mercoledì 21 giugno 2017

Harper Lee. Il buio oltre la siepe. È il pregiudizio verso la “razza”, in questo caso afroamericana, che fa colpevole il “negro” Tom Robinson al di là degli esiti del processo per l’accusa di violenza carnale ai danni della “bianca” Mayella Ewell e della ferrea e coraggiosa difesa di Atticus Finch, profondo uomo, avvocato, padre che segue e cerca di affermare e far trionfare la giustizia umana e sociale prima ancora della legge scritta, in aula e in famiglia, contro l’ignoranza, contro i benpensanti della sua piccola spietata comunità, della sua cieca e povera giuria.

Harper Lee. Il buio oltre la siepe.
[...] Ambientato nel profondo sud dell'Alabama degli anni trenta, non ha tempo né coordinate geografiche. È di tutti i tempi, è di tutti noi. 
È il pregiudizio verso la “razza”, in questo caso afroamericana, che fa colpevole il “negro” Tom Robinson al di là degli esiti del processo per l’accusa di violenza carnale ai danni della “bianca” Mayella Ewell e della ferrea e coraggiosa difesa di Atticus Finch, profondo uomo, avvocato, padre che segue e cerca di affermare e far trionfare la giustizia umana e sociale prima ancora della legge scritta, in aula e in famiglia, contro l’ignoranza, contro i benpensanti della sua piccola spietata comunità, della sua cieca e povera giuria. 

Ma troneggia e fa gelare, con altrettanto forte richiamo all'attualità, anche il pregiudizio e il consequenziale isolamento di chi ha problemi psichici e relazionali e di chi sceglie di vivere in modo diverso secondo il proprio codice interiore comportamentale, contravvenendo ai canoni prestabiliti e sanciti dal "fare comune", che legittima ciò che è giusto e sbagliato senza appello, senza alcun riferimento reale alla personalità e all'identità dell'individuo.

È la signora ignoranza che mi figuro con una falce che recide vite e legami e un drappo che oscura la vista e la mente. 

Forse, alzandosi in punta di piedi, sporgendosi con discrezione oltre la linea di demarcazione morale si potrebbe vedere come quel diverso che è altro da noi ... è umanità ... Che nella similitudine, nelle affinità, nelle diversità può arricchire... e che il bene o il male son figli dello spirito, dell'agire, del reagire, dell’interagire… di quel codice morale che scriviamo dentro di noi, quella soggettività che, seppur inconsapevolmente, va a influire sugli sforzi o sulla ricerca di oggettività.

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