lunedì 9 marzo 2015

Leonardo Renzi. Ero ad una mostra di oggetti preziosi rinascimentali, quando la mia attenzione viene catturata da una pistola in ebano, oro ed argento. Ormai sedotto, leggo nella targhetta esplicativa: "Uno dei massimi esempi della stretta collaborazione fra orologiai e armaioli tipica della Norimberga del XV° secolo" Quindi questo è il fascino della pistola: il suo fondere misura del tempo e meccanica della morte, stringerli nel battesimo del fuoco. Quel che mi ha colpito è che inizialmente gli orologiai erano attivamente impiegati nello studio e nella realizzazione delle armi da fuoco: evidentemente il passaggio dal misurare il tempo al dare la morte per loro era naturale.




Ero ad una mostra di oggetti preziosi rinascimentali, quando la mia attenzione viene catturata da una pistola in ebano, oro ed argento. Ormai sedotto, leggo nella targhetta esplicativa:
"Uno dei massimi esempi della stretta collaborazione fra orologiai e armaioli tipica della Norimberga del XV° secolo"
Quindi questo è il fascino della pistola: il suo fondere misura del tempo e meccanica della morte, stringerli nel battesimo del fuoco.
Quel che mi ha colpito è che inizialmente gli orologiai erano attivamente impiegati nello studio e nella realizzazione delle armi da fuoco: evidentemente il passaggio dal misurare il tempo al dare la morte per loro era naturale.


Il tempo come misura e trasformato nel meccano, nell'inquadrare la terra era già noto agli egizi e ai greci con le macchine disposte secondo il lancio e le grandi torre che ruotavano e colpivano con lance e pietre. [...] Infatti se noti l'evoluzione delle armi bianche e da sparo, vedrai che il tiro, l'esecuzione e la ripetizione e la giustapposizione tra sparo, e uso del fucile, carabina, spingarda tra colpo e spada e lancia venne sempre più perfezionato in alternanza di offesa. Il mitragliatore è la ripetizione seriale del colpo di offesa, dove il nemico, l'eroe, l'antagonista evapora, perché inscritto nella struttura che via via dal sedicesimo secolo diventa apparato. [...] da non confondere con gli eserciti dell'antica Roma che, seppur compatti, all'interno appariva il segno, il simbolo, il comandante, il legionario della falange e testuggine.
[...]  Un libro di Remarque "Niente di nuovo sul fronte occidentale" è terribile, perché fa scoprire e riscoprire il volto del nemico, il suo occhio. La persona. Provate a leggere le ultime pagine di quel libro sentendo la seconda sinfonia di Schumann ne rimarrete schiantati


A tale proposito narro una microstoria: mio nonno, nel corso della 1° guerra mondiale fu mandato al fronte a combattere in prima linea. Ben presto si accorsero che aveva uno spiccato talento nel far rifunzionare armi non più utilizzabili, così, poco dopo, si ritrovò a dirigere la linea produttiva di una fabbrica di armi. Ah, dimenticavo, mio nonno nella vita faceva l'orafo oltre che l'orologiaio.

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