lunedì 28 luglio 2014

Distopia. luogo immaginario in cui le persone sono infelici e solitamente spaventate perché non sono trattate in maniera giusta; un futuro spiacevole in cui le persone spesso sono disumanizzate; un mondo da incubo caratterizzato da miseria umana, squallore, oppressione, malattia e sovraffollamento. Generalmente, le società distopiche sono dipinte nelle pagine dei romanzi, come Hunger Games e Divergent. Ci fanno vedere di sfuggita delle società distorte in cui la giustizia e la libertà sono state soppresse, in cui si vive nella deprivazione, e le vite sono superflue. Ci fanno immaginare una società in cui le persone sono portate al limite della sopportazione - e spesso uccise se non lo sopportano.

Distopia: luogo immaginario in cui le persone sono infelici e solitamente spaventate perché non sono trattate in maniera giusta; un futuro spiacevole in cui le persone spesso sono disumanizzate; un mondo da incubo caratterizzato da miseria umana, squallore, oppressione, malattia e sovraffollamento.

Generalmente, le società distopiche sono dipinte nelle pagine dei romanzi, come Hunger Games e Divergent. Ci fanno vedere di sfuggita delle società distorte in cui la giustizia e la libertà sono state soppresse, in cui si vive nella deprivazione, e le vite sono superflue. Ci fanno immaginare una società in cui le persone sono portate al limite della sopportazione - e spesso uccise se non lo sopportano. 

Ma quella è tutta finzione, giusto? Con l'ultima pagina, finisce.

Sbagliato.
La narrazione distopica più inquietante del nostro tempo non è una finzione. È un posto reale abitato da persone reali. È Gaza. Il posto più tragico in cui vivere su tutta la terra. Laddove alcune persone nel mondo combattono la violenza o la povertà o il pregiudizio o l'intimidazione o la fame o la mancanza di assistenza sanitaria o la mancata libertà di movimento o l'imprigionamento o la disoccupazione di massa o la sorveglianza costante o l'insicurezza o la deprivazione delle cose essenziali o la mancanza di speranza o la scarsa educazione o l'isolamento forzato o il disprezzo dei diritti umani o il dolore di perdere i propri cari, il milione e 800 mila abitanti di Gaza li combattono tutti assieme, ogni giorno. Davanti a una comunità globale per lo più indifferente.

Donne. Bambini. Neonati. Anziani. I disabili. Gli innocenti. Combattono tutte quelle ingiustizie ogni giorno perché, negli ultimi otto anni, sono sopravvissuti - non hanno "vissuto" - sotto un assedio imposto da Israele. Un ragazzo palestinese di 17 anni, detenuto in una prigione israeliana, ha descritto la miseria quotidiana che i cittadini di Gaza sopportano. "È come essere l'ombra di se stessi, costretti a terra, incapaci di liberarsi. Vedi te stesso lì per terra, ma non riesci a unire l'ombra con la vita." Per dirla in maniera semplice: morte lenta.

A meno che voi non abbiate vissuto giorno dopo giorno sotto assedio e sotto attacchi violenti, è impossibile capire la disperazione che devono sopportare gli abitanti di Gaza. Non dimenticatelo: il 70% della popolazione di Gaza è composto da rifugiati. Non posso sperare, con delle parole soltanto, di fare giustizia alla loro sofferenza. Tutto quello che posso offrire sono delle istantanee della loro esistenza.

Immaginate di essere imprigionati in una desolata striscia di terra, a malapena lunga 25 miglia e larga tra le 3 e le 7 miglia.

Immaginate che i vostri figli abbiano un urgente bisogno medico che le cliniche di Gaza non possono gestire. Giorno dopo giorno, aspettate al confine senza sapere se sarà il giorno in cui voi e il vostro bambino potrete uscire per cercare le cure di cui avete bisogno.

Immaginate di crescere i vostri bambini senza accesso all'acqua, o a un sistema fognario, o all'elettricità per circa metà della giornata. O di affidarvi all'UNRWA per le porzioni di cibo per tenere in vita la vostra famiglia.

Ed ora, immaginate le persone di Gaza che convivono quotidianamente anche con i bombardamenti. Più di un quarto delle vittime delle ultime due settimane erano bambini: centosessantuno. Altre centinaia storpiati o rimasti orfani. Decine di migliaia di famiglie mandate in frantumi e allontanate.

Immaginate di sedervi a tavola per cena con la vostra famiglia e che vi vengano dati alcuni minuti per evacuare prima che la vostra casa sia bombardata. I missili che radono al suolo casa vostra. Foto dei vostri nonni irrimediabilmente perdute. Foto dei vostri figli di quando erano piccoli, distrutte. Carte d'identità disperse. La vostra storia personale, cancellata.

O immaginate di provare a salvare vite in un ospedale che ha il minimo delle strutture mediche e solo strumenti arrugginiti. Le vostre scarpe si appiccicano al sangue sul pavimento. E poi l'ospedale è bombardato.

Gaza è in uno stato di trauma. Tutto quello che vogliono gli abitanti di Gaza è quello che ciascuno di noi vuole. L'opportunità di vivere una vita normale con dignità e sicurezza, e costruire un futuro in cui i propri figli possano prosperare, sognare e sviluppare il loro potenziale. Deve essergli permesso farlo.  [...] 

http://www.huffingtonpost.it/rania-al-abdullah/gaza-moderna-distopia_b_5616321.html?utm_hp_ref=italy



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