venerdì 31 luglio 2015

Schneider, Pietre che cantano. Una cosmologia un tempo assai diffusa, che ebbe il suo periodo di maggior espansione nel tardo megalitico, ha creato nel corso della storia dell’umanità un’immagine mitica che, nonostante le sue innumerevoli varianti geografico-culturali, ha conservato una straordinaria unità nelle sue caratteristiche fondamentali. Il simbolo centrale era costituito dalla pietra, ossia dalla colonna di pietra o albero del mondo, prodotto materiale di un’invocazione che univa il cielo alla terra, di un’invocazione creatrice divenuta però quasi impercettibile all’orecchio degli uomini. Molti elementi di questa cosmologia si sono conservati nella simbologia medievale, nelle fiabe e persino negli attuali costumi dei popoli


“Una cosmologia un tempo assai diffusa, che ebbe il suo periodo di maggior espansione nel tardo megalitico, ha creato nel corso della storia dell’umanità un’immagine mitica che, nonostante le sue innumerevoli varianti geografico-culturali, ha conservato una straordinaria unità nelle sue caratteristiche fondamentali. Il simbolo centrale era costituito dalla pietra, ossia dalla colonna di pietra o albero del mondo, prodotto materiale di un’invocazione che univa il cielo alla terra, di un’invocazione creatrice divenuta però quasi impercettibile all’orecchio degli uomini. Molti elementi di questa cosmologia si sono conservati nella simbologia medievale, nelle fiabe e persino negli attuali costumi dei popoli”
M. Schneider, Pietre che cantano



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