mercoledì 11 giugno 2014

Il fisico Hans Peter Dürr, in un suo intervento, ci ha ricordato che guardiamo all'universo come un analfabeta che si ritrova tra le mani una poesia stupenda. Costui, non sapendo né leggere né scrivere, esamina il tutto con grande attenzione e si accorge che alcuni segni si ripetono più volte. Comincia dunque a contare tali segni, a riordinarli e a catalogarli. Alla fine sa che sul foglio è riportato un certo numero di a, di b, di c, ecc.... È orgoglioso del risultato ottenuto dalla sua ricerca. Però della poesia non ha capito proprio nulla.

Il fisico Hans Peter Dürr, in un suo intervento, ci ha ricordato che guardiamo all'universo come un analfabeta che si ritrova tra le mani una poesia stupenda. Costui, non sapendo né leggere né scrivere, esamina il tutto con grande attenzione e si accorge che alcuni segni si ripetono più volte. Comincia dunque a contare tali segni, a riordinarli e a catalogarli. Alla fine sa che sul foglio è riportato un certo numero di a, di b, di c, ecc.... È orgoglioso del risultato ottenuto dalla sua ricerca. Però della poesia non ha capito proprio nulla.




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