo compiuto l'esperienza, ma non ne cogliemmo il significato
e l'approssimarsi al significato ripropone l'esperienza
sotto diversa forma, oltre ogni senso
che noi possiamo dare alla felicità.
La gente cambia e sorride: l'agonia persiste.
Il tempo che di- strugge è il tempo che conserva».
Thomas S. Eliot



"T. S. Eliot osservava, con malizia, che Dante Alighieri viveva in un'epoca in cui gli uomini possedevano ancora l'abilità psichica di avere delle visioni, abilità che noi, non solo abbiamo perduto, ma che addirittura disprezziamo, dato che oggi attribuiamo le visioni solo alle persone "anormali" o "incolte". I sogni di noi moderni, diceva Eliot, sono inferiori, poiché ci vengono dal basso, dall'inconscio, mentre i sogni degli uomini medievali provenivano dall'alto ed erano visioni vere e proprie. L'intera "Divina commedia" rappresenta la peregrinazione in un mondo che appartiene ai "sogni superiori".
Horia-Roman Patapievici - "Gli occhi di Beatrice" - Com'era davvero il mondo di Dante


«Casa è il luogo onde si parte. A mano a mano
che diventiamo più vecchi, il mondo
diventa più strano, la trama più complicata
di morti e di viventi. Non il momento intenso
isolato, senza prima né poi
ma una vita che brucia ogni momento
e non la vita di un uomo soltanto
ma di vecchie pietre che non si possono decifrare.
C’è un tempo per la sera alla luce delle stelle,
un tempo per la sera al paralume ( la sera
con l’album di fotografie). L’amore
è più vicino a se stesso
quando il qui e l’ora
non importano più. I vecchi
dovrebbero essere esploratori
qui o la non importa noi dobbiamo
muovere ancora e ancora
verso un’altra intensità
per una unione più compiuta, una più profonda
comunione attraverso il buio freddo
e la vuota desolazione, il grido
dell’onda, il grido
del vento, la vastità delle acque
della procellaria e del delfino.
Nella mia fine è il mio principio.»
«East Coker» dai Quattro Quartetti di T. S. Eliot.


Dissi alla mia anima:
Resta immobile e aspetta senza speranza. Perchè la speranza sarebbe speranza per la cosa sbagliata. Aspetta senza amore. Perchè l'amore sarebbe amore per la cosa sbagliata. C'è ancora la fede. Ma la fede e l'amore e la speranza stanno tutti nell'attesa. Aspetta senza pensiero. Perchè non sei pronta per il pensiero. Così il buio sarà la luce e l'immobilità la danza.
Thomas Eliot


Il genere umano non può sopportare troppa realtà
Thomas Stearns Eliot, Quattro quartetti
da Burnt Norton, Citato in Casoli, p. 634.


Solo chi rischia di andare troppo lontano,
avrà la possibilità di scoprire quanto lontano si può andare.
Thomas Stearns Eliot

Per arrivare a ciò che non sapete
Dovete fare una strada che è quella dell’ignoranza.
Per possedere ciò che non possedete
Dovete fare la strada della privazione.
Per arrivare a quello che non siete
Dovete andare per la strada nella quale non siete
E quello che non sapete è la sola cosa che sapete
E ciò che avete è ciò che non avete
E dove siete è là dove non siete.
Thomas Stearns Eliot



Il chirurgo ferito maneggia l’acciaio
Che indaga la parte malata;
Sotto le mani insaguinate sentiamo
L’arte pungente e pietosa di chi guarisce
E scioglie l’enigma del diagramma della febbre.
La nostra unica salute è la malattia….
Nostra sola bevanda il sangue che stilla
Nostro solo cibo la carne sanguinosa:
E a dispetto di ciò ci piace pensare
Che in sostanza siamo fatti proprio di carne e sangue…
E ancora, a dispetto di ciò, parliamo di venerdì santo.
T.S.Eliot, East Coker


Il tempo presente e il tempo passato
Son forse presenti entrambi nel tempo futuro,
E il tempo futuro è contenuto nel tempo passato.
Se tutto il tempo è eternamente presente
Tutto il tempo è irrimediabile.
“Ciò che poteva essere” è un’astrazione
Che resta una possibilità perpetua
Solo nel mondo delle ipotesi.
Ciò che poteva essere e ciò che è stato
Tendono ad un solo fine, che è sempre presente.
Passi echeggiano nella memoria
Lungo il corridoio che non prendemmo
Verso la porta che non aprimmo mai
Sul giardino delle rose: Le mie parole echeggiano
Così nella vostra mente.
Thomas Stearns Eliot


Se Tempo e Spazio, come i Saggi dicono,
sono cose che mai potranno essere,
il sole che non cede al mutamento
non è per nulla superiore a noi.
Così perché, Amore, dovremmo sperare
Di vivere un secolo intero?
La farfalla che vive un solo giorno
È già vissuta per l'eternità.
I fiori che ti diedi allorché la rugiada
Tremolava sul tralcio rampicante,
prima che l'ape volasse a suggere
la rosellina di macchia erano già appassiti.
Così affrettiamoci a coglierne ancora
Senza tristezza se poi languiranno;
i nostri giorni d'amore sono pochi:
facciamo almeno che siano divini.
Thomas Stearns Eliot


Aprile è il mese più crudele, generando
Lillà dalla terra morta, mischiando
Memoria e desiderio, eccitando
Spente radici con pioggia di primavera.
Thomas Stearns Eliot


“L’ippopotamo dall’ampio groppone
Riposa sul ventre nel fango;
Per quanto a noi sembri così solido
È fatto di carne e di sangue.

La carne e il sangue sono deboli e fragili,
E suscettibili di attacchi di nervi;
Mentre la Vera Chiesa non potrà mai cadere
Perché si regge sopra una roccia.

I lievi passi dell’ippo possono errare
Nella loro ricerca di fini materiali,
Mentre la Vera Chiesa non deve scomodarsi
Per raccogliere i suoi dividendi.

Il potamo non può raggiungere mai
Il frutto del mango sul mango;
Ma i frutti del melograno e del pesco
Ristorano la Chiesa fino dall’oltremare.

Al tempo dell’accoppiamento la voce dell’ippo
Tradisce roche e strane inflessioni,
Ma ogni settimana udiamo che la chiesa si rallegra
D’essere unita a Dio come una cosa sola.

Il giorno dell’ippopotamo trascorre
Nel sonno; la notte egli va a caccia;
Iddio opera in modo misterioso – la Chiesa
Può dormire e nutrirsi nello stesso tempo.

Io vidi il potamo mettere le ali
E volare dall’umide savane,
E angeli coristi attorno a lui cantare
Le lodi a dio con sonori osanna.

Sarà lavato dal sangue dell’Agnello
E sarà cinto da braccia celesti,
Lo potremo vedere in mezzo ai santi
Suonare un’arpa d’oro.

Lo laveranno bianco come neve,
Tutte le vergini martiri lo baceranno,
Mentre la Vera Chiesa resterà qui in basso
Avvolta nei miasmi dell’antica nebbia.”
Thomas Stearns Eliot. La Vera Chiesa e l’ippopotamo

THOMAS STEARNS ELIOT (1888 – 1965), “L’ippopotamo”, in ID., “Opere 1904-1939”, trad., introduzione e cura di Roberto Sanesi, Bompiani, Milano 2001 (I ed. 1992), ‘Poesie (1920)’, p. 523 e 525.



“ The broad-backed hippopotamus
Rests on his belly in the mud;
Although he seems so firm to us
He is merely flesh and blood.

Flesh and blood is weak and frail,
Susceptible to nervous shock;
While the True Church can never fail
For it is based upon a rock.

The hippo’s feeble steps may err
In compassing material ends,
While the True Church need never stir
To gather in its dividends.

The ʼpotamus can never reach
The mango on the mango-tree;
But fruits of pomegranate and peach
Refresh the Church from over sea.

At mating time the hippo’s voice
Betrays inflexions hoarse and odd,
But every week we hear rejoice
The Church, at being one with God.

The hyppopotamus’s day
Is passed in sleep, at night he hunts,
God works in a mysterious way–
The Church can sleep and feed at once.

I saw the ʼpotamus take wing
Ascending from the damp savannas,
And quiring angels round him sing
The praise of God, in loud hosannas.

Blood of the Lamb shall wash him clean
And him shall heavenly arms enfold,
Among the saints he shall be seen
Performing on a harp of gold.

He shall be washed as white as snow,
By all the martyr’d virgins kist,
While the True Church remains below
Wrapt in the old miasmal mist.”

THOMAS STEARNS ELIOT, “The Hippopotamus”, da “Poems”, Knopf, New York 1920 «The Little Review», Chicago, 4.3, pp. 8 – 11, July 1917), in op. cit., p. 522 e 524.





"Il suo ideale della condizione umana era quello  descritto nelle righe del poeta T.S. Eliot:
Una condizione di completa semplicità che costa niente di meno che tutto."
Krishnamurti, L'uomo, il mistero ed il messaggio di Stuart Holroyd


Il canto d’amore di J. Alfred Prufrock
(…) E ho conosciuto tutti gli occhi, li ho conosciuti tutti…
gli occhi che ti fissano in una frase formulata,
e quando sono formulato, schiacciato sotto l’ago,
quando infilzato mi contorco contro il muro,
allora come potrei cominciare
a sputar fuori tutti i mozziconi dei miei giorni e modi?
E come potrei presumere?
(da Il canto d’amore di J. Alfred Prufrock)

Viene pubblicato da Eliot nel 1917, grazie al prezioso aiuto di Ezra Pound. I primi versi rimandano all’Inferno di Dante (XXVII) indicando che proprio in una sorta di inferno ci muoveremo. Alfred Prufrock è colui che non osa, immobile, non sa decidere, ignavo in ogni misura (“oso disturbare l’universo?” ma anche “oso mangiarla la pesca?”).
I versi di Eliot dicono il mondo moderno (la poesia non può più consolare, elevare) dove nulla è eroico e svuotato è il mito: le sirene hanno un canto che non serve, i cucchiaini di caffè sono il metro della vita.



La terra desolata
Quali radici si afferrano, quali rami crescono
su queste rovine di pietra? Figlio dell’uomo
tu non lo puoi dire, né immaginare
perché conosci soltanto
un cumulo di immagini rotte, là dove batte il sole.
(…)
Città irreale,
sotto la nebbia scura di un’alba d’inverno
una folla fluiva su London Bridge, tanta
che io non avrei creduto che morte
tanta ne avesse disfatta. Sospiri
corti e rari ne esalavano
ognuno andava con gli occhi fissi davanti ai piedi.
Fluivano
su per il colle e giù
per King William Street fino a dove
Saint Mary Woolnoth segnava le ore
con un suono morto all’ultimo tocco delle nove.
Là vidi un tale che conoscevo e lo fermai gridando:
“Stetson!
Tu che eri a Mylae con me sulle navi
quel cadavere che l’anno scorso hai piantato in giardino
ha cominciato a germogliare? Fiorirà
quest’anno? O il gelo improvviso
ne ha danneggiato l’aiuola? Oh tieni il Cane lontano
che è amico dell’uomo, se non con le unghie
lo metterà allo scoperto! Tu
hypocrite lecteur! – mon semblable – mon frère!”
(da I. La sepoltura dei morti)

Poema “manifesto del modernismo”, pone al centro la disgregazione dell’Occidente, le rovine, oggettive e soggettive. La poesia trova nel frammento la propria forma e procede per associazioni e percezioni, in tempi e luoghi diversi. Siamo in un terra guasta, desertica, gli uomini si muovono come dannati e i cadaveri in giardino non germogliano più.



Quattro Quartetti
Primavera di mezzo inverno
è stagione a parte, sempiterna
benché intrisa di acqua verso il tramonto
sospesa nel tempo, tra polo e tropico.
Quando il corto giorno è più fulgente
a gelo e fuoco
il breve sole infiamma il ghiaccio
in stagni e fossi nel freddo senza vento
che è calore del cuore
riflettendo in uno specchio acqueo
un bagliore che è cecità nel primo pomeriggio.
E splendore più intenso che vampa
di rami o braciere desta
lo spirito muto: non vento, ma pentecostale
fuoco nel tempo oscuro dell’anno.
Tra disgelo e gelo
la linfa dell’anima trema. Non c’è
odore di terra
o odore di cosa viva. Questo
è tempo di primavera
ma al di fuori delle leggi del tempo. (…)
(da Little Gidding)

Se La terra desolata è regno del frammento e della disarmonia, Quattro Quartetti – scritti tra il 1937 e il 1942- sono regno dell’armonia e del ricomponimento. E’ un cambiamento lento e radicale, una sorta di “purificazione del linguaggio e dell’immaginario”: una poesia mistica che parte dagli oggetti dalla storia mostrando “la primavera nell’inverno” (il germogliare possibile).

(Traduzioni di Massimo Bacigalupo e Angelo Tonelli)
http://ilmiolibro.kataweb.it/articolo/scrivere/225026/t-s-eliot-le-poesie-piu-belle-da-i-quattro-quartetti-a-il-canto-damore/


Thomas Stearns Eliot - La terra desolata.
I. La sepoltura dei morti.
Aprile è il più crudele dei mesi, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera.
L’inverno ci mantenne al caldo, ottuse
Con immemore neve la terra, nutrì
Con secchi tuberi una vita misera.
L’estate ci sorprese, giungendo sullo Starnbergersee
Con uno scroscio di pioggia: noi ci fermammo sotto il colonnato,
E proseguimmo alla luce del sole, nel Hofgarten,
E bevemmo caffè, e parlammo un’ora intera.
Bin gar keine Russin, stamm’ aus Litauen, echt deutsch.
E quando eravamo bambini stavamo presso l’arciduca,
Mio cugino, che mi condusse in slitta,
E ne fui spaventata. Mi disse, Marie,
Marie, tieniti forte. E ci lanciammo giù.
Fra le montagne, là ci si sente liberi.
Per la gran parte della notte leggo, d’inverno vado nel sud.
Quali sono le radici che s’afferrano, quali i rami che crescono
Da queste macerie di pietra? Figlio dell’uomo,
Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto
Un cumulo d’immagini infrante, dove batte il sole,
E l’albero morto non dà riparo, nessun conforto lo stridere del grillo,
L’arida pietra nessun suono d’acque.
C’è solo ombra sotto questa roccia rossa,
(Venite all’ombra di questa roccia rossa),
E io vi mostrerò qualcosa di diverso
Dall’ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi, o dall’ombra Vostra che a sera incontro a voi si leva;
In una manciata di polvere vi mostrerò la paura."














 

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