domenica 1 ottobre 2017

Fedro. Giove ci impose due bisacce: ci mise dietro quella piena dei nostri difetti e davanti, sul petto, quella con i difetti degli altri. Perciò non possiamo scorgere i nostri difetti e, non appena gli altri sbagliano, siamo pronti a biasimarli.

Socrate si stava fabbricando una piccola casa. Uno dei passanti, al solito, se ne stupì: 
“Come - gli chiese: - un uomo della tua fatta si costruisce una casa tanto piccola?”. 
“Voglia il cielo - rispose - che io passa riempirla di amici veri.
Fedro


Più i fiumi sono profondi, meno rumore fanno mentre scorrono. 
Lo stesso accade alle persone.
Fedro


Amittit merito proprium qui alienum adpetit.
Perde meritatamente il proprio chi aspira all’altrui (bene).
Perde anche il proprio chi desidera l'altrui
Fedro
Libro 1 Favola 4


LA VOLPE E L'UVA
Spinta dalla fame una volpe tentava di cogliere, saltando con tutte le sue forze, 
l'uva su un'alta pergola. Come si avvide di non poterla raggiungere mentre si allontanava commentò: 
"Non è ancora matura, non mi va di raccoglierla acerba". 
Coloro che svalutano a parole quanto non sono in grado di fare 
devono applicare a se stessi questo esempio.
Fedro, IV,3

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LA RANA E IL BUE
Il debole, quando vuole imitare il potente, muore.
Una volta, in un prato, una rana vide un bue e presa dall’invidia di tanta grandezza gonfiò la pelle rugosa: allora interrogò i suoi figli chiedendo se fosse più grande del bue. Essi risposero di no. Di nuovo tese la pelle con sforzo più grande e chiese se fosse più grande. I figli risposero: “Il bue”. Infine, indignata si gonfiò ancora più forte, ma talmente forte, che fece scoppiare il suo corpo morendo per colpa dell’invidia.
Fedro

Il topo e la rana.
Il topo per poter attraversare più facilmente un fiume, chiese aiuto alla rana. 
La rana con un filo lega ad una delle sue zampe di dietro uno dei piedi anteriori del topo.
Quando a nuoto furono arrivati a mezzo del fiume, la rana, tradendo la parola data, si tuffò sott’acqua e si trascinò dietro il sorcio.
Morto il sorcio venne a galla e ondeggiava sui flutti. 
Il nibbio che volava adocchiò la preda: 
strappò il topo e insieme portò via la rana che era con esso legata.
La perfida, che col tradimento aveva attentato alla vita dell’altro, 
trovò insieme la rovina anche lei e fu distrutta.
Fedro


Un lupo tutto striminzito dalla fame incontra un cane ben pasciuto. 
Si salutano e si fermano: 
“Donde vieni così lucido e bello? 
E che hai mangiato per farti così grasso? 
Io che sono tanto più forte di te, muoio di fame.” 
E il cane: “Se vuoi ce n'è anche per te. 
Basta che tu presti lo stesso mio servizio al padrone”.
“E che servizio?”
“Custodirgli la porta di casa e tener lontani i ladri, la notte”.
“Uh! ma io sono prontissimo! Adesso sopporto nevi e piogge nel bosco, trascinando una vita maledetta. Mi dev'esser molto più facile vivere sotto un tetto e riempirmi lo stomaco in pace”.
“Allora vieni con me”. E vanno.
Lungo la via il lupo vede una spelatura al collo del cane. 
“Che roba è quella, amico mio?”
“Oh… è niente”. “Ma, se vuoi dirmelo…”
“Qualche volta, per la mia natura impetuosa, mi tengono legato perché stia quieto durante il giorno e vigili la notte. Ma al crepuscolo vado in giro dove mi piace; mi si porta il pane senza ch'io debba richiederlo, il padrone mi dà gli ossi della sua tavola, la servitù mi getta qualche boccone: 
gli avanzi di ognuno sono miei. Così, senza fatica, mi empio la pancia”. 
“Ma se si ha voglia di uscire, è permesso?” 
“Proprio, interamente, no”.
“Addio, caro: goditi pure le tue gioie: 
io non baratto la mia libertà per un regno”.
Fedro


Non provvedere a se e dar consigli agli altri è cosa stolta
Fedro

Chi non si adatta alla gentilezza, per lo più paga il fio della propria superbia.
Fedro

Quando i potenti litigano, ai poveri toccano i guai.
Fedro

Molto spesso, col cambiare del governo, per i poveri cambia solo il nome del padrone.
Fedro

Giove ci impose due bisacce: ci mise dietro quella piena dei nostri difetti e davanti, sul petto, quella con i difetti degli altri. Perciò non possiamo scorgere i nostri difetti e, non appena gli altri sbagliano, siamo pronti a biasimarli.
Fedro

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