venerdì 18 luglio 2014

George Berkeley, La Chiesa e la mosca. L’altro giorno, mentre passeggiavo da solo nella cattedrale di San Paolo, mi sono dilettato di sviluppare un’analogia tra la struttura di quella costruzione e la Chiesa cristiana nel senso più ampio. Mi sembrava che l’ordine e l’economia divini dell’una fossero simbolicamente rappresentati dall’architettura proporzionata, semplice e maestosa dell’altra. Inoltre, come l’una consiste in una grande varietà di parti unite nell’unico progetto originario, conformemente all’arte più autentica, e secondo proporzioni esattissime, così l’altra contiene un’adeguata gerarchia dei suoi membri, varie istituzioni sacre, dottrine sublimi e solidi precetti di moralità sussunti all’interno di un unico progetto, che tendono con mirabile armonia a un solo scopo: la felicità e l’elevazione della natura umana. Nel bel mezzo della mia contemplazione, vidi una mosca su di una colonna, e subito mi venne da pensare che quella mosca era un libero pensatore. Infatti, abbracciare con un unico sguardo le diverse parti di un edificio, così da rilevarne la simmetria e la corrispondenza a un progetto, richiede, nello spettatore, un campo visivo di una certa ampiezza. Ma per una mosca, il cui sguardo abbraccia solo una piccola parte di una pietra di una singola colonna, la bellezza complessiva dell’insieme e la funzione specifica delle sue parti sono impercettibili: essa non vedrà altro che le piccole diseguaglianze sulla superficie di quel pezzo di pietra, diseguaglianze che alla vista di quell’insetto sembreranno altrettante rocce deformi e precipizi. I pensieri dei liberi pensatori si concentrano su certe particolarità e minuzie della religione, sulle difficoltà di un singolo testo, sull’oscurità di un’azione della Provvidenza o di qualche punto dottrinale – che appaiono inspiegabili alle loro anguste facoltà senza comprendere lo scopo e il disegno del Cristianesimo, la perfezione alla quale esso innalza la natura umana, la luce che ha irradiato sul mondo, e la stretta connessione che ha sia con il bene pubblico delle società, sia con quello dei singoli individui.

« Le idee che ci facciamo delle cose sono tutto ciò che possiamo dire della materia. Perciò per "materia" si deve intendere una sostanza inerte e priva di alcun senso, della quale però si pensa che abbia estensione, forma e movimento. È quindi chiaro che la nozione stessa di ciò che viene chiamato "materia" o "sostanza corporea" è contraddittoria. Non è quindi il caso di spendere altro tempo per dimostrarne l'assurdità. »
Berkeley, Trattato sui principi della conoscenza umana, § 9



George Berkeley, La Chiesa e la mosca.
“L’altro giorno, mentre passeggiavo da solo nella cattedrale di San Paolo, mi sono dilettato di sviluppare un’analogia tra la struttura di quella costruzione e la Chiesa cristiana nel senso più ampio. Mi sembrava che l’ordine e l’economia divini dell’una fossero simbolicamente rappresentati dall’architettura proporzionata, semplice e maestosa dell’altra. Inoltre, come l’una consiste in una grande varietà di parti unite nell’unico progetto originario, conformemente all’arte più autentica, e secondo proporzioni esattissime, così l’altra contiene un’adeguata gerarchia dei suoi membri, varie istituzioni sacre, dottrine sublimi e solidi precetti di moralità sussunti all’interno di un unico progetto, che tendono con mirabile armonia a un solo scopo: la felicità e l’elevazione della natura umana.
Nel bel mezzo della mia contemplazione, vidi una mosca su di una colonna, e subito mi venne da pensare che quella mosca era un libero pensatore. Infatti, abbracciare con un unico sguardo le diverse parti di un edificio, così da rilevarne la simmetria e la corrispondenza a un progetto, richiede, nello spettatore, un campo visivo di una certa ampiezza. Ma per una mosca, il cui sguardo abbraccia solo una piccola parte di una pietra di una singola colonna, la bellezza complessiva dell’insieme e la funzione specifica delle sue parti sono impercettibili: essa non vedrà altro che le piccole diseguaglianze sulla superficie di quel pezzo di pietra, diseguaglianze che alla vista di quell’insetto sembreranno altrettante rocce deformi e precipizi.
I pensieri dei liberi pensatori si concentrano su certe particolarità e minuzie della religione, sulle difficoltà di un singolo testo, sull’oscurità di un’azione della Provvidenza o di qualche punto dottrinale – che appaiono inspiegabili alle loro anguste facoltà senza comprendere lo scopo e il disegno del Cristianesimo, la perfezione alla quale esso innalza la natura umana, la luce che ha irradiato sul mondo, e la stretta connessione che ha sia con il bene pubblico delle società, sia con quello dei singoli individui.”
GEORGE BERKELEY (1658 – 1753), “Filosofi minuti”, in ID., “Opere filosofiche”, a cura, introduzione trad. di Silvia Parigi, UTET, Torino 2007 (I ed. 1996), ‘Saggi pubblicati sul «Guardian» (1713)’, N. 70. Lunedì I giugno, pp. 421 – 422. 



Ma la mosca vedeva ugualmente cose che a Berkeley sfuggivano. Il che distrugge automaticamente la sua analogia, nella sua povertà partigiana, e apre immediatamente il campo a posizioni più mature e articolate, come quella di un Hegel.




“ As I was the other day taking a solitary walk in St. Paul’s, I indulged my thoughts in the pursuit of certain analogy between that fabric and the Christian church in the largest sense. The divine order and economy of the one seemed to be emblematically set forth by the just, plain, and majestic architecture of the other. And as the one consists of a great variety of parts united in the same regular design, according to the truest art, and most exact proportion \ so the other contains a decent subordination of members, various sacred institutions, sublime doctrines, and solid precepts of morality digested into the same design, and with an admirable concurrence tending to one view, the happiness and exaltation of human nature.
In the midst of my contemplation, I beheld a fly upon one of the pillars; and it straightway came into my head, that this same fly was a Free-thinker. For it required some comprehension in the eye of the spectator, to take in at one view the various parts of the building, in order to observe their symmetry and design. But to the fly, whose prospect was confined to a little part of one of the stones of a single pillar, the joint beauty of the whole or the distinct use of its parts were inconspicuous, and nothing could appear but small inequalities in the surface of the hewn stone, which in the view of that insect seemed so many deformed rocks and precipices.
The thoughts of a Free-thinker are employed on certain minute particularities of religion, the difficulty of a single text, or the unaccountableness of some step of Providence or point of doctrine to his narrow faculties, without comprehending the scope and design of Christianity, the perfection to which it raiseth human nature, the light it hath shed abroad in the world, and the close connection it hath as well with the good of public societies as with that of particular persons.”
GEORGE BERKELEY, “– ‹mentisque capacius altæ›. Ovid. Met. i., v. 76. Of thoughts enlarg’d, and more exalted mind”, in «The Guardian», volume the first, Tillet, London 1797, Nᵒ 70. Monday, June 1, 1713, pp. 417 – 419.



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