martedì 18 luglio 2017

Lo schiavo Androclo e il leone. Androclo, leggendario schiavo romano, sarebbe vissuto nel II secolo d.C. Il suo padrone governava con la carica di proconsole in Africa ed era una persona ingiusta in quanto lo fustigava quotidianamente senza un reale motivo. Lo schiavo fuggì e per far perdere le sue tracce, si nascose in una caverna. Androclo si rese conto ben presto di essersi rifugiato nella tana di un enorme leone, che avvicinatosi, gli mostrò inaspettatamente una zampa sanguinante. Lo schiavo, preso coraggio, cercò di curare l’animale estraendo dalla zampa una grossa scheggia di legno e pulendo quindi la ferita. A quel punto il leone si addormentò placidamente. I due vissero insieme nella grotta per tre anni, mangiando anche lo stesso cibo. Tempo dopo Androclo fu catturato e condannato a battersi contro le fiere del Circo Massimo: ma proprio tra queste c’era il leone divenuto suo amico, che non solo lo risparmiò, ma gli fece anche le feste, come un cane felice di rivedere il suo padrone. Lo schiavo, mezzo morto di paura, riconoscendo il leone, si riprese e lo accarezzò affettuosamente. Ad Androclo fu concessa la grazia e gli venne donato lo stesso leone.


Lo schiavo Androclo e il leone.
Androclo, leggendario schiavo romano, sarebbe vissuto nel II secolo d.C. 
Il suo padrone governava con la carica di proconsole in Africa ed era una persona ingiusta in quanto lo fustigava quotidianamente senza un reale motivo. Lo schiavo fuggì e per far perdere le sue tracce, si nascose in una caverna. 

Androclo si rese conto ben presto di essersi rifugiato nella tana di un enorme leone, che avvicinatosi, gli mostrò inaspettatamente una zampa sanguinante. Lo schiavo, preso coraggio, cercò di curare l’animale estraendo dalla zampa una grossa scheggia di legno e pulendo quindi la ferita. A quel punto il leone si addormentò placidamente. I due vissero insieme nella grotta per tre anni, mangiando anche lo stesso cibo.

Tempo dopo Androclo fu catturato e condannato a battersi contro le fiere del Circo Massimo: 
ma proprio tra queste c’era il leone divenuto suo amico, che non solo lo risparmiò, ma gli fece anche le feste, come un cane felice di rivedere il suo padrone. Lo schiavo, mezzo morto di paura, riconoscendo il leone, si riprese e lo accarezzò affettuosamente.
Ad Androclo fu concessa la grazia e gli venne donato lo stesso leone.

La vicenda è riportata dagli scritti di Aulo Gallio e ricorda vagamente un’altra leggenda, quella secondo cui San Girolamo fece amicizia con un leone togliendogli una spina dalla zampa come ricordano le iconografie del santo e i diversi dipinti che lo ritraggono in compagnia dell’animale come quello di Leonardo da Vinci esposto nei Musei Vaticani.

Fonte: Abitare a Roma.
Hugo Hernán Morales

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