sabato 4 luglio 2015

Memento mori. Rappresentazioni che ricordano che ogni uomo deve morire.

Memento mori a Pompei, cosa significa la farfalla?
Tra i più antichi Memento mori, cioè le rappresentazioni che ricordano che ogni uomo deve morire, va menzionato certamente il mosaico (cm 47 x 41) trovato a Pompei e oggi conservato al Museo archeologici di Napoli. Questo genere di composizioni saranno riprese sia durante il Medioevo che, in modo più raffinato, nel periodo barocco. L’opera è di semplice lettura anche perché  i simboli, grazie al recupero archeologico del linguaggio antico, sono rimasti invariati per circa due millenni. La ruota è la fortuna. La fortuna della vita. Essa gira fino a quando l’uomo è vivo e può sospingerlo, per puro caso o per qualche piccolo merito, orientandone il corso, verso la ricchezza – rappresentata dal bel mantello, alla nostra sinistra o verso la povertà (gli abiti rudi, la bisaccia,  il bastone del povero e del vagabondo). Comunque sia è sempre il caso, considerata la circolarità della ruota, a creare una fortuna – anche economica – all’individuo o a costringerlo nella povertà assoluta. Giunta la morte – il teschio – la ruota si ferma e nulla ha più valore. La morte rende equidistanti dalla ricchezza e dalla povertà, che perdono ogni significato. . Quando il filo (in alto) si distacca dal supporto vitale a cui siamo legati,  nulla ha più valore.
Solo Psiche, l’anima è viva, nonostante sia schiacciata dal teschio. e sopravvive al di là della morte. Il mosaico proviene da un triclinium di una casa pompeiana, dove si consumavano i pasti. Un modo per ricordare al proprietario e ai commensali di non eccedere, come uomini, e di non affidare alla fortuna, totalmente, il proprio destino.

memento

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