giovedì 5 aprile 2012

Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare. Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c'è in più.



Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare. Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c'è in più. Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura ? Togliere invece che aggiungere vuol dire riconoscere l'essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità. Questo processo porta fuori dal tempo e dalle mode.... La semplificazione è il segno dell'intelligenza, un antico detto cinese dice: "quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte".
Bruno Munari

eh già, è facile costruire strutture di pensiero così complesse che possono anche sfociare in quello che comunemente viene denominata pazzia, togliere le impalcature che abbiamo costruito intorno a noi sia mentali che emozionali è lavoro quasi da ceretosino equilibrista: un passo falso e si può aprire il baratro intorno a noi ma, è pur vero che se non riusciamo in questo compito la nostra vita sarà sempre improntata sull'ego che vuole sempre di più e non lascia respirare l'anima...

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