martedì 11 agosto 2015

Giorgio De Santillana, "Fato antico e fato moderno". Quando Marcel Griaule, chiedeva ai suoi esperti del luogo di parlargli un pò della terra abitata, di dirgli quello che sapevano di paesi lontani, si meravigliava di vederli indicare sempre il cielo. E finalmente capì che per loro la "terra abitata" significava la zona dell'Eclittica. Solo lassù vivono e si muovono i veri abitanti, cioè i pianeti. Poiché solo degli dèi si può dire che in verità esistono e sono. L'uomo si rende ben conto di esserci, e di dover badare alle sue cose, ma si sente un pò come il sogno di un'ombra, se non attraverso gli atti rituali che lo riuniscono con il mondo "vero". Vita e pensiero dei selvaggi si dirà. Ma qui si trova chiarità e pace.



"Ma in tutto questo, l'uomo dove rimane? si trova a essere tutto e nulla. proprio come si conviene. L'anima sua trascorre per l'universo, è della sua essenza. La persona dell'uomo invece rimane presa dal gioco del destino. Quando Marcel Griaule, chiedeva ai suoi esperti del luogo di parlargli un pò della terra abitata, di dirgli quello che sapevano di paesi lontani, si meravigliava di vederli indicare sempre il cielo. E finalmente capì che per loro la "terra abitata" significava la zona dell'Eclittica. Solo lassù vivono e si muovono i veri abitanti, cioè i pianeti. Poiché solo degli dèi si può dire che in verità esistono e sono. L'uomo si rende ben conto di esserci, e di dover badare alle sue cose, ma si sente un pò come il sogno di un'ombra, se non attraverso gli atti rituali che lo riuniscono con il mondo "vero". Vita e pensiero dei selvaggi si dirà. Ma qui si trova chiarità e pace."
Giorgio De Santillana, "Fato antico e fato moderno"





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