martedì 18 agosto 2015

Depressione. La consapevolezza è il migliore antidepressivo

La consapevolezza è il migliore antidepressivo


La depressione è una delle forme di disturbo mentale più diffusa e gli antidepressivi sono un grande business. Tuttavia, spendendo la stessa somma di denaro e senza gli effetti collaterali, una terapia basata sulla consapevolezza può dare gli stessi risultati di un farmaco.



Solo chi non sa cos'è la depressione la pensa così, chi ce l'ha o chi la passata, lo sa che la semplice consapevolezza non risolve l'enorme problema. Anzi, leggendo queste cose possono risultare anche quasi offensive verso chi ha provato quel tremendo dolore, perché la persona depressa non è stupida, è consapevole di cos'ha, anzi, conosce bene quel dolore più di chiunque altro, ma non basta. Un depresso preferisce prendere farmaci per anni e anni, pur di rendere meno crudo il dolore, anche se sa che i farmaci non fanno bene, perché chi sta veramente male, preferisce vivere meno ma essere felice, che vivere una vita lunga e infelice sentendosi morire dentro tutti i giorni.



La consapevolezza può lenire e un percorso di autodisciplina su tutti i piani fisico emotivo e mentale può essere utile, anche una relazione affettivamente significativa può incoraggiare, così come un cambio di stile di vita può favorire nuovi equilibri, ma la malattia depressiva (di questa si parla, non di smarrimento esistenziale) essendo ormai anche una alterazione organica cerebrale, necessita una terapia farmacologica. Inutile coltivare false speranze e fare il giro delle 7 chiese alla ricerca della soluzione che non c'è. [...] Nelle alterazioni di umore è ormai certa una alterazione nel meccanismi della ricaptazione della serotonina che soltanto un farmaco può riequilibrare È anche vero che, una ristrutturazione cognitiva ha un ottimo effetto sinergico



La consapevolezza aiuta a guardare la situazione e ad agire, ma ci vogliono anche le condizioni per poterlo fare. Per quel che ho capito dalla mia esperienza il gioco sta nell'uscire dalla rigidità, dalla zona di comfort, insomma da una gabbia illusoria, che anche se vedi, è difficile oltrepassare per stress/ansia. Se non crei le condizioni per poter agire, sicuramente ottieni risultati, ma non completi.




[...] c'è una rivolta contro i farmaci e la medicina ufficiale, perché è proprio il DSM ad abbracciare la medicalizzazione integrale cui assistiamo ora, il minimo è rivoltarsi contro questa diagnostificazione trasversale di tutto e di tutti, e sua conseguente farmacotizzazione dell'umano. Fermo restando che sulla depressione in senso forte sono d'accordo nell'uso di farmaci, anche se parziale, la consapevolezza del perché e del percome, quando c'è una penetrazione così profonda, in cui viene inficiata anche la veicolazione dei neurotrasmettitori, per me serve a poco



Una volta, un amico che aveva attraversato la depressione per anni mi disse che la psicoterapia senza farmaco sarebbe stata come provare a coltivare fiori nella notte polare.



L'ideale sarebbe associare terapia farmacologica e sostegno psicologico



E' già stato detto quasi tutto, salvo forse un punto...Fatte salve le forme di psicosi che necessitano assolutamente di farmaci, molte depressioni, ormai diffusissime, nevrotiche o borderline vengono affrontate con famaci non solo perchè in certi casi la terapia risulterebbe troppo costosa ( ma c'è anche chi lo fa "pro bono") ma anche per il terrore sempre più diffuso di guardarsi dentro, di affrontare l'oscurità. E' indiscutibile che ci siano in giro molti personaggi discutibili e dannosi, come peraltro ci sono peraltro medici che prescrivono antidepressivi con leggerezza....La "terapia della parola" NON è e non deve essere una scienza...



[...] la mia prof. di psicologia generale 2 in un momento ufficioso diadico mi disse "se dopo aver destrutturizzato la psiche non la si sa ristrutturare si fanno danni terribili..." [...]. esistono vari indirizzi o approcci e che quindi indirizzo sbagliato può causare danni come uno psicofarmaco sbagliato o non necessario.


Rispondo volentieri a Nico Rossi. È vero. Sono del settore. Ma non sono uno studente ne un operatore Hai presente Woody Allen? Certo che si ! Sono una paziente ma sono diventata " impaziente" nei confronti di tanti " analisti" , psicoterapeuti , psicologi..ne ho conosciuti parecchi. Dopo un po' la situazione si rovescia e mi scopro a psicanalizzare lo psicanalista. La prima analisi. Freudiana pura. Sei anni a parlare dal lettino alle tende della finestra; ne ricordo ancora la delicata fantasia floreale. L analista ogni tanto scriveva. Sentivo la penna stilografica che grattava sul foglio e mi chiedevo cosa mai avessi detto di così pregnante di significato. Tre sedute alla settimana per sei anni e all'improvviso l'analista prese la parola per comunicarmi che l'analisi era terminata perché non c'era stato transfert. Tutto ciò mi lasciò vagolante e tremebonda a raccogliere le sparse vestigia della mia personalità in frantumi ma evidentemente non ero abbastanza malata da naufragare del tutto. E poi junghiani. Adleriani folli o semplicemente folli ! Un mondo allucinante dove l approssimazione e il pressappochismo sono la regola. Io dico. Guai al terapeuta che non sa approcciarsi con reverenza e rispetto alla sofferenza di un essere umano. La psicoanalisi non può avere l arroganza di ritenersi una scienza. Ci si accosta alla persona che soffre disposti ad essere suoi compagni di viaggio. Suoi pari disposti ad aiutarlo a leggere nel suo cuore La psicoanalisi non è scienza. È poesia. Arte. Letteratura Ci vogliono anime grandi e belle per praticarla E molto amore e rispetto per la sofferenza dell anima altrui


La consapevolezza e la giusta percezione di stessi è indispensabile per un buon equilibrio psichico , ma appunto a volte non è sufficiente, la razionalità non rende sempre più facile al l'emozione e al sentimento quello che sarebbe giusto fare....la depressione è una malattia, psichica e fisiologica e come tale va curata , con le medicine e la giusta terapia psicologia. Bisognerebbe imparare a non minimizzare queste malattie solo perché non sia chiamano 'carcinoma' o 'displasia' ....è comunque una malattia a tutti gli effetti, con parti cerebrali che si ammalano, con disfunzioni del snc e dei neuro trasmettitori che va ripristinato a livello fisiologico e poi psicologico ....non si può pensare di guarire una gamba rotta accarezzandola e dicendole che guarirà presto....



In un monastero zen la depressione si cura in 3 settimane lasciando il depresso con se stesso, trattandolo come non fosse lì, in questo modo si rende conto da solo del suo problema e con la sua stessa forza interiore e consapevolezza propria che riesce ad acquisire, appunto realizzando da sè il problema, esce dalla depressione che è più di un problema del corpo fisico, come diceva il padre della medicina, Hypocrate, "non curate il corpo fin quando non avete curato prima l'anima". Le medicine si sa che aumentano solo il budget dell'industria farmaceutica e poi anche un trattamento medicinale è efficace o meno sempre in base alle credenze del paziente, nel senso che se ci crede veramente che va bene prendere delle medicine e cosi si cura, la cura può essere efficace come quando se non crede,la cura può non servire a niente.quindi anche l'effetto placebo si fa sentire quindi si arriva sempre alla forza interiore che è più potente di qualsiasi medicina ma di cui non ci si e' consapevoli.




La consapevolezza è il migliore antidepressivo
Margie King , Epoch Times | 17/08/2015

La depressione è una delle forme di disturbo mentale più diffusa e gli antidepressivi sono un grande business. Tuttavia, spendendo la stessa somma di denaro e senza gli effetti collaterali, una terapia basata sulla consapevolezza può dare gli stessi risultati di un farmaco.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la depressione è la causa principale d'invalidità a livello globale e colpisce più di 350 milioni di persone in tutto il mondo.

La depressione è una delle forme più comuni di malattie mentali. (KatarzynaBialasiewicz/iStock)

Questo la rende una nicchia redditizia per le industrie farmaceutiche: in base a un rapporto del Centro Nazionale per le Statistiche sulla Salute, l’uso degli antidepressivi negli Stati Uniti è aumentato vertiginosamente (di circa il 400 per cento) tra il 1988 e il 2008.

Tuttavia un nuovo studio condotto dall’Università di Exeter, nel Regno Unito, suggerisce che la terapia cognitiva con la consapevolezza (Mbct) sia efficace tanto quanto i farmaci — se non addirittura di più.

La terapia con la consapevolezza è un programma per la mente e il corpo che aiuta le persone a combattere gli attacchi di depressione ripetuti, insegnando a riconoscere e a rispondere in modo costruttivo ai pensieri e ai sentimenti associati alla ricaduta. In altre parole, aiuta i pazienti a focalizzare nuovamente i loro pensieri in modo da impedire loro di ricadere nella depressione.

Altro studi hanno mostrato che questa terapia riduce il rischio di ricaduta o ricomparsa della depressione di circa il 34 per cento rispetto alle terapie consuete o al placebo. Tuttavia non è stata confrontata con i farmaci.

Una ricerca pubblicata sul Lancet, è stata in assoluto il primo vasto studio che ha paragonato la terapia con la consapevolezza agli antidepressivi nei rischi di ricaduta.

I ricercatori hanno seguito un gruppo di 424 pazienti depressi per due anni. I pazienti avevano tutti in precedenza sofferto di tre o più gravi episodi di depressione e tutti stavano seguendo una terapia di mantenimento con antidepressivi.

Solitamente le depressioni sono ricorrenti. Senza una terapia, i ricercatori hanno stimato che dal 50 all’80 per cento delle persone abbiano una ricaduta, e la terapia più comune per evitarla è una cura di almeno due anni di antidepressivi.

Durante lo studio, i pazienti sono stati curati in modo casuale, continuando la terapia con i loro farmaci oppure imparando la terapia con la consapevolezza mentre interrompevano lentamente le cure.

Il gruppo Mbct ha frequentato otto sessioni di terapia di gruppo, in cui i pazienti hanno imparato le pratiche di consapevolezza e le competenze cognitivo-comportamentali e hanno partecipato alle discussioni del gruppo. Inoltre, si sono esercitati nella terapia con la consapevolezza attraverso dei compiti a casa e gli sono state offerte ogni tre mesi, quattro sessioni opzionali di aggiornamento per un anno.

Dopo due anni, l’indice di ricaduta è stato peggiore nel gruppo dei farmaci, che ha avuto un tasso di ricaduta del 47 per cento, rispetto a solo il 44 per cento del gruppo Mbct.

I ricercatori non hanno reputato la differenza tra le due terapie statisticamente significativa, e quindi non hanno concluso che la terapia con la consapevolezza fosse migliore dei farmaci. Tuttavia hanno notato che molte persone non sono capaci di rimanere sotto antidepressivi e molte non vogliono continuare con i farmaci per periodi indefiniti, oppure non riescono a tollerare gli effetti collaterali. È noto che gli antidepressivi causino aumento di peso, nausea, disfunzioni sessuali, insonnia, vertigini, ansia e altri effetti collaterali.

La terapia cognitiva basata sulla consapevolezza può essere un'alternativa efficace agli antidepressivi nel prevenire una ricaduta, e non ha differenze significative in termini di costi rispetto a una terapia con i farmaci. (Avesun/iStock)

Alla luce di tutto questo, secondo i ricercatori la terapia con la consapevolezza potrebbe essere un’alternativa efficace agli antidepressivi per la prevenzione di una ricaduta, senza grosse differenze nei costi. E potrebbe essere una buona alternativa per le persone che hanno scelto di non usare farmaci.

Sempre i ricercatori, hanno anche suggerito che questa terapia sia più benefica dei farmaci nel prevenire la ricaduta nei pazienti che sono ad alto rischio di riacutizzazione, soprattutto quelli che hanno riportato gravi abusi durante l’infanzia.

Le terapie con la consapevolezza sono inoltre state utilizzate con successo nei seguenti casi:
  • nel trattamento del disturbo d'ansia generalizzato;
  • nella riduzione del bisogno impellente di fumare;
  • nella riduzione della depressione nelle donne affette da fibromialgia.

Gli studi hanno inoltre dimostrato che i rimedi erboristici sono molti più efficaci degli antidepressivi.


Questo articolo è stato originariamente pubblicato su www.greenmedinfo.com. 
Articolo in inglese: 'Mindfulness Therapy Better Than Antidepressants'



http://epochtimes.it/n2/news/la-terapia-con-la-consapevolezza-e-migliore-degli-antidepressivi-2322.html#

Elenco blog personale