venerdì 4 dicembre 2015

L’articolo 1 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità – approvata il 25 agosto 2006 al Palazzo di Vetro, sede dell’ONU, ed entrata in vigore il 3 maggio 2008 – non indica chi siano le persone con disabilità, ma ribadisce che la disabilità è il risultato dell’interazione tra le caratteristiche delle persone e le barriere attitudinali e ambientali che incontrano. La disabilità è, quindi, la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali e ambientali che rappresentano il contesto in cui vive.


L’articolo 1 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità – approvata il 25 agosto 2006 al Palazzo di Vetro, sede dell’ONU, ed entrata in vigore il 3 maggio 2008 – non indica chi siano le persone con disabilità, ma ribadisce che la disabilità è il risultato dell’interazione tra le caratteristiche delle persone e le barriere attitudinali e ambientali che incontrano.
La disabilità è, quindi, la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali e ambientali che rappresentano il contesto in cui vive
«Disabilità» diventa una parola con connotazione neutra, centrata sulle capacità residue del soggetto, oltre che su quelle mancanti.
La disabilità è una condizione ordinaria del genere umano, non una condizione di salute. 
La persona non è disabile ma può avere o sperimentare disabilità.
Il passaggio dall’essere all’avere cambia radicalmente modelli di approccio, di relazione e di presa in carico.
Si passa da un approccio medico a uno sociale e basato sui diritti umani; si ripensa al linguaggio; si parla di autodeterminazione e uguaglianza, di non discriminazione e società inclusiva, di partecipazione e diritti.



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