giovedì 10 dicembre 2015

L'osservazione dei caratteri e la nascita della psicologia. [...] l'osservazione psicologica dei caratteri si è espressa, in epoca classica, anche nell'arte visuale. Basti pensare non tanto alla statuaria greca, che rappresenta tipi umani molto idealizzat (più simili a dei che a persone), quanto a quella romana.



L'OSSERVAZIONE DEI CARATTERI E LA NASCITA DELLA PSICOLOGIA
Secondo Il critico letterario newyorkese Harold Bloom, la psicologia moderna nasce grazie a William Shakespeare e alla sua brillante osservazione di molteplici caratteri umani.

L'affermazione mi pare tanto apodittica quanto sbagliata; e testimonia del tradimento che gli Stati Uniti d'America e più genericamente il Patto Atlantico hanno inferto da anni all'Europa e alle sue radici, che sono mediterranee prima che atlantiche.

La psicologia moderna non nasce con il pur grandissimo poeta inglese, di cui anche gli americani si fregiano. Nasce piuttosto a cominciare dalla letteratura greca, dai caratteri umani mirabilmente descritti da Omero nell'Iliade e dai grandi tragici: Sofocle, Eschilo, Euripide, e poi dai latini nella loro letteratura epica e tragica: da Virgilio a Seneca. Personaggi come Achille, Ettore, Priamo, Edipo, Antigone, Oreste, Medea, Anchise, Enea, Didone... sono indimenticabili e costituiscono ciascuno una profonda indagine (del tutto psicologica) su un complesso e problematico carattere umano

Ma oltre che nella letteratura, l'osservazione psicologica dei caratteri si è espressa, in epoca classica, anche nell'arte visuale. Basti pensare non tanto alla statuaria greca, che rappresenta tipi umani molto idealizzati (più simili a dei che a persone), quanto a quella romana

Osservate il volto di Lucio Giunio Bruto (545 a.C. circa – 509 a.C.), che fu il fondatore della Repubblica romana. Dal volto traspare un carattere non solo coraggioso, quanto soprattutto amaro, astuto, indomabile. Secondo la tradizione egli abbattè la monarchia romana per fondare la Repubblica dopo che la sua famiglia subì pesanti angherie da parte della famiglia del re.

Il volto reca impressi l'amarezza e l'odio per il trauma subito.
La scultura, che ha 2.500 anni, è un capolavoro di osservazione "clinica".

E osservate il ritratto di questa donna, ritratto su tavola, sempre romano, ma di epoca molto più tarda, già imperiale. Si tratta di uno delle decine di ritratti romani ritrovati ad Al Fayyum, in Egitto, ritratti funerari fatti per ricordare i parenti morti. In questo volto femminile c'è quasi uno stupore malinconco per la propria morte, uno stupore che suscita commozione e un'attenzione (appunto psicologica!) a quell'entità umana che oggi chiamiamo "persona".

Un po' di analisi della formazione culturale dei grandi psicopatologi moderni confermerà questa mia tesi: Freud era un appassionato lettore tanto di Shakespeare quanto di Sofocle, Jung spaziava da Jakob Boeme a Goethe ma i suoi concetti più importanti sono tratti da Aristotele e Platone, Jaspers aveva una padronanza totale della cultura greca sia filosfica che letteraria, Lacan conosceva i tragici greci tanto quanto sant'Agostino e Heidegger, e Hillman ha fondato la sua psicologia archetipica sulla conoscenza dell'ellenismo e del rinascimento.


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