venerdì 20 ottobre 2017

Maria Teresa D'Asburgo. Persona dotata di incredibile la vitalità sedeva per molte ore al tavolo di lavoro, spesso dall’alba al tramonto, facendovi anche colazione, impegnata in udienze, conferenze con i ministri. La sua efficienza divenne proverbiale, specie in Lombardia, trasformata in una specie di laboratorio sperimentale per le riforme politiche e amministrative, ispirate ai principi dell’ illuminismo, che intendeva poi introdurre nel resto dell’impero. A Milano grazie a lei, fu creato il catasto dei terreni e delle case, si introdussero riforme amministrative e giuridiche secondo le indicazioni del Beccaria, si riformò l’istruzione elementare, non più monopolio della Chiesa. Si diffuse la cultura, abolendo i privilegi feudali, creando le corporazioni e le camere di commercio, abolendo ventitré diocesi, fra conventi, monasteri ed ospedali, confiscandone i beni che poi usava per finanziare le scuole pubbliche e gli istituti assistenziali, le scuole superiori e l’università, dimostrando tolleranza verso gli ebrei, ai quali costruì la sinagoga.



20 OTTOBRE 1740: 
AUSTRIA, IL TRONO A MARIA TERESA D’ASBURGO.

Figlia di Carlo VI e di Cristina di Brunswick-Wolfenhuttel quando nacque, il 13 maggio 1717, nessuno immaginava che potesse essere la futura erede al trono; Carlo VI era ancora relativamente giovane e quindi non sarebbero certo mancati eredi maschi. 

A venti anni, nel febbraio del 1736, sposò Francesco Stefano, duca di Lorena, con il quale ebbe ben sedici figli, dando così inizio alla Casa d’Asburgo-Lorena. Tra i figli più famosi si contano la regina Maria Antonietta di Francia (moglie di Luigi XVI), l'imperatore Giuseppe II d'Austria e il granduca di Toscana Leopoldo (imperatore d'Austria alla morte di Giuseppe II).

Quando il padre Carlo VI morì improvvisamente a 55 anni il 20 ottobre 1740, in base alla “Prammatica sanzione“ emanata dallo stesso imperatore il 19 aprile 1713, prese il suo posto, pur contestata da vari principi che accampavano diritti al trono. 
Si creò così un vasto movimento che aveva lo scopo di impedirne la successione.

Scoppiò così la "guerra per la successione austriaca" che si concluderà con la Pace di Aquisgrana nel 1748: Maria Teresa venne riconosciuta imperatrice pur con qualche concessione territoriale. 
Fu dopo la guerra dei Sette anni, conclusa nel 1763, che Maria Teresa si dedicò alla trasformazione e modernizzazione dello stato austriaco che divenne una monarchia governata da amministratori capaci e di provata onestà.

Comprese l’importanza di avere un apparato statale bene funzionante e dedicò tutte le sue forze per creare una burocrazia centralizzata fedele all’imperatore, eliminando tutti gli organi di governo locali in mano ai nobili, demolendo le barriere doganali, creando il porto franco di Trieste, abolendo soprattutto i privilegi nobiliari.

Persona dotata di incredibile la vitalità sedeva per molte ore al tavolo di lavoro, spesso dall’alba al tramonto, facendovi anche colazione, impegnata in udienze, conferenze con i ministri. La sua efficienza divenne proverbiale, specie in Lombardia, trasformata in una specie di laboratorio sperimentale per le riforme politiche e amministrative, ispirate ai principi dell’ illuminismo, che intendeva poi introdurre nel resto dell’impero.
A Milano grazie a lei, fu creato il catasto dei terreni e delle case, si introdussero riforme amministrative e giuridiche secondo le indicazioni del Beccaria, si riformò l’istruzione elementare, non più monopolio della Chiesa. Si diffuse la cultura, abolendo i privilegi feudali, creando le corporazioni e le camere di commercio, abolendo ventitré diocesi, fra conventi, monasteri ed ospedali, confiscandone i beni che poi usava per finanziare le scuole pubbliche e gli istituti assistenziali, le scuole superiori e l’università, dimostrando tolleranza verso gli ebrei, ai quali costruì la sinagoga.

Profondamente provata dalla morte del marito nel 1765 manifestò la volontà di ritirarsi in convento, ma era troppo dinamica per farlo. Rimarrà al servizio dell’impero fino al sopraggiungere della morte il 29 novembre del 1780.

Antonio A.


Amanti della storia

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