giovedì 26 giugno 2014

Yoga. La pratica settimanale, per sedici settimane, porta ad una riduzione del dolore lombare pari al 64%, un aumento della funzionalità della colonna vertebrale del 77% e, soprattutto, una riduzione dell’assunzione dei farmaci dell’88% (Williams et al. 2005). Effetti positivi si sono riscontrati nella riduzione dell’emicrania (John et al. 2007) e delle osteo-artriti (Kolasinski et al. 2005). Non restano esclusi dall’elenco i problemi legati alle arterie coronarie, Yogendra e collaboratori (2004) riportano come, dopo un anno di pratica, si rilevava una riduzione del 23% nei livelli di colesterolo e del 26% dell’LDH sierico. Altre patologie in cui la pratica dello yoga si è mostrata efficace sono l’asma (Manocha et al. 2002) ed il diabete (Kosuri e Sridhar 2009). Come per la respirazione e la meditazione anche lo yoga si dimostra uno strumento molto efficace per favorire l’equilibrio psicofisico dell’organismo e agevolare il recupero post esercizio. Hegde e collaboratori hanno verificato l’efficacia dello Yoga nel contrastare lo stress ossidativo e i parametri glicemici in un persone affette da prediabete.





Quando diciamo di essere stanchi e avere bisogno di riposo o di vacanze, in realtà siamo depressi e abbiamo bisogno di liberare maggiori quantità di serotonina.
La serotonina è l'ormone del buon umore.
La serotonina è il precursore della melatonina, come quest'ultima è prodotta dalla ghiandola pineale, nel cervello.
Attivata dalla luce del giorno rende attenti e vigili, stimola l'apprendimento e la memoria, aumenta la coscienza e la concentrazione, regola l'equilibrio emozionale e stimola il buonumore, stimola la fisiologia del corpo, coordinandone il livello energetico.
Quando pratichiamo yoga risvegliamo e riequilibriamo sia i livelli di serotonina che di melatonina, è una delle magie di questa disciplina!
Facciamo yoga quindi




Recuperare con lo Yoga.

Lo Yoga è una pratica millenaria costituita da una serie di posizioni, chiamate asana, da eseguire rispettando un preciso ritmo respiratorio. Il numero di persone che si avvicina a questa disciplina è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni convincendo anche quelli che ne avevano un’immagine legata al misticismo e all’esoterico. Anche la ricerca scientifica ha studiato gli effetti della pratica dello Yoga sull’organismo rilevando degli interessanti risvolti per quel che concerne il recupero psico-fisico. Come per la respirazione e la meditazione, lo Yoga si è dimostrato efficace nel contrastare gli effetti deleteri dello stress ossidativo (Sinha e al. 2007).
I ricercatori hanno monitorato il livello del glutatione e degli antiossidanti totali in un gruppo di militari praticanti Yoga da un semestre, dimostrando un incremento nel gruppo sperimentale. Bonura e Tenenbaum (2013) hanno indagato l’effetto di sei settimane di pratica dello Yoga su un gruppo di anziani di età compresa tra i 65 ed i 92 anni. Sono state somministrate diverse scale psicologiche (State Anger Expression Inventory, State Anxiety Inventory, Geriatric Depression Scale, Lawton’s PGC Morale Scale, General Self-Efficacy Scale, Chronic Disease Self-Efficacy Scales, and Self-Control Schedule) ed i risultati dimostrano come la pratica dello Yoga induca un deciso miglioramento della salute psicosociale. In una ricerca (Wolff et al. 2013) si sono indagati gli effetti dello Yoga su un gruppo di persone ipertese. Il parametro controllato era la pressione arteriosa ed i risultati mostrano come la pratica dello Yoga possa essere molto efficace come intervento preventivo e da affiancare alle normali routine farmacologiche. Chugh-Gupta e collaboratori (2013) hanno rilevato come la pratica dello Yoga possa essere utilmente introdotta negli stati d’ansia. In particolare nella gestione dello stress subito sul posto di lavoro. Sharma e collaboratori (2003) hanno dimostrato che, oltre ad un più incisivo intervento degli antiossidanti, anche il livello di produzione del lattato è più contenuto nei praticanti yoga che, come abbiamo considerato per la meditazione, significa una condizione atletica migliore. Lo Yoga contribuisce anche ad aumentare la performance sportiva con un incremento della capacità aerobica (Ray et al. 2001). Lo Yoga si è dimostrato efficace nello sviluppo dell’autopercezione ed autoconsapevolezza (Brisbon e Lowery 2009; Shelov et al. 2009), nell’aumento della resilienza e della gestione dello stress in ambiente lavorativo (Hartfiel et al. 2010; Cowen 2010), nella riduzione dell’ansia e della depressione (Michalsen et al. 2005; Uebelacker 2010). Khalsa (2004) ha dimostrato che lo yoga regolarizza il sonno aumentando il periodo di sonno profondo, associato alla riduzione della sostanza P, responsabile dei sintomi dolorosi, e ad un incremento dei livelli di serotonina che invece è come un antidolorifico endogeno (Field et al. 2002). La pratica settimanale, per sedici settimane, porta ad una riduzione del dolore lombare pari al 64%, un aumento della funzionalità della colonna vertebrale del 77% e, soprattutto, una riduzione dell’assunzione dei farmaci dell’88% (Williams et al. 2005). Effetti positivi si sono riscontrati nella riduzione dell’emicrania (John et al. 2007) e delle osteo-artriti (Kolasinski et al. 2005). Non restano esclusi dall’elenco i problemi legati alle arterie coronarie, Yogendra e collaboratori (2004) riportano come, dopo un anno di pratica, si rilevava una riduzione del 23% nei livelli di colesterolo e del 26% dell’LDH sierico. Altre patologie in cui la pratica dello yoga si è mostrata efficace sono l’asma (Manocha et al. 2002) ed il diabete (Kosuri e Sridhar 2009). Come per la respirazione e la meditazione anche lo yoga si dimostra uno strumento molto efficace per favorire l’equilibrio psicofisico dell’organismo e agevolare il recupero post esercizio. Hegde e collaboratori hanno verificato l’efficacia dello Yoga nel contrastare lo stress ossidativo e i parametri glicemici in un persone affette da prediabete. I risultati incoraggiano al pratica rilevando una diminuzione dello stress ossidativo, una riduzione del girovita, della pressione sanguigna e del livello di glucosio post prandiale. In un recente studio, Gopal e collaboratori (2011) hanno indagato l’effetto della pratica dello yoga su alcuni parametri biochimici legati allo stress. La ricerca ha dimostrato che il sistema immunitario dei praticanti Yoga risulta più reattivo rispetto al gruppo di controllo. A livello biochimico è emerso che il livelli di interferone (INF- γ) avevano un decrescita più contenuta, mentre quelli di interleuchina-4 (IL-4) e cortisolo sierico crescevano meno nel gruppo yoga rispetto al gruppo di controllo. Le interleuchine sono delle proteine secrete dal sistema immunitario che fungono da messaggeri cellulari regolando l’attività di altre cellule, il loro rapporto relativo è molto importante per il corretto funzionamento dell’organismo.


http://cristianocaporali.com/2014/04/30/recuperare-con-lo-yoga/#more-177



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