mercoledì 8 luglio 2015

Artemisia Gentileschi. Lettere precedute da Atti di un processo di stupro. Artemisia Gentileschi, pittrice, una degli artisti più importanti del suo tempo. Formatasi nella bottega del padre Orazio, a 15 anni fu violentata da un amico di famiglia, il pittore Agostino Tassi, che aveva il doppio dei suoi anni. Ma il padre intentò causa contro di lui per stupro e durante il processo Artemisia dovette sottoporsi allo schiacciamento delle dita per provare quanto sosteneva. «Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch'io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani quali prima mi teneva con l'altra mano mi le lasciò, havendo esso prima messo tutti doi li ginocchi tra le mie gambe et appuntendomi il membro alla natura cominciò a spingere e lo mise dentro. E li sgraffignai il viso e li strappai li capelli et avanti che lo mettesse dentro anco gli detti una stretta al membro che gli ne levai anco un pezzo di carne »




8 luglio 1593. 
Nasce a Roma Artemisia Gentileschi, pittrice, una degli artisti più importanti del suo tempo. 
Formatasi nella bottega del padre Orazio, a 15 anni fu violentata da un amico di famiglia, il pittore Agostino Tassi, che aveva il doppio dei suoi anni. Ma il padre intentò causa contro di lui per stupro e durante il processo Artemisia dovette sottoporsi allo schiacciamento delle dita per provare quanto sosteneva


«Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch'io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani quali prima mi teneva con l'altra mano mi le lasciò, havendo esso prima messo tutti doi li ginocchi tra le mie gambe et appuntendomi il membro alla natura cominciò a spingere e lo mise dentro. E li sgraffignai il viso e li strappai li capelli et avanti che lo mettesse dentro anco gli detti una stretta al membro che gli ne levai anco un pezzo di carne »
(Eva Menzio (a cura di), Artemisia Gentileschi, Lettere precedute da Atti di un processo di stupro, Milano, 2004)


Grande ed eroica, per quei tempi...
Esperienza assai forte, che cercava forse di superare col l'ausilio della pittura...


Avrebbero dovuto schiacciare a lui i pollici per dimostrare il contrario non a lei poveretta....




Il suo violentatore fu poi condannato?


In realtà fu solo condannato all'esilio, ma lo evitò grazie alle sue amicizie in alto loco. 
Come si vede, non è mai cambiato qualcosa nella storia dell'umanità.


Nel quadro qui sotto, "Giuditta che decapita Oloferne" (1620), 
la pittrice dipinge se stessa e il suo violentatore nei ruoli principali...



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