martedì 15 luglio 2014

IIvan Illich. Descolarizzare la società. Oggi il mito del consumo illimitato sostituisce la fede nella vita eterna

“Oggi il mito del consumo illimitato sostituisce la fede nella vita eterna”.
Ivan Illich, Descolarizzare la società


l mondo attuale è diviso in due: ci sono quelli che non hanno abbastanza e quelli che hanno troppo; quelli che le automobili cacciano dalla strada e quelli che guidano le automobili. I poveri sono frustrati e i ricchi sempre insoddisfatti.
Ivan Illich


In una società di consumo ci sono inevitabilmente due tipi di schiavi:
i prigionieri delle dipendenze e i prigionieri dell’invidia.
Ivan Illich


"Molti studenti, specie se poveri, sanno per istinto che cosa fa per loro la scuola:
insegna a confondere processo e sostanza. Una volta confusi questi due momenti, acquista validità una nuova logica; quanto maggiore è l'applicazione, tanto migliori sono i risultati; in altre parole, l'escalation porta al successo. In questo modo si «scolarizza» l'allievo a confondere insegnamento e apprendimento, promozione e istruzione, diploma e competenza, facilità di parola e capacità di dire qualcosa di nuovo. Si «scolarizza» la sua immaginazione ad accettare il servizio al posto del valore."
[Incipit di 'Descolarizzare la società' di Ivan Illich, scrittore, storico, pedagogista e filosofo austriaco, che nacque oggi, nel 1926]


Una volta che una società ha trasformato i bisogni fondamentali in richieste di beni di consumo prodotti scientificamente, la povertà si definisce secondo parametri che i tecnocrati possono modificare a proprio arbitrio. Sono poveri quelli che non sono riusciti in misura rilevante a tener dietro a qualche reclamizzato ideale consumistico. In ;essico è povero chi non ha fatto tre anni di scuola, a New York chi non ne ha fatti dodici. [...] Socialmente i poveri non hanno mai avuto potere. Ma il fatto che dipendano sempre di più da una protezione istituzionale dà alla loro debolezza una dimensione nuova: l'impotenza psicologica, l'incapacità di provvedere a se stessi.
Ivan Illich, Descolarizzare la società



La medicina moderna è la negazione della salute.
Essa non è organizzata per servire la salute dell'uomo, ma soltanto se stessa come istituzione.
Essa fa ammalare più gente di quanta ne curi.
Ivan Illich


'Abbiamo cercato per generazioni di migliorare il mondo fornendo una quantità sempre maggiore di scolarizzazione, ma sinora lo sforzo non è andato a buon fine. Abbiamo invece scoperto che obbligare tutti i bambini ad arrampicarsi per una scala scolastica senza fine non serve a promuovere l'uguaglianza ma favorisce fatalmente colui che parte per primo, in migliori condizioni di salute o più preparato; che l'istruzione forzosa spegne nella maggioranza delle persone la voglia di imparare per proprio conto; e che il sapere trattato come merce, elargito in confezioni e considerato come proprietà privata, una volta acquisito, non può che essere sempre scarso. Ci si è improvvisamente resi conto che l'istruzione pubblica attuata mediante la scolarizzazione obbligatoria ha perso ogni legittimità sociale, pedagogica ed economica. Pertanto, i critici del sistema scolastico propongono ora rimedi energici ed eterodossi che vanno dal progetto dei “buoni-studio”, che permetterebbe a ognuno di procurarsi l'istruzione che preferisce sul mercato libero, al passaggio della responsabilità dell'istruzione dalla scuola ai media e all'addestramento sul lavoro. Alcuni sostengono che la scuola dovrà perdere il suo carattere di istituzione ufficiale dello Stato come l’ha perso la Chiesa nel corso degli ultimi due secoli. Altri riformatori propongono di sostituire la scuola universale con vari altri sistemi che, a loro parere, assicurerebbero a tutti una migliore preparazione alla vita propria di una società moderna. Queste proposte di nuove istituzioni educative si possono grosso modo raggruppare in tre categorie: la riforma dell'aula scolastica all'interno del sistema scolastico; la disseminazione di libere aule scolastiche in tutta la società; la trasformazione di tutta la società in un'unica immensa aula scolastica. Ma queste tre prospettive - l'aula riformata, l'aula libera e l'aula universale - rappresentano in realtà tre momenti di un progetto di escalation educativa nel quale ogni fase minaccia un controllo sociale più sottile e più penetrante della precedente. Io credo che l'abolizione dell'istituzione scolastica sia divenuta inevitabile e che tale fine di un'illusione dovrebbe colmarci di speranza. [...]' 
Ivan Illich, scrittore, storico, pedagogista e filosofo austriaco, che nacque  nel 1926







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