domenica 15 aprile 2012

Pirandello. Enrico IV. Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni

«Ho paura talvolta anche del mio sangue che pulsa nelle arterie, come, nel silenzio della notte, un tonfo cupo di passi in stanze lontane».
Pirandello, Enrico IV


Sono guarito, signori: perché so perfettamente di fare il pazzo.
Il guaio è per voi che la vivete agitatamente, senza saperla né vederla, la vostra pazzia.
Pirandello, Enrico IV


Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni. 
Pirandello, Enrico IV 


Conviene a tutti, capisci? CONVIENE A TUTTI FAR CREDERE PAZZI CERTUNI, PER AVERE LA SCUSA DI TENERLI CHIUSI. SAI PERCHÉ? PERCHÉ NON SI RESISTE A SENTIRLI PARLARE. […] Non si può mica credere a quello che dicono i pazzi! Eppure, si stanno ad ascoltare così, con gli occhi sbarrati dallo spavento. Perché? […] Perché TROVARSI DAVANTI A UN PAZZO SAPETE CHE SIGNIFICA? TROVARSI DAVANTI A UNO CHE VI SCROLLA DALLE FONDAMENTA TUTTO QUANTO AVETE COSTRUITO IN VOI, ATTORNO A VOI, LA LOGICA, LA LOGICA DI TUTTE LE VOSTRE COSTRUZIONI! Eh! Che volete? COSTRUISCONO SENZA LOGICA, BEATI LORO, I PAZZI! O con una loro logica che vola come una piuma! Volubili! Volubili! Oggi così e domani chi sa come! Voi vi tenete forte, ed essi non si tengono più. Voi dite "questo non può essere" e per loro può essere tutto. Ma voi dite che non è vero. E perché? Perché NON PAR VERO A TE, A TE, A TE, E CENTOMILA ALTRI. Eh cari miei! BISOGNEREBBE VEDERE POI CHE COSA INVECE PAR VERO A QUESTI CENTOMILA ALTRI CHE NON SONO DETTI PAZZI […]. PERCHÉ GUAI, GUAI SE NON VI TENETE FORTE A CIÒ CHE VI PAR VERO OGGI, A CIÒ CHE VI PARRÀ VERO DOMANI, ANCHE SE SIA L'OPPOSTO DI CIÒ CHE VI PAREVA VERO IERI!
Pirandello, "Enrico IV"

"Io so che a me, bambino, appariva vera la luna nel pozzo. E quante cose mi parevano vere! Ed ero beato! Perché guai, guai se non vi tenete più forte a ciò che vi par vero oggi, a ciò che vi parrà vero domani, anche se sia l’opposto di ciò che vi pareva vero ieri! Guai se vi affondaste come me a considerare questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi – come io guardavo un giorno certi occhi – potete figurarvi come un mendicante davanti a una porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi, col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma UNO IGNOTO A VOI, come quell’altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi tocca…"
(Enrico IV, L. Pirandello)

"I know that when I was a child, I thought the moon in the pond was real. How many things I thought real! I believed everything I was told – and I was happy! Because it's a terrible thing if you don't hold on to that which seems true to you today – to that which will seem true to you tomorrow, even if it is the opposite of that which seemed true to you yesterday. I would never wish you to think, as I have done, on this horrible thing which really drives one mad: that if you were beside another and looking into his eyes – as I one day looked into somebody's eyes – you might as well be a beggar before a door never to be opened to you; for he who does enter there will never be you, but someone unknown to you with his own different and impenetrable world …"
Luigi Pirandello (HENRY IV)



 

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