domenica 22 marzo 2015

I fratelli Gracco. Il progetto di riforma di Tiberio Gracco era tutto incentrato su una legge agraria che cercava di limitare gli abusi compiuti dai potenti sull'ager publicus. Da allora in avanti non si sarebbe più potuto occupare che una certa quantità di terra per nucleo familiare. Il terreno recuperato sarebbe servito a distribuzioni di piccoli lotti di terra tra gli ex contadini, cui sarebbero toccati in affitto. Gaio, il fratello di Tiberio, riuscì a farsi eleggere a sua volta tribuno. Le sue riforme furono molto più radicali: i lotti, frutto delle ridistribuzioni dell'ager publicus, sarebbero diventati inalienabili. Inoltre, Gaio propose anche una riforma giudiziaria, la quale prevedeva che i tribunali venissero tolti al controllo esclusivo dei senatori e in parte dati ai cavalieri, e una riforma che prevedeva la vendita del grano alla plebe romana a bassissimo costo (legge frumentaria).




Rampolli di una delle più nobili e importanti famiglie romane, la Sempronia, i fratelli Tiberio e Gaio Gracco ricevettero un'eccellente educazione a opera dei migliori insegnanti provenienti dalla Grecia.
Il progetto di riforma di Tiberio Gracco era tutto incentrato su una legge agraria che cercava di limitare gli abusi compiuti dai potenti sull'ager publicus. Da allora in avanti non si sarebbe più potuto occupare che una certa quantità di terra per nucleo familiare. Il terreno recuperato sarebbe servito a distribuzioni di piccoli lotti di terra tra gli ex contadini, cui sarebbero toccati in affitto.
Gaio, il fratello di Tiberio, riuscì a farsi eleggere a sua volta tribuno. Le sue riforme furono molto più radicali: i lotti, frutto delle ridistribuzioni dell'ager publicus, sarebbero diventati inalienabili. Inoltre, Gaio propose anche una riforma giudiziaria, la quale prevedeva che i tribunali venissero tolti al controllo esclusivo dei senatori e in parte dati ai cavalieri, e una riforma che prevedeva la vendita del grano alla plebe romana a bassissimo costo (legge frumentaria).
Queste leggi erano inaccettabili per i conservatori: scoppiarono gravi tumulti, alla fine dei quali Gaio scelse di farsi uccidere da un servo (121 a. C.). Le riforme dei due fratelli furono abolite e nel giro di un decennio non ne rimase alcuna traccia. Tuttavia la loro opera finì per aprire un lunghissimo periodo di scontri interni ‒ noto col nome di guerre civili ‒ che durò esattamente un secolo.

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