sabato 22 settembre 2012

Osho Rajneesh. Biografia

Osho Rajneesh (Kuchwada, 11 dicembre 1931 – Pune, 19 gennaio 1990) […] 

NEGLI ANNI OTTANTA ADOTTÒ IL NOME DI OSHO, CHE DERIVA DAL TERMINE "OCEANICO" (in inglese osheanic). […] I suoi insegnamenti sincretici enfatizzano l'IMPORTANZA DELLA MEDITAZIONE, DELLA CONSAPEVOLEZZA, DELL'AMORE, DELLA CELEBRAZIONE, DELLA CREATIVITÀ E DELL'UMORISMO – VALORI CHE EGLI RITENEVA SOPPRESSI DALL'ADESIONE AI SISTEMI DI CREDENZE IMPOSTI DALLA SOCIETÀ, ALLE FEDI RELIGIOSE E ALLE IDEOLOGIE. FAUTORE DI UNA RIBELLIONE FONDATA SUL SENSO CRITICO E SUL RIFIUTO DI ASSUMERE QUALSIASI NORMA DI VITA O VALORE SOCIALE SOLO PERCHÉ COMUNEMENTE ACCETTATI, FU UN FORTE OPPOSITORE DELLE RELIGIONI ORGANIZZATE E DI OGNI TIPO DI POTERE. CONSIDERAVA TUTTE LE TRADIZIONI RELIGIOSE COME SUPERSTIZIONI CHE REPRIMONO L'UOMO E NE OSTACOLANO IL CAMMINO VERSO LA VERITÀ.  […] Nel 1981 Osho si trasferì negli Stati Uniti e i suoi seguaci fondarono una Comune, in seguito nota come Rajneeshpuram, nello stato dell'Oregon. […]  
Nel 1974 si trasferì a Pune dove fondò il suo ashram, centro di comunità spirituale  […]
La comune in Oregon:
[…]In America si provvede ad acquistare un ranch, - il quarto per grandezza negli USA, - in Oregon, dove vengono centralizzate le attività della Rajneesh Foundation International, l’associazione religiosa sorta intorno a Osho, e questi viene invitato a risiedervi quando si trasferisce in USA per motivi di salute, nel giugno del 1981. Quell'estate, dunque, l'esperimento comunitario viene trasferito in America, dove ha modo di affermarsi nel mondo occidentale con la fondazione di una comune presso il ranch "Big Muddy" ad Antelope. La nuova Comune viene chiamata Rajneeshpuram ("La Città di Rajneesh"), È GRANDE BEN 65000 ACRI, RISCUOTE UN GRANDE SUCCESSO FINO AD INGRANDIRSI ALLE DIMENSIONI DI UNA PICCOLA CITTADINA. […] Nel giro di poco tempo, fra una miriade di ostacoli legali, quella proprietà si trasforma in una cittadina in grado di ospitare 4-5000 residenti fissi più circa 15.000 persone durante le celebrazioni annuali in luglio; VENGONO COSTRUITE STRADE, CASE, PONTI, PERSINO UN PICCOLO AEROPORTO, OLTRE A UN CENTRO COMMERCIALE CON NEGOZI, CAFFÈ, RISTORANTE, UFFICIO POSTALE E UN ALBERGO. I servizi essenziali vengono centralizzati con una grossa mensa per i pasti (successivamente due) e UN SISTEMA DI TRASPORTI PUBBLICI CHE ARRIVA A CONTARE 115 AUTOBUS E A ESSERE UNO DEI MAGGIORI DELLO STATO DELL’OREGON. Viene costruita una stalla per 60 mucche da latte, comprensiva di impianto di riciclaggio per la produzione di gas metano e fertilizzanti, e un gigantesco pollaio che ospita più di 700 galline ovaiole, oltre ad anatre ed oche. A coronare tutto questo, un progetto da 1,5 milioni di dollari porta alla costruzione, in soli quattro mesi, di una diga con un bacino della portata di quasi un milione e mezzo di metri cubi d’acqua. Il lago così ottenuto, dedicato a Krishnamurti, viene utilizzato oltre che per l’irrigazione e il controllo delle piene, anche a scopi ricreativi, con barche, piccolo molo e trampolini. […] Il suo ultimo anno fu rattristato dal suicidio della sua compagna di sempre, che egli riteneva la reincarnazione di un suo amore giovanile. Per il suo mahasamadhi, la partenza fisica dal mondo, lasciò la seguente epigrafe: "OSHO. Never Born, Never Died. Only Visited this Planet Earth between Dec 11 1931 – Jan 19 1990." ovvero "OSHO. MAI NATO, MAI MORTO, HA SOLO VISITATO QUESTO PIANETA TERRA DALL'11 DICEMBRE 1931 AL 19 GENNAIO 1990
L'insegnamento:

OSHO AFFERMAVA CHE IL SANNYAS, OSSIA IL SUO MOVIMENTO DI “RICERCATORI DEL VERO”, NON FOSSE UN PROGRAMMA BENSÌ UN PROCESSO DI “DEPROGRAMMAZIONE”, DI “DEIPNOSI”, FINALIZZATO A LIBERARE IL DISCEPOLO DA TUTTI I CONDIZIONAMENTI IMPOSTI DALLA PROPRIA SOCIETÀ, CULTURA E TRADIZIONE. Al giornalista Enzo Biagi, che gli domandò QUALE FOSSE IL SUO INSEGNAMENTO, rispose: «IO NON HO NESSUN INSEGNAMENTO. NON SONO UN INSEGNANTE. NON DO NESSUNA FILOSOFIA DELLA VITA, NÉ ALCUNA DISCIPLINA, NÉ PROGRAMMI DA SEGUIRE. Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E IL MIO APPROCCIO INIZIA CON UNA DEPROGRAMMAZIONE. Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di de-programmazione. Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di concetti, coi quali vive poi tutta la vita. In questo modo si vive una vita fasulla; non è autentica, non è onesta perché non ti appartiene.[…] IL MIO LAVORO FONDAMENTALE È QUESTO: RENDERTI UN INDIVIDUO, NON UN SEMPLICE INGRANAGGIO DEI SISTEMA, NON UNA PARTICELLA DELLA MASSA. Voglio darti un'integrità, UNA LIBERTÀ DELL'ANIMA, IN MODO TALE CHE TU NON SIA PIÙ VITTIMA DI ALCUNA SCHIAVITÙ, DETTA CRISTIANESIMO, INDUISMO, EBRAISMO: PER LA PRIMA VOLTA SARAI SEMPLICEMENTE TE STESSO. A quel punto entrerà in gioco la tua ricerca della verità, la tua indagine nella verità. E ricorda, TUTTE LE RISPOSTE CHE TI SONO STATE DATE DA ALTRI NON POTRANNO MAI SALVARTI. Solo la tua risposta, quella che troverai con le tue mani, con la tua ricerca, potrà liberarti dall'ignoranza, dall'infelicità, dall'angoscia. Io non ho insegnamenti. OFFRO SOLO ESPEDIENTI, STRATAGEMMI. NON SONO UN INSEGNANTE, SONO UN MAESTRO. GLI INSEGNANTI OFFRONO INSEGNAMENTI, I MAESTRI POSSIEDONO ESPEDIENTI, STRATAGEMMI, METODOLOGIE PER TRASFORMARE LA GENTE. » [...]

Osho alla guida, accolto dai sannyasin ai tempi della comune americana
[…] La pratica della meditazione non implica quindi un'attività spirituale, la concentrazione su qualcosa, la ripetizione di mantra ecc. e non è possibile forzarla con un atto di volontà, ma OCCORRE SOLTANTO LASCIARE CHE QUESTO STATO DI NON-MENTE, DI ASSENZA ASSOLUTA DI PENSIERI, SI MANIFESTI SPONTANEAMENTE, AGEVOLANDOLO CON APPOSITE TECNICHE. È QUESTA LA MENTE DEL BAMBINO CHE GUARDA INCANTATO LE MERAVIGLIE DEL MONDO; è la mente innocente che si affaccia per la prima volta sull'universo e lo contempla, contrapposta alla mente manipolata dalla società (Osho usava il termine "deprogrammazione" per indicare l'obiettivo dei suoi esercizi meditativi, ossia quello di eliminare tutti i condizionamenti sociali e culturali che l'individuo subisce fin dalla nascita). Osho spiegò che LA MEDITAZIONE È UN SEMPLICE PROCESSO DI OSSERVAZIONE DELLA PROPRIA MENTE, SENZA COMBATTERE CON ESSA, SENZA CERCARE DI CONTROLLARLA. Si resta semplicemente presenti, come un testimone che non sceglie, e si prende nota di tutto ciò che passa, senza alcun pregiudizio a favore o contro, senza giudicare, perché NEL MOMENTO IN CUI SI GIUDICA CI SI RIIDENTIFICA CON LA MENTE E SI PERDE LA MEDITAZIONE. Bisogna invece EVITARE QUALSIASI RELAZIONE CON IL PROPRIO PROCESSO DI PENSIERO, RIMANERNE DEL TUTTO SCOLLEGATI, CALMI, DISTACCATI, OSSERVANDO TUTTO CIÒ CHE PASSA. Così, gradualmente, l’intensità dei pensieri diminuisce e si diventa sempre più puramente “consapevoli”. […]
L'essere in meditazione, dunque, è una condizione comune e naturale dell'uomo, ma è molto difficile per l'uomo moderno raggiungere tale condizione con le tradizionali tecniche (come sedersi in silenzio a gambe incrociate) poiché egli subisce continuamente "distrazioni" e stimoli esterni e la mente è talmente piena di pensieri che si muovono freneticamente, che ha perso la capacità di restare immobile e dedicarsi al proprio ascolto interiore scendendo in profondità dentro se stesso, oltre l'ego e la mente. Per questo motivo OSHO INDIVIDUÒ ALCUNE TECNICHE DI MEDITAZIONE ATTIVA, il cui fine essenziale era di PLACARE LA MENTE per creare quello spazio di silenzio e consapevolezza necessario alla meditazione.
Alcuni di questi esercizi preparatori possono essere ritrovati nelle terapie della moderna psicoterapia occidentale (ad esempio la PSICOTERAPIA DELLA GESTALT), e consistono nell'ALTERAZIONE DEL RESPIRO, nel gibberish (l'ESPRIMERSI IN UN LINGUAGGIO SCONOSCIUTO), nel piangere o ridere liberamente, nel DANZARE E MUOVERE IL CORPO FINO A RAGGIUNGERE LO STATO DI CATARSI, OVVERO DI CROLLO DELLE SOVRASTRUTTURE MENTALI E LIBERAZIONE DALLE STESSE ATTRAVERSO UN'ESPLOSIONE EMOZIONALE. IN QUESTO MODO SI LIBERANO IL CORPO E LA STRUTTURA PSICO-ENERGETICA DI TUTTI QUEI BLOCCHI EMOZIONALI CHE IMPEDISCONO LA LIBERA ESPRESSIONE DI SÉ NELLA VITA QUOTIDIANA. Le tecniche di meditazione principali proposte da Osho  […]si basano sui seguenti presupposti:
1. la concezione di piena identità fra corpo e struttura psichica (ogni emozione repressa o trauma interiorizzato ha un corrispettivo nel corpo fisico)
2. i condizionamenti sociali ed emotivi subiti dall'uomo fin dalla sua prima infanzia, se molto radicati nella propria struttura psicofisica, devono essere eliminati, il che richiede un atto di volontà del praticante. […]

Religione [modifica]
OSHO CONDANNÒ PERENTORIAMENTE TUTTE LE RELIGIONI ORGANIZZATE CONSIDERANDOLE SPAZZATURA ALLA STREGUA DELLE SUPERSTIZIONI […]. Affermò che LE RELIGIONI TRADIZIONALI HANNO REPRESSO LO SVILUPPO NATURALE DELL’ESSERE UMANO E SONO DESTINATE A SCOMPARIRE, e che non hanno alcun senso i vari credo, le fedi e i dogmi imposti dalla società; la dimensione spirituale deve sorgere dall’esperienza diretta, dalla ricerca, da una effettiva maturazione interiore; “per raggiungere la verità è necessario liberarsi da tutte le dottrine, da tutte le strutture formali”. L'errore fondamentale compiuto da tutte le religioni, secondo Osho, è che nessuna ha avuto il coraggio di riconoscere che ci sono cose che noi non sappiamo, ognuna ha finto di essere onnisciente, di essere l’unica vera religione condizionando l’uomo fin dalla nascita con effetti deleteri. Osho affermò che il vero uomo religioso è un ribelle in totale armonia con la sua luce, col flusso divino dell’esistenza, che vive in assoluta libertà senza essere condizionato dalla società, dalla cultura e dalle tradizioni. Nell'ultima fase della sua vita, in una conferenza stampa mondiale, dichiarò sciolta la religione sorta intorno a lui, annullò l'uso dei colori rossi e del mālā, perché per raggiungere "l’essenza più intima del proprio essere non occorre una professione di fede, io non sono un leader, non ho catechismi, non ho teologie. TU NON SEI UN SEGUACE: È SUFFICIENTE ESSERE AMICI". Nei suoi discorsi ricorrono spesso dotti riferimenti alle scritture delle grandi religioni mondiali, di cui Osho forniva argute interpretazioni personali. Le sue feroci posizioni contro le tradizioni spirituali gli attirarono l’ostilità del mondo religioso.
Dio:
OSHO NON CREDEVA ALL’ESISTENZA DI UN DIO “PERSONA”, COME QUELLO TRAMANDATOCI DALLE GRANDI TRADIZIONI RELIGIOSE, BENSÌ ALL’ESISTENZA DI UNA ESSENZA DIVINA, UN'ENERGIA ALLO STATO PURO, IMPERSONALE, ETERNA E CREATIVA, IN PERENNE ESPANSIONE. Questa essenza divina – che possiamo chiamare Dio, Dharma, Brahman, Tao, Logos, Verità, Assoluto ecc. – non può essere dimostrata ma PUÒ ESSERE SPERIMENTATA, POICHÉ PERMEA TUTTO CIÒ CHE ESISTE, È LA VITA STESSA, “L’ANIMA STESSA DELL’UNIVERSO” CHE ALBERGA ANCHE DENTRO DI NOI, è la nostra più intima natura, e rientrare in connessione con essa costituisce l'esperienza suprema della beatitudine. LE DIVINITÀ “PERSONALIZZATE”, SECONDO OSHO, NON SONO ALTRO CHE PROIEZIONI DELLA MENTE UMANA, CHE HA BISOGNO DI CERTEZZE, E SONO STATE CREATE DALLE RELIGIONI PER IMPORRE LA PROPRIA EGEMONIA SULL’ESSERE UMANO. Altrettanto fasulla è l’esistenza del demonio, controparte malevola del divino inventata dalle organizzazioni religiose per sostenere le proprie tesi: il male inteso come entità divina non esiste, è soltanto “assenza di luce”, di amore e consapevolezza.
Matrimonio e famiglia:
Osho considerava il MATRIMONIO UN'ISTITUZIONE CONTRONATURA poiché in contrasto con la libertà personale, “il valore supremo, non esiste nulla di più elevato della libertà”. La vita – spiega il mistico – è un continuo mutamento, e le persone dovrebbero incontrarsi e amarsi occasionalmente, quando entrano in sintonia, e poi separarsi quando questa sintonia svanisce. FORZARE LEGALMENTE I RAPPORTI AFFETTIVI È SBAGLIATO E GENERA NEVROSI, PERVERSIONI PSICOLOGICHE, REPRESSIONI E SENSI DI COLPA. LA FAMIGLIA, INOLTRE, DANNEGGIA E CONDIZIONA NEGATIVAMENTE LA PSICHE DEL BAMBINO INCULCANDOGLI PREGIUDIZI, FALSI VALORI E APPARTENENZE SOCIALI E RELIGIOSE. […]
Ego, mente e psicoanalisi
Osho sosteneva, in linea con le teorie buddhiste e il misticismo orientale, CHE LA MENTE FOSSE LA PRIMA CAUSA DELL’INFELICITÀ UMANA, PERCHÉ HA PRESO GRADUALMENTE IL CONTROLLO DELL’INDIVIDUO DISTRUGGENDONE LA VITA. L’uomo – che in realtà è consapevolezza – ha fatto l’ERRORE DI IDENTIFICARSI CON LA MENTE, INVECE DI UTILIZZARLA COME SEMPLICE STRUMENTO AL PROPRIO SERVIZIO (ESSENDO UNA PARTE DEL CORPO FISICO, “MATERIA SOTTILE”), E LE HA COSÌ CONFERITO UN POTERE IMMENSO E DEVASTANTE. La mente, secondo Osho, è solo malattia e dovrebbe essere oltrepassata con la meditazione, che è appunto uno stato di non-mente, di puro essere. Precisò, tuttavia, che ESSA NON DEVE ESSERE CONSIDERATA COME UN "NEMICO", MA UTILIZZATA IN MODO ACCORTO. L’ego è una falsa identità creata dalla mente e dal traffico incessante dei pensieri, e costituisce una barriera che separa l’essere umano dal divino. Osho, pur riconoscendo la rilevanza delle teorie di Freud, ritiene la psicologia moderna incapace di risolvere i problemi dell’uomo, poiché agisce comunque nell’ambito della mente, cercando di adattarla alle esigenze della società, e non considera invece la possibilità di oltrepassarla radicalmente. Anche i sogni, afferma Osho, sono meri prodotti dell’attività mentale come i pensieri, in una forma però più "primitiva", e dunque sono del tutto irrilevanti e inutili.
Sesso e amore:
Morte:
PER OSHO LA MORTE NON ESISTE, È SOLTANTO UN INGANNO DEI SENSI, UNA “FINZIONE”. La nostra consapevolezza è immortale, mai ha avuto inizio e mai finirà, in quanto parte di un Tutto altrettanto eterno e infinito. “La vita e la morte sono un unico fenomeno, – spiegò – in realtà non esiste nulla che si possa definire morte: la vita è eterna”. Dunque, è soltanto il corpo a consumarsi e perire, la nostra reale essenza invece è immortale e, dopo la morte fisica, si trasferisce semplicemente in un altro corpo, in unaltra dimensione; oppure, qualora si muoia in piena consapevolezza, come un buddha, ci si libera dal ciclo di nascita e morte e si rimane radicati nel proprio essere, estaticamente fusi col Tutto. […]

Società e rivoluzione:
Osho considerava le rivoluzioni politiche e sociali del tutto inutili e sterili, e destinate al fallimento, poiché UNA SOCIETÀ PUÒ CAMBIARE UNICAMENTE SE CAMBIANO GLI INDIVIDUI CHE LA COMPONGONO, e questo può accadere solo mediante una “rivoluzione interiore”, spirituale. Se milioni di individui cambiano se stessi, la società cambierà di conseguenza, e non viceversa; non serve a nulla cambiare i governi e la struttura economica (Osho portò come esempio la rivoluzione russa del 1917 o la liberazione indiana dal colonialismo inglese, che non mutarono di fatto lo status quo). LA MENTALITÀ DEL RIVOLUZIONARIO, INFATTI, È DISTRUTTIVA: CONOSCE SOLO I METODI PER ANNIENTARE, NON CONOSCE I METODI PER CREARE. LA VERA RIVOLUZIONE, INVECE, È QUELLA INTERIORE, È QUELLA DEL “RIBELLE”, e necessita di creatività, di amore, e non di odio, per questo è più difficile da realizzare di quella esteriore. OSHO CONDANNÒ IN TOTO IL MONDO POLITICO, SOSTENENDO CHE FOSSE COMPOSTO DA INDIVIDUI AVIDI, ANIMATI SOLO DALLA BRAMA DI POTERE: non è il potere politico che rende avide le persone, – spiegò – ma È L’AVIDITÀ GIÀ PRESENTE IN DETERMINATI INDIVIDUI A MANIFESTARSI ATTRAVERSO LA CARRIERA POLITICA. AFFERMÒ INOLTRE CHE I POLITICI HANNO IL POTERE POLITICO, I PRETI QUELLO RELIGIOSO: IL POLITICO PROTEGGE IL PRETE E IL PRETE BENEDICE IL POLITICO; IN QUESTO GIOCO LE MASSE VENGONO SFRUTTATE DA ENTRAMBI. Osho, infine, criticò aspramente l’operato di alcune note figure spirituali, quali Madre Teresa di Calcutta, Giovanni Paolo II e il Mahatma Gandhi.

Ebrei e colonialismo:
Osho dichiarò di amare gli ebrei e di considerarli "uno dei popoli più belli e intelligenti che esistano al mondo", e definì se stesso "un vecchio ebreo". Le tante barzellette che circolano su di loro nascono proprio dal senso di frustrazione che ha la gente nei loro confronti e che la spingono a "vendicarsi" in tale maniera. Affermò inoltre che la creazione dello Stato di Israele, da parte degli Stati Uniti e dell'Inghilterra, avrebbe sortito un effetto molto più distruttivo di ciò che ha compiuto Hitler, e che sarebbe stato più logico trasferire il popolo ebreo in Oregon. In un discorso affermò che gli ebrei vivono un senso di colpa inconscio per il fatto di non aver seguito gli insegnamenti di Cristo […]

Gesù:
OSHO CONSIDERAVA GESÙ CRISTO UN MAESTRO ILLUMINATO – AL PARI DI BUDDHA, MAOMETTO, RAMAKRISHNA, MAHAVIRA ecc. – e lo definì “un poeta dell’Assoluto” frainteso sia dai cristiani che dagli ebrei, e disprezzato da questi ultimi perché visse la sua vita da individuo libero, autentico, che riconosceva solo la sua autorità avulsa da ogni tradizione. OSHO RITIENE IL CRISTIANESIMO UNA FALSA RELIGIONE, EDIFICATA ATTORNO ALLA SUA FIGURA E OSSESSIONATA DAL CONCETTO DELLA MORTE E DELLA SOFFERENZA. GESÙ – SPIEGA OSHO – NON FU MAI UN CRISTIANO; infatti in aramaico (la lingua parlata da Gesù) non esiste la parola “cristo”, né esiste in ebraico: SOLO TRECENTO ANNI DOPO LA SUA MORTE, QUANDO IL VANGELO VENNE TRADOTTO IN GRECO, LA PAROLA “MESSIA” VENNE RESA CON “CRISTO”. Secondo Osho, Mosè fu responsabile per aver inculcato nel suo popolo l’idea di un messia (lo stesso Gesù, suggestionato, finì per proclamarsi tale cercando seguaci); affermò inoltre che Giovanni il Battista fu un grande maestro e profeta rivoluzionario, e sostenne che anche San Francesco fosse un illuminato nonostante l’appartenenza al cristianesimo. […]

Da Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Osho_Rajneesh







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