mercoledì 19 agosto 2015

Anne Sexton. «Io sono innamorata delle parole. Sono colombe che cadono dal tetto. Sono sei arance sacre sedute sul mio grembo. Sono gli alberi, le gambe dell’estate, e il sole, il suo volto appassionato».

«Io sono innamorata delle parole.
Sono colombe che cadono dal tetto.
Sono sei arance sacre sedute sul mio grembo.
Sono gli alberi, le gambe dell’estate,
e il sole,
il suo volto appassionato».
Anne Sexton







Anne Sexton, scrittrice e poetessa statunitense morta suicida a Weston, nel Massachussets, il 4 ottobre 1974.

Anne Sexton era nata nel 1928 a Newton, nei pressi di Boston, e all'anagrafe il suo vero nome era Anne Gray Harvey. "Bella e dannata, sexy e infantile, sposata e sciupamaschi, indifesa ed esibizionista, plurisuicida con un incrollabile senso dell'umorismo, autodidatta e docente universitaria, atea e religiosa...". 

Così la definisce Rosaria Lo Russo, curatrice e traduttrice per la casa editrice Le Lettere dei testi della Sexton, tra i quali ricordiamo Il libro della follia, Taccuino della morte, Con pietà per gli avidi, Carte di Gesù,  Angeli delle storie di sesso e Il tremendo remare.

E direttamente da un sito Internet, ecco altre notizie utili a connotare la Sexton: 
"Contemporanea di Sylvia Plath, figure tristemente legate, per le esperienze e il tragico epilogo delle loro vite, anime affini e quindi rivali, Anne Sexton è la strega della letteratura americana. Figura anticonformista, l’altra faccia della donna, tutta rosetto e chioma biondo-ossigenato, che l’America perbenista e rassicurante degli anni 60 si compiaceva di vedergli sfornare ottimi stufati e bellissimi bambini da mandare a morire in Vietnam.

La “possessed witch” vola di notte e turba i sogni più tranquilli, non sussura “happy birthday mr. president” con voce roca e sensuale, ma grida il suo imbarazzo di essere ridotta ad angelo del focolare (“fixed the suppers for the worms and the elves: / whining, rearranging the disaligned. / A woman like that is misunderstood. / I have been her kind.”). Rivendicando fino all’ultimo la sua indipendenza, esprimendo la sua sensualità viva e vitale (scrive “My mouth blooms like a cut”) senza reticenze e falsi pudori, fino al suo ultimo atto di non obbedienza e allo stesso tempo di sconfitta. Il 4 ottobre del 1974 si toglie la vita, inalando monosiddo di carbonio nel garage della sua abitazione" (da Asterischi. Note a pie' di pagina).
Marco Marchi

Al mio amante che torna da sua moglie

Lei è tutta là.
Per te con maestria fu fusa e fu colata,
per te forgiata fin dalla tua infanzia,
con le tue cento biglie predilette fu costrutta.

Lei è sempre stata là, mio caro.
Infatti è deliziosa.
Fuochi d'artificio in un febbraio uggioso
e concreta come pentola di ghisa.

Diciamocelo, sono stata di passaggio.
Un lusso. Una scialuppa rosso fuoco nella cala.
Mi svolazzano i capelli dal finestrino.
Son fumo, cozze fuori stagione.

Lei è molto di più. Lei ti è dovuta,
t'incrementa le crescite usuali e tropicali.
Questo non è un esperimento. Lei è tutta armonia.
S'occupa lei dei remi e degli scalmi del canotto,

ha messo fiorellini sul davanzale a colazione,
s'è seduta a tornire stoviglie a mezzogiorno,
ha esposto tre bambini al plenilunio,
tre puttini disegnati da Michelangelo,

l'ha fatto a gambe spalancate
nei mesi faticosi alla cappella.
Se dai un'occhiata, i bambini sono lassù
sospesi alla volta come delicati palloncini.

Lei li ha anche portati a nanna dopo cena,
e loro tutt'e tre a testa bassa,
piccati sulle gambette, lamentosi e riluttanti,
e la sua faccia avvampa neniando il loro
poco sonno.

Ti restituisco il cuore.
Ti dò libero accesso:

al fusibile che in lei rabbiosamente pulsa,
alla cagna che in lei tramesta nella sozzura,
e alla sua ferita sepolta
- alla sepoltura viva della sua piccola ferita rossa -

al pallido bagliore tremolante sotto le costole,
al marinaio sbronzo in aspettativa nel polso sinistro,
alle sue ginocchia materne, alle calze,
alla giarrettiera - per il richiamo -

lo strano richiamo
quando annaspi tra braccia e poppe
e dai uno strattone al suo nastro arancione
rispondendo al richiamo, lo strano richiamo.

Lei è così nuda, è unica.
È la somma di te e dei tuoi sogni.
Montala come un monumento, gradino per gradino.
Lei è solida.

Quanto a me, io sono un acquerello.
Mi dissolvo.

(traduzione di Rosaria Lo Russo)

For My Lover, Returning To His Wife

She is all there.
She was melted carefully down for you
and cast up from your childhood,
cast up from your one hundred favorite aggies.

She has always been there, my darling.
She is, in fact, exquisite.
Fireworks in the dull middle of February
and as real as a cast-iron pot.

Let's face it, I have been momentary.
A luxury. A bright red sloop in the harbor.
My hair rising like smoke from the car window.
Littleneck clams out of season.

She is more than that. She is your have to have,
has grown you your practical your tropical growth.
This is not an experiment. She is all harmony.
She sees to oars and oarlocks for the dinghy,

has placed wild flowers at the window at breakfast,
sat by the potter's wheel at midday,
set forth three children under the moon,
three cherubs drawn by Michelangelo,

done this with her legs spread out
in the terrible months in the chapel.
If you glance up, the children are there
like delicate balloons resting on the ceiling.

She has also carried each one down the hall
after supper, their heads privately bent,
two legs protesting, person to person,
her face flushed with a song and their little sleep.

I give you back your heart.
I give you permission -

for the fuse inside her, throbbing
angrily in the dirt, for the bitch in her
and the burying of her wound -
for the burying of her small red wound alive -

for the pale flickering flare under her ribs,
for the drunken sailor who waits in her left pulse,
for the mother's knee, for the stocking,
for the garter belt, for the call -

the curious call
when you will burrow in arms and breasts
and tug at the orange ribbon in her hair
and answer the call, the curious call.

She is so naked and singular
She is the sum of yourself and your dream.
Climb her like a monument, step after step.
She is solid.

As for me, I am a watercolor.
I wash off.

Anne Sexton   http://blog.quotidiano.net/marchi/2014/10/05/anne-sexton-lamante-e-la-moglie-dellamante/

(da Poesie d'amore, Le Lettere 1996)

http://blog.quotidiano.net/marchi/2014/10/05/anne-sexton-lamante-e-la-moglie-dellamante/




Figlia di Ralph Harvey, un industriale di successo nel campo della lana, e Mary Gray Staples. Anne crebbe nel confortevole ambiente della middle-class di Weston, Massachusetts, e al campo estivo di Squirrel Island nel Maine, ma non fu mai a suo agio con la vita che era stata prescritta per lei.

Suo padre era un alcolizzato, e l'aspirazione letteraria della madre fu cancellata dalla famiglia.

Anne trovò presto rifugio dalla famiglia poco accogliente in "Nana" (Anna Dingley), la sua giovane prozia che viveva con la famiglia durante l'adolescenza di Anne. La biografa di Anne, Diane Middlebrook, ipotizza un abuso sessuale da parte dei genitori durante la sua fanciullezza; Anne sentiva che i suoi genitori le erano ostili e temeva che potessero abbandonarla. La malattia della zia e il suo ricovero all'ospedale traumatizzarono Anne.

Ad Anne non piaceva la scuola (frequentò una scuola a Wayne). La sua incapacità a concentrarsi e le occasionali disobbedienze spinsero gli insegnanti a insistere perché i genitori chiedessero un consulto, cosa che non fecero.

Dopo la high school venne iscritta alla Garland School che era una scuola professionale dove, più che altro, si insegnava a diventare mogli e madri perfette. Anne non resistette a lungo in questa scuola e dopo un solo anno, alla fine del 1947, fuggì con Alfred Muller Sexton e lo sposò.

Trasferitasi a Boston, lavorò per un breve periodo alla Hart Agency[1] come modella e dopo la nascita della figlia e i primi segni della malattia mentale, si iscrisse al laboratorio di poesia del Boston Center for Adult Education il cui responsabile era John Holmes la cui posizione teorica era completamente contraria a quella della Sexton e che, proprio per questo, ebbe su di lei un ruolo fondamentale. Infatti fu proprio la sua critica negativa e la sua accanita opposizione a far comprendere alla Sexton che il suo mondo poetico, pur essendo controcorrente, le apparteneva e a farla decidere quindi di continuare sulla strada intrapresa.

Nel 1957, unitasi a numerosi gruppi di scrittura di Boston, venne a contatto con scrittori come Maxine Kumin, Robert Lowell[2], George Starbuck[3] e Sylvia Plath. La sua poesia, nella quale utilizza gli stili più disparati e che ebbe larga attenzione da parte della critica e del pubblico, diventò così una parte centrale della sua vita.

Nel 1959 la Sexton perse inaspettatamente i genitori e la fine di questo rapporto, che era stato tanto difficile, portò nella mente della scrittrice ulteriori disagi. La poesia sembrava l'unica via per la stabilità, sebbene a volte le amicizie che fece attraverso la sua arte, che hanno condotto a rapporti sessuali, fossero alquanto conturbanti.

Nel 1960 To Bedlam and Part Way Back venne pubblicato con buone recensioni e poesie come You. doctor Martin, The Bells e The double image erano spesso inserite in antologie. Proprio come altri così detti poeti-confessionali come W.D. Snodgrass e Robert Lowell, la Sexton era capace di convincere i suoi lettori che i poemi erano un riflesso della sua vita; non solo era la sua poesia tecnicamente eccellente, ma era pienamente significativa per i lettori di quegli anni che avevano a che fare tutti i giorni con paure e angosce del genere.

Nel 1962 la Sexton pubblicò All My Pretty Ones. Le sue poesie erano così famose in Inghilterra che le Selected Poems furono pubblicate come selezione di poesie in Poetry Book Selection del 1964.

Nel 1967 Anne Sexton ricevette il Premio Pulitzer per la poesia con Live or Die (1966), aggiungendosi ai numerosi premi come il Frost Fellowship al Bread Loaf Writer's Conference (1959), il Radcliffe Institute Fellowship (1961), il Levinson Prize (1962), the American Academy of Arts and Letters traveling fellowship (1963), il Shelley Memorial Prize (1967), ed ebbe un invito a dare letture di Morris Gray ad Harvard. A seguire un Guggenheim Fellowship, Ford Foundation grants, una cattedra alla Colgate University e alla Boston University, e altro.

La reputazione di Anne raggiunse l'apice con la pubblicazione di Love Poems (1969), una produzione fuori-Broadway della sua commedia Mercy Street (1969), e la pubblicazione di poemi in prosa in Transformations (1972). Chiaramente il suo lavoro più femminista, i pezzi di Transformations parlarono a diversi tipi di lettore. La voce della Sexton era ora meno confessionale e più attenta al sociale, più incline a guardare fuori dall'io poetico verso la vita reale. Nel 1963 partì per l'Europa, e nel 1966 fece con il marito un safari in Africa.

Nel 1970 lo aiutò a partire con un suo business dopo la rottura con l'industria del padre. Contrariamente alla sua confidenza verso i lettori comunque, Anne Sexton era pesantemente dipendente dalla terapia, psicofarmaci, amici intimi - particolarmente Maxine Kumin e, poi, Lois Ames - e degli amanti. Le continue cadute in depressione, gli improvvisi stadi di trance, e insieme i diversi tentativi di suicidio resero i suoi amici attenti e snervati.

Infine, nel 1973, la Sexton chiese al marito il divorzio, da allora si notò un declino nella salute e stabilità come la solitudine, l'alcolismo e la depressione.

Allontanata da molti dei suoi amici più cari, la Sexton cominciò ad avere rapporti difficili con le sue figlie che stavano crescendo. In più molti lettori non apprezzarono le poesie religiose che stava cominciando a scrivere con i suoi tempi personali, Anne Sexton diventò nervosa verso la sua poetica. I lettori l'avevano sempre terrorizzata, ma ora ingaggiò un gruppo Rock per le sue performance.

Si sforzò di essere una donna di spettacolo, mentre le sue poesie crescevano sempre più di spiritualità. Nel 1972 pubblicò The Book of Folly e, nel 1974, The Death Notebooks dal titolo minaccioso. Più tardi quell'anno completò The Awful Rowing toward God, pubblicato postumo nel 1975. Divorziata, la Sexton era sola e sembrava stesse cercando compassione attraverso storielle d'amore.

Continuava intanto con la terapia, dalla quale sembrava ricevere un po' di pace. Nell'ottobre del 1974, dopo aver pranzato con Maxine Kumin, Anne Sexton si intossicò con il monossido di carbonio nel suo garage a Boston. Dopo le raccolte postume di poesie come 45 Mercy Street (1976) e Words for Dr. Y: Uncollected Poems with Three Stories (1978), tutte pubblicate a cura di Linda Gray Sexton, la pubblicazione delle poesie di Anne culminò in The Complete Poems del 1981.

Anne Sexton scrisse anche importanti saggi sulla poesia e fece diversi acuti commenti in alcune sue interviste. Capì l'importanza dell'immaginario, il modo in cui gli scrittori usano la realtà e l'immaginario insieme; e, come Wallace Stevens, vide la sua arte come "supreme fiction", il più alto gradimento dello scrittore.

Molte delle cose che Anne scrisse furono sicuramente non auto-biografiche, malgrado il senso di realtà che avevano, i commenti come "confessional" della sua poesia erano fuorvianti. Usava la sua conoscenza del comportamento umano - spesso doloroso, ma a volte gioioso - per creare poesie in cui i lettori potevano immedesimarsi. Le sue taglienti metafore, i ritmi inaspettati nei suoi versi, e la sua abilità nell'includere una vasta gamma di significati nelle parole hanno assicurato il successo della Sexton. Sebbene relativamente breve, la sua carriera fu piena di successi, come la sua arte.

Malattia e carriera
Anne Sexton soffriva di disturbo bipolare[4], male contro cui ha combattuto per gran parte della sua vita. Il suo primo esaurimento nervoso risale al 1954. Dopo un secondo esaurimento nel 1955, incontrò un dottore al Glenside Hospital, che la incoraggiò a scrivere poesie, e a tenere corsi di scrittura.

Dopo i corsi, la Sexton ebbe un grande successo con la sua poesia. Le sue opere furono accettate dal The New Yorker, Harper's Magazine, e il Saturday Review.

La carriera di Anne Sexton fu ulteriormente incoraggiata dal suo mentore W.D. Snodgrass, le cui poesie[5] la incoraggiarono a scrivere The Double Image[6], una poesia significativa nell'esperienza di comunicazione tra generazioni, come tra una madre e una figlia.

Mentre lavorava con Holmes, la Sexton incontrò Maxine Kumin, con la quale restò in buoni rapporti per il resto della sua vita. La Kumin e Anne Sexton criticavano senza riserve i lavori l'una dell'altra e scrissero in collaborazione quattro libri per bambini.

Frequentò un corso di poesia insieme a Sylvia Plath, tenuto da Robert Lowell nel 1957. Sylvia e Anne restarono amiche e alcuni pettegolezzi le ritraggono amanti. Questa relazione è allusa nella poesia Sylvia's Death ([7]) scritta dopo il suicidio della Plath. Più avanti, la stessa Sexton tenne corsi al Boston College, Oberlin College, e Colgate University.

Alla fine degli anni sessanta e inizio settanta, gli elementi di mania presenti nella malattia di Anne cominciarono a pesare sulla sua carriera. Continuava a scrivere, pubblicare e dare reading. Collaborò inoltre con dei musicisti che stavano mettendo i suoi lavori in musica.

Contenuti, temi dei suoi lavori[modifica | modifica wikitesto]
Anne Sexton è l'icona moderna della poesia confessionale. Fu ispirata dalla pubblicazione di Snodgrass Heart's Needle.

Anne Sexton aiutò ad aprire le porte non solo per poetesse, ma anche per i diritti delle donne; scrisse a proposito di mestruazione, aborto, masturbazione, e adulterio prima che certi temi fossero trattati, ridefinendo così i confini della poesia.

Il titolo per la sua ottava raccolta, The Awful Rowing Toward God, fu ispirato dall'incontro con un prete cattolico che, benché si rifiutasse di celebrare gli ultimi riti, le disse "Dio è nella tua macchina da scrivere". Questo diede alla poetessa il desiderio e la forza di volontà di continuare a vivere e scrivere ancora, per un po' di tempo.

La morte
Dopo diversi tentativi di suicidio, il 4 ottobre del 1974, anno del suo divorzio, Anne Sexton scese in garage e dopo aver acceso il motore della sua macchina si lasciò morire per inalazione di monossido di carbonio.

È sepolta al Forest Hills Cemetery & Crematory a Jamaica Plain, Boston, Massachusetts.


https://it.wikipedia.org/wiki/Anne_Sexton




Riding the Elevator into the Sky ^
(In ascensore fino in cielo)
Come dicono i pompieri,
non prendete mai camere oltre il quinto piano
negli hotel di New York:
ci sono scale che vanno più su
ma nessuno ci salirebbe.
Come dice il «New York Times»,
l’ascensore cerca sempre da sé
il piano in fiamme
e si apre automaticamente
e non si chiude più.
Sono questi gli avvisi
che dovete dimenticare
se volete uscire da voi stessi
fino a catapultarvi in cielo.
Sono andata spesso oltre
il quinto piano
salendo a manovella,
ma solo una volta
andai fino in cima.
Sessantesimo piano:
cigni e pianticelle piegati
verso la propria tomba.
Duecentesimo piano:
montagne con la pazienza di un gatto,
il silenzio in scarpe da tennis.
Cinquecentesimo piano:
messaggi e lettere millenari,
uccelli da bere,
una cucina di nuvole.
Seicentesimo piano:
le stelle,
scheletri in fiamme
con le braccia che cantano.
E una chiave,
una chiave enorme,
che apre qualcosa
(qualche utile uscio)
da qualche parte,
lassù.
Anne Sexton
(Newton, 9 novembre 1928 – Weston, 4 ottobre 1974).

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