martedì 11 settembre 2012

Ray Bradbury. Fahrenheit 451. Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietro quando muore [...]: un bimbo o un libro o un quadro o una casa o un muro eretto con le proprie mani o un paio di scarpe cucite da noi. O un giardino piantato col nostro sudore. Qualche cosa insomma che la nostra mano abbia toccato in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo.


"Ogni giorno della tua vita leggi poesie. La poesia è buona perchè esercita muscoli che non usi abbastanza spesso. La poesia espande i sensi e li riporta a condizioni primordiali. Fai sì che tu ti renda conto del tuo naso, del tuo occhio, del tuo orecchio, della tua lingua, della tua mano. E, dopo tutto, la poesia è metafora compatta e similitudine. Tali metafore, come i fiori di carta giapponesi possono espandersi all’esterno in forme gigantesche."
Ray Bradbury, da “Lo zen nell’arte della scrittura”



Erano ingenui soltanto se conveniva esserlo. Smisero di cercare di distruggere tutto, di umiliare tutto. Fusero religione, arte e scienza, perché alla base, la scienza non è che la spiegazione di un miracolo che non riusciamo mai a spiegare e l'arte è un'interpretazione di quel miracolo.
Ray Bradbury


Non c'è bisogno di bruciare libri per distruggere una cultura.
Basta fare in modo che la gente smetta di leggere.
Ray Bradbury


“…«Mi permettete una domanda?
Da quanto tempo lavorate agli incendi?»
«Da quando avevo vent’anni, dieci anni fa.»
«Non leggete mai qualcuno dei libri che bruciate?»
Lui si mise a ridere:
«Ma è contro la legge!»
«Oh, già, certo.»
«È un bel lavoro, sapete. 
Il lunedì bruciare i luminari della poesia, 
il mercoledì Melville, 
il venerdì Whitman,
ridurli in cenere e poi bruciar la cenere.
È il nostro motto ufficiale.»
Continuarono a camminare e infine la ragazza domandò:
«È vero che tanto tempo fa i vigili del fuoco spegnevano gli incendi invece di appiccarli?»
«No, è una leggenda. Le case sono sempre state antincendio, potete prendermi in parola.»
«È strano. Mi ricordo di aver sentito dire che molto, molto tempo fa
le case ardevano spesso per disgrazia
e che occorrevano gli uomini del fuoco per domare le fiamme.»…”
Ray Bradbury, “Fahrenheit 451”


E mi diceva anche:
"Riempiti gli occhi di meraviglie, vivi come se dovessi cadere morto fra dieci secondi!
Guarda il mondo: è più fantastico di qualunque sogno studiato e prodotto dalle più grandi fabbriche. Non chiedere garanzie, non chiedere sicurezza economica, un siffatto animale non è mai esistito; e se ci fosse, sarebbe imparentato col pesante bradipo che se ne sta attaccato alla rovescia al ramo di un albero per tutto il santo giorno, ogni giorno, passando l'intera vita a dormire. Al diavolo" diceva il nonno "squassa l'albero e fa' che il pesante bradipo precipiti al suolo e batta per prima cosa il culo!"
Ray Bradbury, Fahrenheit 451



Offri al popolo gare che si possano vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, o il nome delle capitali dei vari Stati dell'Unione o la quantità di grano che lo Iowa ha prodotto l'anno passato.
Riempi loro i crani di dati non combustibili, imbottiscili di "fatti" al punto che non si possano più muovere tanto son pieni, ma sicuri d'essere "veramente bene informati". Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia affinché possano pescare con questi ami fatti ch'è meglio restino dove si trovano. Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza.
Ray Bradbury, “Fahrenheit 451” (1953)


Più sport per ognuno, spirito di gruppo, divertimento, svago, distrazioni, e tu così non pensi, no? Organizzare, riorganizzare, superorganizzare super-super-sport! Più vignette umoristiche, più fumetti nei libri! Più illustrazioni, ovunque! LA GENTE ASSIMILA SEMPRE MENO. TUTTI SONO SEMPRE PIÙ IMPAZIENTI, PIÙ AGITATI E IRREQUIETI. Le autostrade e le altre strade d'ogni genere sono affollate di gente che va un po' da per tutto, ovunque, ed è come se non andasse in nessun posto. I profughi della benzina, gli erranti del motore a scoppio ...
Ray Bradbury, Fahrenheit 451


Alle volte se ne stavano seduti sulla veranda, tutta la famiglia a pensare a tante cose, a sviscerare le cose.
Lo zio dice che gli architetti si sono liberati delle verande, perché le verande non erano estetiche.
Ma lo zio dice che questo è un voler razionalizzare il fatto.
La vera ragione, nascosta sotto, mascherata, era, forse che non si voleva la gente seduta sotto le sue verande, così in pace, senza far niente, a dondolarsi, a chiacchierare: perché quello era il genere di vita collettiva non desiderata.
In quelle condizioni la gente parlava troppo; aveva il tempo di pensare, e così sè fatta la festa alle verande.
E anche ai giardinetti davanti ad ogni casa.
Non ci sono più panchine, non ci sono più giardini, dove sedere a perdere il tempo.
Ray Bradbury, Fahrenheit 451


Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietro quando muore, diceva sempre mio nonno:
un bimbo o un libro o un quadro o una casa o un muro eretto con le proprie mani o un paio di scarpe cucite da noi. O un giardino piantato col nostro sudore. Qualche cosa insomma che la nostra mano abbia toccato in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo, e quando la gente guarderà l'albero o il fiore che abbiamo piantato, noi saremo là. Non ha importanza quello che si fa, diceva mio nonno, purché si cambi qualche cosa da ciò che era prima in qualcos'altro che porti poi la nostra impronta. La differenza tra l'uomo che si limita a tosare un prato e un vero giardiniere sta nel tocco, diceva. Quello che sega il fieno poteva anche non esserci stato, su quel prato; ma il vero giardiniere vi resterà per tutta una vita.
Ray Bradbury. Fahrenheit 451, 1953


Un libro è una pistola carica nella casa accanto.
Chi sa quale può essere l'obiettivo dell'uomo che ha letto molto?
Ray Bradbury. Fahrenheit 451


Ci deve essere qualcosa di speciale nei libri, delle cose che non possiamo immaginare, per convincere una donna a restare in una casa che brucia. È evidente!
Ray Bradbury. Fahrenheit 451


Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita.
La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.
Ray Bradbury. Fahrenheit 451


A tutti noi, almeno una volta nella carriera, viene la smania di sapere cosa c'è in questi libri, ci viene come una smania... Dai retta a me Montague, i libri non hanno niente da dire. Guarda, queste sono opere di fantasia, e parlano di gente che non è mai esistita. I pazzi che li leggono diventano insoddisfatti, cominciano a desiderare di vivere in modi diversi, il che non è mai possibile!
François Truffaut - Fahrenheit 451 (1966), dall'omonimo romanzo di Ray Bradbury


Non possiamo dire in quale preciso momento nasca l'amicizia.
Come nel riempire una caraffa a goccia a goccia, 
c'è finalmente una stilla che la fa traboccare, 
così in una sequela di atti gentili ce n'è uno che fa traboccare il cuore.
Ray Bradbury, Fahrenheit 451

"(...) E quando ci domanderanno cosa stiamo facendo, tu potrai rispodere loro: noi ricordiamo.
Ecco dove alla lunga avremo vinto noi. E verrà il giorno in cui saremo in grado di ricordare una tal quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra. (...)"
Ray Bradbury, Fahrenheit 451


C'era un buffissimo uccello, chiamato Fenice, nel più remoto passato, prima di Cristo, e questo uccello ogni quattro o cinquecento anni si costruiva una pira e ci si immolava sopra. Ma ogni volta che vi si bruciava, rinasceva subito poi dalle sue stesse ceneri, per ricominciare. E a quanto sembra, noi esseri umani non sappiamo fare altro che la stessa cosa, infinite volte, ma abbiamo una cosa che la Fenice non ebbe mai. Sappiamo la colossale sciocchezza che abbiamo appena fatta, conosciamo bene tutte le innumerevoli assurdità commesse in migliaia di anni e finché sapremo di averle commesse e ci sforzeremo di saperlo, un giorno o l'altro la smetteremo di accendere i nostri fetenti roghi e di saltarci sopra. Ad ogni generazione, raccogliamo un numero sempre maggiore di gente che si ricorda.
Ray Bradbury. Fahrenheit 451


E ficcati bene in capo una cosa: tu non sei importante.Tu non sei nulla.
Un giorno, il fardello che ognuno di noi deve portare può riuscire utile a qualcuno.
Ma anche quando avevamo i libri a nostra disposizione, molto tempo fa, non abbiamo saputo trarre profitto da ciò che essi ci davano. Abbiamo continuato come se niente fosse ad insultare i morti. Abbiamo continuato a sputare sulle tombe di tutti i poveri morti prima di noi. Conosceremo una grande quantità di persone sole e dolenti, nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro : Ricordiamo. Ecco dove alla lunga avremo vinto noi. E verrà il giorno in cui saremo ingrado di ricordare una tale quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra.
(Ray Bradbury, Fahrenheit 451


La vita sulla Terra non si è mai composta in qualcosa di veramente onesto e nobile.
La scienza è corsa troppo innanzi agli uomini, e troppo presto, e gli uomini si sono smarriti in un deserto meccanizzato, come bambini che si passino di mano in mano congegni preziosi, che si balocchino con elicotteri e astronavi a razzo; dando rilievo agli aspetti meno degni, dando valore alle macchine anzi che al modo di servirsi delle macchine. Le guerre, sempre più gigantesche, hanno finito per assassinare la Terra.
… Ecco perché noi siamo fuggiti.
Ray Bradbury, Cronache marziane



«Erano ingenui soltanto se conveniva esserlo. Smisero di cercare di distruggere tutto, di umiliare tutto. Fusero religione, arte e scienza, perché alla base, la scienza non è che la spiegazione di un miracolo che non riusciamo mai a spiegare e l'arte è un'interpretazione di quel miracolo.»
Ray Bradbury, Cronache Marziane, 1950







http://youtu.be/d160eWmOrRc



http://youtu.be/976u_C5XnCc



https://youtu.be/TMDFGcBjE0I





Elenco blog personale